Regione Siciliana: Progetto Giovani 4.0, rimborsi fino a 1800€

progetto giovani 4.0

La Regione Siciliana ha pubblicato l’Avviso n. 27/2019, PROGETTO GIOVANI 4.0, col quale intende finanziare integralmente dei percorsi di studio certificati, di alta formazione, ai giovani siciliani di età compresa tra i 18 e i 36 anni non compiuti. Vi rientrano anche i giovani che non risiedono più in Sicilia da meno di un anno.

La Regione Siciliana fornirà dei voucher formativi che andranno a coprire l’intera spesa sostenuta.

Il Progetto Giovani 4.0 finanziato dalla Regione Siciliana riguarda, tra gli altri:

  • Corsi di lingua inglese con rilascio di certificazione ESOL International (da B2 a C2);
  • Corsi PES/PAV/PEI per addetti, preposti e responsabili addetti ai lavori elettrici, ai sensi della norma CEI 11-27;
  • Corsi per Frigoristi, con rilascio di certificazione PIF (Patentino Italiano Frigoristi).

Le domande dovranno pervenire, per la prima delle 3 finestre previste, entro il 14/06/2019. I candidati che rientrano all’interno della graduatoria avranno rimborsato integralmente dalla Regione Siciliana, la quota spesa, mediante voucher, per il percorso formativo e la certificazione rilasciata.

I voucher formativi copriranno integralmente le spese sostenute dal beneficiario per i corsi di formazione seguiti. La graduatoria Regionale, terrà conto dell’età, dei titolo di studio, del reddito Isee e/o di eventuali disabilità.

Per presentare la domanda occorrono:

  • Modello ISEE valido alla data di presentazione della domanda
  • Casella di posta elettronica certificata (PEC) personale.

Noi di Agatos Service ti affiancheremo durante la presentazione della domanda e del relativo percorso formativo per l’accesso al finanziamento dei voucher.

Resta in contatto con noi, per poter ricevere maggiori informazioni più dettagliate sul Progetto Giovani 4.0 e sui nostri percorsi formativi.

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Ogni quanti anni bisogna effettuare l’aggiornamento RSPP?

aggiornamento RSPP

Ogni giorno milioni di italiani si recano al loro posto di lavoro per svolgere le proprie mansioni.

Ogni lavoratore si aspetta di lavorare in un ambiente più sicuro possibile, e il datore di lavoro ha il dovere di garantirlo ai dipendenti, che hanno a loro volta l’obbligo di rispettare le normative di sicurezza in vigore.

I dati statistici divulgati dall’Inail nel 2018 sono piuttosto allarmanti.

Nel 2018 le denunce presentate per infortunio sul lavoro sono state 641.261, lo 0.9% in più rispetto all’anno precedente, con 1.133 morti sul posto di lavoro, 104 in più rispetto all’anno precedente.

È evidente che c’è ancora tanto da fare in ambito sicurezza, sia come modernizzazione delle infrastrutture, che come rispetto delle leggi in materia. Per cercare di minimizzare al massimo il fattore di rischio, e riuscire ad accentrare tutte le attività da svolgere su una sola persona, in ogni azienda è obbligatoria la presenza dell’RSPP, acronimo di Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione.

sicurezza sul lavoro inail

Questa figura ha il dovere di accertarsi che tutti i dipendenti rispettino le leggi sulla sicurezza, come per esempio:

  • Indossare indumenti protettivi
  • Indossare caschi e protezioni quando richiesto
  • Assicurarsi che le vie di fuga siano sempre libere
  • Assicurare il rapido accesso agli estintori

L’RSPP è anche il portavoce dei dipendenti, che dovranno segnalare a lui tutti i problemi in materia di sicurezza, e sarà l’RSPP a portare queste richieste all’attenzione del datore di lavoro, il quale dovrà garantire a tutti i dipendenti la massima sicurezza possibile.

La figura dell’RSPP nell’azienda può essere svolta da tre persone:

  • Il datore di lavoro (ma solo in specifiche circostanze)
  • Un dipendente in possesso di precisi requisiti
  • Una figura esterna, in genere un libero professionista con partita IVA

Per poter diventare RSPP è necessario frequentare un corso che abilita allo svolgimento della mansione, che ha diversi contenuti a seconda di chi diventerà RSPP in ditta.

rspp in ditta

Il corso è composto da tre moduli distinti (A,B,C), che trattano diversi argomenti.

  • Il modulo A dura 28 ore, ed è l’introduzione ai moduli successivi.
  • Il modulo B dura 48 ore, ed è quello dedicato alla formazione specifica per il proprio settore. In base al settore in cui si lavora sono previste delle ore di formazione aggiuntiva.
  • Il modulo C dura 24 ore e si occupa dei rischi psicosociali, ergonomici e organizzativi.

Le leggi in materia di sicurezza sono però in costante evoluzione e quindi la legge prevede che l’RSPP aziendale debba frequentare un corso di aggiornamento obbligatorio se desidera continuare ad esercitare questa mansione in ditta.

Il corso di aggiornamento obbligatorio deve essere frequentato ogni cinque anni e ha durata variabile, a seconda della figura professionale che occupa il ruolo di RSPP e al fattore di rischio del settore in cui si opera. Per l’RSPP datore di lavoro, nei settori ad alto rischio il corso ha una durata di 14 ore, in quelli a rischio medio ha una durata di 10 ore e in quelli a basso rischio la durata è di 6 ore.

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Per l’RSPP esterno, invece, l’aggiornamento ha una durata di 40 ore, senza distinzione di rischio.

La mancata frequenza del corso di aggiornamento è un reato, che prevede una multa e una detenzione da 3 a 6 mesi, e la revoca del mandato di RSPP.

Quali sono le sanzioni per il mancato aggiornamento RSPP?

sanzioni per il mancato aggiornamento RSPP

Garantire la sicurezza sul posto di lavoro deve essere una delle priorità di qualsiasi datore di lavoro e il focus di ogni responsabile della sicurezza interno all’azienda.

Lavorare in un ambiente che assicuri il rispetto di tutte le norme di legge vigenti è un diritto di ogni lavoratore, il quale ha però il dovere di rispettare tutte queste normative e di segnalare al proprio responsabile RSPP eventuali problemi in materia di sicurezza.

In ogni azienda è prevista la presenza di una figura professionale che ha il delicato compito di assicurare a tutti il massimo della sicurezza, garantendo il rispetto di tutte le leggi vigenti e facendo da portavoce di ogni necessità dei dipendenti con il datore di lavoro.

datore di lavoro dipendente rspp

Questa figura professionale, detta RSPP (Responsabile Servizio Prevenzione Protezione), non deve mai mancare in ogni azienda e può essere ricoperta da diverse persone.

Il responsabile della sicurezza può infatti essere:

  • Il datore di lavoro (solo in determinate condizioni, come per esempio, in base a un certo numero di dipendenti)
  • Un dipendente in possesso di alcuni requisiti
  • Una figura esterna, in genere un libero professionista con partita IVA

Questa figura dovrà essere il punto di riferimento per ogni questione in materia di sicurezza, assicurandosi che tutti rispettino le direttive e che il datore di lavoro faccia tutto il possibile per garantire a tutti i dipendenti un ambiente di lavoro in cui le regole siano rispettate.

Per poter diventare RSPP è necessario frequentare un corso in cui verranno esplicate le leggi in vigore e tutte le informazioni necessarie per svolgere al meglio questo compito. La durata e i contenuti del corso variano a seconda di chi lo sta frequentando (datore di lavoro, dipendente o libero professionista), e in base al settore in cui si opera.

L’incaricato RSPP all’interno dell’azienda ha l’obbligo di frequentare un corso di aggiornamento ogni cinque anni, di durata variabile, se desidera mantenere questo ruolo. La partecipazione al corso è obbligatoria e fondamentale per poter esercitare la mansione di RSPP legalmente.

incaricato RSPP

Ma quali sono le conseguenze per chi non frequenta il corso di aggiornamento RSPP e continua lo stesso a ricoprire il ruolo in azienda?

Se la persona che non ha effettuato l’aggiornamento è il datore di lavoro la legge prevede la detenzione da 3 a 6 mesi e una sanzione pecuniaria tra 2740.00€ e 7014.00€, oltre al divieto assoluto di esercitare la mansione di RSPP all’interno dell’azienda.

Se il ruolo di RSPP è svolto da un dipendente, la norma prevede l’arresto da 3 a 6 mesi (a seconda della gravità della violazione) e una sanzione pecuniaria tra 2740.00€ e 7014.00€, comminata in base alla natura della violazione, oltre alla revoca del ruolo in azienda.

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Se si tratta invece dell’RSPP esterno all’azienda (come un libero professionista) che non adempie l’obbligo di aggiornamento nei tempi previsti, questi perde la propria “operatività”. Ciò significa che, pur mantenendo il requisito derivato dalla regolare frequenza ai corsi, egli non è in grado di poter esercitare i propri compiti fintanto che non venga completato l’aggiornamento per il monte ore mancanti.

Insomma, la sicurezza sul posto di lavoro è una cosa seria, e la figura dell’RSPP è fondamentale per garantire il rispetto delle norme. Il corso di aggiornamento è necessario per garantire all’azienda di avere un RSPP sempre aggiornato sulle ultime norme e che sappia farle rispettare.

Quali sono le differenze fra i corsi di RSPP?

differenze corso rspp

La sicurezza nell’ambiente di lavoro è fondamentale in qualsiasi azienda, ed è fondamentale avere una figura costantemente aggiornata sulle normative vigenti in materia di sicurezza all’interno dell’azienda, che possa vigilare, assicurarsi che ogni normativa venga rispettata e che possa fare da tramite tra le richieste delle maestranze e il datore di lavoro.

Questa figura, fondamentale per la sicurezza sul posto di lavoro, è chiamata RSPP (Responsabile servizio protezione e prevenzione)

Ha il dovere di assicurarsi che la sicurezza nell’azienda sia massima e che siano messe in atto tutte le procedure per limitare al massimo tutti i rischi (che non possono mai essere davvero eliminati del tutto, ma solamente mitigati il più possibile).

Le normative in vigore hanno disposto che ogni azienda debba avere al suo interno un responsabile RSPP, che può essere lo stesso datore di lavoro, un dipendente (a condizione di possedere almeno il diploma di scuola superiore), oppure un professionista esterno che svolgerà il controllo delle normative di sicurezza a distanza, e che agirà su segnalazione dei dipendenti o del datore di lavoro.

Il corso RSPP per i datori di lavoro permette al titolare dell’azienda di poter svolgere anche questo delicato compito, ma solamente in alcune circostanza particolari, che possono permettere al titolare di monitorare la situazione nel migliore dei modi.

sicurezza sul lavoro

La discriminate è il numero di dipendenti dell’azienda.

  • Aziende artigianali e industriali: fino a 30 lavoratori;
  • Aziende agricole e zootecniche: fino a 30 dipendenti;
  • Aziende nel settore della pesca: 20 dipendenti massimo;
  • Altre aziende: fino a 200 dipendenti.

L’accordo Stato/Regioni classifica ogni settore in una classe di rischio (basso, medio e rischio alto), e in base
alla classificazione varia la durata del corso RSPP che il datore di lavoro deve frequentare.

  1. Rischio basso: 16 ore di corso;
  2. Rischio medio: 32 ore di corso;
  3. Rischio alto: 48 ore di corso.

La legge prevede che il corso per RSPP del datore di lavoro comprenda la frequentazione di un corso di aggiornamento ogni 5 anni.

Grazie a questo corso il datore di lavoro potrà monitorare con la massima attenzione le condizioni di sicurezza dei suoi dipendenti, e il suo interesse sarà quello di offrire un ambiente di lavoro sicuro e a norma di legge, e risponderà agli organi competenti per ogni mancanza.

Si può obiettare che in questo modo il datore di lavoro non può totalmente concentrarsi sullo sviluppo della
sua azienda, e infatti è possibile delegare il ruolo di RSPP a un dipendente o a una figura esterna, un libero
professionista che monitorerà l’azienda a distanza. In questo caso il corso RSPP è strutturato in maniera
diversa, con tre moduli distinti che devono essere completati per poter essere nominati RSPP (al netto di
possedere i requisiti di base per potervi partecipare).

dispositivi di protezione sicurezza sul lavoro

Il corso è strutturato in tre moduli:

  • Modulo A: Corso base, dura 28 ore e serve come introduzione ai successivi moduli;
  • Modulo B: Riguarda i rischi sul luogo di lavoro. Dura 48 ore più delle ore aggiuntive se si lavora in particolari settori (Agricoltura, Pesca, Cave, Costruzioni, Sanità Residenziale, Petrolchimico);
  • Modulo C: Corso specialistico per RSPP, dura 24 ore.

È obbligatorio frequentare un corso di aggiornamento ogni cinque anni.

A chi è rivolto il corso RSPP?

a chi è rivolto rspp

La sicurezza sul posto di lavoro non è solo un diritto di qualsiasi lavoratore, ma è anche un preciso dovere del datore di lavoro, che deve assicurare a tutti i dipendenti la possibilità di lavorare in un ambiente professionale, in cui i rischi siano mitigati il più possibile.

Allo stesso modo, è dovere del dipendente segnalare al datore di lavoro, ogni problema legato alla sicurezza, in modo che questi possa intervenire in modo rapido, per quanto nelle sue possibilità (purtroppo un certo fattore di rischio sarà sempre presente, gli interventi hanno come scopo quello di ridurlo il più possibile). Per semplificare il dialogo tra i dipendenti e i datori di lavoro si è creata una figura professionale che funge da tramite tra chi lavora e chi offre lavoro, e che ha come responsabilità quella di garantire la massima sicurezza nell’ambiente di lavoro: il responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione, abbreviato in RSPP.

Cosa fa questa figura all’interno dell’azienda?

Il dovere dell’RSPP è quello di segnalare al datore di lavoro eventuali problemi e assicurarsi che tutti i dipendenti rispettino le direttive di sicurezza in vigore, segnalando chi non rispetta le regole. La sicurezza è un dovere di tutti, e con la collaborazione è possibile mitigare ogni rischio, lavorando meglio e con meno pericoli.

Per poter assumere la carica di RSPP all’interno dell’azienda è necessario frequentare uno specifico corso, e negli anni successivi dei corsi di aggiornamento.  In alternativa è possibile assumere un consulente RSPP esterno, che non sarà fisicamente presente in azienda ogni giorno.

Ma a chi è rivolto il corso per diventare RSPP?

Nell’azienda il ruolo dell’RSPP (interno) può essere ricoperto da due persone: il datore di lavoro oppure un lavoratore dipendente.

Per quanto riguarda il datore di lavoro che svolge anche il ruolo di RSPP, è possibile assumere questo incarico se l’azienda ha un determinato numero di dipendenti:

  • Aziende artigiane e industriali: Fino a 30 dipendenti
  • Aziende del settore agricolo o zootecnico: Fino a 30 dipendenti
  • Aziende nel settore della pesca: Fino a 20 dipendenti
  • Altre aziende: Fino a 200 dipendenti

Il datore di lavoro dovrà frequentare uno specifico corso, modellato sulla classificazione del rischio (previsto dall’accordo Stato/Regioni) e i successivi corsi di aggiornamento.

  1. Rischio basso: 16 ore di corso
  2. Rischio medio: 32 ore di corso
  3. Rischio alto: 48 ore di corso

Per quanto riguarda il lavoratore dipendente, invece, per poter frequentare il corso è necessario possedere almeno il diploma di scuola superiore. Il corso RSPP è costituito da tre moduli, interconnessi.

  • Modulo A: Corso base, dura 28 ore e serve come introduzione ai successivi moduli.
  • Modulo B: Riguarda i rischi sul luogo di lavoro. Dura 48 ore più delle ore aggiuntive se si lavora in particolari settori (Agricoltura, Pesca, Cave, Costruzioni, Sanità Residenziale, Petrolchimico).
  • Modulo C: Corso specialistico per RSPP, dura 24 ore.

Il lavoratore dipendente deve obbligatoriamente frequentate un corso di aggiornamento ogni 5 anni.

Corso RSPP cos’è?

corso rspp cos'è

Nel mondo del lavoro, in qualsiasi settore si operi, la sicurezza è fondamentale. Non è solo un diritto del lavoratore quello di poter svolgere le proprie mansioni in totale sicurezza, ma è anche preciso dovere del datore di lavoro fornire tutti gli strumenti per ridurre al minimo l’elemento di rischio nella sua azienda. Nelle aziende è quindi fondamentale la presenza dell’RSPP, che svolge la funzione di gestione del servizio di protezione. In poche parole, è la figura che collega il datore di lavoro e i dipendenti per quanto riguarda il rispetto dei protocolli di sicurezza.

Si fa riferimento all’RSPP per ogni problema di sicurezza in azienda (da parte dei lavoratori), e quest’ultimo ha il dovere di segnalare al datore di lavoro le irregolarità o le situazioni di pericolo, in modo da poterle risolvere in poco tempo nel migliore dei modi.

rspp datore di lavoro

Appare quindi evidente che questo ruolo è fondamentale in ogni ambiente lavorativo, perché l’incaricato deve garantire a tutti i dipendenti la certezza di poter lavorare nell’ambiente più sicuro, e rispondere di ogni aspetto della sicurezza con il datore di lavoro.

La nomina dell’RSPP è uno dei doveri di qualsiasi datore di lavoro, e le normative distinguono tre possibili figure di RSPP all’interno dell’azienda

  • RSPP Interno
  • RSPP Esterno
  • RSPP nella figura del datore di lavoro

Si identifica come RSPP Interno un lavoratore che possiede i requisiti di legge e che viene nominato Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione.

Viene identificato come RSPP Esterno una figura (solitamente un libero professionista, come un ingegnere, o un perito, un architetto o un geometra), che svolge questo ruolo per un’azienda che lo paga. Infine, in alcune circostanze particolari, è possibile che il datore di lavoro stesso possa svolgere anche il ruolo di responsabile delle sicurezza (solitamente in aziende con un numero basso di dipendenti).

Quali sono i requisiti minimi per poter svolgere questa delicatissima mansione all’interno dell’azienda?

  • Diploma di scuola secondaria (requisito minimo);
  • In alternativa, poter provare di avere almeno 6 mesi di esperienza nel ruolo entro il 13 agosto 2003;
  • Attestato di frequenza di un corso di formazione per RSPP da rinnovare ogni 5 anni.

responsabile del servizio di prevenzione e protezione

Il corso di formazione per RSPP è fondamentale per dare a questa figura tutte le nozioni base in materia di sicurezza e diritti e per poter svolgere nel modo migliore questa delicata mansione.

Il corso, obbligatorio, è composto da tre moduli distinti (A,B,C), che trattano diversi argomenti.

  • Il modulo A dura 28 ore, ed è l’introduzione ai moduli successivi.
  • Il modulo B dura 48 ore, ed è quello dedicato alla formazione specifica per il proprio settore. In base al settore in cui si lavora sono previste delle ore di formazione aggiuntiva.
  • Il modulo C dura 24 ore e si occupa dei rischi psicosociali, ergonomici e organizzativi.

Una volta portato a termine il corso è previsto un esame finale, e l’obbligo di frequentare un corso di aggiornamento ogni 5 anni della durata di 40 ore.

Il corso di RSPP è quindi l’unico modo previsto dalla legge per dare a una persona le nozioni fondamentali per potersi prendere cura della sicurezza di ogni collega. Non è una spesa, ma un investimento per avere un ambiente di lavoro più sicuro e produttivo.

Cos’è BIM? A cosa serve il software di Building Information Modeling?

Building Information Modeling

BIM sta per Building Information Modeling, si tratta di una bella novità che permette agli addetti ai lavori di rappresentare al pc, attraverso un software specifico, tutte le caratteristiche fisiche e funzionali di un determinato oggetto.

Con BIM si avranno tutte le informazioni necessarie per conoscere al meglio le caratteristiche chiave di un edificio, ovviamente lo studio sarà completo, perchè si possono andare ad aggiungere grafici e disegni, ma anche estrapolare dati che in un certo senso possono dare dritte specifiche sul suo stesso ciclo di vita.

Dal momento in cui si inizieranno a disegnare elementi di un edificio, basti pensare, ad esempio, alle finestre, oppure ai muri, si potranno anche inserire dettagli chiave, a partire ad esempio dagli spessori, fino ad arrivare alle effettive altezze, senza dimenticare parametri chiave rappresentati dalla trasmittanza termica.

BIM per alcuni aspetti può essere simile al CAD, ad esempio se ci riferiamo agli oggetti; si possono realizzare senza problemi, oppure elaborarli, per poi ritrovarli tutti all’interno della speciale libreria digitale accessibile ai professionisti del settore.

fasi di progettazione bim

Rispetto al CAD la progettazione risulta essere molto più completa, infatti, non ci si ferma ad elementi visivi, ma si abbracciano anche altri aspetti chiave, come ad esempio le funzionalità e le prestazioni dei singoli oggetti, quindi in un certo senso il diretto interessato avrà una visione a 360°!

Quali sono i vantaggi di BIM?

Di vantaggi ce ne sono tanti, bisogna ovviamente entrare nell’ottica dell’effettiva utilità di questo sistema; a quel punto si comprenderà facilmente quanto questo sia in grado di limitare il più possibile eventuali errori, per lo più a livello operativo, andando ulteriormente a contenere anche i costi.

Non solo, perchè con BIM il livello di operabilità cresce a dismisura e poi è in grado di fornire una gran bella quantità di informazioni interessanti, queste non solo saranno molto utili, ma potranno essere condivise in modo semplice e veloce.

Chiunque operi in questo settore è consapevole del fatto che avere un’analisi completa è importantissimo, con BIM sarà un gioco da ragazzi e poi non va nemmeno dimenticato che si potrà effettuare un controllo in tempo reale, così da permettere al progetto stesso di essere a dir poco perfetto.

Chi potrà utilizzare BIM?

Nessuno al giorno d’oggi può avere la presunzione di utilizzare BIM senza conoscerlo per davvero, si rischierebbe di sbagliare clamorosamente e questo un professionista del settore non se lo può certo permettere. E’ possibile seguire un corso Base o un corso Avanzato in modalità E-Learning.

All’interno di ogni progetto possono prender parte, ad esempio, Laureati in Architettura, oppure in Ingegneria, o ancora Geometri, senza dimenticare i costruttori, che sono a tutti gli effetti degli imprenditori, ed i committenti del progetto; è però importante avere una buona formazione di Base, il giusto punto di partenza per poi scegliere di investire tempo anche sul raggiungimento delle Certificazioni BIM.

Con la formazione tutto è più semplice, inoltre, il progetto sarà ben ottimizzato e di conseguenza il rischio di commettere errori sarà davvero minimo; le certificazioni sono fondamentali a volte, semplicemente perchè grazie a queste si può ottenere una qualifica professionale e lavorare in tranquillità con uno strumento potentissimo!

Esame Febbraio: Certificazione Linguistica Inglese B2

certificazione inglese b2

Sono aperte le iscrizioni all’esame di Certificazione Linguistica Inglese B2.

La certificazione di inglese B2 è un documento che attesta una conoscenza medio-alta della lingua. Chi lo ottiene sa parlare con estrema scioltezza e facilità in inglese e sa anche produrre un testo senza errori, sui principali argomenti chiave del comune parlare.
La certificazione è spendibile e valida per concorsi pubblici su tutto il territorio nazionale.

AGATOS SERVICE CENTRO D’ESAME AUTORIZZATO ESB (English Speaking Board)

Tutte le certificazioni ESOL International rilasciate da ESB (English Speaking Board) sono corrispondenti ai livelli europei del QCER (CEFR) – Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue (Common European Framework of Reference for Languages).

Tutti gli esami ESOL International (All Modes) testano il livello di competenza linguistico-comunicativo dei candidati nelle abilità, sia ricettive che produttive, e si compongono di 5 parti:

1. Speaking
2. Listening
3. Use of English
4. Reading
5. Writing

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Cosa sono e come si ottengono i Crediti Formativi Professionali

crediti formativi professionali

I crediti formativi professionali hanno una grande importanza, perchè in un certo senso dimostrano, certificano che il soggetto interessato ha acquisito una certa conoscenza, così da poter continuare a far parte del suo Albo Professionale.

Da qui però dobbiamo distinguere 3 tipologie di crediti:

  • Crediti formativi scolastici | CFS: sono molto conosciuti perchè abbracciano le scuole secondarie di secondo grado, ed aiutano gli studenti stessi ad ottenere i punteggi che andranno ovviamente ad influire sul voto di maturità.
  • Crediti formativi universitari | CFU: i ragazzi li utilizzano per una giusta organizzazione dei propri piani di studio, ma sono chiaramente obbligatori per chi dovrà completare il percorso universitario e conseguire la laurea.
  • Crediti formativi professionali | CFP: rappresentano un must, semplicemente perchè grazie a questi si riesce ad assolvere all’obbligo di una buona formazione professionale continua.

I Crediti Formativi Professionali, sono quindi obbligatori, abbracciano categorie specifiche, come ad esempio gli ingegneri, oppure architetti, geometri, avvocati e periti, dimostrano in un certo senso che gli aggiornamenti sono stati fatti, così come anche tutti gli approfondimenti utili per un professionista iscritto all’Albo.

E’ importante avere a mente che tali figure devono tenersi aggiornate per esercitare la propria professione, quindi i crediti forniscono a tutti gli effetti una certificazione delle proprie conoscenze e competenze.

Come si ottengono i CFP?

Come avrai già capito questi crediti si otterranno partecipando a corsi specifici, così come anche a convegni e master, insomma, ci sono tante opportunità, quel che conta è restare sempre aggiornati e rispettare determinati obblighi.

formazione a distanza

Non male nemmeno la formazione a distanza, esistono, infatti, alcuni corsi FAD molto interessanti e chiunque ne potrà usufruire tranquillamente grazie ad una Piattaforma E-Learning; è la scelta giusta per tante persone, perchè senza grandi rinunce riescono ad organizzare nel modo giusto il proprio percorso di studi, scegliendo gli orari giusti in base a quelli che sono i propri impegni.

Il bello dei corsi FAD è che il diretto interessato potrà studiare da ogni parte del mondo, gli basterà semplicemente avere tra le mani un dispositivo, con una buona connessione ad internet, ed il gioco è fatto!

A volte si prende un po’ la cosa sottogamba, ma è importante tenere ben a mente che qui stiamo parlando di Formazione Continua e che questa per la legge italiana e obbligatoria; facciamo infatti riferimento al D.P.R. 137/2012 numero 137, dove si discute chiaramente il tutto, soprattutto si sottolineano gli obblighi del professionista.

Se il soggetto in questione non raggiungerà il numero di Crediti Formativi stabilito, si troverà in una posizione alquanto scomoda, perchè proprio da quel momento avrà commesso un illecito disciplinare.

A tal riguardo gli effetti non sono nemmeno tanto leggeri, semplicemente perchè a volte si arriva persino a rischiare la radiazione dall’Ordine, così come anche dall’Albo a cui si appartiene, quindi bisognerebbe considerare con la massima attenzione questi aspetti, per evitare di ritrovarsi poi in situazioni spiacevoli.

D’altro canto al giorno d’oggi i Crediti Formativi si possono acquisire in tanti modi, esistono anche corsi accreditati che vengono organizzati da enti riconosciuti e che mettono sempre al primo posto sia la formazione, che l’aggiornamento professionale!

 

Cos’è SketchUP? A cosa serve questo software di modellazione 3D?

cosa è sketchup

SketchUP è ad oggi una delle applicazioni di riferimento per modellazione 3D, stiamo parlando di un software molto particolare, che unisce semplicità a grande intuitività, ecco perchè è diventato in poco tempo uno dei più richiesti ed apprezzati.

Solitamente viene utilizzato nel design in generale, quindi facciamo per lo più riferimento alla progettazione edile, ma in molti lo preferiscono anche per lo sviluppo di videogame, perchè in ogni frangente riesce pur sempre a rappresentare una garanzia.

Le differenti versioni di SketchUP!

Esistono ben 3 versioni differenti di questo software, cerchiamo quindi di scoprirle assieme, perchè spesso si commettere il primo errore proprio nello scegliere:

  • SketchUP Make: si tratta delle versione base, sketchup gratuito per intenderci, che riesce già ad offrire tanti strumenti e permette agli utilizzatori di scoprirne le potenzialità. E’ un programma di  modellazione 3D e può essere utilizzato sia su Mac che Windows, inoltre si possono aggiungere plugin particolari e le immagini, una volta importate, si potranno anche modellare a piacimento.
  • SketchUP Pro: rispetto alla versione precedente, qui non ci troviamo di fronte ad un software basilare, al contrario, sono presenti molti più strumenti, ecco il perchè viene solitamente utilizzato da professionisti del settore. In questo caso si potrà provare SketchUP gratis grazie ad una versione demo che dura 30 giorni, un arco di tempo perfetto così da scoprirne tutte le sue potenzialità; ricordiamo che stiamo parlando di un software che dalla sua può vantare la presenza di strumenti avanzati, così come anche di telecamere, senza dimenticare la classificazione BIM e con tantissimi moduli aggiuntivi tutti da provare.
  • SketchUP Academic: quest’ultima versione è differente, semplicemente perchè realizzata per essere utilizzata da professori, quindi a scopo formativo, all’interno di istituti scolastici.

A cosa serve quindi SketchUP?

corso sketchup e modellazione 3d

Questo software aiuta sicuramente nella modellazione 3D, permettendo quindi agli addetti ai lavori, così come anche agli appassionati, di creare disegni in digitale, sia a livello tridimensionale, che bidimensionale.

E’ estremamente semplice da utilizzare e questo va a rappresentare un chiaro punto di forza, perchè in pochi click si possono già scoprire tutte le sue potenzialità, ecco perchè i professionisti che lavorano con la grafica, o con la modellazione 3D, dovrebbero utilizzarlo da subito, dapprima con qualche SketchUP tutorial e poi magari seguendo un corso specifico, prettamente pratico.

Le figure maggiormente interessate!

Solitamente i professionisti che ne fanno un largo utilizzo sono per lo più:

  • Grafici;
  • I 3D Artist;
  • Tutti coloro che sviluppano videogames;
  • Progettisti e Modellatori 3D;
  • Periti industriali;
  • Geometra;
  • Ingeneri;
  • Architetti.