Europarlamento: ENEA presenta il 7° Rapporto Annuale Efficienza Energetica

Presentato presso la sede del Parlamento europeo a Bruxelles il 7° Rapporto Annuale Efficienza Energetica dell’ENEA, che fa il punto sulle politiche nazionali nel settore e sui risultati raggiunti in Italia, inserendoli nel contesto comunitario dove l’efficienza energetica continua a rappresentare una priorità, come confermato dall’adozione del pacchetto di misure legislative “Energia pulita per tutti gli europei” e, in particolare, dalla revisione della direttiva Ue sull’efficienza energetica e dalla direttiva Ue sulle prestazioni degli edifici, in linea con gli obiettivi energetici e climatici del 2030.

La buona performance dell’Italia in termini di risultati ottenuti nel settore è stata recentemente confermata da una valutazione indipendente dell’American Council for an Energy-Efficient Economy (ACEEE) che, analizzando i dati di 25 nazioni, pone l’Italia in vetta alla classifica a pari merito con la Germania, ma con una spesa pubblica assoluta e procapite inferiore.

“L’evento di oggi è un importante momento di confronto con i principali attori del settore sugli scenari futuri oltre che sulle misure utili al fine di confermare e superare i già importanti risultati raggiunti fino ad ora, come confermato dal primo posto dell’Italia nel rapporto ACEEE”, commenta il sottosegretario allo Sviluppo economico Davide Crippa. “L’efficienza è uno dei pilastri su cui si baserà la nostra politica energetica. Per questo sarà necessario impegnarsi ancora di più per rafforzare il nostro ruolo di guida nel settore per l’Unione europea. Vogliamo arrivare quanto prima ad una roadmap dell’efficienza che sia condivisa con gli operatori di settore e con la società italiana tutta per raggiungere e se possibile superare gli obiettivi recentemente stabiliti a livello europeo”, conclude Crippa.

“I risultati raggiunti dal nostro Paese nel settore dell’efficienza energetica confermano che le misure e gli strumenti adottati seguono la direzione intrapresa dall’Unione europea in materia di decarbonizzazione”, sottolinea il presidente dell’ENEA Federico Testa. “Per accelerare ulteriormente questo processo e centrare gli obiettivi comunitari, l’ENEA ha messo in campo una serie di azioni con ricadute significative per la riduzione dei consumi, la sicurezza e la gestione più razionale degli edifici pubblici e privati e il contrasto alla povertà energetica, fenomeno che colpisce sia in Italia che in Europa la parte più vulnerabile della popolazione.

Le attività di sensibilizzazione e supporto nei confronti del cittadino, delle imprese e della Pubblica Amministrazione, svolte dall’ENEA vanno incontro all’esigenza di realizzare effettivamente le opportunità offerte dall’efficienza anche in chiave occupazionale e di competitività”, conclude Testa.

Oltre al presidente Testa e al sottosegretario Crippa, hanno partecipato alla presentazione gli europarlamentari Simona Bonafé, promotrice dell’evento, Patrizia Toia, Theresa Griffin e Dario Tamburrano, il direttore generale della DG Energia della Commissione Ue, Dominique Ristori, e il responsabile Energy Services di Eni gas e luce, Giorgio Fontana.

Cagliari: Il mercato immobiliare dell’area metropolitana cagliaritana osservatorio prezzi e scenari immobiliari

Grande successo per la presentazione dell’osservatorio immobiliare Fiaip Cagliari riguardante la “vecchia” provincia di Cagliari, giunto alla seconda edizione e arricchito dal sito a Lui dedicato, tenutosi il 15 giugno, presso la sede della Confindustria Sardegna Meridionale.

Hanno partecipato oltre al presidente regionale Fiaip Angelo Bianchi, il presidente provinciale di Cagliari Rosamaria Rizzo, anche il vice presidente vicario con delega all’ufficio studi Mario Condò De Satriano, l’assessore alla pianificazione strategica urbanistica del Comune di Cagliari dottoressa Francesca Ghirra, il presidente della camera di commercio di Cagliari dottor Maurizio De Pascale, il referente provinciale osservatorio immobiliare (OMI) l’ingegner Gianfranco Manca.

Nell’occasione, oltre ad analizzare l’andamento del mercato immobiliare della città metropolitana, si sono affrontati i temi delle politiche abitative e dello sviluppo urbanistico del capoluogo. Il vice presidente vicario Condò De Satriano, ha sottolineato che l’andamento delle compravendite ha registrato un leggero trend positivo.

“Le quotazioni immobiliari di quest’anno si attestano sui livelli dello scorso anno” ha affermato la Rosamaria Rizzo presidente provinciale Fiaip Cagliari.

L’ingegner Manca dell’OMI ha altresì affermato che: “soprattutto nell’hinterland, le pezzature – in fatto di mq – più richieste, sono quelle intorno ai 70 mq. poiché vista la poca natalità e la differenza economica di molti nuclei familiari si preferisce dirottare l’acquisto su piccoli appartamenti”.

In conclusione, visiti i numerosi interventi, il Presidente Regionale fiaip Sardegna Angelo Bianchi ha sottolineato che “eventi come questo, rappresentino uno strumento importante per gli addetti al settore, che possono aiutare il dibattito, aiutando a capire quali siano le azioni da mettere in campo per far partire nuovamente il comparto immobiliare”.

Fattura elettronica, in vigore per il subappalto e subcontraenti di un contratto di appalto pubblico.

È entrato in vigore il 1° luglio l’obbligo di fatturazione elettronica per i subappaltatori e subcontraenti della filiera delle imprese che operano nell’ambito di un contratto di appalto pubblico.

Osservatorio sulla Casa 2018: la casa smart non decolla, eppure trascorriamo sempre più ore e lavoriamo sempre di più dal salotto di casa

Oltre un terzo degli intervistati trascorre sempre più tempo in casa. Secondo i fati dell’osservatorio sulla casa l’abitazione è diventato anche il luogo dove si lavora

Presentati a Milano i risultati dell’Osservatorio sulla Casa 2018, l’indagine annuale di Leroy Merlin che studia i comportamenti, gli stili, le abitudini degli italiani nei confronti dell’abitazione. Una ricerca realizzata da Habitante in collaborazione con l’Unione dei consumatori, che giunta alla sua quinta edizione è in grado di fotografare le trasformazioni in corso nel mondo dell’abitare offrendo agli addetti ai lavori del settore un utile strumento di lettura sulle tendenze in atto che stanno modellando la casa del futuro.

Lo studio è frutto di oltre 2000 interviste che hanno permesso di ottenere un campione rappresentativo della popolazione italiana focalizzato sui responsabili delle scelte relative alle opere di abbellimento e ristrutturazione delle abitazioni. Come anche nelle precedenti edizioni si è partiti dai cinque elementi portanti di una casa ideale, i pilastri su cui ogni abitazione si regge perché la casa per gli italiani deve essere comoda da vivere adattandosi alle nuove esigenze della società in trasformazione (per il 76% degli italiani); la casa deve aiutare a risparmiare con il controllo delle spese di manutenzione e dei consumi (72%); la casa deve rappresentare un ambiente sano (68%); la casa deve rispettare l’ambiente in cui viviamo integrandosi con il paesaggio, offrendo il minor impatto possibile sul territorio ed essendo ecosostenibile (58%); infine la casa moderna deve essere anche smart, intelligente e innovativa (36%).

L’evoluzione dei pilastri nel corso del tempo mostra la tendenza in atto nel nuovo concetto di casa. La casa smart non decolla e la gestione innovativa della casa fatica ad emergere.

Tutto l’ambito del controllo a distanza, se attira una certa fetta di persone, comporta però un impatto sulla privacy e in alcuni casi le persone si sentono inadeguate o hanno timore nel gestire le nuove modalità.

Architetti, Congresso Nazionale: grave crisi demografica; tra 20 anni l’Italia sarà senza “Roma”

Tra il 2014 e il 2017 l’Italia ha perso 310.000 abitanti; tra 2017 e 2036, ne avrà persi 2,8 milioni pari alla popolazione di Roma, oppure all’insieme della popolazione di Molise, Basilicata, Umbria e Friuli Venezia-Giulia.

In un quadro mondiale in cui la popolazione è in forte crescita, in particolare quella giovane (il 40% della popolazione mondiale ha meno di 24 anni), l’Italia si trova, invece, ai primi posti tra le economie mondiali, insieme al Giappone e alla Germania, per tassi di natalità deboli e saldi naturali negativi. Nel 2015, per la prima volta dal secondo dopoguerra la popolazione italiana ha iniziato a diminuire, e la diminuzione è continuata nel 2016 e nel 2017. In tre anni si è ridotta di oltre 310.000 abitanti. E’ la popolazione di Catania.

Sono questi alcuni dei dati della ricerca “Cenni storici, periferie, città diffusa”: sviluppo e squilibri nell’Italia di oggi” che il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori ha commissionato al Cresme in occasione dell’VIII Congresso Nazionale “Abitare il Paese. Città e territori del Futuro prossimo” in corso di svolgimento a Roma all’Auditorium Parco della Musica.

Le regioni più toccate dalla crisi demografica sono la Basilicata, che perde il 13,1% della popolazione, la Liguria (-11,8%); Puglia, Molise, Sardegna, Sicilia e Calabria perdono circa il 10% della loro popolazione; Campania e Abruzzo diminuiscono di oltre l’8%, mentre l’Umbria del 7,8% e il Piemonte del 7,1%. Solo Trentino-Alto Adige e Lombardia registreranno una crescita della popolazione; mentre per Emilia Romagna e Lazio si può parlare di stagnazione e per Toscana e Veneto di lieve contrazione. Le maggiori criticità si registrano nel Mezzogiorno, nel Nord ovest e nel Centro, con eccezione della provincia di Roma.

E’ come se l’Italia si andasse restringendo a una piccola parte del Paese: Lombardia, Trentino – Alto Adige, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Provincia di Roma.

Gli stessi forti squilibri territoriali riguardano gli indicatori economici. L’analisi della dinamica del PIL dal 2007 al 2016, mostra non solo che la ripresa non è per tutti, ma soprattutto che la ripresa esaspera le differenze, quasi più che la crisi: nel 2016, ultimo anno per cui sono disponibili i dati ufficiali su base regionale, il Trentino-Alto Adige superava il PIL del 2007 del +4%; la Lombardia era “sotto” dell’1,3%; l’Emilia Romagna del 3,3%; la Toscana del 5%; il Veneto del 6,2%. Queste sono le situazioni migliori, perché se ne registrano ben più gravi in altre regioni: il PIL del Molise nel 2016 è inferiore a quello del 2007 del 17,8%; in Sicilia si è a -13,7%; in Calabria a -12,1%; in Campania a -10,5%. Ma non è solo il Sud che fatica: anche nelle altre regioni del Nord Ovest le cose non vanno bene: il Piemonte è -10%, la Liguria a -12,5, la Valle d’Aosta a -11,1%; e nel centro Italia l’Umbria, una volta regione virtuosa è a -16,1%.

Le criticità che emergono nel confronto tra l’Italia e le altre economie e tra le varie regioni, fissano una prima condizione di base con la quale è necessario confrontarsi ed è quella delle diverse capacità di affrontare le sfide che lo scenario economico attuale pone.

Sabato 7 luglio, giornata conclusiva del Congresso, è stata presentata l’indagine “L’immagine sociale dell’architetto” curata dal sociologo Mario Abis alla quale seguiranno gli interventi di Paolo Baratta, Presidente de La Biennale di Venezia; Vittorino Andreoli, Psichiatra e Scrittore; Michele Dall’Ongaro, Presidente – Sovrintendente Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Presentati i risultati dello studio teleriscaldamento a biomassa: un investimento per il territorio

Economia circolare: partiamo dall’energia – teleriscaldamento a biomassa: un investimento per il territorio.

Righini, presidente FIPER: “dai risultati dell’indagine si dimostra come e in che misura il teleriscaldamento a biomassa garantisce un’importante funzione di presidio e gestione del territorio e riduca le polveri sottili e la CO2. Un progetto di primario interesse per i decisori pubblici o gli imprenditori impegnati a promuovere iniziative di sviluppo territoriale”

In occasione del convegno FIPER: “economia circolare: partiamo dall’energia” tenutosi a Roma presso il Palazzo Santa Chiara sono stati presentati i risultati dello studio “teleriscaldamento a biomassa: un investimento per il territorio”.
Lo studio risponde all’esigenza di fornire indicazioni chiare e dati puntuali circa la convenienza ambientale, economica e occupazionale per un dato territorio di avviare un impianto di teleriscaldamento a biomassa. L’idea di fondo è che il teleriscaldamento a biomassa costituisca un intervento strutturale di primario interesse generale per il territorio e che, quindi, debba essere sempre considerato dal decisore pubblico per pianificare il rilancio delle zone rurali e montane. La valutazione di questi progetti prescinde quindi dall’esclusiva analisi energetica.

Lo studio dimostra come teleriscaldare un territorio crei i presupposti per lo sviluppo di altre infrastrutture a servizio della comunità, quali i sistemi di cablaggio per la connessione internet veloce, funzionali a attirare nuove imprese e giovani nelle aree definite “interne”.

Raccontare l’esperienza dei territori a partire dalla raccolta dei “dati di campo” è la novità di questa pubblicazione, il cui lavoro principale ha riguardato la conoscenza e l’analisi diretta del funzionamento degli impianti di teleriscaldamento “target” e della relativa catena di fornitura, la cosiddetta “filiera bosco-legno-energia”.

Un mondo caratterizzato da piccole, microimprese spesso a conduzione familiare, in cui il paesaggio montano rappresenta elemento saliente nella costruzione della propria identità e del senso di appartenenza al luogo. In termini ambientali e energetici, dal campione dei 65 impianti di teleriscaldamento a biomassa analizzati dal Politecnico di Milano, risulta un risparmio di energia fossile primaria1 compreso tra il 60% e il 80%, un valore molto elevato rispetto all’impiego di altri combustibili fossili e non. Risparmi analoghi si registrano per l’anidride carbonica (CO2) immessa nell’atmosfera. Da questa prospettiva, il TLR a biomassa è tra le tecnologie più performanti e non ha rivali in termini di produzione di energia rinnovabile e riduzione di emissioni climalteranti. Per quanto riguarda le altre emissioni in atmosfera, lo studio si è concentrato sulla produzione di polveri sottili (PM) che hanno assunto una particolare importanza a livello nazionale. L’analisi e la gestione del PM rappresenta una tematica molto discussa proprio in relazione alla combustione della biomassa e agli impatti sulla salute degli abitanti. Le valutazioni condotte evidenziano come gli impianti in questione permettano un significativo miglioramento rispetto ai dispositivi domestici a biomassa (caldaie/stufe a legna) e risultino comunque più vantaggiosi delle caldaie a gasolio, considerati il mix tecnologico di riferimento standard per le zone montane. Per esempio, un impianto di dimensioni medie (circa 5 MW) rispetto all’utilizzo dei dispositivi domestici a biomassa consente di evitare emissioni per circa 10 tonnellate di polveri su base annua.

Negli ultimi anni all’interno del dibattito condotto dai Paesi aderenti alla “Convenzione delle Alpi, si si è posta sempre più l’attenzione sull’impatto economico che la filiera biomassa-energia produce sui territori alpini. In assenza di un’analisi puntuale a livello italiano dell’impatto del TLR a biomassa in termini di sviluppo territoriale, la sezione economica di questa pubblicazione ha voluto colmare questo “vuoto” di dati e indicazioni a partire dall’analisi della catena di fornitura locale.
In particolare, lo studio ha valutato le ricadute economiche e occupazionali a livello di impatto diretto, indiretto, di indotto e fiscale.

Il target “locale” selezionato per calcolare l’entità dell’impatto è formato da 13 impianti di TLR a biomassa distribuiti in quattro aree distinte ed eterogenee per tecnologia adottata, conformazione orografica, densità di popolazione, zona climatica e caratteristiche della filiera.

Dall’elaborazione dei dati economici e finanziari delle imprese della filiera bosco-legno-energia coinvolte nell’indagine, l’impatto economico monetario generato a livello locale si attesta in 50 milioni di Euro/annuo, mentre l’effetto occupazionale è di 520 Unità Lavorative Annue (ULA).

In termini di effetto moltiplicativo, ciò sta ad indicare che per ogni euro aggiuntivo fatturato dagli impianti di TLR del campione si genera un impatto complessivo sul sistema economico di circa 2,65 €. Sul fronte occupazionale invece, per ogni ULA impiegata dal TLR ne vengono attivate 15,5 lungo tutta la filiera e nelle imprese collegate. Estendendo i risultati ottenuti su scala nazionale si ottiene che le ricadute dei impianti di TLR a biomassa esistenti corrispondono a 320 Milioni di euro/anno e di 3.300 ULA. Si è poi determinato il valore delle ricadute dei potenziali impianti di TLR a biomassa realizzabili nelle zone climatiche E ed F2 che risultano comprese tra 450 e 680 Milioni di euro/anno e tra 5.300-8.000 ULA a seconda dello scenario identificato.

Non meno importanza, il valore dell’impatto fiscale prodotto limitatamente alle imposte dirette risulta pari a 0,7 Milioni di euro/anno per il campione di 13 impianti analizzati, mentre a livello nazionale il valore si attesta intorno ai 4,6 Milioni di euro/anno (impianti esistenti). Si tratta di entrate quasi completamente a favore dei comuni interessati e, quindi, ancora una volta di stretto interesse locale, realizzando de facto un federalismo fiscale.

Commenta Righini, presidente FIPER: “lo studio dimostra come l’avvio di un impianto di teleriscaldamento produca un immediato beneficio per l’intera filiera del legno, garantendo un’importante funzione di presidio e gestione del territorio e riducendo le polveri sottili e la CO2 rispetto alle altre fonti disponibili sul territorio tale da renderlo un progetto di primario interesse per i decisori pubblici o gli imprenditori impegnati a promuovere iniziative di sviluppo territoriale”.

Energia: fusione, è made in Italy il primo componente del divertore di ITER

È made in Italy il primo prototipo dell’Inner Vertical Target, uno dei tre componenti del divertore di ITER, il grande reattore per la ricerca sulla fusione nucleare in costruzione nel Sud della Francia. Realizzato da ENEA e Ansaldo Nucleare, servirà per assemblare il divertore, l’elemento più sollecitato dal flusso termico del plasma, composto da 54 moduli in grado di sopportare un flusso termico di 20 MW per mq e temperature che raggiungono i 2mila gradi centigradi.

AL’Inner Vertical Target servirà come “bersaglio” delle particelle prodotte in eccesso dal plasma per mantenere accesa la reazione di fusione nucleare, smaltire il calore e renderlo disponibile per la produzione di energia elettrica. Pesa 5 quintali concentrati in otto tubi di lega di rame lunghi 1,8 m ricoperti di blocchi di tungsteno, un materiale con alto punto di fusione, ottima conducibilità termica e alta resistenza. Il processo di costruzione messo a punto dall’ENEA si chiama Hot Radial Pressing (HRP): in pratica il tubo in lega di rame viene accostato al blocco in tungsteno, “gonfiato” con una pressione di 60MPa (600 bar) e contemporaneamente portato a una temperatura di 600 °C.

Oltre a consentire una saldatura in grado di sopportare le più estreme condizioni di carico, la tecnologia permette il mantenimento delle caratteristiche meccaniche dei tubi in rame e la perfetta geometria della superficie rivolta al plasma, evitando ulteriori costose e pericolose lavorazioni meccaniche.

“Le pressioni e le temperature a cui avviene la giunzione possono sembrare alte, ma sono in realtà le più basse utilizzate in tutti i metodi alternativi proposti per la realizzazione di questo stesso componente”, commenta Eliseo Visca, responsabile del Laboratorio Tecnologie Speciali dell’ENEA. “Grazie a un forno hi-tech progettato nei nostri laboratori e all’esperienza decennale nella ricerca sui controlli non distruttivi, nel nostro laboratorio di Frascati abbiamo prodotto, testato e controllato tutti i tubi rivestiti di tungsteno che compongono l’Inner Vertical Target, i cosiddetti Plasma Facing Unit, divenendo un’eccellenza in campo internazionale”, precisa Eliseo Visca.

Grazie a un contratto con F4E, l’agenzia Ue responsabile delle commesse europee per il programma ITER, Ansaldo Nucleare ha lavorato all’industrializzazione del processo brevettato da Enea e ha realizzato il prototipo nelle officine di Ansaldo Energia, a Genova Campi, con il contributo degli esperti dell’ENEA e dell’azienda Walter Tosto per parte delle lavorazioni di supporto.

Nel campo della produzione della componentistica ad alta tecnologia per la fusione, complessivamente l’industria italiana si è aggiudicata contratti del valore di 1 miliardo di euro, circa il 60% del totale delle commesse europee.

“Questo risultato rappresenta un grande successo per la ricerca e l’industria italiana e dimostra ancora una volta come il Paese sia competitivo a livello mondiale in un settore fortemente high-tech, con importanti ricadute scientifiche, economiche e occupazionali”, evidenzia Aldo Pizzuto, Direttore del Dipartimento Fusione e Sicurezza Nucleare dell’ENEA.

Agenzia Del demanio: riqualificazione ex Caserma Cantore a Piacenza

Relativamente alla questione che coinvolge il trasferimento dell’Archivio di Stato dall’attuale sede di Palazzo Farnese all’Ex Caserma Cantore a Piacenza, l’Agenzia del Demanio precisa che l’operazione sta procedendo secondo il percorso ordinario di valorizzazione e razionalizzazione portato avanti dallo Stato in tutto il territorio nazionale per ottimizzare l’utilizzo efficiente degli immobili destinati alle Pubbliche Amministrazioni Centrali.

In particolare Palazzo Farnese è stato oggetto di un accordo condiviso e firmato da Agenzia del Demanio, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo edall’Amministrazione comunale nel dicembre 2014. L’accordo, oltre a prevedere il trasferimento di proprietà al Comune di Piacenza a titolo gratuito, secondo le procedure del Federalismo demaniale culturale, stabilisce che i locali attualmente occupati in comodato d’uso gratuito dall’Archivio di Stato, saranno liberati una volta completata la nuova sede, auspicabilmente nell’arco dei successivi 5 anni. I locali verranno rilasciati, come di consueto in questi casi, in stato di ordinaria manutenzione, liberi da arredi e attrezzature, salvo dotazioni che fossero di eventuale interesse del Comune.

Per ottemperare all’impegno sottoscritto, l’Agenzia del Demanio, in accordo con il MiBACT, ha individuato le risorse necessarie per portare a termine, tra il 2019 e 2020, i lavori di riqualificazione e adeguamento nella Caserma Cantore – Ex Monastero di Sant’Agostino e consentire così il trasferimento definitivo dell’intero Archivio di Stato. A seguito del trasloco, sarà possibile per il Comune predisporre l’ aggiornamento del Programma di Valorizzazione per il riutilizzo degli spazi disimpegnati, così come previsto dall’accordo.

“Rimane inteso – assicura Roberto Reggi, Direttore generale dell’Agenzia del Demanio – che, visto il grande interesse suscitato dall’argomento, c’è assoluta disponibilità da parte dell’Agenzia a confrontarsi sin da subito, e quindi con grande anticipo rispetto alle previsioni dell’accordo, con i rappresentati del Comune di Piacenza, con l’Onorevole Elena Murelli e l’Assessore Massimo Polledri, sull’intero percorso in atto e sugli impegni economici presi.”

Come rinnovare le città italiane? Dare il via ad una nuova stagione di pianificazione strategica

“Sarà un Congresso-proposta rivolto non solo agli architetti ma soprattutto al Paese, per far emergere l’ineludibile e improcrastinabile necessità di una nuova stagione di pianificazione strategica

“Sarà un Congresso-proposta rivolto non solo agli architetti ma soprattutto al Paese, per far emergere l’ineludibile e improcrastinabile necessità di una nuova stagione di pianificazione strategica che approcci lo spazio edificato da un punto di vista olistico e incentrato sul ruolo della cultura della costruzione di qualità a tutti i livelli territoriali e cioè non solo con riferimento alle città e agli spazi urbani, ma anche a quelli periferici e rurali e alle relative interconnessioni. La cultura è un insostituibile volano della sostenibilità economica, sociale e ambientale, plasma la nostra identità e definisce la nostra eredità; per questo, come riportato nella Dichiarazione di Davos – dello scorso gennaio – dei Ministri europei della cultura, deve essere messa al centro delle politiche di sviluppo, in quanto nessun sviluppo può definirsi democratico, pacifico e sostenibile se non è fondato sulla cultura”.

Spiega così Giuseppe Cappochin, Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori il senso più profondo della tre giorni (dal 5 al 7 luglio, Roma, Auditorium Parco della Musica) che vedrà riuniti nell’VIII Congresso nazionale 3mila delegati in rappresentanza dei 155mila iscritti.

L’assise sarà preceduta, il 4 luglio, dalla Conferenza Nazionale degli Ordini degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori per la presentazione dei documenti congressuali e per la cerimonia inaugurale del Congresso prevista all’Acquario Romano.

Il programma dei lavori del 5 luglio, prima giornata del Congresso, prevede la relazione di apertura del Presidente del Consiglio Nazionale, Giuseppe Cappochin, sui “Principi per una nuova legge per lo sviluppo delle città del futuro prossimo e per una legge per l’architettura” alla quale faranno seguito i saluti dei rappresentanti delle Istituzioni governative e parlamentari e delle autonomie locali, delle altre professioni oltre che dei presidenti mondiale ed europeo della categoria.

Nel pomeriggio, l’analisi giuridica della proposta illustrata da Cappochin sarà al centro dell’intervento dell’avvocato Paolo Stella Richter; al termine, prevista la proiezione del video “Come cambiano le città italiane: dalle città metropolitane ai piccoli Comuni” che illustra gli spunti più significativi raccolti nel lungo percorso di ascolto dei territori – quattordici tappe da nord a sud del Paese – che ha caratterizzato i mesi di preparazione del Congresso. Percorso che ha permesso un confronto con oltre settemila tra architetti, pubblici amministratori, esponenti della politica, dell’economia, della cultura, del volontariato e, più in generale, della società civile.

Sempre nel pomeriggio della prima giornata dei lavori, tre le Tavole Rotonde previste: “Riflessioni del Comitato Scientifico del Congresso Nazionale”; “Le città resilienti. Presentazione e confronto esperienze internazionali”; “Agenda urbana 2030. Esperienze italiane e europee a confronto”.

La conclusione della giornata prevede interventi su “Il ruolo dello Stato nelle città del futuro” con la partecipazione di Giovanni Maria Flick, Presidente Emerito della Corte Costituzionale.

“Il Congresso nazionale consentirà, anche grazie agli interventi di decine di relatori nazionali ed internazionali tutti di alto livello scientifico e professionale, una analisi puntuale e approfondita – spiega ancora Cappochin – dalla quale desideriamo emerga con forza che il Paese non può più attendere – dandosi una visione strategica di lungo periodo – quel salto di qualità che se non viene compiuto relegherà inevitabilmente l’Italia in posizioni di retroguardia rispetto al resto dell’Europa. Su un tema, per di più, come l’architettura e le città che ha visto il pensiero italiano guardato come punto di riferimento da tutto il mondo”.

Proprio per consentire di analizzare tutti gli aspetti della complessa e articolata problematica città-architetti-architettura, tutta la seconda giornata del Congresso (6 luglio) sarà scandita da una serie di Tavole Rotonde che approfondiranno alcuni dei maggiori temi sul tappeto: da “Le città del futuro prossimo. Verso una cultura della costruzione di qualità” al “Consumo di suolo a saldo zero e rigenerazione urbana. Confronto tra le leggi regionali”; dai “Principi per una nuova legge per lo sviluppo delle città del futuro prossimo” alla “Legge sull’architettura. Le esperienze internazionali a confronto” a quella con al centro il tema della “Intelligenza Collettiva e Nuovo Umanesimo.”

A caratterizzare, tra l’altro, la giornata, l’intervento a fine mattina di Gil Penalosa, ex Sindaco di Bogotà, Direttore e Presidente del Consiglio Esecutivo 8-80 Cities su “Creating Vibrant and Healthy Cities for All”.

Sempre nella seconda giornata congressuale prevista la presentazione, da parte di Lorenzo Bellicini, Direttore del Cresme, della ricerca “Centri storici, periferie, città diffusa, aree interne: sviluppo e squilibri nell’Italia di oggi”: uno studio che – spiega – “racconta l’evolversi ed il cambiamento del modello insediativo italiano”. In chiusura dei lavori verrà presentata una selezione dei migliori progetti vincitori dei concorsi di progettazione in due gradi selezionati per la Mostra. Verranno anche presentati i Protocolli e i Bandi dei nuovi concorsi di architettura in due gradi.

Sabato 7 luglio, giornata conclusiva del Congresso, in programma la presentazione dell’indagine “L’immagine sociale dell’architetto” curata dal sociologo Mario Abis alla quale seguiranno gli interventi di Paolo Baratta, Presidente de La Biennale di Venezia; Vittorino Andreoli, Psichiatra e Scrittore; Michele Dall’Ongaro, Presidente – Sovrintendente Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Chiuderanno i lavori del Congresso Nazionale la presentazione del Manifesto del Congresso, la presentazione e votazione di Mozioni e l’intervento di chiusura del Presidente Giuseppe Cappochin che traccerà il bilancio delle tre giornate congressuali, importante punto di partenza per il lavoro che, nei prossimi due-tre anni, vedranno impegnati in tutta una serie di iniziative gli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori italiani. In allegato il programma.

Sicurezza: ENEA alla guida del programma NATO per prevenire attacchi terroristici

Al via il progetto EXTRAS della NATO che punta a sviluppare un sistema capace di sventare attacchi terroristici sui mezzi pubblici.