Nuove opportunità di lavoro per i professionisti

AVVISO PUBBLICO PER L’AFFIDAMENTO DI INCARICO PER PROGETTAZIONE ESECUTIVA, DIREZIONE LAVORI R COORDINAMENTO SICUREZZA IN FASE DI PROGETTAZIONE ED ESCUZIONE DI IMPORTO INFERIORE A EURO 40.000,00

Riqualificazione impianti di illuminazione pubblica
Avviso pubblico per l’affidamento di incarico per progettazione esecutiva, direzione lavori e coordinamento sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione di importo inferiore a euro 40.000,00 per la Riqualificazione impianti di illuminazione pubblica.

ASS COMUNE DI MONTESILVANO · MONTESILVANO (PE), ITALIA · SCADENZA 01/10/2018

Responsabile Servizio di Prevenzione e Protezione
Avviso esplorativo per manifestazione di interesse finalizzata all’affidamento dell’incarico di responsabile del servizio di prevenzione e protezione (rspp) e di consulenza in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro ai sensi del d.lgs. n. 81/2008 e s.m.i. per l’azienda speciale per i servizi sociali del comune di Montesilvano (PE)

Politecnico di Milano partner ufficiale per il progetto Europeo Prochip

politecnico milano

Il progetto europeo PROCHIP (Chromatin organization PROfiling with high-throughput super-resolution microscopy on a CHIP), coordinato dal CNR e di cui il Politecnico di Milano è partner, si propone di sviluppare un innovativo microscopio in grado di analizzare un elevato numero di cellule tumorali e ottenere informazioni sulla distribuzione spaziale della cromatina, in modo da individuare un parametro da utilizzare come marker tumorale. La possibilità di osservare la distribuzione della cromatina aiuterà a decifrare l’eterogeneità di certe tipologie di cancro, ma anche a valutarne la risposta alle terapie e riuscire a sviluppare una medicina personalizzata per ogni specifico paziente.

È ormai evidente che le origini del cancro possono essere sia genetiche che epigenetiche, ovvero che il cancro è causato non solo da mutazioni della sequenza del DNA ma anche da mutazioni della sua struttura, costituita da strati di cromatina. Studi epigenetici, che analizzano i meccanismi responsabili di cambiamenti ereditabili nel genoma, hanno infatti dimostrato come il microambiente possa influenzare il comportamento cellulare provocando alterazioni nella struttura della cromatina all’interno del nucleo cellulare, portando così alla trasformazione di cellule da sane a tumorali.

Il microscopio di PROCHIP sarà un dispositivo optofluidico in vetro in grado di scansionare un elevato numero di campioni in maniera automatica; verrà sviluppato su chip e sarà capace di acquisire immagini con una risoluzione oltre il limite della diffrazione della luce. A differenza di microscopi che possono realizzare immagini in super-risoluzione, il prototipo realizzato in PROCHIP integrerà in un solo dispositivo sia il sistema di illuminazione del campione che un microcanale in cui le cellule da esaminare fluiranno a velocità tali da consentire un tasso di misura superiore a quello consentito dalle tecnologie attuali.

Il progetto europeo FET Open H2020 PROCHIP è coordinato dall’Istituto di Fotonica e Nanotecnologie del CNR ed il consorzio è formato da 6 partner di 3 paesi europei tra cui università, centri di ricerca e un’ azienda: CNR – coordinatore (Italia), Politecnico di Milano (Italia), Imperial College of Science Technology and Medicine (Regno Unito), Università degli Studi di Trento (Italia), Institut National des Sciences Appliquées de Lyon (Francia), Université d’Angers (Francia), Elvesys (Francia). Il progetto partirà a settembre 2018 e si concluderà ad agosto 2021.

Fonte: unioneingegneri.com

Il futuro della mobilità sostenibile è nel segno dell’auto elettrica

La transizione verso una mobilità sostenibile con una crescita di modelli ibridi ed in futuro elettrici è sicuramente una strada tracciata. Lo confermano i dati dell’ultimo rapporto dell’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri (Unrae), calcolato sui numeri ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e relativi al mercato delle immatricolazioni in Italia. A luglio le vendite delle auto elettriche hanno stabilito un record: +340% rispetto al mese precedente e una quota sul totale pari allo 0,4% con 2.906 unità negli ultimi sette mesi.

Anche i dati di vendita delle auto ibride, con un +47% rispetto a giugno e una quota di mercato ormai pari al 4,1%, confermano l’avvio di un processo virtuoso per consegnare all’Italia un futuro in cui i mezzi di trasporto siano il più possibile a basso impatto.

Si tratta di un’accelerazione. Il Ministero intende contribuire in modo concreto alla realizzazione degli obiettivi definiti dagli accordi di Parigi. L’uso di vetture alimentate con energia elettrica al posto dei combustibili fossili permette infatti di ridurre la produzione di CO2, aiutando a mantenere l’aria delle città più salubre e pulita.

Per supportare questa evoluzione, è necessario sviluppare un sistema di infrastrutture intelligenti per la ricarica di veicoli elettrici, gestiti con le più avanzate tecnologie informatiche per il controllo e la gestione remota. Ad oggi, l’European Alternative Fuels Observatory calcola la presenza su suolo italiano di 3124 colonnine di ricarica normale e rapida, un aumento del 14% rispetto al 2017.

Il Mit si sta dando da fare per aumentare notevolmente questo dato. Il 20 giugno scorso è stato firmato l’Accordo di programma tra Ministero delle Infrastrutture e Regioni per l’installazione delle colonnine di ricarica per le auto elettriche. Gli interventi assorbiranno in totale 72,2 milioni di euro e il Ministero delle Infrastrutture offrirà un cofinanziamento complessivo pari a 27,7 milioni di euro.

Edifici scolastici, al via la mappatura satellitare in collaborazione con ASI e CNR

Il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha annunciato l’avvio della mappatura satellitare degli edifici scolastici, che sarà il frutto di una collaborazione con l’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) e il CNR (Consiglio Superiore delle Ricerca).

“I nostri figli devono poter frequentare scuole sicure. È un loro diritto – sottolinea il Ministro -. Abbiamo dati ancora preoccupanti sugli edifici scolastici. Vuol dire che in questi anni non è stato fatto abbastanza. Sono stati stanziati soldi, ma senza mettere mano a quelle procedure farraginose che impediscono di far arrivare in fretta le risorse agli Enti locali proprietari degli edifici scolastici. È un problema che stiamo risolvendo con norme che semplificheranno le procedure e velocizzeranno la spesa”. Ma per “intervenire al meglio e individuare le priorità ci servono anche dati ancora più precisi sulla condizione delle nostre scuole – aggiunge Bussetti -. Per questo ho chiesto la collaborazione dell’ASI, l’Agenzia Spaziale Italiana, e del CNR, il principale ente pubblico di ricerca del Paese, per far partire una mappatura satellitare delle nostre scuole. Non è mai stato fatto”.

Quasi 40.000 edifici saranno ‘fotografati’ attraverso il sistema COSMO-Skymed “che è in grado di misurare lo spostamento degli immobili al decimo di millimetro. Le informazioni che otterremo dai satelliti ASI saranno trasmesse al CNR, che ha le risorse umane e strumentali per elaborarle e darci un quadro dettagliato dei nostri edifici scolastici. Potremo così far partire verifiche e segnalazioni. Accelerando i tempi dei controlli e dei conseguenti interventi di adeguamento. In un mese e mezzo avremo già i primissimi dati. Ringrazio i presidenti di ASI e CNR, Roberto Battiston e Massimo Inguscio, per la collaborazione. Le eccellenze scientifiche del Paese si mettono al servizio della scuola e dei nostri ragazzi. Credo sia davvero una bella sinergia. Questo è fare sistema”, conclude il Ministro.

Norme tecniche, dal CTI e dall’UNI le prossime scadenze delle inchieste pubbliche

E’ stata avviata con scadenza 7 settembre 2018, l’inchiesta pubblica finale del progetto UNI1603813 UNI/TS 11325-10 “Attrezzature a pressione – Messa in servizio e utilizzazione delle attrezzature e degli insiemi a pressione – Parte 10: Sorveglianza dei generatori di vapore e/o acqua surriscaldata esclusi dal campo di applicazione della UNI/TS 11325-3”, elaborato dalla CT 223 “Esercizio e dispositivi di protezione delle installazioni a pressione”.

Scadenza 7 settembre 2018 anche per l’inchiesta pubblica finale UNI sul progetto di norma UNI1602830 “Acustica – Pianificazione e gestione del rumore di cantiere – Linee guida per il committente comprensive di istruzioni per l’appaltatore” . Elaborato dalla Commissione Acustica e vibrazioni, il progetto intende realizzare una norma che fornisca indicazioni per definire gli obblighi di conformità in carico all’appaltatore da parte del committente, al fine di garantire una gestione corretta e soddisfacente dell’impatto acustico del cantiere.

Sempre elaborato dalla Commissione Acustica e vibrazioni , il progetto UNI1601918, un rapporto tecnico che riporta “indicazioni operative per la redazione delle informazioni sulle emissioni acustichedelle macchine”. La fase di inchiesta pubblica terminerà il 21 agosto prossimo. Il documento fornisce indicazioni operative per la redazione di queste informazioni tecniche in un formato pensato per facilitare i fabbricanti delle macchine, che nel manuale d’uso dei propri prodotti devono fornire specifiche e indicazioni in conformità alla legislazione vigente.

Il rapporto tecnico si applica alle macchine soggette alla Direttiva 2006/42/CE (Direttiva Macchine) e alla Direttiva 2000/14/CE (macchine e attrezzature destinate a funzionare all’aperto). Gli interessati possono scaricare online i vari progetti e inviare i propri commenti, utilizzando l’apposito form disponibile nella pagina “UNI: inchiesta pubblica finale”.

L’Emilia-Romagna punta sull’edilizia green: oltre 9,5 milioni per l’efficienza energetica

Green cities, riqualificazione urbana, città, città verdi. Sono 126 i progetti di edilizia green degli enti locali che saranno cofinanziati nel 2018 grazie al bando Por Fesr 2014-2020 di riqualificazione energetica, con oltre 9,5 milioni di fondi europei veicolati dalla Regione Emilia-Romagna. Un contributo che innescherà un investimento complessivo di circa 38 milioni di euro. Sarà così possibile rendere energeticamente più sostenibili ed efficienti edifici residenziali e strutture pubbliche quali ospedali, scuole, centri sportivi, case di riposo. Un’azione analoga era stata intrapresa dalla Regione lo scorso anno, quando un precedente bando Por Fesr aveva consentito la realizzazione di 95 interventi, con contributi per 8,8 milioni e investimenti complessivi per oltre 25 milioni di euro.

Gli interventi saranno mirati in particolare alla riduzione dei consumi energetici grazie al rinnovamento degli impianti, all’uso razionale dell’energia con sistemi di regolazione e monitoraggio e alla produzione energetica da fonti rinnovabili. I beneficiari delle risorse sono Comuni, Aziende sanitarie, Acer, Unioni di Comuni, Ministeri, Università, società a capitale interamente detenuto da enti locali e soggetti o amministrazioni pubblici in genere.

I progetti in Emilia-Romagna – I 126 interventi ammessi dal bando (che innescano investimenti complessivi per 38 milioni e 464 mila euro grazie a contributi per 9 milioni e 593 mila euro) hanno questa ripartizione territoriale: 25 progetti sono in provincia di Bologna (investimenti per 7.924.078 di euro e contributi per 1.922.020); 19 progetti in provincia di Forlì-Cesena (contributi per 1.568.556 euro e investimenti per 5.727.093); 8 progetti in provincia a Ferrara (contributi per 1.052.107 euro e investimenti per 4.313.112; 9 in provincia di Modena (contributi per 968.328 euro e investimenti per 4.562.767); 6 in provincia di Piacenza (contributi per 442.857 euro e investimenti per 1.538.040); 20 progetti in provincia di Parma (contributi per 1.481.660 euro e investimenti per 5.844.323); 10 in provincia di Ravenna (contributi per 758.863 euro e investimenti per 2.899.610); 22 in provincia di Reggio Emilia (contributi per 811.471 euro e investimenti per 3.638.129); 7in provincia di Rimini (contributi per 587.521 euro e investimenti per 2.017.608).

Toothpic è la prima spin-off italiana finanziata da ITAtech

Toothpic è la prima spin-off in Italia ad aver chiuso un round di finanziamento nell’ambito del programma ITAtech, nato dall’iniziativa di CDP (Cassa Depositi e Prestiti) e FEI (Fondo Europeo per gli Investimenti) per finanziare iniziative a supporto del trasferimento tecnologico. In particolare, grazie all’accordo stipulato lo scorso gennaio tra il Politecnico Di Torino e la SGR Vertis (Società di Gestione del Risparmio), è stato possibile per Toothpic entrare in contatto con Vertis Venture 3 Tech Transfer (VV3TT), il fondo gestito da Vertis per coordinare le operazioni di ITAtech. Quest’ultima ha come obiettivo la promozione di attività di trasferimento tecnologico derivanti dalla ricerca pubblica, mettendo a disposizione una cifra iniziale di 200 milioni di euro, destinata a crescere. ITAtech autorizza alcune selezionate SGR a creare dei propri fondi di investimento dedicati al supporto di progetti che sono ancora nelle fasi iniziali e necessitano di risorse finanziare per maturare sotto il profilo dello sviluppo tecnologico.

“Con questa iniziativa, il Politecnico di Torino si conferma tra i protagonisti del sistema italiano dell’innovazione ” afferma Giuliana Mattiazzo, Vice Rettrice per il trasferimento tecnologico. “Il primo investimento ITAtech rappresenta non solo un risultato letteralmente ‘storico’ per il Paese, ma dimostra anche la capacità del Politecnico di Torino di creare un’efficace filiera di trasferimento tecnologico che coinvolge i vari soggetti. Un passo in avanti verso la creazione di un intero ecosistema con l’Università al centro. Toothpic, infatti, nasce proprio da una tecnologia all’avanguardia che ha avuto origine da un progetto ERC, e oggi è un’impresa spin-off che può affrontare gli investitori e il mercato”.

Giulio Coluccia, CEO di Toothpic, dice “Siamo entusiasti di aver ottenuto un primo round di finanziamento da Vertis SGR. Con il loro supporto saremo in grado di passare alla fase successiva di sviluppo della nostra piattaforma di autenticazione mobile, progettata per far fronte a una crescente preoccupazione per la sicurezza e la fiducia nelle transazioni mobili, andando incontro ad un’opportunità di mercato che aumenta di oltre il 24% all’anno e supera già 1 miliardo di dollari all’anno”.

“I furti di identità, le violazioni dell’autenticazione degli utenti e le frodi online stanno diventando una delle principali minacce per una moltitudine di servizi e attività online. Metodi di sicurezza obsoleti e scarsa esperienza degli utenti di software e dispositivi possono aumentare la vulnerabilità del sistema e ostacolare la privacy e la sicurezza degli utenti connessi” dichiara Roberto Della Marina, Partner del fondo VV3TT. “Toothpic è in grado di fornire la prima piattaforma di autenticazione sicura a più fattori pronta per essere implementata nella maggior parte dei telefoni cellulari e terminali già in uso. Siamo entusiasti di supportare Toothpic mentre lavorano per costruire una grande azienda in un mercato entusiasmante”.

Pier Luigi Gilibert, Chief Executive di FEI, commenta: “EIF è lieta di supportare il primo investimento in una società con ITAtech. Questa iniziativa consente al FEI di sfruttare l’esperienza di CDP e l’accesso esclusivo al mercato italiano, contribuendo a sviluppare le attività di trasferimento tecnologico in Italia. Questa partnership congiunta aiuta il FEI a svolgere un ruolo catalizzatore nel dare il via a questo mercato poco presidiato e sostenere progetti in fase iniziale come ToothPic”  Leone Pattofatto, Chief Strategic Equity Officer di CDP, aggiunge: “Dopo aver visto un interesse significativo da parte dell’industria di gestione dei fondi e dell’ambiente di ricerca italiano, ora vediamo lo “smart capital” di EIF e CDP al lavoro.

Questo dimostra come il settore tecnologico italiano sia vibrante e capace di esprimere innovazioni all’avanguardia. ITAtech è una vittoria definitiva per CDP e EIF, le istituzioni promozionali italiane ed europee, impegnate a pieno titolo nella promozione della competitività italiana”.

Semplificazioni per imprese e professionisti: le proposte dei periti industriali al Mise

Il Consiglio nazionale dei periti industriali e dei periti industriali ha inviato al ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio un pacchetto di proposte per alleggerire alcuni adempimenti burocratici che gravano su imprese e professionisti. Si tratta di una serie di misure in risposta ad un recente confronto tra il Cnpi e i tecnici del Mise, che puntano ad accrescere significativamente la rapidità e l’efficienza di numerosi processi e procedure, nell’ottica di semplificazione e a costo zero.

La priorità indicata dai periti industriali in materia di semplificazione riguarda l’attività degli studi professionali. Attività che se da un lato è stata, negli ultimi anni,progressivamente equiparata a quella imprenditoriale, dall’altro non è stata considerata nella sua specificità, con tutte le relative difficoltà ad applicare a questo mondo norme pensate per sistemi industriali più complessi.

Uno degli esempi è la normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il Testo Unico (Dlgs 81/2008), come è noto, ha imposto nuovi oneri in capo alle aziende in materia di salute e sicurezza sul lavoro, equiparando di fatto le realtà di piccole dimensioni a quelle più grandi. Tale provvedimento è risultato particolarmente gravoso per i professionisti che la nuova normativa ha allineato alle situazioni industriali più complesse, imponendo obblighi ed adempimenti oltremodo onerosi, in considerazione delle caratteristiche di tali attività e del minore livello di rischio per la sicurezza e la salute del lavoratore. E’ auspicabile pertanto un intervento che vada in direzione di un alleggerimento degli obblighi imposti agli studi professionali con meno di 5 dipendenti/collaboratori, in particolare per quanto attiene la nomina dell’RSPP, la designazione degli addetti al primo soccorso ed antincendio, e la nomina del medico competente.

Accesso a incentivi, sgravi e finanziamenti. La Legge di stabilità 2016, recependo quanto affermato dalla Commissione europea, ha esteso la possibilità di accesso ai bandi della programmazione dei fondi strutturali europei 2014/2020 anche ai liberi professionisti, riconoscendo così nell’attività libero professionale di tipo intellettuale il carattere di imprenditorialità che le è proprio. Tuttavia, il recepimento a livello regionale non è avvenuto in maniera omogenea, e tuttora persistono resistenze a considerare l’attività professionale in una logica di impresa, che impedisce di fatto di estendere ai professionisti le stesse opportunità di accesso a incentivi e finanziamenti che hanno le imprese. Prova ne è anche il recente provvedimento a supporto della digitalizzazione delle imprese italiane (voucher per la digitalizzazione) che ha visto esclusi i professionisti dalla misura.

Si chiede pertanto che vengano attivate da parte del Mise iniziative che, dal monitoraggio dei bandi all’individuazione di strumenti sanzionatori, oltre che semplificare, rendano possibile l’accesso dei professionisti alle opportunità di finanziamento per le attività imprenditoriali, sia a livello europeo che nazionale e regionale.

Nuova normativa sulla privacy. Il Regolamento UE 2016/679 (GDPR) entrato in vigore a fine maggio apre una nuova fase nella gestione e nel trattamento dei dati anche per gli studi professionali, imponendo un ripensamento complessivo nella gestione della loro sicurezza. E’ auspicabile anche da questo punto di vista un alleggerimento degli obblighi imposti dalla normativa, data la natura di molte attività professionali, in particolare di tipo tecnico ingegneristico, per quanto attiene a comunicazioni sulla conservazione dei dati trattati, delle modalità di gestione e conservazione degli stessi, e richiesta del consenso.

Al secondo punto delle priorità il Cnpi individua il tema delle norme tecniche per la sicurezza. Molti provvedimenti prevedono infatti oltre a specifiche competenze in capo a professionisti o altri soggetti in materia di progettazione e collaudo, anche controlli da parte degli organismi pubblici che devono verificarne la corretta applicazione. Si tratta di un ambito fondamentale per la vita dell’azienda, in considerazione dell’impatto che tali normative hanno sul tema della salute e della sicurezza dei lavoratori, ma che può risultare eccessivamente complesso da gestire date la specificità delle competenze tecniche richieste per l’applicazione, i limiti posti da talune normative, i ritardi che spesso caratterizzano le attività di controllo da parte degli organismi preposti.

In questo senso i periti industriali propongono interventi di tipo puntuale, con riferimento a specifiche normative.

  • Il Dm 1.12.1975 “Norme di sicurezza per apparecchi contenenti liquidi caldi sotto pressione” impone alle Aziende installatrici l’obbligo di denuncia degli impianti termici contenenti liquidi caldi sotto pressione, prevedendo una serie di passaggi -tra approvazione del progetto e omologazione- particolarmente farraginosi da parte degli enti preposti (Inail, Aziende sanitarie). Si propone pertanto di affidare i compiti di controlli anche ai professionisti abilitati, indipendenti, iscritti agli albi professionali (periti industriali ed ingegneri), per semplificare e accorciare i tempi dell’iter di omologazione degli impianti.

  • Il Dm 37/2008 in materia di installazione degli impianti all’interno degli edifici prevede la figura del Responsabile Tecnico dell’impresa per garantire di livelli di sicurezza, un ruolo che le pmi non sempre possono garantire stabilmente. Per agevolare l’applicazione della normativa si propone pertanto che questa figura possa svolgere tale ruolo anche per più imprese di modeste dimensioni (max 15 addetti) e per un massimo (5) di aziende. Per le stesse ragioni si propone inoltre che tale figura possa essere coperta da liberi professionisti autonomi, iscritti ai rispettivi albi (periti industriali ed ingegneri) abilitati nel settore impiantistico in cui l’impresa è operante.

  • Il Dpr 462/01 “Regolamento di semplificazione del procedimento per la denuncia di installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, di dispositivi di messa a terra di impianti elettrici e di impianti elettrici pericolosi” semplifica le procedure di denuncia e di verifica degli impianti (D.P.R. 27 aprile 1955) imponendo l’obbligo, a carico al Datore di Lavoro, di far eseguire le verifiche periodiche biennali o quinquennali sugli impianti elettrici, da parte di diversi organismi (Asl o Arpa, Organismi di ispezione, enti privati appositamente autorizzati che rilasciano attestati di verifica in alternativa alle ASL).

Per semplificare i compiti del datore di lavoro nell’applicazione della normativa, offrendo un ampio scenario di disponibilità e favorendo i criteri di concorrenza, si propone che, oltre agli Organismi di ispezione già previsti (che si avvalgano di tecnici abilitati iscritti ai rispettivi albi professionali), le verifiche possano essere svolte anche da liberi professionisti iscritti ai rispettivi albi professionali, stabilendo l’incompatibilità nel caso di consulenti, progettisti incaricati o che abbiano altri rapporti con l’azienda interessata dalle verifiche.

Riduzione dei tempi per i permessi di costruzione. Il permesso di costruzione costituisce, tra tutti i vari adempimenti necessari ad effettuare interventi di tipo strutturale da parte delle imprese, quello più oneroso in termini amministrativi (secondo il Report Doing Business sono necessari 135 gg. per ottenerlo). Sulla scorta delle semplificazioni avvenute con la Scia si propone che il processo già avviato possa essere completato eliminando il titolo provvedimentale (PdC) a favore della “SCIA in sostituzione del Permesso di Costruire”. Tale iniziativa consentirebbe tecnicamente di abbattere fortemente i tempi di rilascio, in una logica di semplificazione nel rapporto tra PA ed imprese. Di contro, si restituirebbe ai tecnici dipendenti della PA la responsabilità di controllo ad esempio sulla Certificazione di agibilità degli immobili (atto che conclude definitivamente il processo edilizio) a garanzia della correttezza dello stesso che invece in questo momento con la SCIA di Agibilità, vede oggi la possibilità di sovrapposizione dei ruoli di controllore e controllato nella stessa figura del libero professionista.

Tra gli interventi indicati: rafforzare il ricorso alla Mediazione civile e commerciale allargando lo spettro delle materie oggetto di mediazione obbligata in ambito commerciale il cui giudice naturale è il Tribunale delle Impresa, a pena di improcedibilità del relativo giudizio. In questo senso si propone di raddoppiare le spese di soccombenza a carico delle imprese che non accettano di entrare in mediazione su invito della parte diligente, prevedere la compensazione strutturale delle imposte dovute dalle imprese con i crediti commerciali che le stesse vantano nei confronti della Pa, adottare l’equo compenso dei professionisti, cioè un provvedimento che, fissando dei parametri di riferimento relativi a singole prestazioni, consenta alle imprese di orientarsi al meglio all’accesso ai servizi professionali, con ciò semplificando il rapporto tra imprese e professionisti regolamentati.

Infine il Cnpi propone la creazione di una struttura di raccordo, in seno alle Camere di commercio, tra i servizi offerti dai professionisti e le esigenze delle imprese italiane con il compito di anticipare le richieste dei mercati sugli argomenti di innovazione e sensibilizzare le imprese sugli stessi.

Bussetti firma decreto: assegnati 1,7 miliardi agli Enti di Ricerca. Il Ministro: “68 milioni destinati alla stabilizzazione del personale”

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, ha firmato il decreto di assegnazione del Fondo Ordinario (FOE) per gli Enti e le Istituzioni di ricerca finanziati dal Ministero. Per il 2018 si tratta di quasi 1,7 miliardi (1.698.929.808 euro).

La quota destinata al funzionamento degli Enti e delle Istituzioni di ricerca (EPR) ammonta a oltre 1 miliardo di euro (1.078.542.024). Di questa quota, 68 milioni saranno destinati, a partire da quest’anno, alla stabilizzazione del personale degli Enti di ricerca.

“Il Fondo è una risorsa vitale per i nostri Enti – sottolinea Bussetti -. La sua ripartizione era molto attesa. Aver destinato 68 milioni di euro alla stabilizzazione del personale è un segnale importante che abbiamo voluto dare, aderendo anche al parere espresso dalle commissioni parlamentari. Il Governo metterà la Ricerca e l’Innovazione in primo piano nelle politiche di sviluppo del Paese: sono settori strategici per la nostra competitività nel mondo e vogliamo sostenerli”.

Alla quota ordinaria, si affiancano le risorse per le progettualità di carattere straordinario che ammontano a 36.125.000 euro e quelle per le progettualità a valenza internazionale che ammontano a 529.691.000 euro.

Altri 24 milioni di euro circa sono destinati a progetti di particolare interesse strategico per il Paese. Ulteriori 28 milioni sono destinati al finanziamento di Elettra Sincrotrone Trieste, Indire (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa) e Invalsi (Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione).

Biotecnologie: ENEA inventa metodo per produrre lo zafferano, una delle spezie più costose al mondo

ENEA ha brevettato un metodo biotecnologico per produrre in grandi quantità, a basso costo e con alti livelli di purezza le molecole di colore giallo-rosso dei fiori di zafferano, le cosiddette “crocine”, utilizzate storicamente come coloranti in pittura e ingredienti alimentari, ma che vantano anche proprietà antiossidanti e funzioni protettive nei confronti di malattie degenerative della retina e di alcune forme tumorali.

“Questa invenzione appare come l’unica via per produrre crocine in grandi quantità, in considerazione dell’impossibilità di ottenerle tramite sintesi chimica e della stagionalità della pianta che fiorisce solo una volta l’anno”, spiega la ricercatrice del Laboratorio Biotecnologie dell’ENEA Olivia Costantina Demurtas, una delle autrici del brevetto. “Inoltre, il metodo che abbiamo messo a punto consente di ottenere pigmenti a costi fino a 100 volte inferiori rispetto a quelli di origine naturale e con livelli di purezza tali da consentirne l’utilizzo anche in biomedicina”, conclude Demurtas.

Oltre a essere pubblicato sulla rivista del settore Plant Physiology, questo metodo biotecnologico ha consentito a Olivia Costantina Demurtas di vincere recentemente uno dei riconoscimenti del Premio “Hausmann & Co e Patek Philippe – dedicato a chi ha talento”, istituito dai celebri marchi di orologi per premiare le giovani eccellenze italiane.

Il sistema brevettato da ENEA ha permesso anche di individuare metodi innovativi di ingegneria genetica per produrre le crocine in batteri, lieviti o piante diverse dallo zafferano. Inoltre, grazie a studi sulle molecole biologiche, ENEA e l’Università di Castilla-La Mancha hanno identificato una serie di geni coinvolti nella produzione delle crocine. I risultati ottenuti nell’ambito delle attività di caratterizzazione di uno zafferano selvatico, che accumula crocine anche nella parte gialla di altri organi oltre che negli stimmi, sono stati pubblicati sulla rivista “Scientific report” del gruppo Nature.

“Attraverso l’uso di tecnologie ‘omiche’ per determinare i meccanismi che controllano la sintesi di crocine, abbiamo ottenuto una serie di geni associati all’accumulo di queste molecole e questi risultati saranno oggetto di studi futuri al fine di aumentarne la produzione”, spiega Gianfranco Diretto del Laboratorio Biotecnologie dell’ENEA.

La coltivazione dello zafferano è limitata a terreni ad altitudini superiori ai 300 m. e ogni pianta produce al massimo 3 fiori, ognuno dei quali porta al massimo 3 stigmi; inoltre tutte le operazioni di raccolta e processamento devono essere svolte manualmente. E non è tutto: lo zafferano infatti è una pianta sterile, aspetto che ne aumenta le difficoltà di miglioramento genetico e delle sue caratteristiche produttive. A causa della ridotta produzione e disponibilità e all’alto costo della manodopera, il cosiddetto “oro rosso” rappresenta una delle spezie più costose al mondo, con prezzi che possono raggiungere 30mila euro al chilo. Si calcola che per produrre una bustina di zafferano siano necessari più di 20 fiori dai quali si ricavano 60 pistilli mentre per ottenere 1 chilo di zafferano occorrano 150mila fiori e 500 ore di lavoro.