ArchiCAD, il programma BIM di architettura per Windows e Macintosh

archicad

Cos’è e come funziona

ArchiCAD è un’utile e potente suite studiata sia per Microsoft che Macintosh per la progettazione di edifici. Il software ArchiCad è firmato Graphisoft, che dal 1984 supporta il lavoro di architetti e designer.

Oggi, quasi nessun professionista nell’ambito dell’ingegneria e della progettazione può rinunciare a questo innovativo programma. Infatti, è in grado di velocizzare i tempi di lavoro, offrire un ambiente di progettazione semplice e intuitivo, fornendo una serie di funzionalità utili per i professionisti e anche la possibilità di condividere il lavoro con i colleghi.

Cos’è e come funziona ArchiCAD?

ArchiCAD è un software BIM, una metodologia di progettazione che utilizza un modello parametrico contenente al suo interno tutte le informazioni che possono riguardare l’intero ciclo di vita di un’opera.

La suite di Graphisoft è stata pensata per quei professionisti che devono lavorare a contatto con altre figure professionali nell’ambito dell’architettura o dell’ingegneria e che hanno bisogno, non solo di uno strumento completo e affidabile per la progettazione, ma anche di un mezzo per condividere le opere (il payoff sul sito ufficiale recita Building Together).

ArchiCAD consente di progettare interi edifici, analizzarli e agire anche sulla realizzazione sia di interni che di esterni. L’interfaccia offre una visuale 2D o 3D in base alle esigenze. Il software supporta progetti di qualsiasi dimensione ed è estremamente intuitivo. Dà infatti la possibilità di utilizzare elementi e strumenti di forma libera, senza dover sottostare a forme geometriche preimpostate.

Non solo: ArchiCAD offre una serie di oggetti personalizzabili come pareti, mobili e travi, in modo da non tralasciare neanche il minimo dettaglio.

Strumenti di ArchiCAD 24, l’ultima versione della suite di Graphisoft

ArchiCAD 24 è stato lanciato nel luglio dello scorso anno e non ha deluso le aspettative:  il software è infatti ancora più efficiente, intuitivo e in grado di favorire una migliore esperienza team-oriented.

L’interfaccia è sempre semplice e completo, supporta modelli di grandi dimensioni, consente il rendering fotorealistico e offre strumenti di analisi best-in-class. Insomma, il lavoro di architetti e ingegneri viene enormemente semplificato così che possano dedicarsi alla task successiva in fretta.

Insieme a ArchiCAD, Graphisoft propone anche due strumenti complementari: BIMcloud e BIMx. BIMcloud è ancora più funzionale e sicuro. Non importa quali siano le dimensioni o la complessità del progetto: l’utente può contare su uno strumento efficiente per gestire in tempo reale le opere. BIMx, invece, è l’applicazione che consente di estendere la BIM experience alle figure professionali coinvolte nella progettazione, costruzione e gestione del ciclo di vita dell’edificio. Insomma, è uno strumento essenziale per il lavoro in team. Inoltre, il tool consente di effettuare tour virtuali all’interno degli edifici progettati.

Tornando ad ArchiCAD, l’ultima versione del software è ancora più automatizzata, come nel processo di generazione dei documenti (grazie all’uso di linguaggi di programmazione di livello superiore come Python) o di disegni e layout.

Un ultimo vantaggio di ArchiCAD è inerente alle presentazioni: esse sono rese ancora più immersive dagli innovativi strumenti di visualizzazione e flussi di lavoro, che coinvolgono i clienti offrendo una comprensione più accurata del progetto dell’edificio dall’inizio alla fine. Il rendimento delle immagini è il migliore di sempre, grazie alla fornitura di oltre 500 materiali, incontrando le necessità di qualsiasi progettatore che cliente, offrendo una più ampia gamma di oggetti d’arredo.

Crediti Formativi Professionali per Ingegneri: cosa sono, come si ottengono e come funzionano

crediti formativi ingegneri

I crediti formativi professionali (CFP) sono dei punti che consentono a un professionista di accedere all’Albo e quindi offrire i suoi servizi. Essi sono di fondamentale importanza in quanto attestano il grado di preparazione e le competenze di un professionista nel settore in cui va a operare.

I crediti sono necessari per alcune categorie di professionisti, come architetti, geometri e anche ingegneri.

Il numero di crediti essenziali per permettere a un ingegnere di esercitare la professione, in particolare, è disciplinato dal Regolamento adottato in attuazione del D.P.R. 7 agosto 2012, n. 1374 Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) e pubblicato sul Bollettino Ufficiale del Ministero della Giustizia n. 13 del 15 luglio 2013.

Tuttavia, i metodi di aggiornamento professionale sono variati nel tempo. Ciò che non cambia, comunque, è l’obbligo di formazione continua, attestata proprio dai CFP.

Come funzionano i Crediti Formativi Professionali per Ingegneri

Gli ingegneri iscritti all’Albo devono aggiornarsi in continuazione attraverso corsi, eventi, brevetti e altre attività che vedremo meglio nel prossimo paragrafo, incrementando i propri CFP fino ad un massimo di 120 CFP per ciascun anno e un minimo di 30, contando, inoltre, che al termine di ogni anno solare vengono sottratti a ogni ingegnere 30 CFP.

Se l’ingegnere continua a operare sul territorio nonostante non possieda i CFP necessari e non si sia preoccupato della sua formazione continua, il Consiglio dell’Ordine territoriale è tenuto a deferirlo al Consiglio di Disciplina territoriale per le conseguenti azioni disciplinari.

Quando un ingegnere si iscrive all’Albo, parte con una cifra prestabilita di crediti in base ai suoi requisiti:

  • Alla data di entrata in vigore dell’obbligo formativo vengono accreditati 60 CFP;
  • Se l’ingegnere si iscrive per la prima volta all’Albo entro 2 anni dal conseguimento dell’abilitazione vengono accreditati 90 CFP;
  • Se l’ingegnere si iscrive per la prima volta all’Albo entro 5 anni dal conseguimento dell’abilitazione ottiene 60 CFP;
  • Se l’ingegnere si iscrive per la prima volta all’Albo dopo 5 anni dal conseguimento dell’abilitazione gli vengono accreditati 30 CFP;
  • Entro la fine dell’anno solare successivo a quello di iscrizione all’albo, l’ingegnere deve obbligatoriamente conseguire 5 CFP relativi all’etica e deontologia professionale, che vengono compresi tra i crediti conferiti al momento della prima iscrizione all’Albo. Pena, un procedimento disciplinare nel caso l’ingegnere abbia esercitato la professione.

Vediamo ora come si ottengono i CFP previsti di anno in anno.

Come si ottengono i Crediti Formativi Professionali per ingegneri

I percorsi di formazione continua a cui un ingegnere si può sottoporre per guadagnare abbastanza Crediti Formativi Professionali Ingegneri sono di tre tipi:

  1. Non formali, ovvero corsi e seminari riconosciuti, partecipare a convegni e seminari individuati dal CNI o a visite tecniche in luoghi di interesse, oppure la frequentazione di tirocini formativi;
  2. Informali, come certificazioni, aggiornamenti, pubblicazioni, brevetti, partecipazione qualificata a organismi, gruppi di lavoro, commissioni tecniche e di studio in Italia e all’estero, a esami di stato o interventi di carattere sociale;
  3. Formali, cioè Master e Corsi universitari.

Dal 2018, il CNI prevede la possibilità per gli ingegneri di presentare un’autocertificazione (dalla fine del 2020 al costo di 7,00 €) dell’aggiornamento informale dimostrabile, che consente di ottenere il riconoscimento di 15 Crediti Formativi Professionali.

Inoltre, attraverso l’Agenzia Nazionale per la Certificazione Volontaria delle Competenze, Agenzia CERTing, è possibile comprovare le competenze acquisite con lo svolgimento dell’attività professionale e attraverso le attività di aggiornamento gestite autonomamente. In questo modo, l’ingegnere acquisisce 15 Crediti Formativi Professionali per ognuno dei tre anni di validità del certificato.

Verificare i propri crediti è facile: basta effettuare l’accesso all’Anagrafe Nazionale dei Crediti Formativi, collegandosi al sito www.mying.it

Crediti Formativi Architetti: come ottenerli

architetti crediti formativi come ottenerli

Per il triennio 2020/2022 il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) ha introdotto alcune novità per quanto concerne la formazione continua degli iscritti e, quindi, per l’acquisizione dei crediti formativi necessari

Lo scorso 1° gennaio è iniziato il triennio formativo 2020/2022 per gli architetti iscritti all’Albo professionale e con esso sono entrate in vigore delle nuove linee guide che disciplinano l’obbligo di formazione dei professionisti.

In particolare, per quanto concerne la formazione continua, e quindi l’acquisizione dei crediti formativi professionali (Cfp), è stata eliminata la possibilità di esenzione dall’obbligo formativo per tutti coloro che effettuano la reiscrizione dopo 5 anni e sono stati inseriti nella lista dei Cfp validi anche la partecipazione a corsi di progettazione o a concorsi di progettazione in veste di membri di giuria, se nominati dagli stessi ordini.

Resta invece invariato il numero di crediti formativi professionali che gli architetti devono conseguire nel corso del triennio, ovvero 60 Cfp di cui 12 dedicati alla deontologia e alle discipline ordinistiche.

Inoltre, come per il precedente triennio di formazione, non è previsto un numero di crediti minimo annuale da ottenere e sono ritenuti validi al fine dell’aggiornamento professionale i Cfp ottenuti con:

  • Corsi frontali, corsi di formazione a distanza (FAD), conferenze, workshop e incontri accreditati presso il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC)
  • Corsi in autocertificazione, come ad esempio i corsi di aggiornamento sulla sicurezza
  • Altre attività segnalate dal CNAPPC o dagli Ordini Territoriali, come mostre, fiere, realizzazione di saggi tecnico-professionale, per un numero massimo di 15 crediti formativi nel triennio

Per quanto concerne i corsi che danno diritto ai crediti formativi per gli architetti è bene precisare che questi possono essere organizzati, oltre che da Ordini di Categoria e Collegi, anche da associazioni di iscritti agli albi e da enti privati e pubblici, previa autorizzazione dei Consigli nazionali degli Ordini o dei Collegi e su parere favorevole del Ministero di competenza.

Crediti Formativi per Architetti: come conseguirli

Come noto, i Crediti Formativi Professionali (CFP) sono lo “strumento” con i quali si tiene traccia dell’adempimento dell’obbligo di formazione degli architetti iscritti all’Albo, senza i quali dunque non è possibile continuare a esercitare la professione.

Ma come ottenere i CFP architetti?

Come visto precedentemente, è possibile conseguire i crediti formativi professionali per architetti prendendo parte a diversi tipi di attività considerate di aggiornamento ed erogate con modalità differenti, dalla formazione in aula a quella a distanza.

Nel dettaglio, quindi, è possibile ottenere i Cfp architetti partecipando a corsi frontali o a corsi online in FAD sincrona e asicrona, a seminari, stage e conferenze riconosciuti dal CNAPPC o dagli Ordini Territoriali, a master universitari e dottorati di ricerca o a visite tecniche abilitanti.

E’ importante, però, verificare che i corsi, in aula o a distanza, siano erogati da enti riconosciuti e accreditati e che le attività formative siano attinenti all’attività professionale e quindi riguardanti materie come la pianificazione, l’architettura, la conservazione, la gestione della professione, il paesaggio, la deontologia professionale e le discipline ordinistiche.

Va ricordato che tutti gli architetti che non adempiono all’obbligo di formazione, e che quindi non conseguono nel triennio i 60 Cfp previsti, sono soggetti a sanzioni quali la censura per una mancanza di crediti minore o pari a 12 Cfp, e la sospensione, per una mancanza di crediti formativi superiore a 12 Cfp.

I 60 crediti formativi professionali vanno acquisiti entro il 31 dicembre 2022, data a partire dalla quale verranno effettuate le verifiche sulla formazione degli iscritti.

In ultimo, bisogna precisare che gli architetti soggetti all’obbligo di formazione continua possono presentare domanda di esonero nei seguenti casi:

  • Maternità, paternità, adozione
  • Infortunio o grave malattia
  • Docenti universitari a tempo pieno
  • Iscritti non esercitanti la professione da almeno 3 anni ininterrotti

L’obbligo di formazione continua per gli architetti cessa invece al compimento dei 70 anni.

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Il BIM (Building Information Modeling) caratteristiche e vantaggi

bim avanzato

Chi lavora nel settore edile e degli appalti pubblici, conosce certamente il BIM, acronimo di “Building Information Modeling“, tanto più che nel 2019 questo metodo è diventato obbligatorio, almeno per alcune tipologie di costruzioni.
Scopriamo in questa guida le caratteristiche e i vantaggi della cosiddetta “mondializzazione delle informazioni di costruzione“, che sempre più spesso lega tutte le professionalità che entrano in campo nelle opere a base di gara ma non solo.

Building Information Modeling: cos’è e a cosa serve

Era il 1987 quando in Italia si introdusse il primo esperimento di BIM, si potrebbe dire una sorta di beta test.
In quel momento venne progettata una costruzione del tutto virtuale tramite l’utilizzo di software.
Da allora sono stati introdotti molti cambiamenti nel sistema e il BIM si è sviluppato e perfezionato sempre più, tanto che oggi viene richiesto obbligatoriamente negli appalti pubblici, quando si ha a che fare con opere che superano i 50 milioni di euro.
Ciò significa che quando si avviano gare pubbliche con queste caratteristiche, queste devono essere “BIM strutturate“.
Il BIM serve nello specifico per realizzare una costruzione, pianificandone ogni aspetto e prevedendo ogni tipo di gestione prima in maniera virtuale.
Via via che il progetto viene ideato, un software raccoglie e struttura qualunque tipo di dato che riguarda la futura opera.
I dati vengono forniti in modo che alla fine si ottenga una rappresentazione in 3D dell’opera che sarà costruita fisicamente, e a questo progetto collaborano tutte quelle figure professionali che normalmente fanno parte del circuito, come architetti, ingegneri, geometri, costruttori e tutti coloro che hanno a che fare con la costruzione e la manutenzione dell’edificio o dell’opera.

Come si lavora con il BIM: la multiprofessionalità al suo massimo

Quando si deve realizzare un’opera come un edificio, esistono delle precise fasi del progetto che partono dalla progettazione, dalla stima dei costi, dalla valutazione del materiale, dall’impatto ambientale dell’opera, fino ad arrivare al modello vero e proprio che diventerà poi l’opera finita.
L’aspetto sorprendente del BIM è che è in grado di fornire previsioni e di progettare virtualmente in toto un edificio, e lo fa con l’uso di una piattaforma multimediale e multi-professionale.
Cominciamo con il fare alcuni esempi pratici di utilizzazione.

Nel BIM si potranno inserire:

  • I dati spaziali e geografici dell’opera che si andrà a realizzare;
  • I dati finanziari, cioè l’investimento che servirà per realizzare l’opera;
  • I dati elettrici dell’opera;
  • I dati meccanici della struttura;
  • I dati che riguardano i materiali che verranno impiegati e loro impatto sul suolo e sull’aria (eventualmente sull’acqua);
  • I dati legali legati ai permessi necessari o alle manutenzioni a norma di legge che serviranno;
  • I dati legati alla certificazione energetica e così via.

Si tratta quindi degli stessi dati che ciascun professionista sarebbe chiamato a fornire nel suo campo di applicazione, ma che in questo modo vengono letteralmente caricati su una piattaforma con notevole risparmio di tempo e maggiore accuratezza.
Si comprende quindi come nel settore degli appalti, per opere che richiedano investimenti di oltre 50 milioni, il BIM sia obbligatorio.
Opere di quel genere possono impattare notevolmente sull’ambiente fisico, economico ed industriale di una località, e in tal modo la Pubblica Amministrazione può prendere visione delle conseguenze dell’opera finita prima che questa venga realizzata.
Alla fine dell’inserimento dei dati, il sistema elabora il progetto in tutte le sue caratteristiche.

Applicazioni pratiche del Building Information Modeling

Sono molte le applicazioni che il BIM offre.
Come si è detto, nell’ambito delle opere pubbliche al di sopra di una certa soglia economica, il ricorso alla progettazione BIM è obbligatorio.
Ciò non vuol dire però che altri professionisti non possano usarlo, anzi.
A giudicare dai campi di applicazione si può dire invece che il BIM sia sempre più uno strumento imprescindibile di chi fa progettazione, soprattutto all’interno di studi associati che trovano nel Building Information Modeling la massima espressione della multidisciplinarità.

Il BIM trova impiego:

  • Nel settore edile: l’uso del BIM inizia con la richiesta di un’opera da parte di un committente (ad esempio un costruttore). Con il BIM si potranno, come spiegato in precedenza, inserire via via tutti i dati relativi alla costruzione dell’edificio, nonché quelli che riguardano permessi, adeguamento alle normative che permetteranno di attestare l’edificio in una certa classe energetica e quindi poi di usufruire di agevolazioni fiscali, e via dicendo;
  • Nel settore del cosiddetto facility management: con facility management ci si riferisce alla seconda fase che riguarda un’opera, e cioè la sua manutenzione. Il BIM quindi entra in gioco anche ad opera finita. Avere un prospetto in 3D di un edificio è chiaramente utilissimo per pianificare una manutenzione ordinaria e strutturare la modalità di intervento in caso di manutenzione straordinaria.

Come imparare ad usare il BIM

Imparare ad usare questo sistema naturalmente prevede delle competenze che possono essere trasferite solo da professionisti certificati e che siano in grado poi di rilasciare attestati validi.
Quindi, la risposta migliore alla domanda “come faccio ad imparare ad usare il BIM” può essere solo una: con un corso certificato per BIM.
Chi si avvicina al BIM naturalmente lo fa per motivi di lavoro, quindi proverrà da uno dei campi che ruotano intorno al settore edile.
Avrà di conseguenza delle competenze di base (laurea in architettura, diploma da geometra, o ancora esperienza nel campo delle costruzioni) oppure potrà seguire un corso base bim.
Queste, unite all’insegnamento in aula e poi all’applicazione sul campo, permetteranno di ottenere una specializzazione mirata e soprattutto una certificazione.

Un’ultima informazione sul BIM può essere utile per comprenderne appieno il valore.

Nonostante il BIM sia strutturato in modo da rendere attendibile il progetto finale, il sistema viene sottoposto a quello che si chiama Model Checking. Si tratta di un flusso di controllo composto da più passaggi, tutti finalizzati a verificare che ogni step sia eseguito nel modo corretto.
Per fare questo il sistema può subire un doppio controllo, sia interno sia ad opera di consulenti esterni.

Crediti formativi architetti: obbligo formativo e scadenze

crediti formativi architetti

Con il DPR 137/2012 recante la riforma degli ordinamenti professionali, è stato introdotto anche per gli Architetti l’obbligo di aggiornamento professionale triennale.

I professionisti dovranno acquisire 60 crediti formativi professionali (corsi con crediti formativi per architetti) nell’arco di un triennio, attraverso corsi di formazione, seminari, master ecc.

Le attività formative devono avere ad oggetto le aree inerenti all’attività professionale dell’architetto:

  • Architettura;
  • Gestione della professione;
  • Deontologia e discipline ordinistiche (per almeno 12 crediti)
  • Paesaggio;
  • Conservazione.

E’ prevista una deroga all’obbligo formativo solo:

  • Per neo iscritti all’albo, per cui l’obbligo formativo decorre dall’1 gennaio dell’anno successivo a quello dell’iscrizione,
  • Per coloro che abbiano compiuto il 70° anno di età con almeno 20 anni di iscrizione al proprio Ordine, per cui è prevista l’esenzione totale dall’obbligo.

Per tutti gli altri invece, il mancato adempimento dell’obbligo formativo comporta una censura da parte del Consiglio di disciplina se i crediti mancanti alla fine del triennio sono fino al 20% dei 60 previsti, se invece i crediti mancanti sono di più, è prevista la sospensione dell’attività, da calcolarsi nella misura di un giorno di sospensione per ogni credito formativo mancante.

Gli enti di formazione (c.d. soggetti terzi) che organizzano gli eventi formativi, devono essere accreditati al Consiglio Nazionale Architetti, perché siano riconosciuti i relativi crediti.

In genere è prevista l’attribuzione di un credito per ogni ora di corso.

Il CNAPPC e gli Ordini territoriali raccomandano l’acquisizione da parte dell’iscritto di un numero annuo di CFP non inferiore a 10, di cui 4 in deontologia e discipline ordinistiche, per garantire la continuità nel tempo dell’aggiornamento professionale.

Nelle linee guida del CNAPPC è stato poi previsto che i corsi di formazione e aggiornamento abilitanti, previsti da specifica normativa nazionale di riferimento (sicurezza nei cantieri e nei luoghi di lavoro, prevenzione incendi, certificazione energetica, amministrazione di condominio, ecc.), possono essere erogati, nel rispetto della normativa stessa, senza bisogno di specifico accreditamento presso il Consiglio nazionale, verranno in automatico riconosciuti i CFP caricando l’attestato sulla piattaforma Im@teria, il portale degli architetti, in cui poter monitorare il proprio aggiornamento professionale e i relativi crediti acquisiti e, avendo avuto cura di informare il proprio Ordine territoriale.

Oggi i professionisti prediligono la formazione a distanza (FAD), da seguire davanti a un pc o allo smartphone, senza vincoli di orari o giornate, molto più comoda per conciliare impegni e formazione.

Come si vede, con la normativa del 2012 diventa di primaria importanza l’aggiornamento continuo in ogni ambito professionale: in un mondo in continua evoluzione si chiede al professionista che sia aggiornato e competente anche su nuove normative, nuovi ambiti di intervento professionale ecc.

Crediti formativi geometri: obblighi formativi e scadenze

geometri professione in evoluzione

Con il DPR 137/2012 è stato introdotto, per le varie categorie professionali presenti in Italia, l’obbligo della cosiddetta “formazione continua”, cioè l’obbligo, per ogni professionista di aggiornarsi periodicamente, seguendo appositi corsi di formazione, seminari, master ecc.

Diventa quindi di primaria importanza l’aggiornamento continuo in ogni ambito professionale, in un mondo in continua evoluzione si chiede al professionista che sia aggiornato e competente anche su nuove normative, nuovi ambiti di intervento professionale ecc.

In particolare, per la categoria dei Geometri, la legge prevede che si acquisiscano 60 crediti formativi ogni triennio, i crediti possono essere accumulati già dall’iscrizione all’albo.

Le attività formative cui si può partecipare devono riguardare:

  • discipline tecnico-scientifiche strettamente correlate alla professione;
  • norme di deontologia e ordinamento professionale (per almeno 12 crediti)
  • altre discipline funzionali all’esercizio della professione.

La violazione dell’obbligo della formazione continua dà luogo a sanzioni: se i crediti mancanti alla fine del triennio sono fino al 20% dei 60 previsti, il professionista va incontro ad una censura da parte del Consiglio di disciplina, se invece i crediti mancanti sono di più, è prevista la sospensione dall’ attività fino a 6 mesi.

Gli enti di formazione (c.d. enti terzi) che organizzano gli eventi formativi, devono essere accreditati al Consiglio nazionale dei Geometri, perché siano riconosciuti i relativi crediti, in genere è prevista l’attribuzione di un credito per ogni ora di corso.

Oggi i professionisti prediligono la formazione a distanza (FAD), da seguire davanti a un pc o allo smartphone, senza vincoli di orari o giornate, molto più comoda per conciliare impegni e formazione.

Per i Geometri è stato poi previsto che i corsi di formazione e aggiornamento, abilitanti, previsti da specifica normativa nazionale di riferimento (sicurezza nei cantieri e nei luoghi di lavoro, prevenzione incendi, certificazione energetica, amministrazione di condominio, ecc.), possono essere erogati, nel rispetto della normativa stessa, senza bisogno di specifico accreditamento presso il Consiglio nazionale, verranno in automatico riconosciuti i CFP caricando l’attestato sul SINF.

Nel 2015 per gli iscritti all’albo è stato, appunto, istituito il SINF Sistema Informativo Nazionale per la Formazione, con molteplici funzioni: si possono verificare gli enti di formazione accreditati; il professionista può verificare quanti crediti formativi abbia acquisito nel triennio e quindi e, infine, si può caricare sulla piattaforma il proprio curriculum vitae, c.d. Curriculum Professionale Certificato (Cpc), per condividerlo con gli iscritti e ampliare le proprie possibilità lavorative.

CNI, sempre più donne si iscrivono all’albo

cni donne ingegnere

Sempre più donne si iscrivono all’albo del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, circa mille in più rispetto al 2019.

Il numero di ingegneri iscritti all’albo continua a crescere: i dati ufficiali di inizio anno 2020 presentano 242.750 iscritti, numero più alto di 1000 rispetto all’anno 2019. Questo conferma la propensione degli ultimi anni di una crescita costante di iscritti, però la novità è che il 2020 resta positivo per un vasto numero di iscritte donne.

Rispetto all’anno passato, infatti, è calato il numero di ingegneri uomini, mentre è incrementato il numero delle donne che costituiscono quasi il 16% degli iscritti totali.

Fra i fattori che determinano questo andamento, c’è il fatto che la popolazione più anziana degli ingegneri iscritti all’albo è formata quasi ed esclusivamente da uomini, mentre le donne all’interno del settore civile e ambientale polarizzano le iscrizioni con un numero decisamente rilevante. Questi dati emergono dal rapporto annuale del centro studi CNI

Il quadro dunque si presenta essere stabile. Le nuove iscrizioni si mantengono intorno le 6000 unità al fronte di circa 5000 cancellazioni. Rimane bassa la quota di laureati che sostengono l’esame di Stato e ancor più bassa la quota di coloro che si iscrivono all’albo dopo aver conseguito l’abilitazione professionale. Quest’ultimo numero è composta da un sesto dei laureati.

Rispetto al 2019, nel saldo positivo spicca il fatto che è stato realizzato solo grazie alla crescita costante del numero di donne iscritte che ha ormai ha superato quota 38mila. Il numero di donne iscritte nel 2020 è maggiore di circa mille rispetto all’anno 2019.

Ricordiamo in oltre che tutti i professionisti iscritti all’albo CNI degli ingegneri sono obbligati, annualmente, a raggiungere un preciso numero di Crediti Formativi CNI, chiamati anche CFP Ingegneri (Crediti Formativi Professionali) per portare a termine l’obbligo di formazione professionale continua.

Calcolo dei compensi del CTU: la vacazione

corso consulente tecnico d'ufficio ctu

Prima del 2002 la legge di riferimento per stabilire il compenso del CTU era la Legge n 319 dell’8 luglio 1980.

Nell’epoca moderna la quasi totalità delle controversie giudiziarie presenta la necessità, a livello puramente tecnico, di chiarire dubbi, ovviare ad incertezze, risolvere problemi che altrimenti impediscono al giudice di arrivare a pronunciare sentenze eque e giuste.

Il consulente tecnico d’ufficio presta le proprie capacità professionali al fine di contribuire a condurre ad un miglioramento dell’equità delle pronunce giudiziali, dunque a salvaguardare gli interessi della giustizia generale e non di parte.

Oggi il compenso del perito è regolamentato dal “Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di spese di giustizia” D.P.R 115/2002 nello specifico, è trattato dal titolo VII, articoli dal 49 al 72. Oltre al DPR 115/2002, oggi in vigore, rimane valida la tariffa a tempo, prevista dell’art. 4 della legge 319/1980. Dopo vari interventi normativi la legge 319/1980 ha introdotto la liquidazione a tempo attraverso il sistema delle vacazioni come criterio per il calcolo del compenso.

Cos’è la vacazione?

La vacazione è la “prestazione di un perito, su richiesta dell’autorità giudiziaria, commisurata a un periodo di tempo prestabilito ai fini della retribuzione”. La vacazione riguarda il tempo che intercorre dalla prima udienza al deposito della relazione peritale, sottolineando che la prima vacazione è la prima in assoluto dell’incarico e non la prima di ogni giornata di lavoro.

L’importo delle vacazioni è stabilito dall’art. 1 del D.M. 30 maggio 2002

Secondo la norma prevista dall’art. 4 della legge n. 319/1980 l’onorario per la prima vacazione è pari a € 14,68 e per la successiva di € 8,15 (la vacazione stabilita è di 2 ore). Secondo la giurisprudenza della Cassazione, al Consulente Tecnico d’Ufficio non spetta alcun compenso addizionale per avere effettuato un supplemento di indagine dopo il deposito della relazione se reso necessario dalle carenze di quest’ultima (Cass. Civ. Sez. 1, 8 ottobre 1997 n. 9761). Inoltre, se si impiega un’ora e un quarto, ad esempio, se ne conteggia una soltanto.

Il limite massimo delle vacazioni che un giudice può assegnare ad un perito è 4, equivalente a 8 ore di lavoro. Questo limite non riguarda gli incarichi che vengono espletati alla presenza dell’autorità giudiziaria, in questo caso, come indicato dall’art. 4, L. n. 319/80, è necessario che il numero delle vacazioni venga indicato negli atti del processo. Ai sensi dell’art. 29 delle tabelle allegate al D.M. 30 maggio 2002 gli onorari riguardano la consegna della relazione e dunque il consulente non può chiedere alcun compenso supplementare per le attività extra svolte, come ad esempio la partecipazione alle udienze. Il numero delle vacazioni necessarie è stabilito dal giudice sotto suo esclusivo controllo e responsabilità.

La figura del CTU, consulente tecnico d’ufficio, iscritto all’albo dei consulenti del Tribunale

corso consulente tecnico d'ufficio aggiornato

Recentemente i compensi previsti per il CTU, consulente tecnico d’ufficio, sono stati al centro di critiche e proteste ma, nonostante il malcontento, quella del CTU è una professione molto ambita. Facciamo chiarezza su questa figura.

Chi è il Consulente Tecnico d’Ufficio

Il CTU è un professionista, sia esso ingegnere, geometra, perito, architetto, psichiatra ecc. che, grazie alle sue competenze professionali, supporta il giudice, nel processo decisionale, con consulenze tecniche. Numerosi sono i corsi di formazione consulente tecnico d’ufficio che permettono al professionista di acquisire gli strumenti necessari per svolgere l’incarico in tribunale, mettendo in pratica le proprie competenze professionali.

In ogni tribunale è presente un Albo dei Consulenti Tecnici d’Ufficio, regolato normativamente dagli art. 13 e ss. disp. att. c.p.c.; artt. 66 e ss. disp. att. c.p.p. ndr.

L’albo dei CTU

L’albo è un elenco dei consulenti disponibili in quel tribunale con la descrizione delle loro competenze tecniche e professionali. L’albo dei CTU è il punto di riferimento per ogni giudice nella scelta del consulente giusto a cui affidare le proprie consulenze. Nell’ambito di un processo infatti, è possibile che il giudice, per valutare correttamente determinati eventi o situazioni, debba avvalersi della perizia di un esperto, ed è qui che entra in gioco il CTU, il quale esprime le proprie valutazioni circa la questione che gli è stata sottoposta, ma non ha alcun potere decisionale.

Iscriversi all’albo CTU

Per essere iscritti all’albo, oltre ad essere in possesso delle competenze tecniche richieste, bisogna essere iscritti all’albo professionale di propria competenza o alla Camera di Commercio. Nota bene che per iscriversi all’albo è necessario risiedere o avere il domicilio professionale nella circoscrizione del tribunale in cui si fa richiesta.

Il responsabile dell’albo dei CTU è il Presidente del Tribunale. Quest’ultimo guida il comitato che valuta l’idoneità del soggetto per l’iscrizione all’albo dei consulenti, inoltre vigila sul comportamento dei Consulenti e può decidere di intraprendere provvedimenti disciplinari nei confronti di coloro che violano il protocollo professionale, da un punto di vista comportamentale o morale.

Il 6 dicembre a Palermo la II edizione dell’“Energy Conference”, l’evento nazionale dedicato alle energie rinnovabili

2020: l’anno di svolta per le energie rinnovabili” questo il titolo della conferenza annuale sulle energie rinnovabili che si svolgerà il 6 dicembre presso l’Aula Magna del Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di  Palermo.

L’evento “Energy Conference 2019” , patrocinato dall’Assessorato regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità e dal Dipartimento di Ingegneria dell’UNIPA, che concluderà una 48 ore dedicata alle nuove tecnologie ed ai supporti finanziari relativi al settore fotovoltaico, organizzato da Energia Italia (Azienda leader specializzata nella distribuzione di tecnologie fotovoltaiche), è finalizzato sia a far conoscere gli strumenti operativi relativi alla transizione energetica (da fonti tradizionali a fonti rinnovabili) della Regione Siciliana e delle altre Regioni italiane, che a creare un confronto sulle prospettive, nel medio e lungo termine, nel settore delle rinnovabili, ed in particolare del fotovoltaico.

Attraverso due sessioni di lavoro saranno illustrati: le attività implementate dalle Regioni nel percorso verso l’efficientamento energetico; lo stato dell’arte sull’attuazione del  Decreto Ministeriale F.E.R. emanato dal MISE; le problematiche emerse a seguito del Decreto Crescita (Cessione del Credito); gli strumenti a disposizione dagli stakeholders (enti pubblici e privati) per cooperare e/o trovare benefici, in termini fiscali e di sostenibilità ambientale, attraverso investimenti strutturali su nuove, e sempre più avanzate, tecnologie fotovoltaiche.

La II edizione dell’Energy Conference 2019 è organizzata in collaborazione con l’Ordine Ingegneri di Palermo, l’Ordine degli Architetti P.P.C. di Palermo, l’Ordine dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati di Palermo, la Consulta Regionale Geometri e Geometri Laureati della Sicilia, e la Consulta Regionale Geometri e Geometri Laureati di Palermo. Invitati all’evento il Gestore per i Servizi Energetici, l’Ente Nazionale per l’Energia e l’Ambiente, Kyoto Club e rappresentanti degli enti locali.

Vista l’importanza del tema, Agatos Service, ente di formazione accreditato alla Regione ed ai Consigli Nazionali degli Architetti, Geometri Laureati e Periti Industriali ha deciso di presenziare all’evento, presentando così ai partecipanti le proprie proposte formative, non solo in ambito energetico, il cui corso di punta è il corso FER online, ma anche progettuale e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

L’evento sarà preceduto da una tavola rotonda, che si terrà il 5 dicembre presso la conference room della sede di Energia Italia (Campobello di Mazara – Via Vittorio Emanuele II n.294), con i protagonisti del fotovoltaico italiano

Ecco il link per registrarsi, iscriversi e scaricare il programma relativo all’Energy Conference del 6 dicembre presso l’Aula Magna del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Palermo.

http://www.energiaitalia.info/fotovoltaico/servizi/226588/energy-conference.aspx

Comunicato Stampa