Superbonus 110%: Obbligo attestato prestazione energetica (APE)

superbonus 110%

Il Decreto Rilancio del 19 maggio 2020 e successive modifiche ha introdotto una lunga serie di misure ed agevolazioni con lo scopo di conferire impulso alle attività imprenditoriali e commerciali del nostro Paese già pesantemente fiaccate dalla crisi sanitaria ed economica.

Tra le opportunità più significative per i consumatori e le imprese vi è, senza dubbio, l’ormai noto Superbonus 110% che può rappresentare un interessante incentivo per porre in essere opere di ristrutturazione edilizia o di efficientamento energetico degli immobili.

Cerchiamo, allora, di approfondire il discorso in merito scoprendo, nel dettaglio, il contenuto della norma ed il suo ambito applicativo (ivi compresi i requisiti necessari per poterne usufruire).

Cos’è il Superbonus 110%?

Si tratta di un’agevolazione che incrementa la percentuale al 110% di detraibilità delle spese sostenute nel periodo compreso tra il 1 luglio 2020 ed il 31 dicembre 2021 in relazione a specifici interventi di natura edilizia, energetica e anti sismica.

Il bonus si aggiunge, quindi, ai già previsti Sismabonus ed Ecobonus e alle agevolazioni già in uso per le opere di ristrutturazione edilizia.

Come funziona il Superbonus 110%?

L’agevolazione consente al cittadino di ottenere una detrazione fiscale pari al 110% della spesa effettuata che può essere spalmata su 5 anni successivi di imposta nei limiti del 22% annuo purché non ecceda l’importo dell’imposta fiscalmente dovuta.

La novità più rilevante della norma risiede nell’opportunità che il legislatore riserva al cittadino stesso che ha facoltà di scegliere se godere delle agevolazioni fiscali in sede di dichiarazione reddituale annuale, oppure di optare per uno sconto immediato in fattura da parte del prestatore d’opera, ovvero di cedere il credito maturato ad un soggetto terzo.

La cessione del credito può essere disposta a favore del fornitore del servizio, ad un soggetto legittimato a riceverlo (persona fisica o impresa) oppure ad un intermediario finanziario.

Il soggetto ricevente potrà a sua volta trasferire il diritto ad altra persona.

Chi può usufruire del Superbonus 110%?

L’agevolazione in oggetto è riservata a:

  • Persone fisiche che detengono la proprietà od altro diritto di godimento reale del bene immobile;
  • Condomini;
  • Istituti autonomi di case popolari;
  • Società senza scopo di lucro (Onlus ed associazioni di volontariato);
  • Società sportive non professioniste per le sole aree adibite a spogliatoio.

Società di capitali ed enti pubblici o privati possono usufruire del bonus limitatamente a specifici casi individuati dal legislatore.

Quali interventi rientrano nel Superbonus 110%?

La disciplina giuridica che individua le opere che rientrano nell’area di applicazione della norma distingue tra interventi principali ed aggiuntivi.

Tra gli interventi trainanti vengono specificati;

  • Interventi anti sismici che, individuati dal precedente Sismabonus, vengono elevati alla percentuale di detraibilità del 110% per il periodo compreso tra 1 luglio 2020 e 31 dicembre 2021;
  • Opere di isolamento termico che riguardano l’involucro di almeno il 25% dell’edificio;
  • Interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale su parti comuni o su edifici singoli.

Vengono considerati aggiuntive le seguenti opere purché eseguite contestualmente ad interventi trainanti:

  • Opere di riqualificazione energetica dell’immobile;
  • Installazione di impianti fotovoltaici;
  • Opere di installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici.

Poiché il legislatore ha posto una specifica stringente in relazione al tesso massimo di spesa possibile per singolo intervento, è bene consultare nel dettaglio l’apposita guida che è scaricabile dal sito ufficiale delle Agenzie delle Entrate.

Va precisato, infine, che non è possibile usufruire del Superbonus 110% se si approfitta già di altre agevolazioni ed incentivi di natura pubblica e che le opere edilizie poste in essere debbono riguardare solo immobili già esistenti e non le nuove costruzioni.

Come ottenere la detrazione?

Gli interventi sopra individuati danno diritto al godimento dell’agevolazione soltanto se funzionali ad un effettivo miglioramento energetico dell’immobile di almeno due classi oppure al raggiungimento della classe energetica massima (A4).

L’attestazione dell’effettiva riqualificazione energetica deve essere certificata dalla redazione dell’APE (attestazione di prestazione energetica) che deve essere prodotto prima dell’inizio dei lavori ed al termine degli stessi.

Cos’è l’APE?

Si tratta di un vero proprio documento che attesta la qualifica energetica di un immobile.

Affinché il documento sia valido deve essere redatto da un soggetto regolarmente accreditato la cui formazione e professionalità viene gestita e super visionata su base regionale, ad esempio un soggetto che ha seguito un corso sulla certifazione energetica accreditato.

Il certificato viene redatto dall’esperto autorizzato grazie all’ausilio di un particolare software che prevede l’inserimento di alcuni dati obbligatori quali:

  • Le caratteristiche planimetriche dell’immobile e la sua esposizione;
  • La descrizione degli impianti necessari alla produzione di acqua calda, riscaldamento e raffreddamento dell’aria;
  • Le caratteristiche strutturale dei muri perimetrali e degli infissi;
  • L’eventuale presenza di sistemi di ricambio dell’aria meccanici;
  • L’eventuale presenza di impianti di energia rinnovabile.

L’elaborazione dei dati immessi determina una sorta di pagella dell’immobile stesso in relazione al grado di efficientamento elettrico raggiunto che viene espresso in base all’attribuzione di una categoria alfanumerica. Il certificato, inoltre, riporta sempre le possibili migliorie che possono essere predisposte per migliorare i consumi energetici.

L’APE è un documento che la normativa richiede obbligatoriamente in taluni casi come un eventuale contratto di locazione oppure un rogito di compravendita oppure, come abbiamo detto, in caso di accesso a taluni incentivi di ordine fiscale.

Corso di dattilografia: a chi e a cosa serve

corso di dattilografia

Seguire un corso di dattilografia significa acquisire un’importante competenza, oggi più che mai richiesta in moltissimi ambiti professionali.

La dattilografia, ovvero la capacità di scrivere con velocità e precisione su una tastiera, è una disciplina professionale risalente alla seconda metà dell’Ottocento che, tuttavia, ancora oggi risulta fondamentale in moltissimi settori lavorativi.

Inizialmente sviluppata per consentire un migliore e più performante utilizzo delle macchine da scrivere, con l’avvento dei computer l’importanza e la centralità della dattilografia è ulteriormente cresciuta, al punto da essere richiesta come abilità indispensabile per numerose professioni.

Il largo e sempre più capillare utilizzo dei pc in quasi tutti gli ambiti lavorativi richiede, infatti, rapidità e accuratezza nella digitazione dei testi, capacità che è possibile acquisire solo grazie a metodo e pratica.

Non è quindi un caso che i corsi di dattilografia on line siano oggi molto diffusi e richiesti non soltanto da chi sta per approcciarsi al mondo del lavoro e desidera arricchire il proprio curriculum con una skill importante, ma anche da chi vuole “fare carriera” e ambisce a una posizione professionale di maggior rilievo.

A chi si rivolgono, dunque, i corsi per dattilografia?

A cosa può servire seguire un corso di dattilografia online con attestato finale?

Imparare a scrivere su tastiera con un corso di dattilografia

Un corso di dattilografia e di metodo di scrittura a tastiera cieca, una particolare modalità della dattilografia che insegna a scrivere su una tastiera senza usare la vista ma solo la memoria e il tatto, consente quindi di acquisire una serie di abilità indispensabili per accelerare i metodi di scrittura al pc.

Si tratta di una disciplina molto completa, grazie alla quale si impara non solo ad assumere l’esatta posizione davanti alla tastiera ma anche a posizionare correttamente le mani e a scrivere con 10 dita, a utilizzare le regole di impaginazione dei documenti, a memorizzare i tasti e a digitare in maniera rapida e accurata, sempre rispettando il ritmo e l’uniformità di battuta.

Grazie all’apprendimento di determinate tecniche e alla pratica costante, a ritmi gradualmente sempre più sostenuti, con un corso di dattilografia è dunque possibile imparare a usare nel modo giusto la tastiera e ottenere sia velocità che precisione di scrittura.

Dattilografia: un corso adatto a tutti

I corsi di dattilografia online sono indicati per tutti coloro che desiderano acquisire una competenza sempre più richiesta e si rivolgono, pertanto, sia a coloro che stanno per entrare nel mondo del lavoro sia a chi, per esigenze professionali, ha necessità di imparare a scrivere velocemente e correttamente al pc.

A seconda delle proprie necessità, dunque, è possibile seguire il corso di dattilografia online più indicato, preferendo però quelli erogati da enti affidabili e che prevedono, a fine corso e al superamento di un test conclusivo, il rilascio di una certificazione.

Un attestato in dattilografia, infatti, non è soltanto una competenza da inserire nel CV ma è anche un titolo che dà diritto a dei punteggi aggiuntivi in graduatorie pubbliche come quelle per il personale ATA.

In questo senso, inoltre, è importante accertarsi che il corso di dattilografia online sia riconosciuto dal Miur, così da aver diritto al punteggio aggiuntivo previsto.

Corso di dattilografia online: i vantaggi

A causa di impegni personali e lavorativi spesso è complicato seguire un corso in sede per questo è preferibile optare per un corso di dattilografia online.

In questo modo è possibile seguire le lezioni comodamente da casa e in ogni momento della giornata, avendo comunque a propria disposizione un percorso di studio completo che comprende lezioni, esercitazioni e verifiche costanti.

La modalità e-learning, inoltre, permette di apprendere secondo i propri ritmi, di consultare i materiali di studio e i relativi aggiornamenti ogni volta che se ne ha la necessità, di seguire le lezioni servendosi di supporti più semplici e fruibili e di monitorare costantemente i propri progressi.

Il tutto senza contare che i corsi di dattilografia online prevedono una standardizzazione delle metodologie di insegnamento, con la conseguenza di uniformare i livelli di conoscenza di tutti i partecipanti.

Infine un corso per dattilografia online è da preferire rispetto a uno in sede anche per ragioni economiche, visto che tali corsi sono molto meno dispendiosi rispetto alla classica formazione in aula.

Superbonus Ecobonus 110%: requisiti e interventi ammessi

ecobonus 110

L’ecobonus torna anche per il 2020 con il Superbonus 110% e rappresenta un’agevolazione grazie alla quale è possibile svolgere diversi interventi.

Ecco tutto quello che occorre conoscere in merito.

Gli interventi e i limiti di spesa ammessi dal super ecobonus

L’ecobonus 110% è caratterizzato da diverse tipologie di intervento e limiti di spese.
Il primo lavoro che può essere svolto è quello relativo alla creazione di un cappotto termico, il quale deve interessare il 25% della superficie lorda dell’intero edificio.
I limiti di spesa per questa lavorazione sono pari a:

  • 50 mila euro qualora si parli di abitazioni unifamiliari;
  • 40 mila euro moltiplicati per il numero che compone un edificio che può contenere da due a otto famiglie;
  • 30 mila euro moltiplicato per un numero superiore a otto famiglie.

Come seconda tipologia di intervento vi è quella che riguarda la sostituzione dei sistemi di climatizzazione e riscaldanti dell’abitazione che avviene nelle parti comuni degli edifici.
In questo caso i limiti di spesa sono pari a 20 mila euro per i palazzi con un massimo di otto famiglie e 15 mila moltiplicati per il numero di famiglie che superano le otto unità.
Nelle spese sono comprese anche le operazioni di bonifica e smaltimento dei rifiuti.
Infine l’intervento sulle case singole per il montaggio di sistemi che producono energia elettrica green è pari a 30 mila euro.

In questo caso sono presenti anche i lavori relativi alla demolizione e ricostruzione di parti intere dell’abitazione.

Chi può usufruire dell’ecobonus 110%

Tra le figure che possono richiedere questo genere di agevolazione vi sono i condomini, i quali possono apportare una serie di modifiche all’intero edificio facendo in modo che il medesimo rispetti tutte le nuove normative in termini di consumi energetici e sicurezza.

Le persone fisiche, tranne gli artigiani e imprenditori, possono apportare delle importanti modifiche alla loro proprietà grazie a questo superbonus.
Gli enti che gestiscono le case popolari oppure quelle di interesse sociale che si occupano di gestire gli immobili e le società sportive dilettantistiche possono usufruire di questo bonus e procedere con la ristrutturazione e tutti gli altri interventi che devono essere apportati alla loro struttura edile.
Infine, tra i soggetti che possono richiedere l’ecobonus 110% spiccano le società che operano nel settore del volontariato e quelle che non hanno come finalità il lucro.

Tutte queste figure possono accedere all’super bonus e ecobonus 110% previsto dal Governo.

Come si richiede l’ecobonus 110%

Per quanto riguarda la richiesta, occorre registrarsi sul sito dove è presente tale bando.
Successivamente all’inserimento di tutti i dati personali è fondamentale inserire i dati anagrafici del beneficiario nonché quelli relativi all’immobile nel quale viene richiesto l’intervento.
Infine è importante inserire anche il comma della legge alla quale si fa riferimento per effettuare tale intervento, nonché le fatture delle spese sostenute.
In questo modo è possibile usufruire della nuova agevolazione per la ristrutturazione dei vari edifici e per il loro miglioramento energetico.

Scopri il nostro piano formativo adatto a imprese, aziende e professionisti: Superbonus 110%, requisi e interventi

Tutte le novità sulle graduatorie provinciali (d’istituto)

graduatorie provinciali d'istituto

Le graduatorie d’istituto sono degli elenchi di aspiranti professori da cui i dirigenti scolastici attingono per sopperire all’esigenza di mancato personale.

Da quest’anno sono state introdotte dal Ministero dell’Istruzione anche le graduatorie provinciali.
Questi elenchi sono divisi per posto comune o sostegno, appunto, su base provinciale. Verranno utilizzate per assegnare le supplenze annuali o a termine.
Tali graduatorie saranno divise in due fasce, I e II.

Come e quando presentare le domande di aggiornamento graduatorie.

I docenti potranno presentare domanda per l’inserimento in graduatoria provinciale solo in una provincia. La domanda si inoltra esclusivamente in modalità telematica. I dettagli sulle procedure e sui termini di scadenza, ancora oggi non sono ancora state fissati.

Tabelle di valutazione titoli

La bozza del decreto ha modificato la vecchia tabella valida per l’aggiornamento delle graduatorie d’Istituto del 2017. Trattandosi di una bozza però può essere soggetta a variazioni.
Per acquisire maggiore punteggio sono presenti diversi percorsi formativi, qui di seguito il riepilogo della valutazione titoli previsti della bozza:

  1. Certificazioni informatiche: 0,50
  2. Master di I° e II° livello annuale 1500 ore – 60 CFU 0,5 punti
  3. Certificazione Inglese B2 3 punti
  4. Certificazione Inglese C1 4 punti
  5. Certificazione Inglese C2 6 punti

Di seguito la bozza ministeriale: clicca qui per scaricarla

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Certificazione inglese: quali sono i principali enti accreditati al MIUR?

inglese

La lingua inglese è da sempre un mezzo essenziale per la propria crescita professionale e per trovare uno sbocco lavorativo con più facilità. Molte aziende infatti lo reputano un requisito fondamentale per l’inserimento di una nuova figura in azienda. Oltre a questo, certificare la propria conoscenza della lingua inglese permette di aumentare il proprio punteggio in molti concorsi pubblici e, in ambito scolastico, nelle graduatorie docenti seconda e terza fascia.

Quali sono le linee guida europee che indicano il livello di competenza?

  • A1: Livello base
  • A2: Livello Elementare
  • B1: Livello pre-intermedio
  • B2 Livello intermedio
  • C1 Livello post-intermedio
  • C2 Livello avanzato

A quale ente di certificazione rivolgersi per acquisire tali certificazioni?

Non tutti gli enti di formazione, possono rilasciare la certificazione di padronanza della lingua inglese, per questo abbiamo deciso di indicarvi i migliori, a cui rivolgervi.

Bisogna, in primis, distinguere tra enti che forniscono la formazione ed enti che rilasciano le certificazioni. Molte scuole infatti preparano al raggiungimento del livello di competenza che si vuole certificare, ma non possono rilasciare una certificazione valida ESOL International.

Di seguito i principali enti accreditati al Miur:

  • Learning Resource Network (LRN);
  • English Speaking Board o ESB;
  • Cambridge Assessment English;
  • City and Guilds;
  • Edexcel /Pearson Ltd;
  • Educational Testing Service (ETS);
  • International English Language Testing System IELTS;
  • Pearson – LCCI;
  • Pearson – EDI;
  • Trinity College London o TCL;
  • Department of English, Faculty of Arts – University of Malta;
  • National Qualifications Authority of Ireland – Accreditation and Coordination of English Language ServicesNQAI – ACELS;
  • Ascentis;
  • AIM Awards;
  • British Institutes.

 

Come diventare coordinatore della sicurezza nei cantieri edili

coordinatore della sicurezza

Il Coordinatore della sicurezza nei cantieri temporanei e mobili è una figura di grande responsabilità per la sicurezza dei lavoratori dell’edilizia, ed oggi disciplinata dal D.lgs. 81/08.

Il Decreto stabilisce quali requisiti debba avere questa figura e che tipo di formazione deve seguire. Il Coordinatore deve aver conseguito la laurea magistrale in architettura, ingegneria o geologia e dovrà inoltre avere esperienza di almeno un anno in attività lavorative relative al settore edile e delle costruzioni, attestata dal datore di lavoro o dal committente.

Per chi avesse invece conseguito la laurea triennale in ingegneria, architettura o geologia, gli anni di esperienza lavorativa richiesta nel settore sono almeno due. Per i diplomati come geometra, perito industriale o perito agrario, è necessaria invece un’esperienza lavorativa di almeno tre anni. Oltre a questi requisiti professionali, chi vuole ricoprire l’incarico di Coordinatore, deve seguire uno specifico corso di formazione di 120 ore, da svolgersi in aula.

Il corso dovrà essere erogato da un ente di formazione autorizzato e dovrà rilasciare un valido attestato.

Il D.lgs. 81/08 prevede anche un obbligo di aggiornamento quinquennale: dopo 5 anni dall’acquisizione del titolo di Coordinatore della sicurezza, per continuare a operare, bisognerà seguire un corso di 40 ore di aggiornamento di coordinatore della sicurezza, da svolgersi anche in modalità e-learning.

I corsi di aggiornamento, permettono di dare prova che le competenze e conoscenze che sono state conseguite a seguito dell’adeguata formazione e dell’esperienza sul campo, siano state mantenute nel tempo.

In sintesi, il corso di aggiornamento coordinatore per la sicurezza, prova che il professionista è ancora in grado di svolgere al meglio tutte le attività che sono previste da questo ruolo.

Dove imparare a utilizzare i dispositivi tablet per uso scolastico

corso tablet 300 ore

Il tablet, strumento informatico ormai da tutti conosciuto, è un piccolo Personal Computer, diciamo che si colloca tra il portatile e il telefono sia in quanto a performance sia in quanto a design, inoltre rispetto allo smartphone è più prestante, perché avendo maggiori dimensioni permette l’installazione di più componenti.

Il tablet nella scuola

Nell’ambito della scuola, il Tablet fa parte delle cosiddette TIC Tecnologie per l’informazione e la comunicazione, si tratta nuove metodologie e tecniche innovative che sono di ausilio alla didattica, che forniscono agli studenti nuovi e potenti strumenti di apprendimento. Con il tablet è possibile incamerare informazioni, trattarle in modo rapido, condividerle col resto della classe, oppure si possono proporre esercizi e compiti personalizzati per ogni studente, cosa che richiederebbe molto più lavoro con supporti quali carta e penna.

Con il tablet si possono fare:

  • Rapidamente ricerche e approfondimenti in rete;
  • si possono ricercare facilmente la definizione e la traduzione di parole straniere nel dizionario annesso;
  • vi è anche la possibilità sia di ingrandire le lettere e gli spazi per affaticare meno la vista e rendere la lettura più confortevole.

Numerosi studi hanno dimostrato come l’utilizzo del tablet contribuisca ad aumentare la partecipazione e il coinvolgimento da parte degli alunni.

Si tratta di uno strumento che, quasi sempre, già gli alunni conoscono molto bene e sono quindi più invogliati ad utilizzare. Purtroppo ancora non tutti i docenti hanno preso dimestichezza con questo strumento e le scuole non prevedono una formazione in merito. Sarà quindi compito del singolo docente frequentare uno specifico corso di formazione sull’uso didattico del tablet.

I corsi più richiesti oggi sono quelli on line, cioè in modalità e-learning, in cui il materiale è fruibile su piattaforma online e anche gli esami si possono fare direttamente online.

Si tratta di una modalità molto comoda, che permette di conciliare la necessità della formazione, con i numerosi impegni della vita quotidiana.

Imparare a utilizzare correttamente il tablet in classe è un passo importante per il docente, serve ad avere molti strumenti di supporto della didattica tradizionale e in più serve a stabilire un rapporto più congeniale con gli studenti che, in quanto nativi digitali, recepiscono il linguaggio multimediale meglio di qualsiasi altro canale di comunicazione.

COVID 19: obbligo di informativa ai dipendenti

stop covid 19

Dal 18 maggio quasi tutte le aziende e le attività commerciali hanno ripreso la loro attività.

La riapertura è stata però subordinata al rispetto di rigorose regole di distanziamento sociale e disinfezione continua dei locali, oltre, ovviamente, ad una sanificazione completa prima dell’apertura. Il datore di lavoro deve portare a conoscenza i propri dipendenti di tutte le regole che devono essere rispettate sul luogo di lavoro.

Elenchiamo qui di seguito, le più importanti

  • Gli ingressi in azienda dovranno essere contingentati per evitare assembramenti, quindi ampliare i turni di lavoro, per far sì che in uno stesso posto permangano poche persone e ben distanziate fra loro. Se necessario si dovrà quindi rimodulare la produzione.
  • Dovrà essere giornalmente misurata la temperatura corporea a tutto il personale e i visitatori e contattare tempestivamente il medico in caso di manifestazione febbrile.
  • Riguardo l’accesso di fornitori esterni e visitatori in azienda, dovrà essere definita la procedura di ingresso, transito e uscita, per ridurre al minimo i contatti fra gli individui.
  • Prima di riaprire, ogni azienda dovrà provvedere alla sanificazione dei locali. Sanificare vuol dire porre in essere tutti quei procedimenti atti alla distruzione di virus e agenti patogeni, non si tratta quindi di una semplice pulizia. È opportuno rivolgersi ad aziende che abbiano i requisiti e le autorizzazioni per fare sanificazione, che possono esercitare l’attività (codice Ateco 81.29.10) e che sono abilitate al rilascio della relativa certificazione.
  • Punto importantissimo sono i dispositivi di protezione individuale, ogni lavoratore dovrà indossare mascherine, guanti e, ove necessario, visiere protettive.
  • Le postazioni di lavoro con PC devono essere separati con pannelli in plexiglass di dimensioni tali da garantire la distanza interpersonale.

Per assicurare il rispetto delle regole, nelle aziende verrà costituito un comitato di controllo con la partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori. Nei casi in cui questo non sia possibile, a vigilare saranno invece comitati territoriali o settoriali.

Se ogni cittadino si atterrà scrupolosamente alle regole, si può ben sperare di lasciarci questa pandemia alle spalle e ritornare a far crescere e prosperare il nostro sistema produttivo.

Linee Guida nuovo DPCM del 17 maggio 2020

giuseppe conte firma dpcm

Da stamattina 18 maggio, a quasi 3 mesi dall’inizio di questa terribile pandemia, l’Italia riparte.

Tranne poche eccezioni, quasi tutte le attività commerciali aperte al pubblico, possono riaprire i battenti. Il nuovo DPCM stabilisce in dettaglio le linee guida per le varie attività. In particolare, per il commercio al dettaglio, dovranno essere previste regole di accesso, in base alle caratteristiche dei singoli esercizi, in modo da evitare assembramenti e assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra i clienti.

Per tutte le attività vi è l’obbligo da parte del datore di lavoro di informare i propri dipendenti delle misure da adottare, tramite corsi di formazione online o internamente all’azienda, oltre ad adeguarsi alla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Per i negozi di abbigliamento, dovranno essere messi a disposizione della clientela guanti monouso da utilizzare per toccare la merce.

In ogni caso, clienti e lavoratori dovranno sempre indossare la mascherina. In generale, se un cliente si trova all’interno di un locale commerciale senza mascherina, la sanzione scatta sia per il cliente che per il titolare che gli ha consentito di entrare.

Dal 18 maggio riaprono anche uffici e studi professionali

Per questi ultimi, riguardo l’accesso al pubblico:

  • Va favorito l’accesso dei clienti solo tramite appuntamento, consentendo la presenza contemporanea di un numero limitato di clienti in base alla capienza del locale e riorganizzando gli spazi, per quanto possibile, in ragione delle condizioni logistiche e strutturali, per assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione sia tra le singole postazioni di lavoro, sia tra i clienti (ed eventuali accompagnatori) in attesa. Dovrà comunque sempre essere utilizzata la mascherina.
  • L’area di lavoro deve essere delimitata da barriere fisiche adeguate, mentre l’attività di front office per gli uffici ad alto afflusso di clienti esterni può essere svolta esclusivamente nelle postazioni dedicate e dotate di vetri o pareti di protezione.
  • Laddove possibile, resta ancora preferire il collegamento a distanza con il cliente, magari in videoconferenza.

Riguardo le sanzioni: in caso di violazione delle nuove disposizioni, salvo che non ricorra anche un reato (fattispecie che ricorre in ogni caso per la violazione degli obblighi di quarantena), si applicano le attuali sanzioni amministrative (da 400 a 3000 euro) aumentate fino a un terzo se la violazione avviene mediante l’utilizzo di un veicolo.

Nei casi in cui la violazione sia commessa nell’esercizio di un’attività di impresa, si applica anche la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni.

Nonostante l’allentamento delle misure restrittive, la parola d’ordine resta comunque prudenza, se vogliamo essere certi di lasciarci la pandemia alle spalle.

 

Riaperture ristoranti, pizzerie, bar: misure anti Covid-19

covid ristoranti e riapertura

Dopo un lunga chiusura a causa del lockdown, dal 18 maggio in molte Regioni riapriranno i battenti ristoranti, pizzerie e bar, ovviamente dopo aver provveduto alla sanificazione dei locali.

L’INAIL ha pubblicato di recente un documento che contiene una serie di linee guida cui attenersi. La parola d’ordine resta quella di salvaguardare la salute e garantire il distanziamento sociale. Vediamo in dettaglio le misure previste per i locali.

Tra i tavoli vi dovrà essere una distanza di 4 metri o, in alternativa, barriere divisorie. Per ogni locale dovrà essere stabilito un limite massimo di capienza, e saranno preferite le prenotazioni.

Saranno vietati i buffet, che causerebbero assembramenti, e bisogna per un po’ abbandonare anche il menu tradizionale, da sostituire con lavagne o fogli monouso, da buttare via una volta consultati dai clienti. I clienti potranno non indossare la mascherina solo quando consumeranno il pasto o le bevande, negli altri momenti dovranno sempre metterla, ad esempio per andare a pagare alla cassa o andare in bagno. Alla cassa, in bagno e in più punti del locale dovranno essere posizionati gel igienizzanti.

Bisognerà disinfettare di frequente posate, oliere, vassoi, e tutto quanto sia riutilizzabile, e anche la postazione dovrà essere disinfettata, prima di far accomodare il cliente successivo. Alla cassa dovrà esservi necessariamente un divisore in plexiglass, e dovranno essere privilegiati i pagamenti elettronici. Per i bar, ove possibile, dovranno crearsi dei percorsi separati per coloro che entrano e che escono, in modo da non creare assembramentiMascherine, guanti e separatori sono chiaramente imprescindibili. Anche per l’attesa fuori, i clienti non dovranno accalcarsi, ma rispettare la distanza di almeno un metro.

In questi due mesi di emergenza sanitaria, tutti hanno imparato a rispettare nuove regole di distanziamento sociale, prima impensabili, dovremo adesso adattarci a questo nuovo modo di frequentare i locali, reinterpretando la convivialità al tempo del corona virus, sperando che fra non molto tempo, resti tutto un brutto ricordo.