Superbonus 110%: Obbligo attestato prestazione energetica (APE)

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Il Decreto Rilancio del 19 maggio 2020 e successive modifiche ha introdotto una lunga serie di misure ed agevolazioni con lo scopo di conferire impulso alle attività imprenditoriali e commerciali del nostro Paese già pesantemente fiaccate dalla crisi sanitaria ed economica.

Tra le opportunità più significative per i consumatori e le imprese vi è, senza dubbio, l’ormai noto Superbonus 110% che può rappresentare un interessante incentivo per porre in essere opere di ristrutturazione edilizia o di efficientamento energetico degli immobili.

Cerchiamo, allora, di approfondire il discorso in merito scoprendo, nel dettaglio, il contenuto della norma ed il suo ambito applicativo (ivi compresi i requisiti necessari per poterne usufruire).

Cos’è il Superbonus 110%?

Si tratta di un’agevolazione che incrementa la percentuale al 110% di detraibilità delle spese sostenute nel periodo compreso tra il 1 luglio 2020 ed il 31 dicembre 2021 in relazione a specifici interventi di natura edilizia, energetica e anti sismica.

Il bonus si aggiunge, quindi, ai già previsti Sismabonus ed Ecobonus e alle agevolazioni già in uso per le opere di ristrutturazione edilizia.

Come funziona il Superbonus 110%?

L’agevolazione consente al cittadino di ottenere una detrazione fiscale pari al 110% della spesa effettuata che può essere spalmata su 5 anni successivi di imposta nei limiti del 22% annuo purché non ecceda l’importo dell’imposta fiscalmente dovuta.

La novità più rilevante della norma risiede nell’opportunità che il legislatore riserva al cittadino stesso che ha facoltà di scegliere se godere delle agevolazioni fiscali in sede di dichiarazione reddituale annuale, oppure di optare per uno sconto immediato in fattura da parte del prestatore d’opera, ovvero di cedere il credito maturato ad un soggetto terzo.

La cessione del credito può essere disposta a favore del fornitore del servizio, ad un soggetto legittimato a riceverlo (persona fisica o impresa) oppure ad un intermediario finanziario.

Il soggetto ricevente potrà a sua volta trasferire il diritto ad altra persona.

Chi può usufruire del Superbonus 110%?

L’agevolazione in oggetto è riservata a:

  • Persone fisiche che detengono la proprietà od altro diritto di godimento reale del bene immobile;
  • Condomini;
  • Istituti autonomi di case popolari;
  • Società senza scopo di lucro (Onlus ed associazioni di volontariato);
  • Società sportive non professioniste per le sole aree adibite a spogliatoio.

Società di capitali ed enti pubblici o privati possono usufruire del bonus limitatamente a specifici casi individuati dal legislatore.

Quali interventi rientrano nel Superbonus 110%?

La disciplina giuridica che individua le opere che rientrano nell’area di applicazione della norma distingue tra interventi principali ed aggiuntivi.

Tra gli interventi trainanti vengono specificati;

  • Interventi anti sismici che, individuati dal precedente Sismabonus, vengono elevati alla percentuale di detraibilità del 110% per il periodo compreso tra 1 luglio 2020 e 31 dicembre 2021;
  • Opere di isolamento termico che riguardano l’involucro di almeno il 25% dell’edificio;
  • Interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale su parti comuni o su edifici singoli.

Vengono considerati aggiuntive le seguenti opere purché eseguite contestualmente ad interventi trainanti:

  • Opere di riqualificazione energetica dell’immobile;
  • Installazione di impianti fotovoltaici;
  • Opere di installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici.

Poiché il legislatore ha posto una specifica stringente in relazione al tesso massimo di spesa possibile per singolo intervento, è bene consultare nel dettaglio l’apposita guida che è scaricabile dal sito ufficiale delle Agenzie delle Entrate.

Va precisato, infine, che non è possibile usufruire del Superbonus 110% se si approfitta già di altre agevolazioni ed incentivi di natura pubblica e che le opere edilizie poste in essere debbono riguardare solo immobili già esistenti e non le nuove costruzioni.

Come ottenere la detrazione?

Gli interventi sopra individuati danno diritto al godimento dell’agevolazione soltanto se funzionali ad un effettivo miglioramento energetico dell’immobile di almeno due classi oppure al raggiungimento della classe energetica massima (A4).

L’attestazione dell’effettiva riqualificazione energetica deve essere certificata dalla redazione dell’APE (attestazione di prestazione energetica) che deve essere prodotto prima dell’inizio dei lavori ed al termine degli stessi.

Cos’è l’APE?

Si tratta di un vero proprio documento che attesta la qualifica energetica di un immobile.

Affinché il documento sia valido deve essere redatto da un soggetto regolarmente accreditato la cui formazione e professionalità viene gestita e super visionata su base regionale, ad esempio un soggetto che ha seguito un corso sulla certifazione energetica accreditato.

Il certificato viene redatto dall’esperto autorizzato grazie all’ausilio di un particolare software che prevede l’inserimento di alcuni dati obbligatori quali:

  • Le caratteristiche planimetriche dell’immobile e la sua esposizione;
  • La descrizione degli impianti necessari alla produzione di acqua calda, riscaldamento e raffreddamento dell’aria;
  • Le caratteristiche strutturale dei muri perimetrali e degli infissi;
  • L’eventuale presenza di sistemi di ricambio dell’aria meccanici;
  • L’eventuale presenza di impianti di energia rinnovabile.

L’elaborazione dei dati immessi determina una sorta di pagella dell’immobile stesso in relazione al grado di efficientamento elettrico raggiunto che viene espresso in base all’attribuzione di una categoria alfanumerica. Il certificato, inoltre, riporta sempre le possibili migliorie che possono essere predisposte per migliorare i consumi energetici.

L’APE è un documento che la normativa richiede obbligatoriamente in taluni casi come un eventuale contratto di locazione oppure un rogito di compravendita oppure, come abbiamo detto, in caso di accesso a taluni incentivi di ordine fiscale.

Metropolitane, nuovi appalti di lavori in arrivo entro il 2021

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Gli interventi per il trasporto rapido di massa saranno finanziati dalle risorse 2018 del Fondo Investimenti. Il 29 ottobre info day per gli enti interessati

In arrivo nuove risorse per la realizzazione e il potenziamento delle metropolitane. È stato pubblicato sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) l’Addendum all’avviso del 1° marzo 2018, che spiega agli Enti locali come richiedere i contributi per finanziare gli interventi sul trasporto rapido di massa e successivamente bandire le gare d’appalto per la realizzazione dei lavori.

Metropolitane, le risorse in campo

Ricordiamo che la Legge di Bilancio 2017 (L.232/2016) ha istituito il Fondo Infrastrutture con una dortazione iniziale di 46 miliardi di euro. All’interno del Fondo, 1,4 miliardi di euro sono stati destinati e assegnati al trasporto rapido di massa. La Legge di Bilancio 2018 (L.205/2017) ha rifinanziato con 36 miliardi di euro il Fondo Infrastrutture, confermando i capitoli di spesa, quindi una nuova disponibilità di risorse per le metropolitane. In realtà il decreto che dovrebbe ripartire con precisione i fondi disponibili sui capitoli di spesa è ancora una bozza. E infatti nè l’avviso nè l’Addendum contengono delle cifre di riferimento. Tanto che nella nota esplicativa dell’avviso si legge “Per quanto riguarda l’assegnazione delle risorse da destinare al completamento e al potenziamento di interventi nel settore dei sistemi di trasporto rapido di massa si può ipotizzare la disponibilità di ulteriori risorse a valere sul Fondo Investimenti, istituito ai sensi dell’articolo 1, comma 140 della legge 11.12.2016, n. 232, e rifinanziato dall’articolo 1, comma 1072 della legge 27.12.2017, n.205”.

Nel frattempo gli Enti locali possono però iniziare a presentare delle proposte.

Trasporto rapido di massa, gli interventi finanziabili

Possono presentare domanda le Città metropolitane e i Comuni capoluogo delle città metropolitane, i Comuni capoluogo di Regione e i Comuni con oltre 100mila abitanti

Al contributo possono accedere gli interventi di rinnovo e miglioramento del parco veicolare, potenziamento e valorizzazione delle linee metropolitane, tranviarie e filoviarie esistenti, realizzazione di linee metropolitane, tranviarie e filoviarie ed estensione/implementazione della rete di trasporto rapido di massa, anche con sistemi ad impianti fissi di tipo innovativo.

La selezione degli interventi sarà eseguita ai sensi del DM n. 300 del 16 giugno 2017, recante le Linee guida per la valutazione degli investimenti in opere pubbliche.

Trasporto rapido di massa, come chiedere i contributi

Per la richiesta dei contributi sono previste die scadenze, la prima il 31 dicembre 2018, la seconda il 30 settembre 2019.

Le istanze devono essere inviate alla Direzione Generale per i Sistemi di Trasporto ad Impianti Fissi e il Trasporto Pubblico Locale ed alla Struttura Tecnica di Missione esclusivamente via pec ai seguenti indirizzi: dg.tpl@pec.mit.gov.it e per conoscenza segreteria.nuovastm@pec.mit.gov.it.

Tutti gli interventi oggetto delle istanze di finanziamento devono prevedere l’assunzione dell’obbligazione giuridicamente vincolante per l’affidamento dei lavori entro il 31 dicembre 2021.

L’addendum ha messo a disposizione l’indirizzo infoistanze2018.TPL@mit.gov.it per fornire assistenza durante la compilazione delle richieste. È stato inoltre organizzato un Info day che si terrà il 29 ottobre 2018 presso la sala Emiciclo della sede del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le Amministrazioni interessate ad intervenire alla giornata informativa, devono segnalare la propria partecipazione entro il 24 ottobre p.v. all’indirizzo di posta elettronica: infoistanze2018.TPL@mit.gov.it.

Servizi di Ingegneria e Architettura: dopo il calo del terzo trimestre, il mercato riprende a correre

servizi ingegneria architettura

Dopo la leggera flessione registrata nel terzo bimestre del 2018, riprende a correre il mercato dei servizi di ingegneria e architettura.

Dopo la leggera flessione registrata nel terzo bimestre del 2018, riprende a correre il mercato dei servizi di ingegneria e architettura. Sulla base dei dati elaborati dal Centro Studi del Consiglio Nazionale Ingegneri, nei mesi di luglio e agosto sono state bandite gare per servizi di ingegneria “tipici” (escludendo dunque gli accordi quadro, i concorsi e le gare che prevedono anche l’esecuzione dei lavori) per un importo complessivo a base d’asta che supera i 111milioni di euro, contro gli 82,4 milioni dello stesso periodo del 2017.

Dei 123 milioni di euro complessivi posti a base d’asta nelle gare per i servizi di ingegneria, oltre il 90% è destinato alle gare per servizi senza esecuzione, mentre i 7 bandi del bimestre per accordi quadro costituiscono quasi il 7% dell’importo complessivo. In netto calo risultano, invece, le somme per i concorsi di progettazione e concorsi di idee, scese dagli oltre 371mila euro del bimestre luglio-agosto del 2017 ai 115mila del corrispondente periodo del 2018.

Limitando l’osservazione ai soli servizi di ingegneria “tipici”, il dato cumulato dei primi otto mesi dell’anno fa comunque registrare un incremento del 22% rispetto allo stesso periodo del 2017, a conferma ulteriore di come il settore stia vivendo, ormai da due anni, una fase decisa di crescita economica.

Una crescita, quella degli ultimi mesi, dovuta anche alla ripresa delle grandi gare: tra i bandi di luglio e agosto, la quota di gare per servizi di ingegneria “tipici” (esclusi dunque, tra gli altri, gli accordi quadro) con importo superiore al milione di euro ha superato il 4% contro appena l’1,8% di maggio-giugno. Continua a calare, al contrario, la quota di gare con importo inferiore ai 40mila euro (gare che potrebbero essere affidate direttamente senza gara) che nel bimestre in esame è pari al 39%.

Anche nell’ambito delle gare assegnate, prosegue la fase congiunturale positiva: nel bimestre luglio-agosto gli importi medi di aggiudicazione hanno superato i 162mila euro, 26mila in più di quanto rilevato nel bimestre precedente. Ne traggono vantaggio anche i liberi professionisti che vedono aumentare l’importo medio delle gare loro affidate da 43.536 euro a 57.662 euro.

Ciò nonostante, la quota di mercato appannaggio dei liberi professionisti si mantiene costante intorno al 17%.

Fonte: UnioneIngegneri.com

Pubblicata la gara di progettazione per il nuovo Ospedale di Salerno: come candidarsi alla gara?

gara di appalto salerno

Si tratta di una procedura aperta secondo quanto previsto dall’articolo 60 del nuovo Codice degli appalti con un valore intorno ai 18 milioni di euro

È stata pubblicata il 21 settembre la gara di progettazione per la realizzazione del nuovo Ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno.

La Regione Campania, attraverso So.Re.Sa. Spa in qualità di stazione appaltante ausiliare, ha pubblicato il bando per la progettazione del nuovo complesso ospedaliero che avrà le caratteristiche di un policlinico universitario, e che offrirà servizi di un Dea di secondo livello con una potenzialità di circa 716 posti letto. Il nuovo ospedale prenderà il posto dell’attuale “plesso Ruggi”. Si tratta di una procedura aperta secondo quanto previsto dall’articolo 60 del nuovo Codice degli appalti con un valore intorno ai 18 milioni di euro, e potranno parteciparvi professionisti del settore, da soli o in associazione temporanea, che rientrino nei requisiti previsti dalla normativa vigente.

Il nuovo ospedale di Salerno è un’opera decisiva considerando che l’attuale struttura per i propri limiti è destinata alla chiusura – ha dichiarato il Presidente Vincenzo De Luca. Si tratta di una scelta coraggiosa.

Trovare complessivamente risorse per 400 milioni di euro per questa realizzazione è stato davvero un miracolo. Seguiremo con attenzione tutti i passaggi amministrativi fino alla realizzazione dell’opera, che diventa parte essenziale della rete ospedaliera regionale insieme all’Ospedale del Mare e al Policlinico di Caserta.

Fonte: UnioneArchitetti.com

Consultazione su Codice Appalti: verso un ritorno al passato?

cna installazione impianti

La consultazione pubblica voluta dal Ministro Toninelli sulle linee guida di semplificazione del Codice Appalti non può costituire un alibi per tentare di ritornare al passato

“La consultazione pubblica voluta dal Ministro Toninelli sulle linee guida di semplificazione del Codice Appalti – afferma Guido Pesaro, Responsabile Nazionale CNA Installazione Impianti – non può costituire un alibi per tentare di ritornare al passato”. Non sono infatti passate inosservate alcune prese di posizione tendenti a ripristinare regole e modalità che vanificherebbero alcuni, ma importanti e fondamentali aspetti che caratterizzano il testo del D.lgs 50/2016 rispetto alla normativa precedente.

Progettazione esecutiva e messa in soffitta dell’appalto integrato sono state tra le novità che hanno positivamente contraddistinto la nuova legislazione sugli appalti ed ipotizzare un ripristino dell’appalto integrato significa, nei fatti, riaprire la strada a quegli sprechi ed abusi che hanno caratterizzato il passato.

“Piuttosto – continua Pesaro – va superato il problema della scarsa suddivisione degli appalti in lotti da parte delle stazioni appaltanti, criticità che di certo non favorisce le piccole imprese, e quello della qualificazione delle stazioni appaltanti stesse”.

Un discorso a parte, poi, CNA Installazione Impianti lo riserva al tema del subappalto. Per le imprese impiantistiche sono infatti dirimenti sia la necessità di mantenere inalterato il tetto del 30% al subappalto, calcolato sull’intero importo del contratto che l’impossibilità per l’appaltatore di qualificarsi anche attraverso i lavori affidati in subappalto.

“Deve essere chiaro – sottolinea il Responsabile degli impiantisti CNA – che adottare soluzioni diverse significherebbe solo ed esclusivamente favorire quelle ‘scatole vuote’ che hanno contribuito non poco ad inquinare e dequalificare il sistema degli appalti pubblici. Inoltre – conclude Pesaro – non sarebbero in alcun modo accettabili per le piccole imprese retromarce rispetto all’obbligo del pagamento diretto dei subappaltatori”.

Fonte: UnioneIngegneri.com

Nuove opportunità di lavoro per i professionisti

corsi e-learning

AVVISO PUBBLICO PER L’AFFIDAMENTO DI INCARICO PER PROGETTAZIONE ESECUTIVA, DIREZIONE LAVORI R COORDINAMENTO SICUREZZA IN FASE DI PROGETTAZIONE ED ESCUZIONE DI IMPORTO INFERIORE A EURO 40.000,00

Riqualificazione impianti di illuminazione pubblica
Avviso pubblico per l’affidamento di incarico per progettazione esecutiva, direzione lavori e coordinamento sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione di importo inferiore a euro 40.000,00 per la Riqualificazione impianti di illuminazione pubblica.

ASS COMUNE DI MONTESILVANO · MONTESILVANO (PE), ITALIA · SCADENZA 01/10/2018

Responsabile Servizio di Prevenzione e Protezione
Avviso esplorativo per manifestazione di interesse finalizzata all’affidamento dell’incarico di responsabile del servizio di prevenzione e protezione (rspp) e di consulenza in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro ai sensi del d.lgs. n. 81/2008 e s.m.i. per l’azienda speciale per i servizi sociali del comune di Montesilvano (PE)

Cagliari: Il mercato immobiliare dell’area metropolitana cagliaritana osservatorio prezzi e scenari immobiliari

Grande successo per la presentazione dell’osservatorio immobiliare Fiaip Cagliari riguardante la “vecchia” provincia di Cagliari, giunto alla seconda edizione e arricchito dal sito a Lui dedicato, tenutosi il 15 giugno, presso la sede della Confindustria Sardegna Meridionale.

Hanno partecipato oltre al presidente regionale Fiaip Angelo Bianchi, il presidente provinciale di Cagliari Rosamaria Rizzo, anche il vice presidente vicario con delega all’ufficio studi Mario Condò De Satriano, l’assessore alla pianificazione strategica urbanistica del Comune di Cagliari dottoressa Francesca Ghirra, il presidente della camera di commercio di Cagliari dottor Maurizio De Pascale, il referente provinciale osservatorio immobiliare (OMI) l’ingegner Gianfranco Manca.

Nell’occasione, oltre ad analizzare l’andamento del mercato immobiliare della città metropolitana, si sono affrontati i temi delle politiche abitative e dello sviluppo urbanistico del capoluogo. Il vice presidente vicario Condò De Satriano, ha sottolineato che l’andamento delle compravendite ha registrato un leggero trend positivo.

“Le quotazioni immobiliari di quest’anno si attestano sui livelli dello scorso anno” ha affermato la Rosamaria Rizzo presidente provinciale Fiaip Cagliari.

L’ingegner Manca dell’OMI ha altresì affermato che: “soprattutto nell’hinterland, le pezzature – in fatto di mq – più richieste, sono quelle intorno ai 70 mq. poiché vista la poca natalità e la differenza economica di molti nuclei familiari si preferisce dirottare l’acquisto su piccoli appartamenti”.

In conclusione, visiti i numerosi interventi, il Presidente Regionale fiaip Sardegna Angelo Bianchi ha sottolineato che “eventi come questo, rappresentino uno strumento importante per gli addetti al settore, che possono aiutare il dibattito, aiutando a capire quali siano le azioni da mettere in campo per far partire nuovamente il comparto immobiliare”.

Tecnologia: ENEA, inaugurato a Portici il supercomputer più potente del Sud

ENEA-PORTICI inaugurazione CRESCO 6Inaugurato presso il Centro ricerche ENEA di Portici, vicino Napoli, il supercomputer CRESCO6, l’infrastruttura di calcolo più potente del Mezzogiorno e di assoluta rilevanza nell’intero panorama scientifico italiano grazie ad una capacità computazionale di 700mila miliardi di operazioni matematiche al secondo (700TeraFlops). All’inaugurazione ha partecipato anche il professor Jack Dongarra dell’Università del Tennessee, tra i maggiori esperti mondiali di supercalcolo, oltre a primarie aziende italiane come Eni e Avio.

“Con CRESCO6 miriamo a diventare un punto di riferimento nazionale per enti pubblici, università e imprese ad alto contenuto tecnologico, fornendo strumenti di simulazione e modellistica di ultima generazione a supporto delle attività di ricerca e sviluppo”, sottolinea Silvio Migliori, responsabile della divisione ENEA Sviluppo Sistemi per Informatica e ICT.

“Grazie a una potenza di calcolo 7 volte superiore alle precedenti versioni, saremo in grado di effettuare in poche settimane elaborazioni dati che prima richiedevano un anno di lavoro, come creare modelli predittivi per lo studio del cambiamento climatico e previsioni dell’inquinamento dell’aria con un dettaglio territoriale molto accurato”, prosegue Giovanni Bracco, responsabile del laboratorio ENEA Infrastrutture per il Calcolo Scientifico.

Oltre a clima e qualità dell’aria, sono molti i settori di applicazione del supercomputer ENEA: dallo studio di nuovi materiali per la produzione di energia pulita alle simulazioni per la gestione delle infrastrutture critiche, dalle biotecnologie alla chimica computazionale, dalla fluidodinamica per il settore aerospaziale allo sviluppo di codici per la fusione nucleare.Frutto della partnership tra ENEA e CINECA, il maggiore centro di calcolo in Italia, CRESCO6 andrà ad affiancarsi ad altri due supercomputer dell’Agenzia (da circa 125 TeraFLOPS complessivi) già istallati e operativi nel Centro ricerche ENEA di Portici.

Il nuovo sistema di supercalcolo rientra tra le azioni strategiche previste dal piano di sviluppo 2018-2020 dell’ENEA per confermarsi tra i maggiori attori nazionali dell’High Performance Computing (HPC). “L’obiettivo è ora di completare l’infrastruttura con una connessione di rete a 10 Gb/s e di potenziare le attività di elaborazione dei big data nei settori energia, mobilità sostenibile, smart city e tutela dei beni culturali, ma anche garantire la nostra partecipazione a centri di eccellenza a livello internazionale, come l’Energy oriented Centre of Excellence for computing applications (EoCoE), di cui ENEA è partner”, afferma Massimo Celino, esperto ENEA in scienza dei materiali computazionale.

EoCoE è uno degli otto centri di eccellenza europei per le applicazioni del supercalcolo finanziati dal programma UE Horizon 2020 con l’obiettivo di garantire il posizionamento europeo nell’HPC e accelerare la transizione energetica verso un’economia low carbon in settori strategici, quali nuovi materiali, cambiamenti climatici, ricerca sulla fusione nucleare, gestione dell’acqua e sviluppo di nuovi modelli numerici, che possono sfruttare la crescente potenza computazionale delle infrastrutture HPC come CRESCO6.

Link alle animazioni elaborate con CRESCO6 e alle interviste agli esperti ENEA (Silvio Migliori, Giovanni Bracco e Massimo Celino), al prof. Jack Dongarra dell’Università del Tennessee e uno dei massimo esperti mondiali di supercalcolo e a Paolo Bellomi, responsabile tecnico di AVIO

Fonte: UnioneIngegneri.com

Un nuovo bando per la realizzazione di impianti sportivi

Partirà a breve il nuovo bando da 100 milioni di euro per la realizzazione e completamento degli impianti sportivi nelle periferie italiane.