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Il Cni incontra il sottosegretario alla giustizia Morrone

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Diversi temi all’ordine del giorno per riavviare la stretta collaborazione tra Consiglio Nazionale Ingegneri e Ministero

Il Sottosegretario al Ministero della Giustizia con delega alle professioni, Jacopo Morrone, ha incontrato oggi una delegazione del Consiglio Nazionale Ingegneri formata dal Presidente Armando Zambrano e il Consigliere Segretario Angelo Valsecchi.

L’incontro, avvenuto in un’atmosfera cordiale, ha fornito al CNI l’occasione di stabilire un primo contatto col Sottosegretario e di esporre alcuni importanti provvedimenti di particolare interesse per la categoria degli ingegneri e a tutela dell’utente finale.
Tra i temi trattati la revisione del compenso dei valutatori immobiliari, il completamento del provvedimento relativo all’equo compenso e la possibilità, anche per i professionisti, di accedere al rito del lavoro in caso di contenzioso.

“L’incontro di oggi – ha affermato Armando Zambrano – rappresenta un’ottima premessa per la ripresa di una collaborazione costruttiva col Ministero. Su certi temi è necessario stabilire una sinergia nell’interesse sia dei professionisti sia del Ministero affinché si vada nella direzione di un’accelerazione dei tempi e delle procedure”.

“Tra i provvedimenti su cui abbiamo ragionato – ha aggiunto Angelo Valsecchi – c’è la possibilità di inserire anche i professionisti tra i creditori privilegiati nelle procedure di fallimento”.

La soluzione degli ingegneri per la crisi: tanti piccoli cantieri rispetto a pochi macro cantieri

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Siamo in un periodo dove ci sono tagli fortissimi nelle PA. Questo porta alla mancanza di risorse. La legge di stabilità è uno dei temi in discussione, ci sono diversi aspetti che dovranno essere valutati.

“Siamo in un periodo dove ci sono tagli fortissimi nelle PA. Questo porta alla mancanza di risorse. La legge di stabilità è uno dei temi in discussione, ci sono diversi aspetti che dovranno essere valutati. Posso dire che è intento comune, ma lo era già nel contratto di Governo, che ci fosse un’attenzione spostata sulle piccole e medie imprese. I progetti sono sbilanciati verso le grandi aziende, con importi che limitavano l’accesso alle piccole e medie. E’ importante che partano tanti piccoli cantieri rispetto a macro cantieri”. Così il Sottosegretario allo Sviluppo Economico Davide Crippa, intervenuto alla tavola rotonda “La sfida delle conoscenze nei nuovi scenari 4.0” nell’ambito dei lavori del 63° Congresso degli Ingegneri Italiani.

Al dibattito ha partecipato anche Giuseppe Amaro (Gae Engineering srl) che ha sottolineato la necessità di avere nuove figure professionali giovani che sappiano utilizzare strumenti innovativi. Rita Cucchiara (Direttore Laboratorio Nazionale Intelligenza Artificiale) si è soffermata sull’intelligenza artificiale, fattore strategico in Italia e nel mondo intero, settore nel quale l’Italia dovrebbe cominciare ad investire, anche nella produzione. Stefano Cuzzilla (Presidente Federmanager) ha affermato che gli ingegneri sono una parte importante della sua organizzazione e, sulla base di questo osservatorio, ha constatato come dal mondo del lavoro arrivi la richiesta di esperienze trasversali e soft skills. Claudio Freddi (Business&Process advisor), infine, ha sottolineato la necessità di avere passione ed un continuo aggiornamento in modo da cogliere le numerose opportunità per gli ingegneri.

I lavori della mattinata, condotti dalla giornalista Simona D’Alessio, sono stati completati dalla tavola rotonda “Ingegneria: le nuove frontiere dei big data e della cybersecurity”. Agostino Bruzzone (Università Genova) ha affermato che in un’Italia in crisi economica permanente servono ragazzi che sappiano mettere mano sulle nuove tecnologie e che poi diventino classe dirigente. Domenico Favuzzi (Exprivia Italtel) ha testimoniato come la sua azienda selezioni ingegneri di quasi tutte le branchie ma con prevalenza nel mondo dell’informatica. Michele Pierri (Cyberaffairs) ha sottolineato come ormai sia cambiata radicalmente la percezione dell’ingegnere, diventato quasi una pop star del nuovo millennio, soprattutto coloro i quali agiscono nel settore informatico. In questo quadro le competenze dell’ingegnere devono essere trasversali. Giovanni Brusoni (SAS Institute Innovation Consultant) si è soffermato sui big data. A suo avviso è necessario raffinare la qualità di gestione dei dati in funzione della sicurezza.

I lavori del pomeriggio, condotti da Andrea Pancani (La 7) hanno vissuto un importante momento iniziale dedicato al progetto del CNI WorkING. “I dibattiti di questo Congresso – ha detto Gianni Massa, Vice Presidente CNI e responsabile del progetto – hanno messo in evidenza quanto i nuovi linguaggi stanno cambiando, evidenziando le nuove forme di lavoro, le competenze trasversali. Questo è il motivo per cui è nato WorkING. Siamo nella fase di partenza ma siamo in tanti, è un progetto che mette al centro le competenze. Gli studenti di ingegneria possono accedere e nel brevissimo potranno profilarsi”.

Germano Buttazzo (Sales Manager Linkedin) ha sottolineato l’importanza di un progetto come WorkING. Francesca Contardi (Managin Director EasyHunters srl) ha affermato che è giusto che un ordine professionale si muova nella direzione di WorkING. Gaetano Fausto Esposito (Segretario Generale Assocamerestero) ha segnalato la possibilità che WorkING si apra anche ad una rete internazionale. Giorgio Fipaldini (CEO Open Milano) ha affermato che progetti del genere se trovano l’entusiasmo del pubblico possono diventare determinanti. Catia Mastracci (Rete Eures), infine, ha confermato che il profilo degli ingegneri è tra quelli più gettonati. Soprattutto in Europa è molto alta la richiesta di ingegneri formati in Italia. A seguire il dibattito si è sviluppato attorno al tema dei servizi e le reti per i professionisti.

Al via ad ottobre il nuovo corso di Laurea in Ingegneria delle Tecnologie per il mare

Ingegneria delle Tecnologie per il mare

Partono a ottobre le lezioni del nuovo corso di laurea in – Ingegneria delle Tecnologie per il mare – ad Ostia promosso dall’Università degli Studi Roma Tre

Partono a ottobre le lezioni del nuovo corso di laurea in – Ingegneria delle Tecnologie per il mare – ad Ostia promosso dall’Università degli Studi Roma Tre in collaborazione con la Regione Lazio e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

L’apertura del corso di studi rientra nel più grande progetto della creazione di un polo universitario presso gli spazi dell’ex Enalc Hotel a Ostia, polo in cui, con la collaborazione del Centro Nazionale della Ricerca (CNR) ed in particolare dell’INSEAN, nonché dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana), si formeranno i futuri ingegneri destinati a progettare e sviluppare le piattaforme offshore, gli impianti eolici, le turbine sottomarine.

Il corso di studi è pressoché unico in Italia ed offre una preparazione ingegneristica multidisciplinare tipica dei corsi di Marine e Ocean Engineering largamente diffusi all’estero, finalizzata alla soluzione delle problematiche ingegneristiche in ambiente marino, seppure escludendo dagli obiettivi la progettazione e costruzione di imbarcazioni e mezzi navali.

L’attività didattica del corso di Ingegneria delle tecnologie per il mare coniugherà la forte preparazione di base nel campo dell’ingegneria industriale, con un orientamento inedito verso le applicazioni in ambiente marino, sia dal punto di vista delle tecnologie industriali per lo sfruttamento delle risorse energetiche rinnovabili (energia eolica, fotovoltaica, del moto ondoso e delle correnti marine) sia dello sviluppo delle relative infrastrutture costiere e di protezione dei litorali, in ottica di una maggiore sostenibilità ambientale.

Un orientamento in linea con gli indirizzi strategici Blue Growth dell’Unione Europea, tesi a cogliere le opportunità di crescita connesse con l’economia del mare. Il corso di Ingegneria del mare di Roma Tre a Ostia fornirà, inoltre, un’opportunità di valorizzazione del territorio costiero della Regione Lazio promuovendo la naturale vocazione, ancora non pienamente sfruttata, alle attività connesse all’ambiente marino.

Fonte: UnioneIngegneri.com

Ingenio al femminile: al via la quinta edizione dell’evento dedicato al lato rosa della professione

ingenio al femminile

A Torino la prima tappa di Ingenio al femminile l’evento ideato dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri

Paolo La Greca è il nuovo presidente del CeNSU: il professore è stato scelto per acclamazione

La Greca succede nella carica al prof. Maurizio Tira, rettore dell’Università degli Studi di Brescia che ha retto il CeNSU negli ultimi quattro anni. Il prestigioso istituto, Ente morale riconosciuto dal Presidente della Repubblica, da oltre 50 anni opera al fine di incrementare l’interesse per gli studi urbanistici, promuovendo iniziative culturali, di informazione e di aggiornamento favorendo anche la collaborazione con le Associazioni e gli Enti Pubblici che curano, sia in sede di studio che di attuazione, la soluzione delle questioni urbanistiche.

Il Presidente del CNI, Armando Zambrano, e il consigliere Fede, anch’egli componete della giunta esecutiva del CeNSU, sono stati fra i primi a congratularsi con il neo presidente dicendosi certi che egli saprà proseguire l’azione incisiva dell’Istituto, organo qualificato di consulenza per il Consiglio Nazionale degli Ingegneri.

La Greca, nel suo discorso di insediamento ha indicato le priorità della sua azione che, in armonia allo Statuto, sarà volta ad accrescere l’attenzione degli ingegneri italiani sulle questioni urbanistiche di interesse nazionale e, soprattutto, a valorizzare l’apporto dell’attività professionale e della loro specifica competenza sulla rigenerazione resiliente del territorio, la mitigazione e l’adattamento ai rischi, in particolare simici, climatici e idrogeologici, l’integrazione con la pianificazione dei trasporti per l’accessibilità diffusa, la salvaguardia e valorizzazione sostenibile delle risorse non rinnovabili.

Ha evidenziato, inoltre, come gli ingegneri sappiano traguardare le innovazioni e il mutamento in atto con atteggiamento positivo che li pone sul fronte di un’azione avanzata e multidisciplinare in grado di affrontare le sfide più rilevanti che l’urbanistica e la pianificazione territoriale si trovano a dover fronteggiare. Una loro prerogativa è, infatti, proprio quella di essere guidati da una logica evolutiva che li porta a declinare ottimisticamente gli scenari futuri e le trasformazioni profonde che interessano l’economia e la società in tempo di crisi.

Equo compenso, dal CNI chiarimenti sull’estensione ai contratti stipulati con la P.A.

Come è noto, la Legge di bilancio 2018 ha rafforzato la norma – introdotta con il decreto fiscale collegato alla Manovra 2018 – sull’equo compenso (nei rapporti con clienti diversi dai consumatori, come banche e assicurazioni) per gli avvocati, esteso a quasi tutti gli altri professionisti (ad eccezione degli agenti della riscossione), prevedendo: un più stretto rapporto del compenso con i parametri tariffari previsti da un DM Giustizia; la presunzione assoluta di vessatorietà di una serie specifica di clausole, che mantengono tale natura anche quando siano state oggetto di specifica trattativa e approvazione; l’eliminazione della disposizione che attualmente prevede che l’azione di nullità possa essere esercitata entro 24 mesi dalla sottoscrizione del contratto che viola la disciplina sull’equo compenso (conseguentemente l’azione di nullità diviene imprescrittibile).

Il Dipartimento Centro Studi della Fondazione CNI ha elaborato un documento che esamina nel dettaglio i contenuti delle disposizioni sull’equo compenso, precisandone l’ambito di operatività e soffermandosi, in particolare, sull’estensione della sua applicazione ai contratti stipulati con la pubblica amministrazione.

Il comma 3 dell’art. 19 quaterdecies DL 148/2017 prevede che: “La pubblica amministrazione, in attuazione dei princìpi di trasparenza, buon andamento ed efficacia delle proprie attività, garantisce il principio dell’equo compenso in relazione alle prestazioni rese dai professionisti in esecuzione di incarichi conferiti dopo la data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto”.

Il Documento del Centro studi del Consiglio nazionale degli Ingegneri precisa che “nel caso di affidamento dei servizi di ingegneria ed architettura, corollario al richiamato “principio” dell’equo compenso, è certamente l’applicazione del DM 17/06/2016 che consente la determinazione di un corrispettivo, da porre a base d’asta, proporzionato alla qualità e quantità della prestazione resa e al contempo rispettoso delle esigenze pubblicistiche. L’equilibrio contrattuale dovrà essere, poi, ricercato di volta in volta sulla base delle peculiarità del caso specifico ed alla luce del confronto competitivo; fermo restando (appare quasi superfluo sottolinearlo) l’intrinseca contraddittorietà, con il principio di equità del corrispettivo, dei casi in cui le offerte siano oggettivamente non eque rispetto alla complessità della prestazione, siano meramente simboliche oppure, infine, sia disposta l’erogazione a titolo gratuito della prestazione (principale ovvero accessoria).”

Fonte: UnioneIngegneri.com

Energia: nuovo “forno” hi-tech per future macchine a fusione

Forno sulla fusioneAll’ENEA è appena stata ultimata la realizzazione di un forno da vuoto ad alta temperatura che offrirà le competenze tecnologiche necessarie alla realizzazione di alcuni componenti della DTT (Divertor Tokamak Test facility), la nuova macchina per la ricerca sulla fusione che verrà costruita presso il Centro Ricerche di Frascati.

All’ENEA è appena stata ultimata la realizzazione di un forno da vuoto ad alta temperatura che offrirà le competenze tecnologiche necessarie alla realizzazione di alcuni componenti della DTT (Divertor Tokamak Test facility), la nuova macchina per la ricerca sulla fusione che verrà costruita presso il Centro Ricerche di Frascati.

Si tratta di un cilindro metallico delle dimensioni di una caldaia che servirà a studiare le proprietà dei CPS (Capillary-Pore System), spugne imbevute di metallo liquido che verranno utilizzate nel divertore come materiale direttamente esposto al plasma.

La superficie del metallo liquido, intrinsecamente, non è soggetta a danneggiamenti all’interno del tokamak e in questo modo rappresenta una possibile soluzione al problema del deterioramento dei materiali solidi, allungando il ciclo di vita di un componente fondamentale per il futuro reattore come il divertore.

Forno sulla fusione02Presso i laboratori del Centro ENEA di Frascati, queste speciali spugne di tungsteno verranno immerse all’interno del forno, in un bagno di stagno liquido a 1200 gradi centigradi con l’obiettivo di studiare l’assorbimento dello stagno da parte della spugna ed investigare i fenomeni corrosivi legati all’impiego di questo metallo.

Sinora l’unico tokamak che ha sperimentato lo stagno come metallo liquido si trova proprio nel centro dell’ENEA di Frascati ed è FTU (Frascati Tokamak Upgrade). Le spugne in questo caso sono state sviluppate in collaborazione con un centro di ricerca russo.

“Pur continuando la collaborazione, il nuovo forno di Frascati ci porterà ad acquisire il know-how per la fabbricazione dei CPS e a sviluppare soluzioni innovative da installare sulla futura macchina DTT”, commenta Giuseppe Mazzitelli, capo della divisione Tecnologie Fusione Nucleare dell’ENEA.

Energia: nuovo “forno” hi-tech per future macchine a fusione Forno sulla fusione 03 Questo studio, finanziato da EURO fusion, ha coinvolto personale tecnico tra cui Luigi Verdini, Mario Mezzacappa, Valerio Cerri, Stefano Rueca e Marco Vellucci, che si sono occupati dell’installazione del forno, insieme al dottorando dell’Università di Padova, il 26 enne Matteo Iafrati, che da quattro anni porta avanti il suo progetto di ricerca nel Centro di Frascati. “La presenza di giovani nei nostri centri di ricerca testimonia l’importanza del ruolo formativo per ENEA”, sottolinea Giuseppe Mazzitelli, “una prerogativa fondamentale soprattutto in un campo di ricerca dal futuro promettente come la fusione che, oggi più che mai, ci vede impegnati nella nuova sfida della costruzione di DTT, con il coinvolgimento di oltre 150 giovani ricercatori e fino a 1.500 persone, tra dirette e indotto, che lavoreranno complessivamente al progetto ”.

Fonte: UnioneIngegneri