Il corso di dattilografia di Agatos Service è pensato per aiutare le persone a sviluppare una buona tecnica di digitazione, aumentare la velocità di scrittura e ridurre gli errori. È particolarmente utile per coloro che lavorano in ambito amministrativo e trascorrono molte ore al computer, ma può essere utile anche a chiunque desideri imparare a digitare in modo più efficiente. Grazie al corso, sarà possibile acquisire le competenze necessarie per scrivere con le dieci dita senza dover guardare continuamente la tastiera, aumentando la produttività e la precisione nella digitazione.

Il corso di dattilografia di Agatos Service è un’opportunità per chi vuole migliorare la propria tecnica di digitazione e aumentare la velocità di scrittura al computer. Offre una formazione completa, che parte dalle basi e arriva all’utilizzo avanzato della tastiera.

Durante il corso di dattilografia di Agatos, saranno trattate le seguenti tematiche:

  • Impostazione corretta della postura e della posizione delle mani sulla tastiera
  • Utilizzo delle dita in modo ottimale per digitare più velocemente e con meno sforzo
  • Imparare a digitare con le dieci dita senza guardare la tastiera
  • Esercizi pratici per aumentare la velocità e la precisione nella digitazione
  • Consigli e trucchi per digitare in modo efficiente in diverse situazioni lavorative

Il corso di dattilografia di Agatos è rivolto a tutti, sia a chi è alle prime armi con la tastiera sia a chi ha già esperienza di digitazione ma vuole perfezionare la propria tecnica.

È particolarmente indicato per coloro che lavorano nell’ambito amministrativo (ATA-A), garantendo 1 punto per le graduatorie, ma può essere utile anche a chiunque desideri imparare a digitare in modo più efficiente.

Grazie all’apprendimento delle tecniche di digitazione con le dieci dita, sarà possibile aumentare la produttività e ridurre gli errori nella scrittura al computer, sia in ambito lavorativo che personale.

Cosa cerchiamo

n.°2 Consulenti didattici

Sedi: Mazara del Vallo (TP) e Partanna (TP)

Descrizione azienda:

Agatos Service, azienda leader in Italia nei corsi di formazione professionale, in presenza e online, può vantare un’esperienza decennale nel settore della formazione per aziende, professionisti e docenti. Negli anni, Agatos ha ottenuto numerosi riconoscimenti e accreditamenti tra i quali: accreditamento alla Regione Siciliana, al D.A.S.O.E, agli Ordini Professionali Nazionali (Geometri, Ingegneri e Periti Industriali) e, dal 2021 è anche ente accreditato MIUR, Ministero dell’istruzione, università e ricerca.

E’ anche Test Center: British Istitutes, AICA ECDL, EIPASS e PEKIT, per le certificazioni linguistiche e informatiche, ed ente attuatore dei fondi interprofessionali FonARCom, ForTer e Fondimpresa.

Grazie ai suoi accreditamenti, Agatos sviluppa corsi di formazione per aziende, professionisti, docenti (o aspiranti tali) ed impiantisti, nonché per chiunque voglia conseguire un titolo spendibile nel mondo del lavoro.

Descrizione Posizione:

  • Sviluppo del mercato di riferimento attraverso l’identificazione di nuove opportunità di business;
  • Gestione completa delle negoziazioni commerciali finalizzata all’acquisizione di nuovi clienti;
  • Supporto al manager nella pianificazione, definizione e implementazione delle strategie commerciali;

Requisiti

Ecco cosa ci piacerebbe avessi:

Diploma quinquennale in qualsiasi indirizzo, la laurea è un plus.
Pregressa esperienza nella consulenza e vendita di servizi; rappresenta un plus una pregressa esperienza commerciale nel settore.
Ottime capacità di comunicazione e forte orientamento agli obiettivi

Altre informazioni

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Opportunità di carriera: Contratto regolare secondo CCNL settore terziario. Saranno i tuoi risultati a guidare il tuo percorso di crescita, anche con opportunità interne all’azienda, in altri ruoli.
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Avrai a disposizione tutte le risorse e la formazione necessaria, per crescere all’interno della nostra realtà. Ambiente stimolante: lavoriamo in maniera dinamica e sinergica. Questo ti permetterà di
confrontarti con professionisti di talento e attività sempre sfidanti.

    Coordinatore della Sicurezza chi è Che compiti ha

    Il Coordinatore della sicurezza è una figura molto importante all’interno di un cantiere. La sua definizione si può incontrare all’interno del TITOLO IV – CANTIERI TEMPORANEI O MOBILI, CAPO I – MISURE PER LA SALUTE E SICUREZZA NEI CANTIERI TEMPORANEI O MOBILI del Decreto Legislativo 81/08 sulla sicurezza sul lavoro.

    All’interno dell’articolo 89 si possono leggere due tipi di coordinatore della sicurezza:

    • coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante la progettazione dell’opera, di seguito denominato coordinatore per la progettazione, CSP, ovvero quel soggetto incaricato, dal committente o dal responsabile dei lavori, dell’esecuzione dei compiti come la redazione del piano di sicurezza e di coordinamento e del fascicolo adattato alle caratteristiche dell’opera, contenente le informazioni utili ai fini della prevenzione e della protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, tenendo conto delle specifiche norme di buona tecnica e dell’allegato II al documento UE 26 maggio 1993;
    • coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante la realizzazione dell’opera, di seguito denominato coordinatore per l’esecuzione dei lavori CSE, ovvero quel soggetto incaricato, dal committente o dal responsabile dei lavori, dell’esecuzione dei compiti come la verifica, con opportune azioni di coordinamento e controllo, dell’applicazione da parte delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, delle disposizioni loro pertinenti contenute nel piano di sicurezza e di coordinamento, ma anche la verifica dell’idoneità del piano operativo di sicurezza, da considerare come piano complementare di dettaglio del piano di sicurezza e coordinamento, assicurandone la coerenza con quest’ultimo.

    Cosa prevede la normativa di riferimento

    Il coordinatore per la progettazione deve essere designato in quei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanea. Il compito della nomina è nelle mani del committente dei lavori. Ciò vale anche per il  coordinatore per l’esecuzione dei lavori.

    Il committente può rivestire il ruolo di CSE o CSP, se possiede un diploma di geometra o perito industriale o perito agrario o agrotecnico, nonché attestazione, da parte di datori di lavoro o committenti, comprovante l’espletamento di attività lavorativa nel settore delle costruzioni per almeno tre anni. In alternativa, il committente che vuole ricoprire il ruolo di CSP o CSE deve essere in possesso di specifiche lauree.

    Una volta individuati questi ruoli, il committente deve dare comunicazione del nominativo alle imprese affidatarie.

    Compiti del CSE e CSP

    Il coordinatore della sicurezza ha dei compiti:

    • redige il piano di sicurezza e di coordinamento secondo le direttive dell’allegato XV sui contenuti minimi dei piani di sicurezza nei cantieri mobili o temporanei;
    • predispone un fascicolo adattato alle caratteristiche dell’opera contenente le informazioni utili ai fini della prevenzione e della protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, tenendo conto delle specifiche norme di buona tecnica e dell’allegato II al documento UE 26 maggio 1993;
    • se necessario, valuta il rischio dovuto alla presenza di ordigni bellici inesplosi rinvenibili durante le attività di scavo nei cantieri;
    • richiede di procedere alla bonifica preventiva del sito nel quale è collocato il cantiere.

    Passando ai compiti del coordinatore per l’esecuzione dei lavori, egli deve:

    • verifica l’applicazione, da parte delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, delle disposizioni loro pertinenti contenute nel piano di sicurezza e di coordinamento;
    • verifica l’idoneità del piano operativo di sicurezza, da considerare come piano complementare di dettaglio del piano di sicurezza e coordinamento
    • organizza tra i datori di lavoro, ivi compresi i lavoratori autonomi, la cooperazione ed il coordinamento delle attività nonché la loro reciproca informazione;
    • verifica l’attuazione di quanto previsto negli accordi tra le parti sociali al fine di realizzare il coordinamento tra i rappresentanti della sicurezza finalizzato al miglioramento della sicurezza in cantiere;
    • segnala al committente o al responsabile dei lavori, previa contestazione scritta alle imprese e ai lavoratori autonomi interessati, le inosservanze alle disposizioni e alle prescrizioni del piano e propone la sospensione dei lavori, l’allontanamento delle imprese o dei lavoratori autonomi dal cantiere, o la risoluzione del contratto;
    • infine, sospende, in caso di pericolo grave e imminente, direttamente riscontrato, le singole lavorazioni fino alla verifica degli avvenuti adeguamenti effettuati dalle imprese interessate.

    Scopri, sul sito di Agatos, i nostri corsi per Coordinatore della Sicurezza CSE e CSP e consenti al tuo cantiere di rispettare gli adempimenti previsti dalla legge.

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      cni donne ingegnere

      Si è chiuso il 23 giugno 2022 il tempo a disposizione per presentare le domande di ammissione all’esame di Stato per architetti e ingegneri. Al via le prime sessioni a luglio e, nel novembre 2022, prenderanno il via le altre. La seconda tranche di candidati dovevano presentare le domande di ammissione entro il 19 ottobre.

      La prova riguarda le professioni di: paesaggista, conservatore, ingegnere e ingegnere junior, architetto e architetto junior, pianificatore e pianificatore junior, chimico e chimico junior, biologo e biologo junior, geologo e geologo junior, psicologo, dottore in tecniche psicologiche per i contesti sociali, organizzativi e del lavoro e dottore in tecniche psicologiche per i servizi alla persona e alla comunità, dottore agronomo e dottore forestale, agronomo e forestale junior, biotecnologo agrario, assistente sociale specialista e assistente sociale, come esplicitamente indicato nell’ordinanza emanata il 5 maggio 2022 dal MIUR.

      I candidati che hanno presentato domanda all’esame dovevano aver conseguito il titolo accademico entro il termine stabilito per ciascuna sessione dai bandi emanati dalle singole Università.

      Esame di Stato Ingegneri e Architetti: cosa dice il MIUR

      Anche con la fine dello stato di emergenza da Covid-19, si confermano le modalità di svolgimento dell’esame di Stato per Ingegneri e Architetti. I candidati dovranno superare solo una prova orale su questioni teorico-pratiche relative all’attività svolta durante il loro tirocinio professionale, ma anche su aspetti di legislazione e deontologia professionale.

      Non sono più quindi previste una prova scritta e una orale, come nel periodo prima della pandemia, ma solo un’unica prova orale svolta con modalità a distanza. Le Università si impegnano a fare in modo che il colloquio abilitante all’esercizio delle professioni indicate, verta su tutte le materie previste dalle specifiche normative di riferimento e che sia in grado di accertare l’acquisizione delle competenze, nozioni e abilità richieste dalle normative riguardanti ogni singolo profilo professionale.

      Coloro che hanno presentato le domande di ammissione presso la segreteria dell’università o istituto di istruzione universitaria presso cui volevano sostenere l’esame entro il 23 giugno 2022 hanno già sostenuto la prova orale a luglio. Chi non si sentiva preparato o non fosse in grado di presentarsi alla prova, ha potuto posticipare l’esame di abilitazione alle professioni di architetto e ingegnere al novembre 2022, presentando la domanda entro il 19 ottobre.

      I candidati che intendono ottenere l’abilitazione alla professione possono partecipare a una sola sessione e presentare una nuova domanda nel caso la prima non abbia avuto esito positivo. La sessione autunnale dell’esame di Stato per ingegneri e architetti ha avvio il 17 novembre 2022.

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      Le commissioni

      Con la deroga delle disposizioni normative vigenti, gli atenei devono ancora fare riferimento al DM n. 661 del 24 settembre 2020 che illustra le modalità, in accordo con gli ordini professionali territoriali di riferimento, per la nomina delle commissioni degli esami di Stato per l’anno 2022.

      Solo per l’esame abilitante alla professione di psicologo verrà applicato l’articolo 7, comma 2, della legge 8 novembre 2021, n. 163.

      I tirocini

      Il MIUR chiarisce, nelle varie ordinanze, anche le modalità di svolgimento dei tirocini. Questi ultimi devono essere svolti all’interno del percorso di studio o successivamente ad esso, e possono essere espletati in modalità remota.

      Secondo il comma 4 dell’articolo 10 dell’Ordinanza Ministeriale n. 444 del 5 maggio 2022, il tirocinio professionale, anche nello svolgimento con modalità a distanza, dovrà in ogni caso perseguire gli obiettivi e le finalità previsti negli accordi eventualmente stipulati tra gli atenei, le istituzioni, gli enti accreditati e gli ordini professionali per le professioni che ne prevedono l’esistenza e comunque nel rispetto di quanto previsto dal decreto ministeriale 11 dicembre 2019, n. 1135, recante le linee guida sull’organizzazione e il riconoscimento dei tirocini professionali.

      aggiornamento preposto

      Le legge n. 215/2021 ha introdotto diverse modifiche al Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro, ridefinendo le modalità di nomina e gli obblighi in capo al Preposto.

      Cosa cambia e quali aspetti considerare fondamentali:

      Nomina del preposto obbligatoria per il datore di lavoro

      Nello specifico, tale integrazione prevede che datore di lavoro e dirigenti debbano:

      “Individuare il preposto o i preposti per l’effettuazione delle attività di vigilanza di cui all’articolo 19. I contratti e gli accordi collettivi di lavoro possono stabilire l’emolumento spettante al preposto per lo svolgimento delle attività di cui al precedente periodo. Il Preposto non può subire pregiudizio alcuno a causa dello svolgimento della propria attività”.

      Dunque a carico del datore di lavoro viene aggiunto l’obbligo, penalmente sanzionato, di nominare formalmente il Preposto, anche se bisogna bene individuare quali attività non abbiano la necessità di nominare ora il Preposto in considerazione della loro struttura organizzativa.

      Altra novità è rappresentata dalla possibilità di prevedere un compenso per lo svolgimento delle attività del preposto, considerando l’aumento di responsabilità che verterà su questo dipendente.

      In particolare l’azione del preposto, servirà soprattutto al verificarsi di condizioni di insicurezza che riguardano aspetti comportamentali dei lavoratori, idoneità dei mezzi e delle attrezzature.

      Il preposto alla sicurezza è ora tenuto a:

      • Intervenire per modificare il comportamento non conforme, fornendo le necessarie indicazioni di sicurezza;
      • Interrompere l’attività del lavoratore e informare i superiori diretti, in caso di mancata attuazione delle disposizioni o di persistenza dell’inosservanza;
      • Se necessario, nel caso rilevi deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro (e di ogni condizione di pericolo), interrompere temporaneamente l’attività e segnalare tempestivamente le non conformità al datore di lavoro e al dirigente.

      Per le imprese che svolgono spesso lavori in appalto è consigliabile formare una squadra di Preposti, così da garantire la copertura sui diversi cantieri attivi.

      Formazione del preposto: come cambia l’articolo 37 del D.Lgs. 81/08.

      Per quanto riguarda il preposto, in virtù del rafforzamento del suo ruolo, le attività formative dovranno essere svolte interamente con modalità in presenza o videoconferenza. Inoltre, l’aggiornamento formativo sarà biennale e non più quinquennale.

      FonARCom, il fondo interprofessionale, ha pubblicato l’avviso generalista 1/2022 con al centro la formazione continua. Di seguito tutti i dettegli e le scadenze per le aziende e gli enti di formazione.

      Formazione continua: le scadenze

      Sono previste tre finestre da 6.000.000,00 € per un totale di 18.000.000,00€

      tempistiche prima finestra:

      • 24 giugno 2022_ apertura piattaforma Farc e compilazione delle domande
      • 25 luglio 2022_ termine ultimo per la trasmissione dei piani formativi
      • 12 settembre 2022_ termine ultimo per la trasmissione dei piani formativi al fondo

      Il Budget del piano:

      FonARCom ha stanziato un budget di spesa di 6 milioni di euro, di cui, per ogni piano formativo, verrà assegnato un contributo dai 5.000 ai 150.000 euro.

      Chi può accedere ai fondi:

      Possono accedere all’avviso 1/2022 tutte le aziende aderenti al FonARCom, le quali possono beneficiare di un solo piano formativo per finestra temporale. Non sono ammesse aziende aderenti ad un Conto Formazione (CFA, CFC o CFR) e/o ad un Sistema di Imprese (SDI) salvo revoca formale effettuata almeno 3 mesi prima della pubblicazione in gazzetta dell’apertura della Finestra. È prevista una premialità nel caso in cui l’azienda coinvolta nella formazione possegga la certificazione di parità di genere.

      Chi sono i soggetti beneficiari:

      Possono beneficiare dei suddetti fondi:

      • microimprese
      • piccole e medie imprese
      • grandi imprese; con contributi che variano dai 6.000€ ai 20.000€.

      Le suddette imprese potranno usufruire dei fondi per la formazione di:

      • Lavoratrici/lavoratori dipendenti;
      • Lavoratrici/lavoratori a tempo determinato con ricorrenza stagionale;
      • Apprendisti e Lavoratori in CIG.

      Allo stesso modo sono esclusi dall’accesso ai fondi:

      • Lavoratori con contratto Co.co.co,
      • dirigenti,
      • amministratori e titolari di aziende beneficiarie;
      • Collaboratori con partita IVA;
      • Stagisti
      • tirocinanti e collaboratori occasionali

      Durata e articolazione del piano:

      I piani formativi previsti dall’avviso hanno una durata massima di 12 mesi, per un minimo di 4 ore ad un massimo di 80 ore, ad eccezione dell’aggiornamento della sicurezza che ha una durata minima di 2 ore.

      Le modalità di formazione prevista sono:

      • La formazione in aula che permette le lezioni frontali o in remoto con modalità sincrona (minimo 4 discenti);
      • Fad asincrona / e-learning;
      • One to one;
      • Training on the job.

      Le aree tematiche previste dal suddetto avviso, per i piani formativi, sono:

      • sicurezza e la prevenzione nei luoghi di lavoro
      • adeguamento delle competenze professionali
      • internazionalizzazione

      Regime di aiuti:

      regime di aiuti

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        coordinatore della sicurezza

        Il Coordinatore della Sicurezza è oggi tra le figure più richieste dalle aziende, per quanto riguarda la tutela della salute sul luogo di lavoro. Sulle principali piattaforme di assunzioni si possono notare innumerevoli annunci di imprese che necessitano di questo ruolo.

        Perché è così richiesto e importante? Scopriamolo insieme.

        Chi è il Coordinatore della sicurezza e chi può farlo

        Il Coordinatore della sicurezza è una figura importantissima e obbligatoria, da individuare all’interno dei cantieri edili. Egli si occupa infatti di tutti gli aspetti che riguardano la sicurezza sul posto di lavoro, riducendo drasticamente il rischio di infortunio, incidente o malattia professionale.

        E’ il datore di lavoro, ossia il committente dell’opera, a dover individuare questa figura. Il suo compito è di due tipi: redigere il piano di coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione, e monitorare i lavoratori in fase di esecuzione dell’opera, assicurandosi che tutti rispettino le misure di sicurezza individuate nel piano.

        Coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione e di esecuzione

        Si tratta di due ruoli che vanno obbligatoriamente individuati all’interno dei cantieri edili. Possono essere svolti dalla stessa persona o da due differenti. Il primo si occupa dell’analisi del posto di lavoro, individuando i rischi presenti al suo interno e predisponendo un piano di sicurezza e di coordinamento contenente le misure da adottare per ridurre i rischi.

        Il coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione è, invece, colui che controlla il piano, organizza le attività di lavoro rispettando le misure di sicurezza, controlla che tutti all’interno del cantiere le rispettino e segnala tempestivamente al committente qualsiasi inosservanza. Egli può persino sospendere i lavori in caso di pericolo grave o imminente o a fronte di inadempimenti da parte dei lavoratori in cantiere.

        Requisiti del coordinatore per la sicurezza

        Non tutti in cantiere possono assumere il ruolo di coordinatore per la sicurezza. Il motivo è presto detto: non è semplice individuare tutti i rischi presenti sul posto di lavoro e porvi rimedio. I requisiti minimi per diventare Coordinatore della Sicurezza sono: il possesso di una laurea in ingegneria o architettura, o diploma di geometra o perito industriale, ma anche esperienza documentata nel settore delle costruzioni e attestato del Corso per Coordinatore della Sicurezza con verifica finale dell’apprendimento.

        Noi di Agatos Service eroghiamo il Corso per Coordinatore della Sicurezza con relativo aggiornamento. Esso ha durata di 120 ore complessive ed è possibile partecipare anche da remoto alle lezioni.

        Visita il nostro sito nella sezione corsi per saperne di più.

        L’elevata domanda di coordinatori per la sicurezza

        Come già accennato, la domanda di coordinatori per la sicurezza nelle aziende è elevata. Non sono in molti, in effetti, a ricoprire questo ruolo: i requisiti minimi sono molto severi e non tutti possono accedervi.

        Non sono quindi in tanti a possedere la qualifica, anche se la domanda è elevata. Inoltre, la parcella di un professionista di questo tipo può arrivare anche a 3.500 €. Chiaramente, il compenso ricevuto da un coordinatore della sicurezza varia sensibilmente in base all’attività svolta e al committente.

        Nei cantieri è, dunque, necessaria la figura del coordinatore per la sicurezza, sia perché è obbligatoria l’individuazione, sia perché può letteralmente salvare la vita ai lavoratori. La formazione, in questo caso, è importantissima e da non sottovalutare.

        Scopri di più sul nostro corso per Coordinatore della Sicurezza e iscriviti per rendere più sicuro un cantiere edile.

        PES PAV per Addetti ai Lavori Elettrici

        Quando ci sono dei lavori in corso e nella loro vicinanza c’è una qualunque fonte di energia elettrica, gli operatori che sono alle prese con lo svolgimento dei lavori sono esposti a pericoli per la loro salute. Tale pericolo in questi casi si chiama rischio  elettrico per la cui valutazione ci si affida alle figure di PES, PAV, PEI

        Si tratta di 3 figure estremamente importanti nella gestione del rischio elettrico. Scelte dal datore di lavoro, il quale decide di affidare il compito di vigilare sulla sicurezza dei lavoratori a 3 soggetti che vengono formati con appositi corsi di formazione. 

        In questo post ci occuperemo proprio di tutto ciò che ti servirà per conoscere il rischio elettrico, come si valuta e qual è la normativa di riferimento. Inoltre conosceremo quali possono essere le maggiori conseguenze di un rischio elettrico nel caso in cui non venga valutato e tenuto sotto controllo.

        Rischio elettrico: cos’è

        Iniziamo subito dal fulcro del discorso e quindi cerchiamo di conoscere il rischio elettrico. Ce ne offre una definizione il Testo Unico per la Sicurezza sul Lavoro: 

        deriva dal contatto diretto o indiretto con una parte attiva e non protetta di un impianto elettrico, così come il rischio d’incendio o esplosione derivanti dal pessimo stato di manutenzione o dall’imperizia nell’impiego di impianti e strumentazione”.

        In altre parole il rischio elettrico sta a rappresentare il rischio potenziale a cui tutti gli operatori elettrici possono andare incontro durante lo svolgimento del proprio lavoro. Per operatori elettrici si intendono: 

        • elettricisti; 
        • impiantisti;
        • installatori;
        • addetti alla manutenzione.

        Normativa di riferimento

        Di rischio elettrico ne parla la Legge n. 46 del 5 marzo 1990, che venne poi abrogata dal decreto legislativo D.lgs 37 del 2008. Successivamente l’argomento venne affrontato in maniera specifica dal Testo Unico per la Sicurezza che ha stabilito: 

        • obblighi del datore di lavoro; 
        • requisiti di sicurezza; 
        • sanzioni. 

         

        Lo svolgimento dei lavori elettrici viene poi regolamentato in maniera specifica dalla IV edizione della Norma CEI 11-27, la quale:

        • definisce le figure responsabili dei lavori elettrici; 
        • definisce il lavoro elettrico; 
        • introduce la distanza DA9 per i lavori non elettrici; 
        • modifica la distanza di lavoro sotto tensione e a bassa tensione; 
        • porta innovazione nella modulistica dei lavori. 

         

        Inoltre sempre la normativa impone l’obbligatorietà del corso PES, PAV e PEI

        Valutazione del rischio elettrico

        La valutazione del rischio elettrico dovrebbe essere fatta dalle figure che il corso pes pav pei – cei 11-27 forma. Essa è indispensabile nel momento in cui ci si trova in presenza di lavoratori che sono ad operare nelle vicinanze di una fonte di energia elettrica. 

        Tale valutazione si rivela indispensabile perchè tali soggetti lavoratori sono particolarmente esposti al rischio di elettrocuzione. In presenza di tali lavori si possono verificare incendi ed esplosioni, dovuti a volte a un cattivo stato di manutenzione degli impianti. 

        Solo valutando il rischio elettrico sarà possibile mettere in atto tutte le  procedure necessarie per salvaguardare sicurezza e salute di ogni singolo lavoratore. 

        Conseguenze rischio elettrico

        Il corso aggiornamento PES PAV PEI previsto proprio dal Testo Unico per la Sicurezza sul Lavoro serve alle figure citate a restare sempre aggiornati e ad affrontare il rischio elettrico nel migliore dei modi, per limitare al massimo possibili infortuni e problematiche di qualunque genere. 

        Perchè le conseguenze del rischio elettrico possono mettere in serio pericolo l’incolumità del lavoratore e di tutti coloro che possono trovarsi in prossimità del cantiere. Uno dei maggiori pericoli che derivano dall’utilizzo di un impianto elettrico è la folgorazione, ossia il corpo umano che viene attraversato da una scarica elettrica. 

        Le conseguenze in caso di folgorazione possono andare l’ustione del corpo  con distruzione e danneggiamento di arti e arterie. La tetanizzazione è un’altra possibile conseguenze e cioè la contrazione involontaria dei muscoli interessati dal passaggio della corrente. 

        Fino all’arresto respiratorio e alla fibrillazione ventricolare. 

        La folgorazione è una delle conseguenze, infatti ancora più comuni, come detto in precedenza, sono gli incendi e le esplosioni. Generalmente tali eventi disastrosi possono essere causati da: anomalia all’impianto elettrico, un corpo circuito, un calore molto elevato, la vaporizzazione dei metalli e il sovraccarico di corrente. 

        Ognuna delle conseguenze del rischio elettrico possono essere tenute sotto stretto controllo dalle figure del PES, PAV e PEI. 

        Crediti formativi

        Chi è nel mondo universitario o comunque ci è stato sa bene quanto i crediti formativi universitari siano importanti. Il piano di studi viene rigidamente scandito dalla conquista dei crediti che in genere vengono associati o al superamento di un esame o allo svolgimento di un’attività extracurriculare come sono i corsi di formazione come ad esempio la certificazione informatica o i periodi di tirocinio. 

         

        La quantità di crediti formativi universitari  di cui si ha bisogno per il conseguimento della laurea variano da istituto a istituto. Ma tu sai realmente come funzionano i crediti formativi universitari? Se vuoi maggiore chiarezza in merito ti consigliamo di continuare a seguirci. 

        Crediti formativi universitari: cosa sono

        È stato il decreto ministeriale del 3 novembre 1999 n.509 a introdurre quelli che sono conosciuti come crediti formativi universitari. Lo scopo di questa introduzione è stato quello di offrire in numeri un quantitativo del lavoro svolto dallo studente in tutto l’arco del suo percorso di studi. 

         

        Essi stanno ad indicare sostanzialmente tutte le ore che sono state passate in aula a fare lezione, ma anche quelle passate a studiare a casa, all’interno dei laboratori o svolgendo stage di qualunque genere. Insomma i crediti formativi universitari dovrebbero essere indice di preparazione di uno studente poi divenuto professionista. 

         

        Un percorso di studi che viene poi preso in considerazione anche nel momento in cui si concorre per un posto di ruolo, come succede con le graduatorie d’istituto

         

        Come detto in apertura, il quantitativo di crediti formativi universitari varia a seconda dell’istituto, ma la totalità delle università nè prevede l’utilizzo e il bisogno per conseguire la laurea. Questo vale tanto per le università fisiche, quanto per quelle telematiche. 

        Come funzionano i crediti formativi universitari

        Quindi che i crediti formativi universitari siano insiti nell’organizzazione proprio del percorso di studi a questo punto dovrebbe essere chiaro, ma in che modo funzionano? Ad ogni esame che viene affrontato corrisponde un certo numero di crediti i quali si possono ottenere solo nel momento in cui l’esame viene superato, indipendentemente dal voro conseguito.

         

        Per il conseguimento dei crediti formativi universitari, l’esame può essere: 

        • orale; 
        • scritto; 
        • richiedere la partecipazione a un’attività professionale. 

         

        Ogni dipartimento in genere riconosce un certo numero di crediti per ogni esame e per ogni attività, anche se in linea di massima non si possono superare i 12 crediti per ogni  voce prevista nel percorso di studi.  

         

        In linea di massima il numero di crediti formativi che si ottiene alla fine di un percorso di studi sono: 

        • 180 per le lauree triennali; 
        • 120 per le lauree magistrali; 
        • 360 per i percorsi quinquennali di medicina, chirurgia e giurisprudenza; 
        • 300 per i percorsi magistrali in medicina, chirurgia, giurisprudenza.  

         

        Come anticipato in precedenza il numero di crediti formativi universitari sono importanti anche una volta concluso il percorso di studi. Non a caso una professione come l’insegnante, richiede, anche dopo il conseguimento della laurea una serie di corsi di formazione per docenti che vanno a rafforzare i numeri di crediti posseduti, indispensabili per presentarsi ai concorsi come insegnanti e per salire nelle graduatorie. 

         

        A tal proposito non sono da dimenticare anche i crediti formativi riconosciuti per ogni master a cui si prende parte al fine di arricchire la propria preparazione, affinarla o mantenersi costantemente aggiornati. 

        Come ottenere crediti formativi universitari

        Lo abbiamo già accennato in precedenza, ma lo ripetiamo volentieri. I crediti formativi universitari si possono conseguire solo sostenendo tutti gli esami che il percorso universitario prevede.

         

        Ognuno di essi può avere un valore molto basso che però non può scendere al di sotto del 3 o un valore massimo di 12. Ma, sempre come abbiamo più volte accennato, questo non è certo l’unico modo che si ha per conseguire i crediti formativi universitari. 

         

        Ogni piano di studi, infatti, prevede lo svolgimento di attività extracurricolari, come possono essere dei corsi di formazione, ma anche dei laboratori, tirocini e stage di qualunque genere. Per attività lavorative come quella dell’insegnante l’importanza dei crediti formativi non si esaurisce al conseguimento del titolo di studi, ma va ben oltre e se ne tiene conto anche per accedere alle graduatorie. 

         

        Graduatorie in cui si considerano anche i master, i corsi di aggiornamento e altri corsi di formazione.