Norme tecniche, dal CTI e dall’UNI le prossime scadenze delle inchieste pubbliche

E’ stata avviata con scadenza 7 settembre 2018, l’inchiesta pubblica finale del progetto UNI1603813 UNI/TS 11325-10 “Attrezzature a pressione – Messa in servizio e utilizzazione delle attrezzature e degli insiemi a pressione – Parte 10: Sorveglianza dei generatori di vapore e/o acqua surriscaldata esclusi dal campo di applicazione della UNI/TS 11325-3”, elaborato dalla CT 223 “Esercizio e dispositivi di protezione delle installazioni a pressione”.

Scadenza 7 settembre 2018 anche per l’inchiesta pubblica finale UNI sul progetto di norma UNI1602830 “Acustica – Pianificazione e gestione del rumore di cantiere – Linee guida per il committente comprensive di istruzioni per l’appaltatore” . Elaborato dalla Commissione Acustica e vibrazioni, il progetto intende realizzare una norma che fornisca indicazioni per definire gli obblighi di conformità in carico all’appaltatore da parte del committente, al fine di garantire una gestione corretta e soddisfacente dell’impatto acustico del cantiere.

Sempre elaborato dalla Commissione Acustica e vibrazioni , il progetto UNI1601918, un rapporto tecnico che riporta “indicazioni operative per la redazione delle informazioni sulle emissioni acustichedelle macchine”. La fase di inchiesta pubblica terminerà il 21 agosto prossimo. Il documento fornisce indicazioni operative per la redazione di queste informazioni tecniche in un formato pensato per facilitare i fabbricanti delle macchine, che nel manuale d’uso dei propri prodotti devono fornire specifiche e indicazioni in conformità alla legislazione vigente.

Il rapporto tecnico si applica alle macchine soggette alla Direttiva 2006/42/CE (Direttiva Macchine) e alla Direttiva 2000/14/CE (macchine e attrezzature destinate a funzionare all’aperto). Gli interessati possono scaricare online i vari progetti e inviare i propri commenti, utilizzando l’apposito form disponibile nella pagina “UNI: inchiesta pubblica finale”.

Agenti immobiliari: da oggi le linee guida che regolamentano la professione

Ufficializzata la prassi di riferimento UNI/PdR 40:2018 “Agente immobiliare – Requisiti di conoscenza, abilità e competenza degli agenti immobiliari per l’erogazione dei servizi definiti dalla UNI EN 15733. Linee guida per la formazione e indirizzi operativi per la valutazione di conformità”.

La prassi definisce i requisiti relativi alla professione dell’agente immobiliare individuandone attività, compiti, conoscenze, abilità e competenze oltre a definire le linee guida per l’aggiornamento professionale. Il documento vuole dar vita a un metodo comune di lavoro che, in linea con gli standard europei, possa valorizzare al massimo la rete degli agenti immobiliari operativi in Italia.

Secondo quanto indicato dalla prassi l’agente immobiliare, esercitando una professione regolamentata, deve possedere conoscenze generiche su elementi di diritto, leggi, norme nazionali ed europee inerenti il settore; aspetti igienico-sanitari, ambientali energetici e di sicurezza, principi normativi in materia di edilizia e norme costruttive, tipi di assicurazione inerenti il bene immobile, procedure di finanziamento di una transazione immobiliare, elementi di costruzione e manutenzione degli immobili, contesto politico-economico nelle transazioni internazionali relativo al settore immobiliare. Rientrano invece tra le conoscenze di base le sovvenzioni, stanziamenti e incentivi fiscali relativi agli immobili, nozioni di urbanistica e sviluppo immobiliare, elementi di tutela del consumatore, termini e definizioni economico-finanziari relativi alle transazioni immobiliare, rendimento degli investimenti immobiliari, elementi di marketing immobiliare, norme edilizie attinenti i servizi degli agenti immobiliari e le norme tecniche. Infine, tra le conoscenze approfondite la prassi evidenzia quelle relative alla funzione sociale dell’agente immobiliare, quelle sul mercato immobiliare in cui l’agente opera, la normativa antiriciclaggio e legislazione relativa alla tutela della privacy, principi fiscali della legislazione, contrattualistica, costi d’uso e di gestione di un bene immobile, tecniche di presentazione orale e scritta, estimo e valutazione.

La prassi fa luce anche sulle competenze dell’agente immobiliare che riguardano in primis la capacità di trasferire in modo adeguato le informazioni al cliente nel rispetto del codice deontologico e della legislazione vigente, la capacità di stimare il valore di mercato degli immobili, capacità inerenti le transazioni immobiliari come ad esempio quella di redigere contratti in materia immobiliare, la registrazione delle informazioni relative all’immobile nei pubblici registri.

Si determinano, inoltre, quali sono gli elementi per la certificazione delle competenze per garantire la comprovata professionalità dell’agente immobiliare.

Al fine di garantire la qualità e l’efficienza della prestazione professionale dell’agente immobiliare la prassi approfondisce il tema della formazione continua. Ogni agente immobiliare deve mantenere un livello di conoscenza tale e conservare le relative abilità mediante uno specifico e qualificato apprendimento continuo partecipando a corsi, seminari di studi, master, dottorati, incontri, conferenze che portino al conseguimento di un adeguato numero di crediti annuali consigliati in un numero non inferiore a 20 crediti formativi annuali.

I corsi formativi devono avere come oggetto le aree inerenti l’attività professionale dell’agente immobiliare, con particolare riferimento alle norme professionali e deontologiche, estimo, tecniche per materiali per l’edilizia, diritto civile e tributario, marketing e comunicazione, tecnica bancaria, urbanistica, ambiente e pianificazione nel governo del territorio, principi di economia e mercato immobiliare, home staging e fotografia, valutazione degli immobili, transazioni immobiliari, aspetti ambientali ed energetici degli immobili, amministrazione aziendale.

“Conoscenza, abilità e competenza sono i requisiti sui quali viene valutato un professionista in un’ottica moderna e orientata ai risultati: nel caso degli agenti immobiliari i risultati sono riconducibili alla soddisfazione delle esigenze del cliente nel rispetto degli interessi del venditore.Trattandosi – dichiara Piero Torretta, Presidente UNI – di un bene fondamentale per le esigenze delle persone (in particolare il “bene casa”) con contenuti tecnici complessi (ad esempio quelli collegati alla sostenibilità, alle emissioni, all’efficienza energetica), valori economici significativi, un valore sociale e financo morale, la corretta valutazione della “qualità” dell’agente immobiliare secondo la norma UNI EN 15733 è una priorità assoluta. La prassi di riferimento PdR 40:2018 che presentiamo è lo strumento che definisce i requisiti professionali, le attività, i compiti e le relative conoscenze, abilità e competenze necessarie per erogare un servizio di valore e, infine, soprattutto per certificarlo.”

“Per rimanere competitivi in un mercato in continua evoluzione FIAIP, sempre attenta alle dinamiche di lavoro dei propri associati, ha ritenuto opportuno definire i requisiti professionali relativi all’agente immobiliare, individuandone attività e compiti e le relative conoscenze, abilità e competenze necessarie per l’erogazione dei servizi definiti dalla norma UNI EN 15733″ – dichiara Francesco La Commare, Project leader della Prassi di Riferimento e Coordinatore del Centro Studi Fiaip – che prosegue “Il documento fornisce, inoltre, le linee guida per la formazione continua dell’agente immobiliare, solida base del processo di cambiamento per fare evolvere l’intermediazione immobiliare integrandola con una serie di servizi di consulenza funzionali alla serena conclusione di un affare.”

“Adottare una modalità professionale e tracciare dei confini netti che aiutino a riconoscerla significa agire con chiarezza, trasparenza, linearità oltre a favorire la legalità contribuendo a valorizzare la professionalità dell’agente immobiliare con ricaduta positiva per il cittadino”, dichiara Gian Battista Baccarini, Presidente Nazionale Fiaip. “Tale prassi di riferimento – aggiunge il Presidente Fiaip – tra l’altro consentirà di allineare a un livello elevato la professione dell’agente immobiliare, tenuto conto delle normative e delle migliori pratiche in uso a livello di Unione Europea e di orientamento della giurisprudenza, prevedendo un sistema di controlli orientati a evitare qualunque rischio nell’ambito della compravendita e/o locazione favorendo la riduzione del contenzioso e incentivando la circolazione regolare degli immobili, il tutto a tutela e nell’esclusivo interesse della comunità”.

Fonte: UnioneGeometri.com

Equo compenso, dal CNI chiarimenti sull’estensione ai contratti stipulati con la P.A.

Come è noto, la Legge di bilancio 2018 ha rafforzato la norma – introdotta con il decreto fiscale collegato alla Manovra 2018 – sull’equo compenso (nei rapporti con clienti diversi dai consumatori, come banche e assicurazioni) per gli avvocati, esteso a quasi tutti gli altri professionisti (ad eccezione degli agenti della riscossione), prevedendo: un più stretto rapporto del compenso con i parametri tariffari previsti da un DM Giustizia; la presunzione assoluta di vessatorietà di una serie specifica di clausole, che mantengono tale natura anche quando siano state oggetto di specifica trattativa e approvazione; l’eliminazione della disposizione che attualmente prevede che l’azione di nullità possa essere esercitata entro 24 mesi dalla sottoscrizione del contratto che viola la disciplina sull’equo compenso (conseguentemente l’azione di nullità diviene imprescrittibile).

Il Dipartimento Centro Studi della Fondazione CNI ha elaborato un documento che esamina nel dettaglio i contenuti delle disposizioni sull’equo compenso, precisandone l’ambito di operatività e soffermandosi, in particolare, sull’estensione della sua applicazione ai contratti stipulati con la pubblica amministrazione.

Il comma 3 dell’art. 19 quaterdecies DL 148/2017 prevede che: “La pubblica amministrazione, in attuazione dei princìpi di trasparenza, buon andamento ed efficacia delle proprie attività, garantisce il principio dell’equo compenso in relazione alle prestazioni rese dai professionisti in esecuzione di incarichi conferiti dopo la data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto”.

Il Documento del Centro studi del Consiglio nazionale degli Ingegneri precisa che “nel caso di affidamento dei servizi di ingegneria ed architettura, corollario al richiamato “principio” dell’equo compenso, è certamente l’applicazione del DM 17/06/2016 che consente la determinazione di un corrispettivo, da porre a base d’asta, proporzionato alla qualità e quantità della prestazione resa e al contempo rispettoso delle esigenze pubblicistiche. L’equilibrio contrattuale dovrà essere, poi, ricercato di volta in volta sulla base delle peculiarità del caso specifico ed alla luce del confronto competitivo; fermo restando (appare quasi superfluo sottolinearlo) l’intrinseca contraddittorietà, con il principio di equità del corrispettivo, dei casi in cui le offerte siano oggettivamente non eque rispetto alla complessità della prestazione, siano meramente simboliche oppure, infine, sia disposta l’erogazione a titolo gratuito della prestazione (principale ovvero accessoria).”

Fonte: UnioneIngegneri.com

Confprofessioni nel Cnel per affermare il ruolo dei professionisti: annuncio del presidente Stella

Il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, è stato nominato tra i componenti del Cnel per il quinquennio 2017-2022, in rappresentanza dei liberi professionisti. La nomina del presidente della Confederazione delle libere professioni è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 107 del 10 maggio scorso, dopo la delibera dal Consiglio dei Ministri del 21 marzo scorso. Con la pubblicazione delle nomine dei nuovi rappresentanti delle categorie produttive si apre la X Consiliatura del Cnel.

“In questa delicata fase economica e politica la presenza di Confprofessioni al Cnel assume un importante significato per tutto il sistema delle libere professioni, che finalmente potranno esprimere tutte le potenzialità di un settore economico essenziale allo sviluppo del Paese” ha dichiarato il presidente Stella. “Ma non solo. La presenza della nostra Confederazione in uno dei più alti organi costituzionali dello Stato apre una nuova stagione della rappresentanza improntata verso un maggior equilibrio tra i soggetti economici e produttivi che sono chiamati a delineare innovativi percorsi nel mercato del lavoro per il rilancio dell’occupazione.

“Siamo convinti – ha concluso il neo consigliere Cnel – che la nuova Consiliatura, presieduta dal professor Treu, saprà proporre un nuovo ruolo al Cnel e dare un significativo impulso alle parti sociali per diventare protagonisti nel dialogo sociale e nella crescita del Paese. E certamente non mancherà il contributo di idee e progetti che nascono dal mondo delle libere professioni che si riuniscono in Confprofessioni”.

Fonte: UnioneIngegneri.com

Beni culturali: hi-tech made in Italy per restauro di uno dei monumenti simbolo di Malta

C’è anche l’ENEA nel team tutto italiano che ha condotto il restauro della Fontana dei Tritoni sull’isola di Malta, grazie ad un accordo di collaborazione con l’impresa romana De Feo Restauri.

C’è anche l’ENEA nel team tutto italiano che ha condotto il restauro della Fontana dei Tritoni sull’isola di Malta, grazie ad un accordo di collaborazione con l’impresa romana De Feo Restauri. La sinergia tra un’azienda privata altamente specializzata e un ente pubblico di ricerca ha fornito un’impronta hi-tech al restauro del monumento simbolo della capitale maltese, avviando un’efficace attività di trasferimento tecnologico dal laboratorio all’impresa. Dopo un intervento durato dodici mesi, l’opera dello scultore Vincent Apap e dell’architetto Victor Anastasi è tornata a “dominare” l’ingresso de La Valletta, dichiarata Capitale europea della Cultura 2018. La grande vasca in travertino – con al centro tre Tritoni in bronzo che sostengono un’ulteriore vasca anche questa bronzea – era stata inaugurata nel 1959 ma nel tempo, a causa degli agenti atmosferici aveva perso il suo splendore originario.

“Il nostro compito – spiega la ricercatrice ENEA Valeria Spizzichino – è stato prima di tutto quello di identificare il tipo di degrado presente sulla superficie della vasca della fontana. E lo abbiamo fatto utilizzando sul luogo la nostra strumentazione laser mentre nei laboratori del Centro Ricerche ENEA di Casaccia e Frascati abbiamo analizzato i campioni prelevati 1. Questo tipo di indagine – prosegue la ricercatrice – ha permesso di individuare le cause del degrado e di identificare l’intervento di restauro più adatto”.

I ricercatori dell’ENEA hanno poi testato insieme ai restauratori diversi metodi di pulitura chimica della superficie utilizzando quattro tipi di impacco su altrettante aree della vasca. Tutti gli impacchi, costituiti per lo più da laponite e polpa di cellulosa, sono rimasti a contatto con la superficie della fontana per circa ventiquattro ore. “Successivamente abbiamo sottoposto le parti trattate ad analisi hi-tech riscontrando un’efficacia diversa associata ad ogni trattamento – sottolinea Spizzichino – ma in nessun caso sono state individuate tracce di rimozione della calcite del travertino, in pratica nessun danneggiamento subito dal materiale trattato. Le nostre tecnologie di diagnostica – conclude la ricercatrice – ci hanno permesso di individuare in modo preciso il restauro più adatto per la fontana”.

La ditta De Feo Restauri, vincitrice del bando pubblico indetto dal governo maltese per il restauro della fontana insieme alle ditte Coge Impianti e Fonderia Marinelli, ha coinvolto negli interventi l’ENEA come partner scientifico per le indagini diagnostiche. Già nel 2014 la ditta romana aveva lavorato al restauro delle mura de La Valletta nell’ambito di un più ampio progetto di riqualificazione della città iniziato dall’architetto Renzo Piano.

Oltre alle attività di restauro, per la fontana sono state eseguite sofisticate opere impiantistiche che hanno visto la costruzione di una sala tecnica al di sotto della piazza, di un tunnel di collegamento di circa 40 metri e di una nuova stazione di pompaggio, insieme all’installazione di nuovi sistemi idraulici, elettrici e meccanici, di trattamento dell’acqua e di un nuovo sistema di illuminazione.

Fonte: UnioneArchitetti.it