COVID 19: obbligo di informativa ai dipendenti

stop covid 19

Dal 18 maggio quasi tutte le aziende e le attività commerciali hanno ripreso la loro attività.

La riapertura è stata però subordinata al rispetto di rigorose regole di distanziamento sociale e disinfezione continua dei locali, oltre, ovviamente, ad una sanificazione completa prima dell’apertura. Il datore di lavoro deve portare a conoscenza i propri dipendenti di tutte le regole che devono essere rispettate sul luogo di lavoro.

Elenchiamo qui di seguito, le più importanti

  • Gli ingressi in azienda dovranno essere contingentati per evitare assembramenti, quindi ampliare i turni di lavoro, per far sì che in uno stesso posto permangano poche persone e ben distanziate fra loro. Se necessario si dovrà quindi rimodulare la produzione.
  • Dovrà essere giornalmente misurata la temperatura corporea a tutto il personale e i visitatori e contattare tempestivamente il medico in caso di manifestazione febbrile.
  • Riguardo l’accesso di fornitori esterni e visitatori in azienda, dovrà essere definita la procedura di ingresso, transito e uscita, per ridurre al minimo i contatti fra gli individui.
  • Prima di riaprire, ogni azienda dovrà provvedere alla sanificazione dei locali. Sanificare vuol dire porre in essere tutti quei procedimenti atti alla distruzione di virus e agenti patogeni, non si tratta quindi di una semplice pulizia. È opportuno rivolgersi ad aziende che abbiano i requisiti e le autorizzazioni per fare sanificazione, che possono esercitare l’attività (codice Ateco 81.29.10) e che sono abilitate al rilascio della relativa certificazione.
  • Punto importantissimo sono i dispositivi di protezione individuale, ogni lavoratore dovrà indossare mascherine, guanti e, ove necessario, visiere protettive.
  • Le postazioni di lavoro con PC devono essere separati con pannelli in plexiglass di dimensioni tali da garantire la distanza interpersonale.

Per assicurare il rispetto delle regole, nelle aziende verrà costituito un comitato di controllo con la partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori. Nei casi in cui questo non sia possibile, a vigilare saranno invece comitati territoriali o settoriali.

Se ogni cittadino si atterrà scrupolosamente alle regole, si può ben sperare di lasciarci questa pandemia alle spalle e ritornare a far crescere e prosperare il nostro sistema produttivo.

Come Diventare Progettista AutoCAD

La figura del progettista o del disegnatore AutoCAD coniuga il disegno industriale e tecnico con l’utilizzo professionale del programma AutoCAD della Autodesk.

Il mercato del lavoro oggi, tanto le piccole industrie quanto le grandi realtà, cercano progettisti/disegnatori AutoCAD (Corso AutoCAD 2D, 3D e Rendering), ma è molto difficile trovarne.

A rendere importante la conoscenza del software Autodesk è la estrema versatilità del suo utilizzo in molti settori lavorativi e della industria.

Si può progettare praticamente qualsiasi cosa:

  • dalle strade agli edifici
  • dai grattacieli alle componenti elettroniche
  • ma anche borse, bracciali ed accessori per la moda.

Peculiarità del software Autodesk è proprio la sua adattabilità a vari settori dell’industria, il progettista può, quindi acquisire delle competenze estremamente versatili che potrà facilmente sfruttare in diverse posizioni lavorative.

Come dicevamo, l’utilizzo di Autocad è moto ricercato ma al momento è una prerogativa di pochi, ragion per cui sembra importante cogliere questa opportunità per riqualificarsi professionalmente e per arricchire il proprio curriculum con una specializzazione specifica.

Per diventare un buon progettista/disegnatore AutoCAD bisogna frequentare dei corsi post-diploma poiché la sola formazione universitaria non è sufficiente.

Il corso scelto dovrà mettere lo studente nelle condizioni di usare il software con padronanza e versatilità e di  realizzare progetti sia in 2D che in 3D.

Scopri di più: Corso AutoCAD 2D, 3D e Rendering

COVID-19: Il documento di valutazione dei rischi (DVR) va aggiornato?

dvr covid-19

Ogni attività lavorativa, già prima dello stato di pandemia, doveva essere in regola con la sicurezza nei luoghi di lavoro e con la redazione del DVR (Documento di valutazione dei rischi), in cui rientra anche la valutazione dei rischi specifici. In questo periodo il dilemma di molte aziende è se aggiornare o meno il Documento di valutazione dei rischi o se affrontare solo la valutazione del rischio biologico in azienda. La risposta non può essere sicuramente univoca, vediamo un pò di attuare un ragionamento logico.

Ricordiamoci come nel nostro ordinamento una fonte di grado inferiore non può contrastare una norma contenuta in una fonte di grado superiore (gerarchia delle fonti del diritto), i DPCM non possono esulare i datori di lavoro all’applicazione del D. Lgs. 81/08 s.m.i.

I Protocolli firmati nelle scorse settimane dalle parti sociali e promossi su invito del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei vari Ministri, non sono obbligatori ma un valido “strumento” per la tutela del datore di lavoro.

Quindi una prima affermazione è che tutte le aziende devono avere un DVR, inoltre, per una maggior tutela del datore di lavoro e dei lavoratori nel contrasto ed il contenimento della diffusione del Virus Covid-19 tale documento deve essere integrato con un protocollo organizzativo. Se il protocollo organizzativo non modifica il processo produttivo o l’organizzazione aziendale a livelli significativi, per quanto concerne la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e/o le misure di prevenzione e protezione, il Documento di valutazione dei rischi può non essere aggiornato.

Se in un’azienda sanitaria, il datore di lavoro o il dirigente ha provveduto a:

  • redigere il DVR;
  • Formare ed informare i lavoratori anche sul rischio biologico;
  • Addestrare i lavoratori all’uso dei DPI;
  • Valutare il rischio biologico endogeno

Possiamo concludere, anche in questo caso generico, che il Documento di valutazione dei rischi può non essere aggiornato, bisogna solo integrarlo con il rispetto del protocollo firmato dalle parti sociali. In ogni caso se proprio dobbiamo aggiornare i DVR facciamolo dopo aver applicato le misure atte al contrasto e il contenimento del VIRUS COVID-19.

Quali corsi di formazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro si possono fare in videoconferenza?

corsi video conferenza da casa

Con l’Italia ferma da più di un mese a causa di quest’epidemia di Coronavirus, la maggior parte degli imprenditori e dei loro dipendenti si ritrovano forzatamente a casa.

E’ importante in questo difficile momento non scoraggiarsi e, anzi, utilizzare questo tempo che inaspettatamente ci siamo trovati libero, per arricchire la nostra formazione professionale e il nostro bagaglio culturale. In questo la tecnologia ci viene in aiuto: con la videoconferenza è possibile infatti riprodurre un’aula in forma virtuale, con tutti i vantaggi che questa comporta, in termini di interazione col docente, partecipazione attiva, ecc.

Docente e discenti sono collegati contemporaneamente attraverso piattaforme dedicate e possono vedersi e interagire, proprio come durante una lezione di presenza. A proposito delle imprese, si possono espletare in videoconferenza tutti gli obblighi formativi previsti dal D.Lgs. 81/08, in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, sia per il datore di lavoro che per i lavoratori.

Quali corsi di formazione si possono fare in videoconferenza?

Vi rientrano i corsi di:

E’ possibile anche fare in videoconferenza i corsi PES/PAV/PEI Addetti ai lavori elettrici, obbligatorio per tutti coloro che lavorano sugli impianti elettrici, nonché il corso per Responsabili e Addetti alla manutenzione di Cabine Elettriche MT/MT e MT/BT, anche questi obbligatori per legge.

Chiaramente la videoconferenza è prevista solo per quei corsi interamente teorici o, nel caso di corsi con parte teorica e parte pratica, la videoconferenza assolve esclusivamente la parte di teoria, restando la parte pratica sospesa fino a quando non sarà possibile espletarla.

Disegnatore/Progettista AutoCAD: professione e formazione

corso autocad

Il mestiere del progettista autocad è oggi molto ambito

La figura del progettista o del disegnatore AutoCAD coniuga il disegno industriale e tecnico con l’utilizzo professionale del programma AutoCAD della Autodesk.
Il mercato del lavoro oggi, tanto le piccole industrie quanto le grandi realtà, cercano, con scarsi risultati, progettisti/disegnatori AutoCAD.
A rendere importante la conoscenza del softwer Autodesk è la estrema versatilità del suo utilizzo in molti settori lavorativi e della industria.

La formazione per diventare progettista disegnatore AutoCAD consente di lavorare in moltissimi campi, dalla urbanistica (progettazione di edifici, strade etc) alla gioielleria ad esempio.
Per diventare un buon progettista/disegnatore AutoCAD bisogna frequentare dei corsi post-diploma poiché la sola formazione universitaria non è sufficiente.

Il corso scelto dovrà mettere lo studente nelle condizioni di usare il software con padronanza e di conseguire la certificazione necessaria a lavorare e riconosciuta a livello internazionale.

Misure da adottare in azienda ai tempi del Coronavirus

misure da adottare covid-19

Il 14 marzo 2020 il Governo e le parti sociali hanno firmato un “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”.

In questo difficile momento storico è indispensabile attuare specifiche misure per la tutela e la salute dei lavoratori. L’obiettivo del protocollo è fornire indicazioni operative necessarie a limitare al massimo i rischi negli ambienti di lavoro non sanitari. Nel protocollo condiviso con le parti sociali vengono elencate le misure che le imprese devono adottare per prevenire il rischio di contagio da COVID-19: rischio biologico generico. Tali disposizioni vanno ad aggiungersi a quelle già stabilite nel decreto coronavirus DPCM dell’11 marzo 2020.

Obblighi di informazione

Le aziende, sono obbligate ad informare tutti i lavoratori, fornitori, visitatori occasionali circa le disposizioni delle Autorità in materia di prevenzione del contagio da coronavirus. Vi è l’obbligo di affissione e/o consegna di dépliant illustrativi nei luoghi più visibili all’interno dell’azienda.

Contenuti dell’informativa:

  • Obbligo di rimanere nel proprio domicilio in presenza di febbre (oltre 37.5°) o altri sintomi influenzali e di chiamare il proprio medico di famiglia e l’autorità sanitaria;
  • Consapevolezza e accettazione del fatto di non poter fare ingresso o di poter permanere in azienda e di doverlo dichiarare tempestivamente laddove, anche successivamente all’ingresso, sussistano le condizioni di pericolo (sintomi di influenza, temperatura, provenienza da zone a rischio, contatto con persone positive al virus nei 14 giorni precedenti, etc);
  • Impegno a rispettare tutte le disposizioni delle Autorità e del datore di lavoro nel fare accesso in azienda (in particolare, mantenere la distanza di sicurezza, lavarsi spesso le mani, pulire e sanificare regolarmente i locali di lavoro);
  • Impegno a informare tempestivamente e il datore di lavoro della presenza di qualsiasi sintomo influenzale durante l’espletamento della prestazione lavorativa, avendo cura di rimanere ad adeguata distanza dalle persone presenti;
  • Il datore di lavoro è tenuto ad informare preventivamente il personale, e chiunque intende fare ingresso in azienda, del divieto di accesso a chi, negli ultimi 14 giorni, abbia avuto contatti con soggetti risultati positivi al COVID-19 o provenga da zone a rischio secondo le indicazioni dell’OMS

Obblighi datori di lavoro

In riferimento al DPCM 11 marzo 2020, punto 7, durante il periodo dell’emergenza dovuta al COVID-19, le imprese potranno disporre la chiusura di tutti i reparti diversi dalla produzione o, comunque, di quelli per i quali è possibile il funzionamento mediante il ricorso allo smart working.

Si può procedere anche ad una rimodulazione dei livelli produttivi.

Le aziende sono invitate, nel rispetto delle disposizioni, a realizzare un piano di turnazione dei dipendenti dedicati alla produzione, con l’obiettivo di diminuire al massimo i contatti e di creare assembramenti. I datori di lavoro dovranno permettere lo smart working per tutte quelle attività che possono essere svolte presso il domicilio o a distanza.

Sono sospese e annullate tutte le trasferte/viaggi di lavoro nazionali e internazionali, anche se già concordate o organizzate. Il personale, prima dell’accesso al luogo di lavoro, potrà essere sottoposto al controllo della temperatura corporea. Se tale temperatura risulterà superiore ai 37,5°, non sarà consentito l’accesso ai luoghi di lavoro. Le persone in tale condizione – nel rispetto delle indicazioni riportate in nota – saranno momentaneamente isolate e fornite di mascherine, non dovranno recarsi al Pronto Soccorso e/o nelle infermerie di sede, ma dovranno contattare nel più breve tempo possibile il proprio medico curante e seguire le sue indicazioni.

Ogni azienda dovrà assicurare la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago, nonché mettere a disposizione idonei detergenti per le mani. Deve essere garantita la pulizia e la sanificazione periodica di tastiere, schermi touch, mouse con adeguati detergenti, sia negli uffici, sia nei reparti produttivi. La sanificazione periodica e la pulizia giornaliera, con appositi detergenti, dovranno essere garantiti anche per i locali mensa, le tastiere dei distributori di bevande e snack.

Per quanto riguarda gli spazi comuni, quali mense aziendali, aree fumatori e spogliatoi, è consentito un tempo ridotto di sosta all’interno di tali spazi e con il mantenimento della distanza di sicurezza di 1 metro tra le persone che li occupano. Devono essere favoriti gli orari di ingresso/uscita scaglionati, in modo da evitare il più possibile contatti nelle zone comuni.

Quali DPI devono essere utilizzati in azienda per prevenire COVID-19?

Qualora le mansioni svolte impongano di lavorare a distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative, è necessario l’uso delle mascherine, e altri dispositivi di protezione come guanti, occhiali, tute, cuffie, camici, conformi alle disposizioni delle autorità scientifiche e sanitarie.

Il DPI più importante da utilizzare in questo momento sono sicuramente le mascherine. Aerosol e particelle di polveri sottili sono rischiose per la salute dei lavoratori e da non sottovalutare poiché rappresentano un pericolo subdolo in quanto invisibili e impercettibili. Per proteggere il lavoratore si utilizzano le semi maschere filtranti che possono essere di tre tipologie di protezione: FFP1, FFP2, FFP3. Queste maschere proteggono da aerosol, polveri fini acquose e oleose e dal fumo ma non da odori sgradevoli.

Le mascherine sono indispensabili per la protezione delle vie respiratorie. Grazie alle tecnologie avanzate, le mascherine, oltre a proteggere bene, non creano resistenza respiratoria e le particelle bloccate dal filtro non danno problemi alla respirazione neanche in seguito all’uso prolungato della mascherina.

  • Mascherine FFP1: utilizzate nei luoghi di lavoro dove sono presenti polveri e aerosol tossici o fibrogeni e dove il valore limite di esposizione viene superato più di 4 volte. Filtrano fino all’80% di particelle fino a 0,6 μm.
  • Mascherine FFP2: utilizzate nei luoghi di lavoro dove nell’aria sono presenti sostanze dannose che possono provocare persino mutazioni genetiche e devono essere utilizzate quando il valore limite di esposizione occupazionale supera le 10 volte. Le mascherine FFP2 filtrano fino al 90% di particelle fino a 0,6 μm.
  • Mascherine FFP3: sono le mascherine che preservano nei luoghi di massimo inquinamento della aria. La protezione è del 99 % da particelle fino a 0,6 μm. Proteggono da sostanze tossiche e cancerogene.

Per l’attuale emergenza Corona Virus è fortemente consigliato l’uso delle mascherine FFP3.

Presenza di un dipendente risultato positivo al covid-19 che fare?

Nel caso in cui una persona presente in azienda sviluppi febbre e sintomi di infezione respiratoria COVID-19 quali la tosse, lo deve dichiarare immediatamente all’ufficio del personale, si dovrà procedere al suo isolamento in base alle disposizioni dell’autorità sanitaria e a quello degli altri presenti dai locali, l’azienda procede immediatamente ad avvertire le autorità sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il COVID-19 forniti dalla Regione o dal Ministero della Salute.

L’azienda è obbligata a denunciare la presenza sospetta e collaborare con le Autorità sanitarie per la definizione degli eventuali “contatti stretti” con altre persone presenti in azienda, al fine di permettere alle autorità di applicare le necessarie e opportune misure di quarantena. Nel periodo dell’indagine, l’azienda potrà chiedere agli eventuali possibili contatti stretti di lasciare cautelativamente lo stabilimento, secondo le indicazioni dell’Autorità sanitaria.

Nel caso di presenza di una persona positiva COVID-19 all’interno dei locali aziendali, si dovrà procede alla pulizia e sanificazione dei suddetti secondo le disposizioni della circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute nonché alla loro ventilazione.

Covid-19, misure da adottare all’ingresso dei fornitori in azienda

Per l’accesso di fornitori esterni le aziende devono individuare procedure di ingresso, transito e uscita, mediante modalità, percorsi e tempistiche predefinite, al fine di ridurre le occasioni di contatto con il personale in forza nei reparti/uffici coinvolti. Per le necessarie attività di approntamento delle attività di carico e scarico, il trasportatore dovrà attenersi alla rigorosa distanza di un metro.
Se possibile, gli autisti dei mezzi di trasporto devono rimanere a bordo dei propri mezzi: non è consentito l’accesso agli uffici per nessun motivo. Per fornitori/trasportatori e/o altro personale esterno individuare/installare servizi igienici dedicati, prevedere il divieto di utilizzo di quelli del personale dipendente e garantire una adeguata pulizia giornaliera.
Ove presente un servizio di trasporto organizzato dall’azienda va garantita e rispettata la sicurezza dei lavoratori lungo ogni spostamento.

Adempimenti formativi obbligatori

Considerata la situazione di emergenza causata dal COVID-19 e i disagi che ne conseguono, per adempiere agli obblighi formativi, si può ricorrere alla formazione a distanza, sia in modalità asincrona, ove prevista, che sincrona ossia in video conferenza.
La piattaforma consente di rispettare le disposizioni IORESTOACASA, evitando di esporvi ad eventuali rischi, e aggiornarvi al meglio, sui temi salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Tutto sulla Lavagna interattiva multimediale

uso didattico della lim eipass

LIM è l’acronimo di lavagna interattiva multimediale anche chiamata smart board o lavagna digitale.

La Lavagna interattiva multimediale, oppure meglio conosciuta come LIM, è indispensabile per i docenti nell’era digitale; è uno strumento ormai disponibile in molte aule del sistema scolastico italiano e permette al docente di svolgere molte funzioni multimediali durante le lezioni. Con la LIM, infatti, si possono fare tantissime cose grazie alle sue infinite potenzialità, questo ha reso obsoleta la tradizionale lavagna, ma non l’ha del tutto surclassata.
E’ indispensabile che i docenti, e tutti coloro che lavorano nell’istruzione imparino ad utilizzare la lavagna interattiva multimediale, L.I.M., è possibile seguire un corso LIM online per ottemperare a tale mancanza.

Come funziona il corso LIM online

Le lezioni si svolgono su piattaforma e-learning, e anche l’esame si può svolgere online comodamente da casa, dopodiché una volta superato si potrà ottenere immediatamente l’attestato online.

Ma come funziona ed è fatta la LIM?

La LIM è una lavagna bianca su cui vengono proiettati, da un computer, i contenuti multimediali. Il docente, o chi la utilizza, può interagire direttamente con la immagine proiettata sulla lavagna utilizzando le dita o una penna a seconda della tecnologia utilizzata dalla smart board. La LIM ha più o meno le dimensioni della lavagna tradizionale ma pesa molto di più, ci sono modelli che superano i 20kg.

La LIM non va confusa con la lavagna luminosa, la LIM è infatti, uno strumento interattivo a differenza della lavagna luminosa che è uno strumento passivo sul quale semplicemente si possono proiettare delle immagini.

La LIM funziona grazie ad un sistema simile a quello di ipod e smartphone ovvero il touch screen. Tra le funzioni della LIM c’e la modalità whiteboard che permette di simulare la scrittura a mano libera proprio come se si stesse scrivendo su una lavagna tradizionale ma senza dover utilizzare i gessetti e con la possibilità di cambiare spessore del tratto e colore.

Per l’utilizzo della LIM occorrono:

  • Computer
  • Cavi
  • Superficie interattiva per proiettare
  • Video proiettore
  • Penna interattiva
  • Telecomando
  • Supporti per la superficie interattiva

Amministratore di condominio: ruolo, requisiti e compensi

corso amministratore di condominio

Chi è l’amministratore di condominio

La legge italiana stabilisce che i poteri esecutivi in un condominio siano affidati alla figura dell’amministratore di condominio. L’amministratore di condominio, oltre a gestire beni e spazi comuni, attua le decisioni prese dall’assemblea condominiale e risponde legalmente per il condominio che amministra. L’amministratore di condominio può essere una persona fisica o una società se a norma di legge. L’amministratore di condominio è una figura obbligatoria nelle strutture con più di otto inquilini, viene nominato dalla assemblea e la carica dura un anno con rinnovo automatico. La nomina può essere revocata esclusivamente dalla assemblea. Precisiamo che non esiste un albo degli amministratori di condominio.

Requisiti dell’amministratore di condominio

Quando a svolgere il compito dell’amministratore di condominio è una persona fisica questo deve essere in possesso di alcuni requisiti:

Se a svolgere l’incarico è uno dei condomini e dunque non un amministratore professionale esterno, i requisiti sulla formazione, punti 1 e 2 dell’elenco sopra, non sono necessari.

Compenso dell’amministratore di condominio

L’amministratore di condominio deve dichiarare la cifra esatta del compenso richiesto al momento della nomina. Il compenso deve essere indicato voce per voce con precisione.

Le nomine che non riportano la voce del compenso saranno ritenute nulle.

Certificazione F-Gas: tutto quello che devi sapere

Corso Frigorista per Condizionatori F Gas

Le aziende e il personale che lavorano con i gas fluorurati, responsabili dell’effetto serra, devono essere in possesso della certificazione obbligatoria FGAS, ovvero un documento obbligatorio che attesta la idoneità al lavoro.

La normativa che regola la certificazione è il DPR n.43/2012 recante attuazione del regolamento n.842/2006 della comunità europea approvato nel mese di marzo 2018 in fase preliminare.

Tra le novità approvate dal nuovo DPR la più importante impone che le aziende e le persone fisiche, iscritte nel registro senza regolare certificazione, dovranno essere automaticamente eliminati dal registro se non conseguiranno la certificazioni entro otto mesi dalla iscrizione.

Il Patentino del Frigorista attesta le competenze del personale, la “certificazione degli strumenti e delle procedure” le competenze delle aziende.

Per sostenere l’esame e conseguire la certificazione è necessario che il candidato sia maggiorenne e idoneo allo svolgimento della attività professionale. Per sostenere l’esame bisogna inoltre conoscere le norme di sicurezza e salute sul luogo di lavoro con particolare riferimento a impianti elettrici e manutenzione della strumentazione e conoscere il funzionamento del ciclo frigorifero.

Dal momento del conseguimento la certificazione ha una validità di 10 anni e verrà rinnovata dall’ente certificatore, su richiesta dell’interessato, trascorso quel periodo.

Durante i 10 anni il lavoratore dovrà rispettare tutte le norme e non aver subito ne reclami ne provvedimenti disciplinari,aver svolto almeno un intervento e aver pagato regolarmente le quote annuali di certificazione.

Le imprese e i lavoratori devono iscriversi, esclusivamente per via telematica, al Il Registro Telematico Nazionale istituito presso il Ministero dell’Ambiente ed è gestito dalla Camera di Commercio competente.

Facciamo un pò di chiarezza sulla Certificazione Linguistica Inglese

certificazione inglese

La certificazione linguistica inglese sta avendo, negli ultimi anni, una rapida e notevole diffusione.

Si tratta, per chi la consegue, del riconoscimento, a livello nazionale ed europeo, della conoscenza della lingua inglese. Sono stati stabiliti, a livello europeo, degli standard comuni di conoscenza della lingua inglese, specifici per ciascun livello: si va da A1, che indica una conoscenza scolastica, per proseguire con A2, B1, B2, C1, fino a C2 che è l’ultimo livello, equiparabile a quello di una persona madrelingua inglese.

Dunque se si consegue l’attestato presso un ente certificatore riconosciuto e accreditato, la certificazione viene riconosciuta in ambito sia nazionale che europeo. E ciò, nell’ottica di un’eliminazione delle barriere e della libera circolazione di persone, che è tra i pilastri fondanti dell’Unione Europea.

La certificazione linguistica, che attesta il proprio livello di conoscenza della lingua, dà una serie di vantaggi e agevolazioni, tra cui:

  • In ambito universitario, se nel piano di studi è prevista la lingua inglese (al di fuori delle facoltà di Lingue), non occorre sostenere l’esame, viene riconosciuta la materia nel piano di studi.
  • Dà punteggio nelle graduatorie di II e III fascia, sia docenti che personale ATA.
  • Dà punteggio nei concorsi pubblici, sia pubblica amministrazione che forze armate.
  • In ultimo, arricchisce notevolmente il proprio curriculum personale, data l’importanza della lingua inglese in ogni ambito lavorativo.

In cosa consiste l’esame?

L’esame consiste in 5 prove:

  1. Speaking
  2. Listening
  3. Use of English
  4. Reading e Writing.

La difficoltà delle prove, ovviamente, cambia in base al livello che si deve sostenere. Agatos Service è Test Centre di ESB English Speaking Board, ente certificatore britannico, riconosciuto e accreditato al Miur. In questi anni abbiamo esaminato decine di studenti, la maggior parte con successo.

Agatos propone anche dei corsi preparatori all’esame.
Per informazioni e iscrizioni scrivi a info@agatosservice.it