I dati di IRENA: le energie rinnovabili dovranno raddoppiare entro il 2030

energie rinnovabili entro 2030

La tematica dell’energia rinnovabile è un capo saldo della formazione formativa delle figure professionali, consulta i nostri corsi online su energia e ambiente. L’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA), sostiene che per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile e avviare un percorso verso la sicurezza del clima, gli investimenti di 10 trilioni di dollari in combustibili fossili dovranno spostarsi verso la trasformazione energetica, quindi la quota di energie rinnovabili dovrà più che raddoppiare.

Per poter aumentare le energie rinnovabili e garantire il rispetto degli obiettivi di transizione energetica, la IRENA, durante l’assemblea annuale tenutasi ad Abu Dhabi dal 10 al 12 gennaio, ha presentato il libro dal titolo “10 Years: Progress to Action”, che illustra il piano attuato e quello da attuare nei prossimi 10 anni.

L’IREA sostiene che gli investimenti annuali delle energie rinnovabili debbano raddoppiare, passando dai 330 miliardi di dollari attuali, a quasi 750 miliardi di dollari, passando attraverso la rimodulazione degli investimenti previsti per i combustibili fossili verso la sostenibilità. L’accordo di Parigi, ha fissato un obiettivo preciso: limitare l’aumento delle temperature globali entro 1,5° C entro il 2030, a tal fine sono stati previsti quasi 10 trilioni di dollari di investimenti energetici in fonti rinnovabili, aumentando così la possibilità di superare il budget mondiale di carbonio.

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L’accesso all’energia mediante fonti rinnovabili, può diventare uno strumento di vitale importanza, in un’ottica di sviluppo sostenibile. Dal 2010, le energie prodotte da impianti fotovoltaici e da impianti eolici, sono diventate la principale capacità energetica al mondo, surclassando tutte le altre forme di vecchia generazione.

Il Direttore Generale di IRENA, Francesco La Camera ha dichiarato: “Siamo entrati nel decennio dell’azione per le energie rinnovabili, un periodo energetico che si trasformerà ad una velocità senza precedenti” poi ha continuato affermando “Le energie rinnovabili sono la chiave dello sviluppo sostenibile e dovrebbero essere al centro della pianificazione energetica ed economica del mondo”.

IRENA ha stimato che entro il 2030 i maggiori investimenti nelle energie rinnovabili comporterebbero un risparmio sui costi, che è stato stimato tra 1,6 e 3,7 trilioni di dollari all’anno.

La transizione dai combustibili fossili alle energie rinnovabili sarà garantita anche da un continuo calo dei costi delle tecnologie. Infatti, il costo del fotovoltaico ha avuto un calo di quasi il 90% negli ultimi 10 anni e nella stessa decade il prezzo delle turbine eoliche ha avuto un calo pari alla metà. Entro il 2030 le due tecnologie copriranno un terzo del fabbisogno energetico globale.

Oggi le energie rinnovabili off-grid, cioè quelle che permettono di fornire energie elettrica a tutte quelle case situate in zone remote, sono una soluzione chiave per garantire l’accesso all’energia a circa 150 milioni di persone. I dati forniti da IRENA mostrano un incremento del 60% di accessi all’energia elettrica grazie a sistemi autonomi e mini-grid.

Il Geometra: una professione in continua evoluzione

geometri professione in evoluzione

Nei prossimi dieci anni andranno in pensione 20mila geometri dei 96mila attualmente in carica.

Durante il 45° Congresso nazionale dei Geometri, tenutosi a Bologna tra il 28 e il 30 novembre, si sono festeggiati i 90 anni dalla nascita della categoria e, contemporaneamente, si è colta l’occasione per fare il punto sul futuro della professione del Geometra.

I partecipanti hanno analizzato il ruolo strategico della professione nell’attuale contesto socio-economico e demografico. La professione del Geometra, nei prossimi anni, dovrà evolversi e cambiare notevolmente. Oggi i Geometri posseggono competenze sempre più specifiche e specializzazioni in campi e ambienti innovativi, come ad esempio: la progettazione con BIM, che è un software per la creazione e gestione del modello d’informazione di un edificio, la modellazione 3D, la certificazione energetica, l’acustica edile, oltre alla sicurezza nei cantieri, quest’ultima ricoprendo il ruolo di Coordinatore della sicurezza.

Ogni anno in Italia 3600 candidati sostengono l’esame di Stato per l’iscrizione all’albo dei Geometri con un’età media di 21-22 anni, ciò dimostra che è un lavoro ancora molto ambito.

La formazione e l’aggiornamento, fondamentali per i professionisti, consentono al Geometra di poter scegliere tra una vasta gamma di corsi, con cui può sia aggiornarsi, che specializzarsi in nuovi settori, in linea con le richieste di mercato. Il professionista, inoltre, oltre a formarsi, otterrà i crediti geometri, per adempiere all’obbligo formativo.

Facciamo un pò di chiarezza sulla Certificazione Linguistica Inglese

certificazione inglese

La certificazione linguistica inglese sta avendo, negli ultimi anni, una rapida e notevole diffusione.

Si tratta, per chi la consegue, del riconoscimento, a livello nazionale ed europeo, della conoscenza della lingua inglese. Sono stati stabiliti, a livello europeo, degli standard comuni di conoscenza della lingua inglese, specifici per ciascun livello: si va da A1, che indica una conoscenza scolastica, per proseguire con A2, B1, B2, C1, fino a C2 che è l’ultimo livello, equiparabile a quello di una persona madrelingua inglese.

Dunque se si consegue l’attestato presso un ente certificatore riconosciuto e accreditato, la certificazione viene riconosciuta in ambito sia nazionale che europeo. E ciò, nell’ottica di un’eliminazione delle barriere e della libera circolazione di persone, che è tra i pilastri fondanti dell’Unione Europea.

La certificazione linguistica, che attesta il proprio livello di conoscenza della lingua, dà una serie di vantaggi e agevolazioni, tra cui:

  • In ambito universitario, se nel piano di studi è prevista la lingua inglese (al di fuori delle facoltà di Lingue), non occorre sostenere l’esame, viene riconosciuta la materia nel piano di studi.
  • Dà punteggio nelle graduatorie di II e III fascia, sia docenti che personale ATA.
  • Dà punteggio nei concorsi pubblici, sia pubblica amministrazione che forze armate.
  • In ultimo, arricchisce notevolmente il proprio curriculum personale, data l’importanza della lingua inglese in ogni ambito lavorativo.

In cosa consiste l’esame?

L’esame consiste in 5 prove:

  1. Speaking
  2. Listening
  3. Use of English
  4. Reading e Writing.

La difficoltà delle prove, ovviamente, cambia in base al livello che si deve sostenere. Agatos Service è Test Centre di ESB English Speaking Board, ente certificatore britannico, riconosciuto e accreditato al Miur. In questi anni abbiamo esaminato decine di studenti, la maggior parte con successo.

Agatos propone anche dei corsi preparatori all’esame.
Per informazioni e iscrizioni scrivi a info@agatosservice.it

Il 6 dicembre a Palermo la II edizione dell’“Energy Conference”, l’evento nazionale dedicato alle energie rinnovabili

2020: l’anno di svolta per le energie rinnovabili” questo il titolo della conferenza annuale sulle energie rinnovabili che si svolgerà il 6 dicembre presso l’Aula Magna del Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di  Palermo.

L’evento “Energy Conference 2019” , patrocinato dall’Assessorato regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità e dal Dipartimento di Ingegneria dell’UNIPA, che concluderà una 48 ore dedicata alle nuove tecnologie ed ai supporti finanziari relativi al settore fotovoltaico, organizzato da Energia Italia (Azienda leader specializzata nella distribuzione di tecnologie fotovoltaiche), è finalizzato sia a far conoscere gli strumenti operativi relativi alla transizione energetica (da fonti tradizionali a fonti rinnovabili) della Regione Siciliana e delle altre Regioni italiane, che a creare un confronto sulle prospettive, nel medio e lungo termine, nel settore delle rinnovabili, ed in particolare del fotovoltaico.

Attraverso due sessioni di lavoro saranno illustrati: le attività implementate dalle Regioni nel percorso verso l’efficientamento energetico; lo stato dell’arte sull’attuazione del  Decreto Ministeriale F.E.R. emanato dal MISE; le problematiche emerse a seguito del Decreto Crescita (Cessione del Credito); gli strumenti a disposizione dagli stakeholders (enti pubblici e privati) per cooperare e/o trovare benefici, in termini fiscali e di sostenibilità ambientale, attraverso investimenti strutturali su nuove, e sempre più avanzate, tecnologie fotovoltaiche.

La II edizione dell’Energy Conference 2019 è organizzata in collaborazione con l’Ordine Ingegneri di Palermo, l’Ordine degli Architetti P.P.C. di Palermo, l’Ordine dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati di Palermo, la Consulta Regionale Geometri e Geometri Laureati della Sicilia, e la Consulta Regionale Geometri e Geometri Laureati di Palermo. Invitati all’evento il Gestore per i Servizi Energetici, l’Ente Nazionale per l’Energia e l’Ambiente, Kyoto Club e rappresentanti degli enti locali.

Vista l’importanza del tema, Agatos Service, ente di formazione accreditato alla Regione ed ai Consigli Nazionali degli Architetti, Geometri Laureati e Periti Industriali ha deciso di presenziare all’evento, presentando così ai partecipanti le proprie proposte formative, non solo in ambito energetico, il cui corso di punta è il corso FER online, ma anche progettuale e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

L’evento sarà preceduto da una tavola rotonda, che si terrà il 5 dicembre presso la conference room della sede di Energia Italia (Campobello di Mazara – Via Vittorio Emanuele II n.294), con i protagonisti del fotovoltaico italiano

Ecco il link per registrarsi, iscriversi e scaricare il programma relativo all’Energy Conference del 6 dicembre presso l’Aula Magna del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Palermo.

http://www.energiaitalia.info/fotovoltaico/servizi/226588/energy-conference.aspx

Comunicato Stampa

Che succede in caso di mancato aggiornamento Corso FER?

aggiornamento-fer-online

Una delle domande più frequenti che gli installatori di impianti che sfruttano fonti di energia rinnovabile (FER) si pongono, consiste nel chiedersi cosa accade nel momento in cui il percorso formativo di aggiornamento non viene effettuato secondo quanto previsto dalla legge.
Ecco tutto quello che bisogna sapere qualora tale situazione si dovesse palesare.

Perché è importante l’aggiornamento Corso FER.

Prima di analizzare le conseguenze che scaturiscono dal mancato aggiornamento professionale del corso FER, occorre capire quanto questo sia importante per gli installatori di impianti che operano in questo settore.
La legge prevede che una volta conseguita la qualifica di installatore, attraverso il corso base FER di 80 ore, ogni 3 anni è necessario seguire un corso di aggiornamento di 16 ore.

Questi percorsi formativi affrontano importanti tematiche come la nuova legge in merito all’installazione degli impianti e i requisiti che questi devono possedere, il metodo pratico per operare in maniera efficace sugli impianti e altri aspetti fondamentali che devono essere necessariamente conosciuti dagli installatori.

Pertanto il corso assume una grande importanza e permette alle figure professionali coinvolte di poter proseguire nello svolgimento delle loro mansioni in qualità di installatori di impianti che sfruttano le energie rinnovabili, come impianti fotovoltaici, fototermoelettrici, sistemi solari e termici, ecc.

Il mancato aggiornamento del corso FER

Ogni 3 anni, dunque, tutti gli installatori qualificati devono seguire il percorso formativo di aggiornamento previsto dalla legge e, una volta superato il test finale, che comprova l’acquisizione delle competenze previste, otterranno il rinnovo della qualifica.

Potrebbe però accadere che un installatore, durante i tre anni successivi all’acquisizione della qualifica, non possa prendere parte al suddetto percorso di aggiornamento.
In questo caso la legge prevede la sospensione dell’abilitazione all’istallazione e alla manutenzione straordinaria degli impianti FER.

Dunque, non partecipando al corso di aggiornamento FER si perde momentaneamente la qualifica di installatore.
Pertanto l’operatore non può procedere con l’installazione di nuovi impianti né rilasciare qualifiche che certifichino il corretto funzionamento degli impianti FER.
Inoltre, qualora l’installatore dovesse operare e la sua qualifica non fosse aggiornata, ovvero l’operatore non possegga l’attestato di aggiornamento, la legge prevede sanzioni e il potenziale ritiro dell’autorizzazione a operare in via definitiva.

Come l’installatore può tornare a operare con gli impianti FER

Per quanto riguarda la riabilitazione della qualifica, l’installatore deve semplicemente mettere la propria professione in regola, ovvero deve intraprendere il percorso di aggiornamento professionale FER, di 16 ore.
Non vi sono vincoli temporali riguardo la frequenza del corso ma è consigliato procedervi prima dei tre anni successivi al mancato aggiornamento professionale iniziale, in quanto l’installatore può trovarsi in una situazione in cui i percorsi formativi che devono essere seguiti siano due, uno per ogni triennio di mancato aggiornamento.

La prossima scadenza del triennio è il 31/12/2019.

Dunque, nessuna conseguenza negativa definitiva per chi non partecipa al corso di aggiornamento professionale, ma solo una sospensione temporanea e facilmente risolvibile.

Quali sono le sanzioni per il mancato aggiornamento del corso di coordinatore della sicurezza?

corso aggiornamento coordinatore della sicurezza

Il Decreto Legislativo 81/08 ha introdotto recentemente l’obbligo quinquennale di aggiornamento per coloro i quali siano già in possesso di un attestato di coordinatore della sicurezza nei cantieri temporanei e mobili; il corso avrà una durata di 40 ore e sarà necessario affinché i professionisti operanti nel settore possano continuare ad esercitare la propria funzione con il giusto grado di qualifica.

In questo articolo, dunque, abbiamo deciso di aprire una breve panoramica sulle questioni riguardanti la richiesta e la frequenza della formazione, su alcune delle sue clausole e soprattutto sulle sanzioni per il mancato aggiornamento dell’attestato.

L’obbligo, introdotto dal Decreto 81/08, ha lo scopo di permettere agli esperti di rimanere a conoscenza delle dinamiche teoriche e pratiche acquisite con la loro iniziale esperienza nel settore; il “double-check” necessita, quindi, di una formazione aggiuntiva e altamente specializzata, che agevoli la valutazione del livello e del grado di affidabilità di coloro che operano professionalmente in un ruolo tanto importante e ricco di responsabilità.

L’introduzione del Decreto: le cause

La necessità nasce dalla continua modifica delle norme che devono essere conosciute per agire con consapevolezza e competenza. A questo, si aggiunge l’obbligo di portare a termine il percorso formativo pensato appositamente per supplire alle carenze che molti esperti – già a lavoro da anni – hanno riscontrato nel loro agire professionale.

In caso di mancato completamento quinquennale, infatti, non sarà possibile assumere (o continuare a mantenere) il ruolo di Coordinatore per la Sicurezza nei cantieri temporanei e mobili. Tale clausola di aggiornamento, dunque, tocca da vicino tutti i responsabili di cantiere che operano sul territorio nazionale.

Chi sono i destinatari dell’aggiornamento, e in che modo è possibile portare a termine la formazione?

La novità ha immediatamente dato vita a corsi altamente specifici che consentono di sviluppare le giuste competenze tecniche e teoriche con cui mettere in regola la propria qualifica. La formazione, dunque, è rivolta a:

  • I professionisti che sono già in possesso dell’attestato di Coordinatore della Sicurezza nei Cantieri e che detengono una validità dell’attestato quinquennale;
  • I Coordinatori della Sicurezza in fase di progettazione o i coordinatori per la progettazione (CSP);
  • Infine, i coordinatori della sicurezza in fase di esecuzione o i coordinatori per l’esecuzione (CSE).

L’attestato si ottiene mediante la frequenza obbligatoria del corso, al termine del quale viene rilasciato il grado di qualifica rispettivo al ruolo occupato dal professionista. Gli obiettivi sono, naturalmente, preposti al miglioramento delle competenze, nelle tematiche di specifico interesse pratico.

Programma del corso di aggiornamento per Coordinatori della Sicurezza

Il Decreto Legislativo da cui è partita la nuova regolamentazione, inoltre, riguarda nello specifico: l’analisi dei contenuti minimi dei piani di sicurezza, l’analisi della normativa sui dispositivi di protezione individuale per i soggetti che operano professionalmente in un cantiere, e gli obblighi e le misure di prevenzione generali aggiornate secondo le direttive del confronto istituzionale in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Non mancheranno nozioni inerenti all’igiene ambientale e all’impatto dei rischi ecologici; a completare le specifiche formazioni quinquennali saranno inoltre le normative per l’organizzazione di un cantiere: dalla viabilità agli uffici, passando per i servizi igienici e la prevenzione contro gli infortuni.

Il corso CSP e CSE, inoltre, è obbligatorio e vincolante rispetto all’esecuzione del ruolo professionale di competenza. E’ di fondamentale importanza che gli interessati cerchino le tempistiche giuste con cui richiedere la formazione – online o in aula – per portare a compimento gli obiettivi richiesti dal corso.

Com’è possibile svolgere la formazione?

L’aggiornamento prevede una dilazione del periodo di formazione che può essere effettuato in diversi moduli nell’arco del quinquennio di riferimento; l’idea nasce dalla creazione di una dinamica lavorativa che permetta di interfacciarsi costantemente – e in maniera pragmatica – agli obiettivi dei corsisti. La valutazione delle 40 ore obbligatorie, inoltre, può essere portata a termine anche mediante la partecipazione attiva – e convalidata adeguatamente – a convegni o a seminari, il cui scopo è quello di creare una rete di networking per valorizzare e arricchire le competenze degli esperti. Se si opta per la seconda metodologia di formazione, è richiesta la tenuta del registro di presenza dei partecipanti da parte del soggetto che realizza l’iniziativa, senza alcun vincolo massimo del numero di interlocutori dell’incontro.

Cosa accade se il professionista non ottempera all’obbligo di aggiornamento?

Arriviamo al nucleo centrale del nostro articolo: molti professionisti hanno dovuto provvedere autonomamente alla propria modalità di aggiornamento preferita, anche in base alle necessità lavorative e formative. Qualora – a seguito di una mancata qualifica – il coordinatore volesse esercitare, sarà impedito nel ruolo precedentemente svolto. Questo si traduce nella normativa secondo cui egli non perderà l’abilitazione precedentemente ottenuta con il primo corso da 120 ore, ma vedrà sospesa la sua possibilità di esercitare concretamente fino a quando non avrà provveduto all’aggiornamento richiesto.

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Si legge infatti: “In caso di mancato completamento dell’aggiornamento del quinquennio previsto, i coordinatori della sicurezza, pur mantenendo il requisito derivato dalla regolare frequenza ai corsi, non potranno esercitare i propri compiti fintanto che non venga completato l’aggiornamento riferito al quinquennio appena concluso.”

La nuova data utile di inizio, inoltre, avrà origine dal giorno seguente all’espletamento dell’ultima richiesta lavorativa. In modo coerente alla regolamentazione del Decreto Legislativo, non potranno esercitare l’attività di coordinatore tutti i professionisti che – ai sensi dell’articolo 98 del medesimo Decreto – non abbiano completato l’aggiornamento stesso per il numero di ore mancante.

Corso di aggiornamento: come calcolare le tempistiche quinquennali?

Il quinquennio di ogni CSP-CSE parte dalla data di ultimazione del corso iniziale di 120 ore. Per quanti, al contrario, avessero già ottemperato a una prima formazione aggiuntiva, la tempistica di riferimento da cui partire per il conteggio del lasso annuale di formazione è il 15 Maggio 2008. Ciò significa nel concreto che, a partire da questa data, sarà necessario contare i quinquenni rispettivamente del 15 Maggio 2013, 15 Maggio 2018 ecc..

Come già detto, è possibile dilazionare le 40 ore di formazione – seppur attestate secondo la regolamentazione vigente – sia in modalità face-to-face sia attraverso appositi portali e-learning riconosciuti e accreditati. Ogni percorso tocca i medesimi argomenti utili alla valorizzazione e all’arricchimento del bagaglio conoscitivo del professionista. Una normativa da tenere a mente e da seguire con minuzia – passo dopo passo – per quanti siano interessati al mantenimento della propria qualifica operativa.

Corso FER Responsabile Tecnico Impianti: requisiti minimi e formazione

Corso di Aggiornamento Fonti Energie Rinnovabili FER

Il Corso FER Responsabile Tecnico Impianti rappresenta un percorso formativo in grado di abilitare gli operatori che vogliano rivestire il ruolo di tecnici che si occupano dell’installazione e manutenzione di impianti alimentati da fonti rinnovabili.

Vediamo ora in cosa consiste il corso di abilitazione e quello di aggiornamento professionale, entrambi fondamentali per coloro che vogliono ricoprire questo ruolo lavorativo.

I requisiti per il corso di responsabile tecnico impianti FER

Per prendere parte al Corso FER Responsabile Tecnico Impianti è necessario avere una laurea in materie tecniche relative alla conoscenza della termoidraulica e all’installazione degli impianti, oppure un diploma di scuola superiore che riguardi il ramo dell’attività nella quale si intende operare.
Qualora non si abbia il diploma è possibile sfruttare l’attestato di formazione professionale che si consegue dopo quattro anni svolti a lavorare presso una delle imprese che operano nel settore dell’impiantistica che sfrutta le fonti di energia rinnovabile, quindi:

  • impianti fotovoltaici;
  • fototermoelettrici;
  • pompe di calore;
  • impianti solari e termici.

Per gli stranieri, oltre ai requisiti minimi che devono essere in possesso di un installatore italiano, è richiesta la conoscenza ottimale della lingua italiana, affinché le diverse nozioni possano essere comprese senza alcuna difficoltà durante lo svolgimento corso di formazione per i futuri responsabili installatori degli impianti FER.

corso fer elettrica pannello solare

Il corso FER Responsabile Tecnico Impianti: programma

Per quanto riguarda il programma base che permette ai corsisti di ottenere la qualifica per poter operare in qualità di responsabile tecnico impianti FER, questo è composto da 80 ore complessive, 20 delle quali teoriche e comuni, che riguardano l’analisi dei diversi tipi di impianti, nonché funzioni e altri dettagli comuni a tutte le svariate versioni.

Le altre 60 ore sono invece più specifiche, ovvero si focalizzano su una tipologia di impianto e sono suddivise a loro volta in lezioni teoriche, in cui gli argomenti vengono approfonditi con maggior precisione, nonché pratiche, permettendo al responsabile di essere in grado di operare in maniera corretta sull’impianto.

Al termine del percorso formativo, previo superamento di un esame finale, il corsista conseguirà l’attestato grazie al quale potrà svolgere le diverse mansioni che gli competono, ovvero installare e riparare i suddetti impianti.

Il corso di aggiornamento FER: quando seguirlo

Per quanto concerne il corso di aggiornamento FER, questo deve essere seguito da parte di tutti coloro che hanno già conseguito la qualifica per operare in qualità di responsabile tecnico abilitato alla manutenzione, progettazione e installazione degli impianti, trascorsi 3 anni dalla acquisizione della qualifica.
Il requisito minimo fondamentale per partecipare è proprio quello di essere tecnici che devono semplicemente rinnovare la loro qualifica secondo quanto previsto dalla legge.

Il corso è composto da 16 ore e può essere seguito sia in aula che on line, cioè in modalità e-learning, in entrambi i casi la legge prevede una presenza pari ad almeno l’80% della durata del corso.

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Gli argomenti che vengono affrontati durante il percorso formativo di aggiornamento FER riguardano una parte termica e una elettrica, che contraddistinguono le diverse tipologie degli impianti e che devono essere conosciute da parte del tecnico installatore, le nuove normative in merito agli impianti e alle loro caratteristiche, nonché una parte pratica che comprende l’analisi dei nuovi schemi degli impianti nonché le metodologie corrette per procedere all’installazione.
Durante il percorso di aggiornamento vengono analizzate anche tutte le problematiche che riguardano gli impianti, facendo quindi in modo che lo stesso installatore possa agire con interventi di riparazione ben precisi, in grado di risolvere i vari problemi riscontrati dai clienti, garantendo loro la massima soddisfazione possibile.
Al termine del corso di aggiornamento e superato l’esame finale, verrà conseguita la qualifica grazie alla quale il responsabile potrà continuare a operare in tale ambito.

La prossima scadenza del triennio è il 31/12/2019.

Come si diventa perito del tribunale?

corso perito del tribunale

I professionisti che intendono svolgere consulenze tecniche, sia in ambito giudiziale che stragiudiziale, necessitano di adeguata formazione, nel rispetto della normativa vigente e alla luce delle recenti disposizioni in tema di processo telematico.
A questo riguardo, i corsi di formazione per CTU si rivolgono a tutti coloro che desiderano approfondire il complesso delle nozioni specialistiche per accedere all’attività di consulente tecnico o migliorare le proprie competenze.

La figura del consulente tecnico

Nell’ambito di quei settori in cui si richiedono particolari cognizioni di natura tecnica e non giuridica, il giudice si avvale della collaborazione di uno più consulenti tecnici, iscritti in appositi albi speciali. I consulenti designati sono chiamati a rispondere ai diversi quesiti posti dal giudice attraverso la predisposizione di relazioni e perizie, nonché con chiarimenti verbali riferiti in sede di udienza. Compito principale del consulente tecnico d’ufficio è quello di fornire giudizi e valutazioni di natura tecnica per consentire al giudice di adottare pronunce giudiziali improntate all’equità e alla giustizia.

Considerata la complicata attività del consulente tecnico d’ufficio, a partire dal conferimento dell’incarico, per giungere al deposito della relazione, del supplemento di perizia e fino ai profili di responsabilità, la necessità di un’adeguata formazione si rivela imprescindibile.
L’offerta dei corsi online, aggiornati e specifici per CTU, offre una panoramica esaustiva e dettagliata su ogni fase che concerne l’attività del professionista chiamato ad affiancare il giudice nel processo civile o penale, oltre che in ambito extragiudiziale.

I corsi online attualmente fruibili prevedono anche approfondite trattazioni in tema di processo telematico, tenuto conto della disciplina giuridica attualmente in vigore, dei necessari adempimenti e dei depositi da trasmettere con firma digitale.

obiettivi corso ctu

Quali obiettivi si prefiggono i corsi per CTU?

I corsi per CTU sono fruibili anche online, questo tipo di formazione si contraddistingue per l’ampia flessibilità, per venire incontro alle esigenze organizzative di quanti sono impegnati per ragioni personali e/o lavorative.
I corsi sono impostati in modo da fornire tutte le conoscenze e competenze necessarie per ottenere l’iscrizione all’albo dei CTU e ricoprire l’incarico di consulente tecnico.

Ogni corsista aspirante CTU potrà acquisire la metodologia, le nozioni teoriche, conoscere i doveri e le responsabilità del consulente, strutturare e redigere le relazioni di consulenza nel processo civile, penale e in ambito extragiudiziale.
I temi trattati, più nello specifico, includono: l’assunzione dell’incarico, il giuramento, lo svolgimento delle operazioni peritali in contraddittorio con le parti in causa, la risposta alle richieste di supplemento del giudice, i profili relativi al compenso determinato con decreto e ogni indicazione per esercitare la professione di consulente ad ampio raggio.

La lezioni impartite avranno lo scopo di fornire una completa preparazione anche di natura deontologica, nonché sulle modalità comportamentali che il consulente tecnico sarà tenuto ad adottare prima, durante e alla fine delle operazioni peritali.
Si precisa che la partecipazione al corso è valevole ai fini della formazione permanente. I corsisti possono così espletare l’obbligo che i Tribunali prescrivono per ottenere la rituale iscrizione e la permanenza nell’albo professionale dei consulenti tecnici.
I corsi, infine, si propongono di offrire formazione, sia da un punto di vista tecnico che sotto un profilo più pratico, considerando il nuovo assetto normativo sul processo telematico.
Durante le lezioni verranno considerati gli aspetti che riguardano la trasmissione telematica degli elaborati, nei termini e con le modalità previsti dalla legge, la firma digitale, l’utilizzo del redattore atti e altri strumenti informatici annessi.
E ancora, creazione della busta telematica secondo i limiti di formato ammessi, importazione della pratica dal Polisweb, esito dei controlli automatici, predisposizione delle copie di cortesia e cause che determinano la nullità della trasmissione sono ulteriori argomenti che verranno studiati durante le lezioni online.

Modalità di svolgimento dei corsi

I corsi on line, cioè in modalità e-learning, alternano lezioni audio-video a differenti attività interattive, per consentire un apprendimento facilitato, da seguire come e quando si vuole, basta che si disponga di una connessione ad internet. La partecipazione richiede l’uso di computer, tablet o smartphone.

ll corsista potrà personalizzare il proprio percorso di studio in base alle specifiche esigenze e tenuto conto del tempo libero disponibile. Durante lo svolgimento del corso il partecipante potrà selezionare il materiale didattico che viene messo a disposizione e scegliere ora e giorno in cui accedere alle lezioni multimediali.
Durante la fruizione del corso i partecipanti potranno anche verificare il livello di formazione raggiunto e, all’occorrenza, rivedere le lezioni passate, effettuare ripassi oppure scaricare il materiale per un maggiore approfondimento.

I partecipanti potranno anche contare sul supporto professionale di un docente abilitato, che potrà essere contattato in qualsiasi momento, al fine di ottenere i necessari chiarimenti e delucidazioni su temi di particolare complessità o rimasti poco chiari.
Alla conclusione del corso verrà rilasciato l’attestato di partecipazione riconosciuto per finalità curricolari. L’attestato verrà inoltrato a mezzo posta elettronica.

perito del tribunale

A quali soggetti si rivolge il corso di formazione per consulente tecnico?

I corsi online di formazione si rivolgono ai professionisti che vantano regolare iscrizione in albi professionali quali: ingegneri, commercialisti, ragionieri, consulenti del lavoro, architetti, psicologi, geologi, medici, agronomi, geometri, biologi periti, fisici ecc… che desiderano accedere alla professione di consulente tecnico.
La formazione è anche destinata a tutti quei professionisti che non hanno un ordine professionale, come gli esperti in acustica ambientale o in rilievi fonometrici, che desiderano intraprendere l’attività di consulente tecnico.

La partecipazione ai corsi è naturalmente riservata anche a chi è già consulente tecnico, iscritto o meno all’albo, che intende approfondire gli aspetti e le attività inerenti alla professione, anche allo scopo di valorizzare il proprio curriculum vitae.

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Qual è la differenza fra Coordinatore della Sicurezza e RSPP?

mancato aggiornamento coordinatore sicurezza

Il “Testo Unico per la Sicurezza del Lavoro”

Il “Testo Unico per la Sicurezza del Lavoro” ovvero, il D.lgs. 81/2008 è il testo fondamentale in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il D.lgs. 81/2008 è stato pubblicato con la finalità di inserire in modo sistematico ed in un unico testo, tutte le norme che concernono la salvaguardia della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro.
Il “Testo Unico per la Sicurezza del Lavoro”, stabilisce le modalità attraverso cui si debbano obbligatoriamente mettere in atto delle azioni preventive e, più in generale, come e quali provvedimenti è necessario adottare per migliorare il livello di salute e sicurezza dei lavoratori.
Ad esempio, stabilisce l’obbligatorietà dell’adeguamento delle strutture e degli impianti, la valutazione dei rischi, i corsi di formazione per le professionalità coinvolte.
Riguardo ai destinatari, il testo chiarisce che i provvedimenti sono da applicare a qualsiasi azienda, sia essa privata o pubblica, e a tutti i lavoratori con contratto di lavoro subordinato, o autonomi.

Gli obblighi del datore di lavoro

Per prima cosa, il datore di lavoro ha l’obbligo di eseguire una valutazione dei possibili rischi presenti nell’ambiente lavorativo.
Successivamente e, sulla base di tale valutazione, dovrà mettere in pratica tutta una serie di azioni preventive e di protezione al fine di eliminare e comunque limitare i rischi.
Inoltre, sempre il datore di lavoro, dovrà assicurarsi che ogni lavoratore riceva un’adeguata formazione.

Le figure preposte: Il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP)

Il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP) è una figura necessaria per mantenere un ambiente lavorativo sicuro e sano.
Il compito del RSPP è quello di attuare tutti i processi volti a proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori e per prevenire tutte le situazioni che potrebbero essere per loro rischiose e/o pericolose.
Considerando il D.lgs. 81/2008 , il RSPP deve coordinare “l’insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all’azienda finalizzati all’attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori”, avvalendosi anche delle competenze di altre figure professionali.

I Compiti del Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione

Compito dell’RSPP è quello di redigere insieme al datore di lavoro, al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza e al medico competente, il DVR (Documento della Valutazione dei Rischi).
Nel DVR, che dovrà essere conservato unitamente a tutta la documentazione obbligatoria, dovranno essere indicati tutti i rischi presenti sul luogo di lavoro e i relativi processi di prevenzione e protezione. Inoltre, il RSPP dovrà occuparsi della formazione dei lavoratori, fornendo loro tutte le conoscenze utili per la salvaguardia della loro salute e sicurezza.
Per tale motivo, incarico del RSPP è inoltre quello di redigere un piano di emergenze e di organizzare periodicamente delle riunioni di aggiornamento.

Requisiti per svolgere il compito di RSPP.

Le competenze e le conoscenze del RSPP devono essere adeguate al ruolo anche tenendo in considerazione i rischi e le peculiarità delle diverse attività lavorative dell’azienda.
Risguardo al titolo di studio, si richiede che l’RSPP abbia conseguito il diploma di istruzione secondaria.
Per ricoprire il ruolo inoltre il D.lgs. 81/2008 , impone che esso svolga un adeguata formazione ed un aggiornamento periodico.
Per tutelare la salute e la sicurezza del lavoratori infatti, è richiesto che l’RSPP frequenti dei corsi di formazione specifici, più un aggiornamento  di 40 ore ogni cinque anni.

Le figure preposte: Il Coordinatore della sicurezza nei cantieri temporanei e mobili.

La presenza del Coordinatore della sicurezza è necessaria in tutti i cantieri, siano essi mobili e/o temporanei.

I compiti del responsabile della sicurezza cantiere.

Sono previste due diverse attività, per salvaguardare la sicurezza dei lavoratori nei cantieri edili.
Una prima fase (quella di progettazione) in cui compito del coordinatore della sicurezza  è la redazione di un fascicolo contenente tutte le norme di sicurezza necessarie per prevenire eventuali situazioni rischiose in cui potrebbero ritrovarsi i lavoratori.
Nella seconda fase invece (quella di esecuzione), il coordinatore per la sicurezza deve monitorare l’andamento del progetto, assicurandosi che sia l’azienda che i dipendenti stiano effettivamente applicando le regole previste nel piano di sicurezza.

Quali sono i requisiti professionali del responsabile sicurezza cantiere.

Il D. lgs. 81/08 stabilisce chiaramente quali sono i requisiti minimi di formazione e di esperienza lavorativa di cui il responsabile sicurezza cantiere deve essere in possesso.
Nello specifico, a seconda di quale sia il titolo di studio (laurea o diploma), è previsto un numero di anni di esperienza lavorativa differente.

Coordinatore della Sicurezza e RSPP: le differenze

Una prima differenza tra le due figure e la diversa obbligatorietà e specificità.
Mentre infatti l’RSPP deve essere sempre nominato, a prescindere di quale sia il settore di riferimento cui l’azienda opera, il coordinatore per la sicurezza è una figura obbligatoria solo in caso di cantieri edili.
Inoltre, rispetto all’RSPP il coordinatore della sicurezza deve necessariamente possedere un titolo di studio affine al settore in cui si troverà ad operare (laurea in ingegneria, architettura, scienze forestali o agrarie, diploma di geometra o di perito tecnico)

L’aggiornamento professionale del coordinatore per la sicurezza.

Così come per RSPP, è necessario che il responsabile sicurezza cantieri frequenti degli specifici corsi di formazione con rilascio di regolare attestato di frequenza.
Inoltre, è prevista anche l’obbligatorietà di aggiornamento.
I corsi di aggiornamento CSP e CSE (coordinatore della sicurezza in fase di progettazione, responsabile della sicurezza cantiere, coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione) hanno, per legge, una durata di 40 ore e, sono necessari per dimostrare che il professionista è ancora in grado di svolgere efficacemente il proprio ruolo.

Coordinatore per la Sicurezza nei Cantieri: requisiti minimi e formazione

Coordinatore per la Sicurezza nei Cantieri

Chi è il coordinatore della sicurezza?

Il coordinatore della sicurezza è di massima importanza per salvaguardare la sicurezza sul lavoro e la conformità di tutti i cantieri, provvisori o temporanei. Solitamente colui che è incaricato alla coordinazione della sicurezza nei cantieri mobili, si pone in un ruolo intermedio tra il committente ed il progettista.
Il coordinatore della sicurezza si occupa di pianificare, organizzare e gestire gli aspetti relativi alla sicurezza sul lavoro dei cantieri edili. Poiché sono previsti due fasi (quella di progettazione e quella di esecuzione per la sicurezza nei cantieri), a volte possono essere previste due figure diverse.

Il coordinatore della sicurezza: i riferimenti normativi.

I testi in cui è possibile trovare i riferimenti normativi del coordinatore della sicurezza sono sostanzialmente tre: il Decreto legislativo 626/94, il Decreto legislativo 494/96 e il Testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (conosciuto anche con l’acronimo TUSL).
Ovviamente, tutti i corsi CSP e CSE (coordinatore sicurezza per la progettazione e del coordinatore per l’esecuzione dei lavori) sono disciplinati dal D. lgs. 81/08.
Il Testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è infatti l’ultimo, in ordine cronologico, ad essere stato emanato dal legislatore e rappresenta, quindi, il riferimento normativo da prendere in considerazione quando si parla di salute e sicurezza del lavoro.

I compiti e le mansioni deputate al Coordinatore della sicurezza.

Il D. lgs. 81/08 nel “Titolo IV Cantieri temporanei e mobile – Capo I Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei e mobilichiarisce il ruolo e le responsabilità del coordinatore sicurezza per la progettazione e del coordinatore per l’esecuzione dei lavori. Nello specifico, il compito del Coordinatore in materia di sicurezza per la progettazione, è quello di redigere il programma per la sicurezza e la progettazione.
Il coordinatore per la progettazione ha la responsabilità di predisporre un fascicolo che contenga tutte le specificità del progetto, al fine di prevenire eventuali rischi in cui potrebbero incorrere i lavoratori.
Il coordinatore per l’esecuzione dei lavori invece, attraverso un continuo monitoraggio, deve assicurarsi che sia imprese che lavoratori, applichino le regole cui è costituito il fascicolo del piano di sicurezza e coordinamento.

Quali sono i requisiti professionali che dovrebbe avere il Coordinatore per la Sicurezza nei Cantieri?

Il Coordinatore per la Sicurezza nei Cantieri ha un ruolo cruciale nella salvaguardia della salute dei lavoratori.
I riferimenti normativi, stabiliscono quali sono i requisiti minimi che devono essere posseduti per svolgere questo ruolo. I coordinatore per la sicurezza nei cantieri può aver conseguito la laurea magistrale in architettura o ingegneria o geologia.
Inoltre, è necessario che venga attestata, dal datore di lavoro o in alternativa dal committente, l’esperienza di almeno un anno in attività lavorative relative al settore edile e delle costruzioni. Nel caso in cui il titolo di studio fosse invece la laurea triennale in ingegneria o architettura, gli anni di esperienza lavorativa richiesta nel settore sono almeno due. Per i diplomati come geometra, perito industriale o perito agrario, la normativa sancisce che è necessaria invece un’esperienza lavorativa di almeno tre anni.

La formazione e l’aggiornamento del coordinatore deputato alla sicurezza nei cantieri.

Oltre allo specifico titolo di studio e alla comprovata esperienza nel settore edile e delle costruzioni, è necessario che il coordinatore deputato alla sicurezza nei cantieri frequenti un corso di formazione specifico per tutte le tematiche efferenti la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il corso di formazione deve rilasciare un attestato di frequenza e deve essere organizzato da enti autorizzati.
Sia per ottenere l’abilitazione al ruolo di coordinatore della sicurezza in fase di progettazione e sia per il ruolo di coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione è necessaria quindi una specifica formazione ed esperienza lavorativa. Questo è di fondamentale importanza poiché il coordinatore della sicurezza deve conoscere a fondo le caratteristiche, le difficoltà e le particolarità del mondo in cui andrà ad operare.

Inoltre, sempre il D.lgs. 81/08 introduce l’obbligo di aggiornamento quinquennale per i professionisti della sicurezza dei cantieri.
I corsi di aggiornamento, permettono di dare prova che le competenze e conoscenze che sono state conseguite a seguito dell’adeguata formazione e dell’esperienza sul campo, siano state mantenute nel tempo.
In sintesi, il corso di aggiornamento coordinatore per la sicurezza, prova che il professionista è ancora in grado di svolgere al meglio tutte le attività che sono previste da questo ruolo.