lavoratori formazione normativa

La formazione dei lavoratori appena assunti in un’azienda è obbligatoria, come previsto dal D.Lgs 81/08.

In particolare, l’articolo 37 del Decreto enuncia che il datore di lavoro assicura che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza, anche rispetto alle conoscenze linguistiche.

E’ fondamentale che i lavoratori siano istruiti, al fine di acquisire competenze inerenti ai concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo, assistenza oltre che ai rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione, caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell’azienda.

La formazione dei neoassunti è quindi un passaggio obbligatorio, che riduce al massimo il rischio di incidenti e disguidi sul posto di lavoro e che prepara i nuovi lavoratori a operare in un ambiente sicuro. Riducendo al minimo il rischio di incidente, inoltre, è più semplice evitare spese eccessive per l’azienda che può, quindi, ottimizzare la produttività.

Vediamo, quindi, gli obblighi del datore di lavoro secondo l’articolo 37 del D. Lgs 81/08.

Entro quanto tempo deve essere effettuata la formazione dei lavoratori secondo il D.Lgs 81/08?

Nell’Accordo Stato Regioni del 21/12/2011 emerge l’obbligo per il datore di lavoro di formare i neo assunti anteriormente all’assunzione. Tuttavia, questo non è sempre possibile.

Il datore di lavoro, in questo caso, deve quindi formare i propri lavoratori entro un massimo di 60 giorni dopo l’assunzione. Questo solo se il datore di lavoro dimostra l’impossibilità di stabilire il percorso di formazione di ogni lavoratore prima dell’assunzione.

Il lavoratore deve quindi concludere il suo percorso di formazione entro questo lasso di tempo. I corsi devono avvenire durante l’orario di lavoro e non possono comportare costi a carico dei lavoratori.

Il consiglio è quello di cominciare il percorso formativo prima dell’effettivo inserimento in azienda.

I corsi vengono svolti da una persona esperta e, come già accennato, sul luogo di lavoro. In alternativa, la formazione può essere effettuata anche presso gli organismi paritetici, le scuole edili, ove esistenti, o presso le associazioni sindacali dei datori di lavoro o dei lavoratori.

Sanzioni per inadempimento

Nell’art. 55 comma 5 lettera c) del D.Lgs. 81/08 sono enunciate le normative in caso di mancata formazione del lavoratore entro il tempo stabilito. Il Datore di Lavoro può incorrere in sanzioni molto pesanti. In particolare, sono previsti l’arresto da due a quattro mesi o un’ammenda da 1.200 a 5.200 euro.

Quando è necessario formare i lavoratori

La formazione dei lavoratori sulla Sicurezza e Salute sui luoghi di lavoro non deve essere soltanto impartita al momento della costituzione del rapporto di lavoro tra azienda e dipendente, ma anche quando il lavoratore cambia mansione, sede di lavoro o quando vengono inseriti in azienda nuovi macchinari.

Inoltre, secondo il comma 6 dell’articolo 37, la formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti deve essere periodicamente ripetuta in relazione all’evoluzione dei rischi o all’insorgenza di nuovi rischi.

L’articolo 37 del D.Lgs 81/08 parla, infine, dei contenuti dei corsi di formazione. Il contenuto della formazione deve essere facilmente comprensibile per i lavoratori e deve consentire loro di acquisire le conoscenze e competenze necessarie in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Ove la formazione riguardi lavoratori immigrati, essa avviene previa verifica della comprensione e conoscenza della lingua veicolare utilizzata nel percorso formativo.

aggiornamento graduatorie personale ata

Al via la costituzione delle graduatorie di circolo e d’istituto di III fascia per il personale ATA per il triennio 2021-2023 come previsto dal Decreto Ministeriale n. 50 del 3 marzo 2021.

Dal giorno 22 marzo, dalle ore 9:00, fino al giorno 22 aprile, alle 23:59, i candidati potranno compilare l’istanza per chiedere l’inserimento e la conferma o aggiornamento di uno o più profili nelle graduatorie di circolo e d’Istituto.

La vera novità di quest’anno è la scelta di digitalizzare completamente tutto il processo. Le istanze dovranno infatti essere obbligatoriamente presentate sul sito del Ministero dell’Istruzione. La scelta nasce dall’esigenza di rendere più rapida la lettura delle domande, soprattutto dal momento che sono previste circa 2.000.000 di richieste.

Quali sono le posizioni aperte?

Dal 22 marzo sarà possibile presentare la domanda per accedere alla graduatoria ATA terza fascia e concorrere per coprire una serie di profili professionali:

  • assistente amministrativo
  • collaboratore scolastico
  • cuoco
  • assistente tecnico
  • infermiere
  • addetto alle aziende agrarie
  • guardarobiere

La domanda di inserimento nelle graduatorie ATA terza fascia deve essere presentata per una sola provincia, ma con un massimo di 30 istituzioni scolastiche presenti nella stessa.

Requisiti per presentare la domanda

  • Il collaboratore scolastico deve possedere qualsiasi diploma di maturità o di qualifica triennale rilasciato da un istituto professionale, attestati e diplomi di qualifica professionale di durata triennale rilasciati o riconosciuti dalle regioni;
  • L’assistente amministrativo deve aver conseguito il diploma di maturità, così come l’assistente tecnico;
  • L‘addetto all’azienda agraria deve essere in possesso di diploma di qualifica professionale di determinati operatori;
  • Il cuoco deve possedere un diploma di qualifica professionale di operatore dei servizi di ristorazione;
  • L’infermiere deve possedere una laurea in scienze infermieristiche o altro titolo ritenuto valido dalla vigente informativa;
  • Il guardarobiere deve essere in possesso di un diploma di qualifica professionale di operatore della moda.

eipass+dattilografia

Come si presenta la domanda per accedere alle graduatorie ATA terza fascia

Come già detto, quest’anno le domande di inserimento, conferma, aggiornamento e depennamento devono essere presentate esclusivamente online mediante l’applicazione Polis del Ministero dell’Istruzione.

E’ quindi fondamentale essere in possesso di credenziali SPID o di un’utenza valida per l’accesso ai servizi presenti nell’area riservata del Ministero dell’Istruzione. Tuttavia, per l’accreditamento sul portale e la rigenerazione del codice personale sarà necessario il riconoscimento fisico dei candidati nelle segreterie scolastiche.

Come accedere al servizio Polis

Il Servizio Istanze OnLine (POLIS – Presentazione On Line delle IStanze) è basato sul Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), che consente al cittadini di interagire con la Pubblica Amministrazione.

Per accedere al servizio, è indispensabile una fase di identificazione di fronte a un pubblico ufficiale della persona a cui viene fornita l’abilitazione. Nel caso di accesso tramite una identità digitale SPID la fase di identificazione non è necessaria.

Sul sito Istruzione.it, nell’area dedicata alle istanze online, bisogna seguire i seguenti passaggi:

  • cliccare su accedi
  • bisogna ora abilitarsi al servizio, inserendo i dati richiesti
  • il sistema invia poi una mail contenente un Codice Personale Temporaneo, il modulo di adesione e le istruzioni per proseguire
  • l’utente può ora accedere nuovamente al servizio e inserire il Codice Personale Temporaneo a conferma della ricezione della mail
  • il candidato si deve recare a un istituto scolastico o un ufficio per farsi identificare, solo nel caso in cui non si possegga la SPID
  • in ogni caso, il candidato riceve una mail dopo l’avvenuta identificazione
  • l’utente è abilitato a presentare le istanze utilizzando il Codice Personale impostato al passo precedente
aggiornamento-fer-online

FER è l’acronimo di Fonti di Energie Rinnovabili e si riferisce alla formazione obbligatoria per i Responsabili Tecnici e le aziende che eseguono lavori di installazione e manutenzione degli impianti domestici, elettrici e termoidraulici, alimentati a energia rinnovabile.

I Responsabili Tecnici, per operare su questi impianti deve obbligatoriamente essere in possesso dell’attestato FER, che si acquisisce solo attraverso una specifica formazione. Sono quindi le imprese che operano nel settore degli impianti elettrici e termoidraulici a doversi assicurare che i propri Responsabili tecnici siano abilitati a svolgere le mansioni.

Chi deve seguire i corsi di formazione e aggiornamento FER?

Il Decreto 28/2011 stabilisce che un operatore, per l’attività di installazione e manutenzione sugli impianti alimentati da fonti d’energia rinnovabile (sistemi fotovoltaici, fototermoelettrici, impianti a biomasse, sistemi solari termici ecc.) debba aver conseguito l’attestato FER, ovvero debba aver superato un corso di formazione o aggiornamento rispettivamente di 80 e 16 ore che tratti tutti gli argomenti necessari per svolgere il lavoro con qualità e in sicurezza.

Al termine di ogni percorso formativo, il candidato riceve un attestato che certifica le competenze acquisite. Esso deve essere allegato alla visura camerale dell’azienda.

Sia i responsabili tecnici che le imprese non in regola con i corsi di formazione non potranno continuare con la propria l’attività.

I corsi di aggiornamento FER devono essere seguiti con cadenza triennale.

Argomenti previsti da un corso FER

Il percorso base di formazione FER prevede una durata minima di 80 ore. Le prime 20 ore sono dedicate a un primo modulo comune a tutti gli indirizzi, mentre le successive 60 ore, che includono anche un modulo dedicato alla pratica, sono composte da insegnamenti specifici in base alle macro tipologie impiantistiche.

Però la formazione base di 80 ore è residuale, infatti il responsabile tecnico che possiede i requisiti grazie a:

  • laurea
  • diploma tecnico + apprendistato
  • esperienza professionale almeno quadriennale

dovrà frequentare solo il corso di aggiornamento FER da 16 ore;

Solo nel caso in cui abbia acquisito l’idoneità grazie a corso professionalizzante e abbia assunto il primo incarico di responsabile tecnico prima del 4 agosto 2013, dovrà frequentare il corso di 80 ore.

Il corso di aggiornamento FER, dunque, prevede solo 16 ore ed è obbligatorio ai sensi del comma 1, lett. f dell’allegato 4 al D.lgs. 3 marzo 2011 n.28. L’aggiornamento deve avvenire ogni 3 anni ed è fondamentale per aprirsi alle nuove tecnologie presenti sul mercato e per non restare indietro con l’evolversi del settore.

Aggiornarsi significa conoscere i nuovi impianti e soluzioni innovative rinnovabili e ridurre al minimo la possibilità di commettere errori sul campo o di mettere a rischio la propria sicurezza. Non si tratta quindi solo di una questione legata al progresso e alla crescita dell’azienda sul mercato, ma anche una scelta responsabile nei confronti dell’ambiente e del personale tecnico.

I corsi si possono svolgere anche online.

Gli obiettivi didattici del corso di aggiornamento FER sono relativi alla comprensione delle soluzioni impiantistiche a energia rinnovabile, all’ installazione e manutenzione e ai protocolli che le regolano. I discenti, al termine del corso, conosceranno tutte le più recenti innovazioni nell’ambito dell’energia rinnovabile, per la macrotipologia termoelettrica e idraulica, i vettori attualmente più prodotti e utilizzati.

Al termine del corso di aggiornamento FER, viene rilasciato un attestato valido su tutto il territorio nazionale.

formazione finanziata

Ogni azienda è consapevole dell’importanza della formazione dei dipendenti.

Molte, per offrire corsi gratuiti al proprio personale, si avvalgono dei fondi paritetici interprofessionali. Questi sono organismi finanziati dalle aziende stesse, che decidono di destinare lo 0,30% della retribuzione dei lavoratori ai fondi professionali piuttosto che all’INPS. La quota è comunque obbligatoria quando si pagano i contributi e molte imprese decidono di investirla in modo intelligente: nella formazione del personale.

I Fondi Paritetici Interprofessionali, secondo quanto previsto dalla Legge 388/2000, raccolgono la quota versata dalle aziende e ridistribuiscono il totale tra i loro iscritti, con l’obiettivo di promuovere le attività di formazione rivolte ai lavoratori occupati.

Insomma, l’azienda versa una quota annuale ai Fondi Paritetici Interprofessionali e l’organo fa sì che quanto versato le sia offerto indietro sotto forma di corsi di formazione relativi alle attività aziendali.

Come aderire a un fondo interprofessionale

Aderire a un fondo paritetico interprofessionale è abbastanza semplice:

  • Si possono affidare le procedure a un servizio esterno, che si occupa di tutto il procedimento di iscrizione, dalla scelta del fondo paritetico interprofessionale alla certificazione del percorso di formazione realizzato;
  • Oppure si aderisce direttamente, compilando gli appositi moduli da presentare all’INPS, indicando quale Fondo Paritetico Interprofessionale si vuole finanziare e quanti dipendenti necessitano della formazione.

L’adesione ha, in ogni caso, validità annuale ed è sempre possibile presentare la revoca. Inoltre, non sono previsti costi di adesione o ulteriori quote sul versamento del contributo dello 0,30%.

E’ possibile anche aderire a un nuovo fondo: basta presentare la revoca d’iscrizione a quello attuale e trasferire il 70% delle somme confluite nel triennio precedente, al nuovo fondo. Tuttavia, questa possibilità è offerta solo alle medie e grandi imprese e solo se hanno accumulato un fondo superiore ai 3000 euro.

Vantaggi di aderire a un Fondo Paritetico Interprofessionale

Le imprese che scelgono di non aderire ai Fondi Paritetici Interprofessionali devono comunque versare all’INPS il contributo dello 0,30% della retribuzione dei lavoratori. Molte aziende scelgono, quindi, di non lasciarsi sfuggire l’occasione di offrire ai dipendenti una maggiore formazione, che potrebbe incidere positivamente sui profitti.

  1. Il vantaggio più evidente dell’adesione a un Fondo Paritetico Interprofessionale è quello di poter investire la quota dello 0,30% direttamente nella formazione dei propri dipendenti aziendali, piuttosto che versarla all’INPS.
  2. Esistono 18 Fondi Interprofessionali tra cui scegliere, dedicati a settori come banche, industrie, turismo o terziario, e pensati per tutte le figure professionali: dirigenti, artigiani, consulenti, ecc.
  3. La formazione dei dipendenti consente di rendere l’impresa più competitiva nel mercato di riferimento.
  4. I Fondi Interprofessionali consentono di risparmiare sui corsi di formazione per i lavoratori e di investirli altrove.
  5. Aspetto da non sottovalutare, è poi il grado di fidelizzazione offerta ai dipendenti, i quali si sentono più coinvolti nella crescita aziendale e nella possibilità di trovare nuovi sbocchi lavorativi.

Conclusioni: scegliere il Fondo Interprofessionale a cui aderire

La decisione del Fondo Paritetico Interprofessionale a cui aderire è legata ad alcuni criteri:

  1. Al settore di appartenenza, perché i Fondi Interprofessionali sono pensati per diversi ambiti e figure professionali;
  2. ai bisogni formativi dell’azienda;
  3. alle leggi in vigore in materia di lavoro e sicurezza;
  4. al tipo di contratto applicato ai dipendenti;
  5. alla modalità di erogazione dei finanziamenti. Infatti, alcune aziende devono presentare il proprio piano formativo entro il termine indicato nel bando e superare la valutazione di una commissione, altre dispongono di un Conto Formazione Aziendale dal quale l’azienda può prelevare le somme versate e utilizzarle, nei limiti di finanziamento stabiliti dal Fondo, come meglio crede. Altre aziende, ancora, dispongono del Conto Formazione Aggregato, un fondo di denaro comune in cui diverse imprese decidono di cumulare i versamenti;
  6. alla classe dimensionale dell’azienda, in quanto è più facile che le grandi aziende riescano a finanziare la formazione solo con i propri guadagni.

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    Agatos Service offre corsi di formazione e aggiornamento per adempiere ai più svariati obblighi in tema di sicurezza e lavoro.

    Rappresentiamo la migliore scelta nell’ambito dell’istruzione per i lavoratori e siamo già partner di svariati professionisti e aziende, che offrono ai dipendenti la formazione necessaria per essere abilitati ai loro ruoli.

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    Tra i nostri partner, spiccano nomi prestigiosi nel mondo della formazione professionale e della consulenza aziendale, come Unione Professionisti, leader nel campo della formazione e dell’aggiornamento professionale tramite corsi in E-Learning, o Cesynt Advanced Solutions SpA, società di consulenza e servizi di ITC tecnologicamente avanzati.

    Se sei interessato a diventare nostro partner, continua a leggere di seguito quali sono i requisiti e i vantaggi per entrare nel network di Agatos Service.

    Requisiti per entrare nel Network di Agatos

    Se un affiliato richiede l’accesso al Network di Agatos, deve possedere dei requisiti, per noi imprescindibili, per mantenere alti gli standard di qualità. L’affiliato dovrà quindi:

    • presentarsi al meglio, con educazione e professionalità
    • presentare il suo curriculum o quello della sua azienda
    • essere in linea con la nostra vision etica, basata sul rispetto dei principi professionali
    • aver maturato un’esperienza di almeno un anno nell’ambito della consulenza aziendale o professionale
    • oppure l’affiliato deve lavorare in una realtà legata alla formazione da almeno sei mesi

    I vantaggi di entrare a far parte del Network di Agatos

    Entrare a far parte del Network di Agatos Service significa innanzitutto aprirsi a nuove opportunità professionali. I nostri corsi permettono di adempiere ai principali obblighi previsti dalla legge in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Grazie alle nostre certificazioni, è possibile svolgere quelle mansioni che richiedono specifici corsi di formazione o aggiornamento.

    Entrando, poi, a far parte del nostro programma di affiliazione, è possibile riproporre i nostri corsi ad altri professionisti, generando così un’imperdibile opportunità di guadagno. Avrai così la possibilità di formare i tuoi clienti o contatti, attraverso corsi con docenti qualificati e che non tralasciano alcun dettaglio sulla materia trattata, neanche il lato pratico.

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    Inoltre, è l’affiliato stesso a monitorare, grazie alla condivisione delle aule virtuali, le iscrizioni, che non devono necessariamente raggiungere un numero minimo. E’ quindi possibile erogare formazione in tutta Italia!

    Qualora un affiliato sia anche particolarmente preparato su un argomento e abbia tutti i requisiti necessari per ricoprire il ruolo, ha la possibilità di diventare docente in uno dei nostri corsi. Siamo molto attenti nella valutazione del professionista che desidera insegnare, cercando tutte le caratteristiche necessarie per mantenere elevati gli standard di qualità dei corsi di Agatos Service.

    Agatos Service offre un servizio di supporto e consulenza marketing a tutti i suoi affiliati, in modo da risolvere qualsiasi dubbio e trovare le soluzioni adatte a ognuno.

    Entrare nel network richiede professionalità e serietà, mentre uscire è più semplice: basta avvisare Agatos Service, che non pretenderà il rispetto di alcun patto di non concorrenza dopo la chiusura del rapporto.

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    Il Super Bonus 110% è una misura di incentivazione, introdotta dal decreto-legge “Rilancio” del 19 maggio 2020, che punta a rendere più efficienti e sicure le abitazioni. Esso è stato varato per consentire ai cittadini e alle imprese di effettuare lavori a costo zero, purché siano finalizzati al risparmio energetico e all’adeguamento sismico, e vengano iniziati tra 1° luglio 2020 e il 30 giugno 2022.

    Quali obblighi per chi lavora in cantiere?

    Secondo il D.lgs. 81/08 i professionisti e i lavoratori devono seguire dei corsi obbligatori, finalizzati a garantire la sicurezza nei cantieri. L’art. 37 del Decreto dispone: Il datore di lavoro assicura che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza. Con particolare riferimento a:

    1. a) concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo, assistenza; b) rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell’azienda.

    Questo vale per aziende, professionisti e impiantisti.

    Requisiti per professionisti

    • L’APE, ovvero il certificato di prestazione energetica, è un documento che consente di avere tutte le informazioni su com’è stato costruito un edificio, sia sotto il profilo dell’isolamento termico, che del consumo energetico. Per redigere questi certificati, il tecnico abilitato deve aver seguito un corso di certificazione energetica, conseguendo il relativo attestato.
    • Per garantire il rispetto di tutte le norme sulla sicurezza nei cantieri, il professionista deve aver seguito il corso obbligatorio di Coordinatore della Sicurezza, nonchè i relativi Aggiornamenti, ogni 5 anni.

    Requisiti per aziende

    • Per poter accettare l’incarico, e dunque effettuare i lavori con il Superbonus, le imprese oltre a produrre il DURC (Documento unico di regolarità contributiva), sono obbligate ad adempiere agli obblighi formativi di cui al D.lgs. 81/08, in materia di salute e sicurezza sul lavoro, per i dipendenti.

    Requisiti per impiantisti

    • Per poter rilasciare le Dichiarazioni di Conformità sugli impianti, gli impiantisti sono obbligati ad adempiere agli obblighi formativi di cui al DM 37/08.

    Agatos Service fornisce pacchetti completi di corsi, per adempiere agli obblighi formativi previsti dalla legge. I corsi si distinguono in base al livello di rischio dell’azienda, sia esso basso, medio o alto.

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    I corsi di Agatos Service per il Superbonus 110%

    Corsi di Formazione per Aziende

    • CORSO RSPP DATORI DI LAVORO, per preparare i datori di lavoro alla corretta valutazione dei rischi delle proprie aziende.
    • CORSO FORMAZIONE GENERALE LAVORATORI, obbligatorio per tutti i lavoratori, riguardante la salute, la sicurezza e la prevenzione sul posto di lavoro.
    • CORSO RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA – RLS, per quei dipendenti eletti o designati per rappresentare i lavoratori per quanto riguarda gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro.
    • CORSO FORMAZIONE LAVORATORI PARTE SPECIFICA, destinato ad aziende a basso, medio e alto rischio. Lo scopo è quello di far apprendere ai lavoratori i rischi che possono insorgere sul luogo di lavoro, nonchè tutte le misure di prevenzione e protezione da adottare per salvaguardare la propria salute e sicurezza.

    Corsi di Formazione per Professionisti

    • CORSI DI CERTIFICAZIONE:
      • ArchiCad e BIM, per architetti, geometri e progettisti che si apprestano a utilizzare tali i software;
      • Progettazione di un sistema solare termico e fotovoltaico: per fornire ai professionisti del settore la preparazione tecnica necessaria per giungere all’efficienza energetica degli impianti;
      • Certificazione energetica degli edifici: destinata ai professionisti che hanno a che fare con valutazioni energetiche e gli APE;
      • Progettazione di un sistema eolico: per i lavoratori che ricoprono ruoli di natura economica e tecnica nella progettazione dei sistemi eolici.
    • CORSI DI AGGIORNAMENTO:
      • Fonti Energia Rinnovabile: Macrotipologia elettrica o termoidraulica

    Corsi di Formazione per Impiantisti

    • PATENTINO PER FRIGORISTA, ovvero per le figure professionali che si occupano di installazione, manutenzione e riparazione su apparecchiature fisse di refrigerazione, condizionamento d’aria, pompe di calore, di controllo perdite e di recupero gas.
    • Corsi di aggiornamento FER, macrotipologia elettrica o termoidraulica, obbligatorio per tutti i Responsabili Tecnici, ai sensi del D. Lgs. 28/2011.
    apprendistato

    L’apprendistato è un contratto di lavoro con carattere formativo: infatti, all’interno di un ambiente di lavoro, l’apprendista svolge un compito e viene retribuito per questo, ma si sottopone anche a ore di formazione attraverso l’ascolto di colleghi, superiori e altre figure professionali, interne o esterne all’azienda.

    La formazione, in particolare, prevede una durata variabile in base alla tipologia di apprendistato, come vedremo fra poco. Avviene inoltre: tramite l’affiancamento di un tutor, con brevi corsi interni all’azienda o con incontri che si svolgono all’esterno, presso strutture formative specializzate.

    L’obiettivo dell’apprendistato è quello di garantire all’apprendista la formazione necessaria per acquisire competenze professionali inerenti al ruolo e alle mansioni per cui è stato assunto.

    Differenze tra stage e apprendistato

    Sia stage che apprendistato sono rivolti a giovani studenti che entrano nel mondo del lavoro e devono imparare una professione. Tuttavia, persistono delle differenze:

    • il tirocinio non è un contratto di lavoro, mentre l’apprendistato sì
    • lo stage è il consolidamento di abilità acquisite durante il percorso scolastico, mentre l’apprendistato è l’inserimento in una realtà aziendale attraverso la formazione
    • lo stage non prevede un diritto alla retribuzione, mentre l’apprendistato sì
    • lo stage non prevede diritti a ferie, malattia, maternità ecc. l’apprendistato sì

    Tipi di apprendistato

    In Italia, esistono tre tipi di apprendistato:

    1. Apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale. Questo modello permette di proseguire gli studi mentre ci si forma all’interno di una realtà aziendale. La durata massima per questo apprendistato è di quattro anni e accompagna il giovane fino al conseguimento del diploma. Possono essere considerati apprendisti i ragazzi dai 15 ai 25 anni d’età
    2. Apprendistato professionalizzante. Consente di qualificarsi per una precisa mansione e può durare massimo 5 anni. I giovani che possono essere assunti tramite questa modalità hanno età compresa tra i 17 (solo in caso di possesso di qualifica professionale, altrimenti l’età minima è 18 anni) e i 29 anni.
    3. Apprendistato di alta formazione e ricerca. Viene utilizzato per conseguire diversi livelli di titoli di studio, o per il praticantato per l’accesso alle professioni ordinistiche. Le età di assunzione sono le stesse dell’apprendistato professionalizzante.

    Durata e retribuzione dell’apprendistato

    La retribuzione di un contratto di apprendistato varia in base a dei criteri:

    • alla tipologia dell’apprendistato (2 mila euro all’anno nel caso di minorenni e di 3 mila per i maggiorenni per l’apprendistato qualificante, 60% della retribuzione prevista per il proprio livello di assunzione per quello professionalizzante e in base al livello di inquadramento nel caso dell’apprendistato di ricerca);
    • alla qualifica da conseguire;
    • alla mansione.

    La retribuzione, comunque, è destinata ad aumentare fino a raggiungere quella di un lavoratore qualificato. Il trattamento fiscale dell’apprendista è agevolato perché prevede un’aliquota ridotta. All’apprendista, come accennato poco fa, spettano i diritti di tutti gli altri lavoratori dipendenti: copertura assistenziale e previdenziale, ammortizzatori sociali, ferie, malattie ecc.

    Anche la durata dell’apprendistato varia in base alle tre tipologie, alle qualifiche ed esperienze. Per esempio, l’esperienza lavorativa potrebbe durare meno se l’apprendista è particolarmente qualificato. Oppure, chi deve acquisire una qualifica necessita di soli tre anni di apprendistato, mentre chi deve essere abilitato a svolgere una professione ha bisogno anche di cinque anni.

    Inoltre, istituzioni scolastiche e Regioni possono intervenire nella decisione della durata di alcuni tipi di apprendistato. Anche l’azienda potrebbe decidere di prolungare o abbreviare il periodo di permanenza in base alle esigenze del lavoratore.

    datore di lavoro rspp

    RSPP significa Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. A prescindere dal settore in cui un’azienda opera, se è costituita da almeno un dipendente, deve avere un Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, nominato dal datore di lavoro.

    La pena per la mancanza di questo obbligo prevede persino la reclusione, di solito dai tre ai sei mesi, oppure una salatissima multa che supera spesso i 7000€.

    Il ruolo del RSPP

    L’articolo 33 del D.Lgs. 81/2008, determina che l’RSPP provvede ‘all’individuazione dei fattori di rischio, alla valutazione dei rischi e all’individuazione delle misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa vigente’.

    L’RSPP è dunque il punto di riferimento, cui il datore di lavoro affida la valutazione dei rischi presenti in azienda, la gestione di programmi di prevenzione e l’elaborazione delle misure di protezione. Ecco quindi spiegata la severità delle multe in caso di mancata nomina del RSPP: la sua responsabilità è fondamentale per evitare danni all’impresa o infortuni sul lavoro.

    Il ruolo del RSPP riguarda quindi:

    • La redazione piani di emergenza ed evacuazione
    • La redazione dei Documenti di Valutazione di Rischi da Interferenze
    • La redazione piani di sicurezza e coordinamento
    • La partecipazione alla consultazione in materia di tutela della salute e sicurezza
    • La visita presso gli ambienti di lavoro

    Requisiti di un RSPP

    L’RSPP deve avere almeno il diploma di scuola superiore ed è, inoltre, obbligatorio che segua appositi corsi di formazione o di aggiornamento. Questi corsi prevedono un programma riguardante la:

    • conoscenza di base per lo svolgimento del compito di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
    • specializzazione per coprire il ruolo di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

    Questi corsi valgono nel caso in cui il RSPP non coincida con il Datore di Lavoro e durano fino a 60 ore, da seguire in cinque anni. I moduli di preparazione variano da settore a settore, ma è sempre previsto un test per la valutazione delle conoscenze apprese.

    Il datore di lavoro come RSPP

    Ci sono casi in cui il datore di lavoro può assumere il ruolo di RSPP. Ciò è possibile solo quando si presentano le seguenti situazioni:

    • in aziende artigiane o industriali a basso rischio che non superano i 30 addetti
    • in aziende agricole e zootecniche con un massimo di 10 addetti
    • in aziende del settore ittico con un massimo di 20 addetti
    • in altre aziende a basso rischio che non superano i 200 addetti

    Il ruolo del datore di lavoro come RSPP riguarda la valutazione dei rischi, la messa in atto di programmi di protezione e prevenzione, l’analisi dell’azienda e delle sue strutture, le attività di primo soccorso ed evacuazione, la prevenzione degli incendi.

    Nel caso in cui sia il Datore di Lavoro stesso a voler coprire il ruolo di RSPP, egli dovrà sottoporsi a dei corsi di formazione specifici. Essi prevedono diversi moduli a ore che variano da settore a settore e in base al grado di rischio dell’attività:

    • corso da 16 ore per aziende a basso rischio
    • corso da 32 ore per aziende a medio rischio
    • corso da 48 ore per aziende ad alto rischio

    Gli aggiornamenti, inoltre, devono essere effettuati nell’arco dei cinque anni successivi dalla fine di ogni corso.

    Anche in questo caso, se il datore di lavoro non si sottopone alla formazione necessaria o non ricopre a dovere il suo ruolo di RSPP rischia una multa  fino a 5000€, a ricordare che il compito del Responsabile è fondamentale per il corretto funzionamento di un’azienda, a prescindere dal settore di appartenenza.

    archicad

    Cos’è e come funziona

    ArchiCAD è un’utile e potente suite studiata sia per Microsoft che Macintosh per la progettazione di edifici. Il software ArchiCad è firmato Graphisoft, che dal 1984 supporta il lavoro di architetti e designer.

    Oggi, quasi nessun professionista nell’ambito dell’ingegneria e della progettazione può rinunciare a questo innovativo programma. Infatti, è in grado di velocizzare i tempi di lavoro, offrire un ambiente di progettazione semplice e intuitivo, fornendo una serie di funzionalità utili per i professionisti e anche la possibilità di condividere il lavoro con i colleghi.

    Cos’è e come funziona ArchiCAD?

    ArchiCAD è un software BIM, una metodologia di progettazione che utilizza un modello parametrico contenente al suo interno tutte le informazioni che possono riguardare l’intero ciclo di vita di un’opera.

    La suite di Graphisoft è stata pensata per quei professionisti che devono lavorare a contatto con altre figure professionali nell’ambito dell’architettura o dell’ingegneria e che hanno bisogno, non solo di uno strumento completo e affidabile per la progettazione, ma anche di un mezzo per condividere le opere (il payoff sul sito ufficiale recita Building Together).

    ArchiCAD consente di progettare interi edifici, analizzarli e agire anche sulla realizzazione sia di interni che di esterni. L’interfaccia offre una visuale 2D o 3D in base alle esigenze. Il software supporta progetti di qualsiasi dimensione ed è estremamente intuitivo. Dà infatti la possibilità di utilizzare elementi e strumenti di forma libera, senza dover sottostare a forme geometriche preimpostate.

    Non solo: ArchiCAD offre una serie di oggetti personalizzabili come pareti, mobili e travi, in modo da non tralasciare neanche il minimo dettaglio.

    Strumenti di ArchiCAD 24, l’ultima versione della suite di Graphisoft

    ArchiCAD 24 è stato lanciato nel luglio dello scorso anno e non ha deluso le aspettative:  il software è infatti ancora più efficiente, intuitivo e in grado di favorire una migliore esperienza team-oriented.

    L’interfaccia è sempre semplice e completo, supporta modelli di grandi dimensioni, consente il rendering fotorealistico e offre strumenti di analisi best-in-class. Insomma, il lavoro di architetti e ingegneri viene enormemente semplificato così che possano dedicarsi alla task successiva in fretta.

    Insieme a ArchiCAD, Graphisoft propone anche due strumenti complementari: BIMcloud e BIMx. BIMcloud è ancora più funzionale e sicuro. Non importa quali siano le dimensioni o la complessità del progetto: l’utente può contare su uno strumento efficiente per gestire in tempo reale le opere. BIMx, invece, è l’applicazione che consente di estendere la BIM experience alle figure professionali coinvolte nella progettazione, costruzione e gestione del ciclo di vita dell’edificio. Insomma, è uno strumento essenziale per il lavoro in team. Inoltre, il tool consente di effettuare tour virtuali all’interno degli edifici progettati.

    Tornando ad ArchiCAD, l’ultima versione del software è ancora più automatizzata, come nel processo di generazione dei documenti (grazie all’uso di linguaggi di programmazione di livello superiore come Python) o di disegni e layout.

    Un ultimo vantaggio di ArchiCAD è inerente alle presentazioni: esse sono rese ancora più immersive dagli innovativi strumenti di visualizzazione e flussi di lavoro, che coinvolgono i clienti offrendo una comprensione più accurata del progetto dell’edificio dall’inizio alla fine. Il rendimento delle immagini è il migliore di sempre, grazie alla fornitura di oltre 500 materiali, incontrando le necessità di qualsiasi progettatore che cliente, offrendo una più ampia gamma di oggetti d’arredo.

    eipass 7 moduli

    La certificazione EIPASS 7 Moduli consente di attestare quelle competenze fondamentali che qualsiasi lavoratore dovrebbe possedere per svolgere al meglio il proprio impiego, formarsi e intrattenere relazioni con altri utenti.

    La certificazione EIPASS 7 Moduli è pensata per gli studenti, per professionisti che lavorano in Italia e in Europa, per lavoratori che devono portare a termine delle mansioni tramite l’uso del computer e di Internet o anche per aziende e studi professionali che desiderano fornire delle competenze fondamentali di ICT al proprio personale.

    Il percorso di studio consente di raggiungere un grado appagante di autosufficienza nell’uso dei computer e di Internet e, se la certificazione viene inserita nel curriculum, offre maggiori possibilità in vista di un trasferimento, assunzione, promozione o altri cambiamenti sul posto di lavoro.

    Come ottenere la certificazione EIPASS 7 Moduli

    Per conseguire EIPASS 7 Moduli è necessario recarsi presso un centro autorizzato EIPASS, denominato Ei-Center, oppure compilare il modulo di registrazione online, e richiedere l’iscrizione ai corsi. Un referente prenderà in carico la richiesta e indicherà al candidato tutte le procedure per seguire i corsi e prenotare gli esami.

    Il candidato si iscrive alla piattaforma online che offre tutti i materiali necessari per prepararsi agli esami. Qui non è solo possibile studiare, ma anche esercitarsi e monitorare i progressi.

    Gli esami EIPASS si effettuano sulla piattaforma online DIDASKO, sicura e imparziale. Ogni modulo, per un totale di 7, è formato da 30 domande: alcune prevedono risposta “vero/falso”, altre multipla; vi sono poi esercizi di simulazione o associazioni di immagini. Per superare ogni modulo è necessario rispondere correttamente ad almeno il 75% delle domande.

    Se non si supera un esame, bisogna prenotare un’altra sessione di esame e prepararsi nuovamente. In particolare, la formula corso online + certificazione offre ben tre tentativi per superare l’esame e, in caso di fallimento, bisogna seguire nuovamente i corsi.

    Al termine dei 7 moduli, se superati con esito positivo, il candidato riceve una certificazione che può utilizzare in Europa, in alcuni bandi per concorsi pubblici o semplicemente inserirla nel CV. L’attestato ha durata tre anni e necessita di un Upgrade al termine della sua validità. L’esame consiste in 56 domande sugli argomenti già affrontati nei 7 moduli.

    Argomenti dei 7 moduli Eipass

    1. Fondamenti di ICT: hardware, software, desktop, funzioni degli accessori, gestione dei programmi, installazione e disinstallazione, organizzazione di file e cartelle, i diversi tipi di rete (LAN, MAN, WAN) e gli elementi indispensabili per connettersi a internet, principi base di sicurezza informatica, come abbassare l’impatto della tecnologia sull’ambiente.
    2. Navigare e cercare informazioni sul web: cosa significa browsing, schede e finestre,  la cronologia, i Preferiti, motori di ricerca, eseguire una ricerca, posta elettronica.
    3. Comunicare e collaborare in rete: strumenti a supporto della collaborazione online, cloud, sincronizzazione,  diritti di proprietà e l’utilizzo di contenuti altrui, calendari, apprendimento e riunioni online, utilizzo dei device mobili per la collaborazione in rete
    4. IT security: finalità dell’IT Security, concetto di privacy, misure per la sicurezza dei file, strumenti di difesa, le reti wireless, strumenti messi a disposizione da Google Chrome, filtraggio dei contenuti, vulnerabilità della posta elettronica, tecnologia peer to peer, ripristino di sistema, eliminare dati in modo permanente.
    5. Elaborazione dei testi: strumenti dell’interfaccia, operazioni sul documento, impostare la pagina,  testo e caratteri speciali,  formattazione, stili del testo,  elenchi, tabelle ed elementi grafici,  correzione automatica del testo,  sistemi di riferimento, strumenti di collaborazione, archiviare i documenti, stampare.
    6. Fogli di calcolo: foglio elettronico, righe e colonne, gestire più fogli di lavoro, formattazione di dati e celle, formule e funzioni, i grafici, salvare o stampare i fogli elettronici.
    7. Presentazioni: creare una presentazione gestendo delle diapositive, gestire gli elementi testuali, immagini, grafici e forme, visualizzare, stampare e salvare una presentazione.