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Qual è la differenza fra Coordinatore della Sicurezza e RSPP?

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Il “Testo Unico per la Sicurezza del Lavoro”

Il “Testo Unico per la Sicurezza del Lavoro” ovvero, il D.lgs. 81/2008 è il testo fondamentale in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il D.lgs. 81/2008 è stato pubblicato con la finalità di inserire in modo sistematico ed in un unico testo, tutte le norme che concernono la salvaguardia della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro.
Il “Testo Unico per la Sicurezza del Lavoro”, stabilisce le modalità attraverso cui si debbano obbligatoriamente mettere in atto delle azioni preventive e, più in generale, come e quali provvedimenti è necessario adottare per migliorare il livello di salute e sicurezza dei lavoratori.
Ad esempio, stabilisce l’obbligatorietà dell’adeguamento delle strutture e degli impianti, la valutazione dei rischi, i corsi di formazione per le professionalità coinvolte.
Riguardo ai destinatari, il testo chiarisce che i provvedimenti sono da applicare a qualsiasi azienda, sia essa privata o pubblica, e a tutti i lavoratori con contratto di lavoro subordinato, o autonomi.

Gli obblighi del datore di lavoro

Per prima cosa, il datore di lavoro ha l’obbligo di eseguire una valutazione dei possibili rischi presenti nell’ambiente lavorativo.
Successivamente e, sulla base di tale valutazione, dovrà mettere in pratica tutta una serie di azioni preventive e di protezione al fine di eliminare e comunque limitare i rischi.
Inoltre, sempre il datore di lavoro, dovrà assicurarsi che ogni lavoratore riceva un’adeguata formazione.

Le figure preposte: Il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP)

Il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP) è una figura necessaria per mantenere un ambiente lavorativo sicuro e sano.
Il compito del RSPP è quello di attuare tutti i processi volti a proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori e per prevenire tutte le situazioni che potrebbero essere per loro rischiose e/o pericolose.
Considerando il D.lgs. 81/2008 , il RSPP deve coordinare “l’insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all’azienda finalizzati all’attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori”, avvalendosi anche delle competenze di altre figure professionali.

I Compiti del Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione

Compito dell’RSPP è quello di redigere insieme al datore di lavoro, al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza e al medico competente, il DVR (Documento della Valutazione dei Rischi).
Nel DVR, che dovrà essere conservato unitamente a tutta la documentazione obbligatoria, dovranno essere indicati tutti i rischi presenti sul luogo di lavoro e i relativi processi di prevenzione e protezione. Inoltre, il RSPP dovrà occuparsi della formazione dei lavoratori, fornendo loro tutte le conoscenze utili per la salvaguardia della loro salute e sicurezza.
Per tale motivo, incarico del RSPP è inoltre quello di redigere un piano di emergenze e di organizzare periodicamente delle riunioni di aggiornamento.

Requisiti per svolgere il compito di RSPP.

Le competenze e le conoscenze del RSPP devono essere adeguate al ruolo anche tenendo in considerazione i rischi e le peculiarità delle diverse attività lavorative dell’azienda.
Risguardo al titolo di studio, si richiede che l’RSPP abbia conseguito il diploma di istruzione secondaria.
Per ricoprire il ruolo inoltre il D.lgs. 81/2008 , impone che esso svolga un adeguata formazione ed un aggiornamento periodico.
Per tutelare la salute e la sicurezza del lavoratori infatti, è richiesto che l’RSPP frequenti dei corsi di formazione specifici, più un aggiornamento  di 40 ore ogni cinque anni.

Le figure preposte: Il Coordinatore della sicurezza nei cantieri temporanei e mobili.

La presenza del Coordinatore della sicurezza è necessaria in tutti i cantieri, siano essi mobili e/o temporanei.

I compiti del responsabile della sicurezza cantiere.

Sono previste due diverse attività, per salvaguardare la sicurezza dei lavoratori nei cantieri edili.
Una prima fase (quella di progettazione) in cui compito del coordinatore della sicurezza  è la redazione di un fascicolo contenente tutte le norme di sicurezza necessarie per prevenire eventuali situazioni rischiose in cui potrebbero ritrovarsi i lavoratori.
Nella seconda fase invece (quella di esecuzione), il coordinatore per la sicurezza deve monitorare l’andamento del progetto, assicurandosi che sia l’azienda che i dipendenti stiano effettivamente applicando le regole previste nel piano di sicurezza.

Quali sono i requisiti professionali del responsabile sicurezza cantiere.

Il D. lgs. 81/08 stabilisce chiaramente quali sono i requisiti minimi di formazione e di esperienza lavorativa di cui il responsabile sicurezza cantiere deve essere in possesso.
Nello specifico, a seconda di quale sia il titolo di studio (laurea o diploma), è previsto un numero di anni di esperienza lavorativa differente.

Coordinatore della Sicurezza e RSPP: le differenze

Una prima differenza tra le due figure e la diversa obbligatorietà e specificità.
Mentre infatti l’RSPP deve essere sempre nominato, a prescindere di quale sia il settore di riferimento cui l’azienda opera, il coordinatore per la sicurezza è una figura obbligatoria solo in caso di cantieri edili.
Inoltre, rispetto all’RSPP il coordinatore della sicurezza deve necessariamente possedere un titolo di studio affine al settore in cui si troverà ad operare (laurea in ingegneria, architettura, scienze forestali o agrarie, diploma di geometra o di perito tecnico)

L’aggiornamento professionale del coordinatore per la sicurezza.

Così come per RSPP, è necessario che il responsabile sicurezza cantieri frequenti degli specifici corsi di formazione con rilascio di regolare attestato di frequenza.
Inoltre, è prevista anche l’obbligatorietà di aggiornamento.
I corsi di aggiornamento CSP e CSE (coordinatore della sicurezza in fase di progettazione, responsabile della sicurezza cantiere, coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione) hanno, per legge, una durata di 40 ore e, sono necessari per dimostrare che il professionista è ancora in grado di svolgere efficacemente il proprio ruolo.

Coordinatore per la Sicurezza nei Cantieri: requisiti minimi e formazione

Coordinatore per la Sicurezza nei Cantieri

Chi è il coordinatore della sicurezza?

Il coordinatore della sicurezza è di massima importanza per salvaguardare la sicurezza sul lavoro e la conformità di tutti i cantieri, provvisori o temporanei. Solitamente colui che è incaricato alla coordinazione della sicurezza nei cantieri mobili, si pone in un ruolo intermedio tra il committente ed il progettista.
Il coordinatore della sicurezza si occupa di pianificare, organizzare e gestire gli aspetti relativi alla sicurezza sul lavoro dei cantieri edili. Poiché sono previsti due fasi (quella di progettazione e quella di esecuzione per la sicurezza nei cantieri), a volte possono essere previste due figure diverse.

Il coordinatore della sicurezza: i riferimenti normativi.

I testi in cui è possibile trovare i riferimenti normativi del coordinatore della sicurezza sono sostanzialmente tre: il Decreto legislativo 626/94, il Decreto legislativo 494/96 e il Testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (conosciuto anche con l’acronimo TUSL).
Ovviamente, tutti i corsi CSP e CSE (coordinatore sicurezza per la progettazione e del coordinatore per l’esecuzione dei lavori) sono disciplinati dal D. lgs. 81/08.
Il Testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è infatti l’ultimo, in ordine cronologico, ad essere stato emanato dal legislatore e rappresenta, quindi, il riferimento normativo da prendere in considerazione quando si parla di salute e sicurezza del lavoro.

I compiti e le mansioni deputate al Coordinatore della sicurezza.

Il D. lgs. 81/08 nel “Titolo IV Cantieri temporanei e mobile – Capo I Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei e mobilichiarisce il ruolo e le responsabilità del coordinatore sicurezza per la progettazione e del coordinatore per l’esecuzione dei lavori. Nello specifico, il compito del Coordinatore in materia di sicurezza per la progettazione, è quello di redigere il programma per la sicurezza e la progettazione.
Il coordinatore per la progettazione ha la responsabilità di predisporre un fascicolo che contenga tutte le specificità del progetto, al fine di prevenire eventuali rischi in cui potrebbero incorrere i lavoratori.
Il coordinatore per l’esecuzione dei lavori invece, attraverso un continuo monitoraggio, deve assicurarsi che sia imprese che lavoratori, applichino le regole cui è costituito il fascicolo del piano di sicurezza e coordinamento.

Quali sono i requisiti professionali che dovrebbe avere il Coordinatore per la Sicurezza nei Cantieri?

Il Coordinatore per la Sicurezza nei Cantieri ha un ruolo cruciale nella salvaguardia della salute dei lavoratori.
I riferimenti normativi, stabiliscono quali sono i requisiti minimi che devono essere posseduti per svolgere questo ruolo. I coordinatore per la sicurezza nei cantieri può aver conseguito la laurea magistrale in architettura o ingegneria o geologia.
Inoltre, è necessario che venga attestata, dal datore di lavoro o in alternativa dal committente, l’esperienza di almeno un anno in attività lavorative relative al settore edile e delle costruzioni. Nel caso in cui il titolo di studio fosse invece la laurea triennale in ingegneria o architettura, gli anni di esperienza lavorativa richiesta nel settore sono almeno due. Per i diplomati come geometra, perito industriale o perito agrario, la normativa sancisce che è necessaria invece un’esperienza lavorativa di almeno tre anni.

La formazione e l’aggiornamento del coordinatore deputato alla sicurezza nei cantieri.

Oltre allo specifico titolo di studio e alla comprovata esperienza nel settore edile e delle costruzioni, è necessario che il coordinatore deputato alla sicurezza nei cantieri frequenti un corso di formazione specifico per tutte le tematiche efferenti la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il corso di formazione deve rilasciare un attestato di frequenza e deve essere organizzato da enti autorizzati.
Sia per ottenere l’abilitazione al ruolo di coordinatore della sicurezza in fase di progettazione e sia per il ruolo di coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione è necessaria quindi una specifica formazione ed esperienza lavorativa. Questo è di fondamentale importanza poiché il coordinatore della sicurezza deve conoscere a fondo le caratteristiche, le difficoltà e le particolarità del mondo in cui andrà ad operare.

Inoltre, sempre il D.lgs. 81/08 introduce l’obbligo di aggiornamento quinquennale per i professionisti della sicurezza dei cantieri.
I corsi di aggiornamento, permettono di dare prova che le competenze e conoscenze che sono state conseguite a seguito dell’adeguata formazione e dell’esperienza sul campo, siano state mantenute nel tempo.
In sintesi, il corso di aggiornamento coordinatore per la sicurezza, prova che il professionista è ancora in grado di svolgere al meglio tutte le attività che sono previste da questo ruolo.

Qual è il programma del corso di aggiornamento RSPP Modulo B di 40 ore Online?

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Il corso di aggiornamento RSPP Modulo B di 40 ore Online, è obbligatorio per chi ricopre il ruolo di responsabile della sicurezza all’interno di un’azienda, trascorsi 5 anni dalla frequenza del corso base. Esso è suddiviso in diversi moduli, ognuno dei quali caratterizzato da un argomento specifico.
Ecco quali sono le diverse tematiche che vengono affrontate durante questo percorso formativo.

L’aspetto giuridico e normativo.

La prima parte del corso è dedicata interamente a tutte le normative che riguardano la sicurezza e la prevenzione dei rischi all’interno dell’impresa. Si porta il discente a conoscenza dei diversi obblighi e compiti che riguardano tale professione e che sono disciplinati dalla legge, offrendo quindi al responsabile quella panoramica generale grazie alla quale potrà identificare meglio il suo ruolo all’interno dell’impresa. Questo modulo, generalmente, viene suddiviso in due parti: la prima è dedicata alla lettura delle diverse normative che riguardano il ruolo mentre, la seconda, prevede la spiegazione accurata delle diverse terminologie utilizzate. In tal modo chi partecipa ai corsi avrà la sicurezza di comprendere, con maggior semplicità, cosa prevede la legge per coloro che rivestono questo particolare ruolo.

I sistemi di gestione e organizzazione del lavoro del responsabile RSPP.

Il secondo argomento fondamentale che viene trattato durante il percorso formativo è rappresentato dalla conoscenza dei sistemi di gestione dei rischi.
I corsisti vengono informati su come gestire, nel migliore dei modi, tutte le differenti situazioni di pericolo che si possono avere in ogni ambito lavorativo, trovando tempestivamente una soluzione per preservare l’integrità psico-fisica dei lavoratori. A questa parte del corso si aggiunge l’organizzazione del lavoro che deve essere svolto da parte del RSPP. L’organizzazione del lavoro deve essere tale da evitare che si creino situazioni di rischio o pericolo per i lavoratori. Pertanto, in questo caso, la parte teorica viene affiancata da quella pratica, rendendo il corso maggiormente semplice e allo stesso tempo in grado di offrire una panoramica generale di cui necessita il corsista, senza tralasciare alcun aspetto.

L’analisi delle fonti di rischio e l’intervento del responsabile RSPP.

L’argomento maggiormente pratico che viene affrontato durante questo percorso è sicuramente quello relativo all’analisi delle fonti di rischio. L’RSPP deve essere in grado di identificare le fonti di rischio all’interno di un qualsiasi ambiente di lavoro e comunicarle tempestivamente ai suoi superiori.
Si prendono in considerazione vari tipi di rischi ai quali possono andare incontro sia lavoratori in una condizione di salute ordinaria, sia categorie particolari, come le donne in gravidanza o persone che si avviano al pensionamento.

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Il corso di aggiornamento RSPP Modulo B di 40 ore Online prevede un’analisi complessiva delle metodologie che permettono di analizzare, in maniera concreta e oggettiva, ogni singolo tipo di rischio, facendo quindi in modo che lo stesso possa essere sottoposto a un corretto tipo di analisi e che metta in risalto l’eventuale pericolo che corre un lavoratore svolgendo quella determinata mansione, evitando quindi allarmismi oppure, di contro, rischi che sono frutto di un’analisi che sottovaluta quel potenziale problema.
L’RSPP imparerà quindi a svolgere delle analisi che si basano su fatti concreti e che prevedano delle situazioni che possono essere definite come realmente rischiose per gli stessi dipendenti di un’azienda.

Le tecniche di comunicazione del responsabile RSPP

Infine, come ultima parte del corso di aggiornamento RSPP Modulo B di 40 ore Online, vi è quella relativa alla comunicazione che vi deve essere sia fra superiori e lavoratori, sia fra lavoratori che operano all’interno di un’ impresa, ovvero i metodi che devono essere adottati per effettuare una comunicazione corretta ed efficace.
Il responsabile, in tal frangente, entrerà in possesso di nuove nozioni grazie alle quali potrà svolgere questa fase di lavoro in maniera impeccabile, offrendo ai dipendenti una valutazione dei rischi completa e comunicandola in maniera adeguata e precisa, prevenendo quindi errori e imprecisioni di ogni genere, che possano far scaturire situazioni di panico non giustificate.

Pertanto, anche in questa circostanza la partecipazione al corso diventa fondamentale per svolgere questo genere di procedura in modo adeguato, evitando di commettere errori difficili da affrontare e che possano avere un impatto negativo sugli stessi dipendenti.

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Questi sono i diversi argomenti che verranno trattati durante questo corso di formazione, ovvero l’aggiornamento RSPP Modulo B di 40 ore Online, che potrà essere seguito su piattaforma e-learning. Agatos Service, ente di formazione con esperienza pluriennale nel settore, offre un percorso formativo completo, nel rispetto delle prescrizioni di legge, per consentirti in poco tempo di acquisire il titolo per continuare a operare come RSPP.

Che differenza c’è tra RSSP Modulo A, RSPP Modulo B e RSPP Modulo C?

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Se vi stiate chiedendo che differenze incontrerete tra i Moduli A, B, C durante il vostro corso RSPP sappiate che siete nel posto giusto. Sempre più persone che aspirano a diventare Responsabile dei Servizi di Prevenzione e Protezione si chiedono che temi affronteranno durante il corso di formazione che consta di tre moduli.

L’Accordo Stato Regioni del 7/7/2016 mette ordine alla normativa sulla formazione delle figure di RSPP e ASPP delineando le tematiche presenti nei tre moduli, sulla durata e sui contenuti minimi dei percorsi formativi dei moduli A e B. Dopo aver precisato i requisiti minimi per l’accesso alla formazione l’accordo elenca le tematiche che devono essere affrontate all’interno di ogni modulo. È possibile infatti accedere al corso se si è in possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore, vi sono inoltre determinate classi di laurea che esonerano dalla frequenza dei corsi di formazione. Vediamo ora invece i temi che affrontano i tre moduli del corso.

Modulo A

Il modulo A vi permetterà di acquisire un’infarinatura generale su quella che è la normativa in tema di salute e sicurezza. Il modulo ha una durata di 28 ore durante le quali saranno esaminate le nozioni di pericolo, rischio, danno, prevenzione e protezione focalizzandosi in particolare su cosa dice il D.Lgs. 81/08 su queste tematiche. Questo modulo vi consentirà quindi di acquisire consapevolezza di come si sono evolute le normative sulla sicurezza e sul lavoro e cosa dicono oggi le direttive europee e le leggi italiane in materia. In particolare si analizzano anche i vari sistemi di prevenzione utilizzati nel pubblico che nel privato. In questo modulo verranno anche esaminate le varie tipologie di rischio e cosa dice la legislazione a riguardo. Il modulo A viene considerato come propedeutico per l’accesso agli altri moduli e vi darà quindi le conoscenze base per lo svolgimento della funzione di RSPP.

Modulo B

Il corso Modulo B invece analizza le tematiche della sicurezza e dei rischi presenti sul luogo di lavoro in tutti i settori produttivi. Il modulo ha una durata di 48 ore ed è propedeutico per specializzarsi in determinati settori quali agricoltura–pesca, attività estrattive-costruzioni, sanità residenziale, chimico-petrolchimico. Questi settori possono essere integrati infatti con determinati moduli di specializzazione. Nel modulo B si vedranno quali sono i rischi più comuni negli ambienti lavorativi, come valutarli e come elaborare i documenti di valutazione del rischio. Si parla quindi di una varietà importante di tematiche che vanno dai rischi da movimentazione da merci fino ad esempio ai rischi di natura psico-sociale. Alla fine del modulo sarete in grado di individuare i pericoli e valutare i rischi presenti all’interno degli ambienti di lavoro e ad individuare le misure di prevenzione e protezione migliori per fare fronte alle varie tipologie di rischio che si possono presentare.

Modulo C

Insieme ai moduli A e modulo B, il modulo C completa la formazione per il ruolo di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. Il modulo ha una durata di 24 ore e e si incentra sulle abilità relazionali e gestionali che questo tipo di figure professionali devono avere. All’interno del modulo si esamina quindi l’organizzazione e i sistemi di gestioni di sicurezza e si analizzano in particolare gli aspetti della comunicazione e relazionali associati sempre a queste tematiche. In ultima istanza il modulo affronta anche la questione del benessere organizzativo e i rischi di natura ergonomica che possono sorgere all’interno dei vari ambienti lavorativi. Questo modulo vi consentirà quindi di poter affinare le vostre abilità gestionali e relazioni e di saper realizzare una corretta informazione sul posto di lavoro.

Alla fine di ogni modulo verrà svolta una valutazione su quello che avete appreso. Anche quando avrete il titolo di RSPP non scordatevi che nel quinquennio dovrete partecipare a dei corsi di aggiornamento della durata totale di 40 ore. I corsi di aggiornamento sono infatti fondamentali per rimanere al passo con le nuove tecnologie e innovazioni che si stanno sviluppando in materia di sicurezza lavorativa. Vi ricordiamo infine che la normativa riguardante il RSPP si ritrova all’interno del D.Lgs. 81/08. Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione è una figura giuridica prevista dall’ordinamento italiano in materia di sicurezza sul lavoro, diventare un RSPP non può che aprirvi nuove porte per il vostro futuro professionale.

Il corso RSPP è Obbligatorio?

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La figura del Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione, prevista come obbligatoria all’interno di un’azienda dal D.Lgs. 81/2008, è quella figura professionale che si occupa di avere le conoscenze adatte per garantire la sicurezza sul luogo di lavoro e applicarle ove necessario. L’incarico può essere ricoperto dal datore di lavoro o da un consulente esterno, a seconda del tipo di azienda e del numero di dipendenti, vi sono poi situazioni in cui sono richiesti anche i cosiddetti “ASPP“, Addetti al Servizio Prevenzione e Protezione.

Quando è richiesto l’RSPP?

La funzione di RSPP può essere esercitata anche dal datore di lavoro se si tratta di particolari tipi di aziende: artigiane o industriali con 30 lavoratori massimi, così come le agricole e zooteniche fino a 10 occupati, le ittiche con massimo 20 lavoratori e in altri settori fino a 200 dipendenti, possono far ricoprire la figura dell’RSPP al datore di lavoro, ma solo dopo che questo abbia frequentato un corso di formazione di almeno 16 ore, conseguendo quindi l’attestazione della conoscenza della sicurezza sui luoghi di lavoro e impegnandosi ad aggiornarsi periodicamente a riguardo.
In questi casi, la scelta di nominare un dipendente come RSPP è facoltativa, mentre in tutti gli altri casi dovrà essere un consulente esterno a ricoprire tale ruolo.

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Gli ASPP sono coloro che invece, sulla base dei piani elaborati dall’RSPP, che è incaricato d’individuare i fattori di rischio nell’azienda, svolgono il compito di tenere aggiornato l’RSPP e far rispettare le norme di sicurezza.

Cosa è richiesto ad un RSPP? È necessario un corso?

Tramite un corso formativo saranno conseguite le conoscenze necessarie per diventare un Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione, ma quali sono gli effettivi incarichi e azioni che questa figura esegue?
Innanzitutto l’RSPP è responsabile di trovare i fattori di rischio presenti sul luogo di lavoro in cui opera. L’analisi delle situazioni e dei luoghi è essenziale per determinare le norme di sicurezza da far adottare ai lavoratori. Se l’RSPP non coincide col datore di lavoro, le due figure devono collaborare nella valutazione dei rischi, nell’elaborare misure preventive e di protezione e per tutto ciò che concerne la sicurezza sul lavoro.

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Conseguire un attestato è legalmente necessario per poter operare come responsabile della sicurezza, così come aggiornarsi periodicamente, ogni 5 anni.

È possibile essere ASPP con un corso da RSPP?

Aver conseguito conoscenze di un ruolo “superiore”, rende possibile anche lo svolgimento delle mansioni “inferiori”. In ogni caso, gli ASPP dovranno essere in possesso di uno specifico attestato, per garantire che sappiano svolgere la propria funzione e, nel caso, consigliare l’RSPP riguardo ulteriori misure di sicurezza o revisioni di quest’ultime.

Quanto dura un corso e come è possibile frequentarlo?

Un corso per RSPP dura fra le 16 e 48 ore a seconda del settore ATECO dell’azienda. Il corso base deve essere seguito necessariamente in aula, mentre l’aggiornamento può anche essere erogato on line, tramite piattaforma e-learning.

Agatos Service, ente di formazione con esperienza pluriennale nel settore, offre percorsi formativi on line di Aggiornamento RSPP adatti alle vostre esigenze, per mantenere il titolo già acquisito e poter continuare a operare come responsabile della sicurezza.

In conclusione

Il corso RSPP è obbligatorio per legge?

Chiunque debba ricoprire l’incarico di RSPP è obbligato a seguire un corso di formazione legalmente riconosciuto, sia egli il datore di lavoro o un consulente esterno.

In cosa consiste il corso di aggiornamento RSPP di 40 ore Online?

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Quando si riveste il ruolo di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, uno dei percorsi formativi che deve essere seguito è quello di aggiornamento.

Cerchiamo di capire in cosa consiste questo tipo di percorso e come funziona la sua versione online.

L’importanza del corso di aggiornamento RSPP di 40 ore online

Questo percorso formativo rappresenta l’elemento chiave che permette ai responsabili della sicurezza aziendale di continuare a svolgere il ruolo attribuito loro dal datore di lavoro.
Ogni azienda con almeno un dipendente, in qualsiasi settore essa operi, deve fare in modo che il responsabile della sicurezza, che opera all’interno dell’impresa, prenda parte ai diversi corsi di aggiornamento professionale, affinché possa venire a conoscenza di tutte le regole, i diritti e gli obblighi del suo importante compito.

Pertanto questo percorso di aggiornamento rappresenta una sorta di appuntamento fisso, che deve essere praticato abitualmente da parte del responsabile aziendale. Allo scadere dei 5 anni, infatti, senza l’aggiornamento, il soggetto designato non potrà più operare come RSPP.

Come funziona il corso di aggiornamento RSPP di 40 ore online.

Ogni 5 anni il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, deve seguire il corso di aggiornamento, della durata di 40 ore, e può farlo tramite piattaforma e-learning. Potrà quindi seguire le lezioni comodamente da casa, da pc, tablet o smartphone.

Le 40 ore sono suddivise in diversi moduli, che trattano ognuno tematiche differenti. In primis l’aspetto normativo, che deve essere conosciuto dai responsabili, affinché tutte le procedure di organizzazione e scelta dei metodi protettivi aziendali possano essere messe in pratica, senza rischiare di creare ulteriori danni per la propria impresa.
Altro importante argomento riguarda l’analisi e ricerca dei rischi, i quali devono essere identificati dall’RSPP, evitando che all’interno dell’impresa possano sorgere delle situazioni di pericolo che potrebbero, sia nel lungo che nel breve periodo, creare danni ai dipendenti.

Inoltre il responsabile dovrà comprendere come comportarsi per abbassare il livello di rischio al quale si va incontro nel momento in cui viene scoperto un danno all’interno dell’impresa, per poi comprendere come questo deve essere segnalato e risolto in tempi brevi.
Pertanto i compiti che spettano a questa figura sono molteplici e ognuno di essi deve essere svolto con la massima professionalità, affinché sia possibile prevenire ogni genere di complicazione e fare in modo che, all’interno della propria azienda, non vi sia mai una situazione di pericolo per i vari dipendenti.

Come funziona, nello specifico, il corso di aggiornamento RSPP di 40 ore online

Il percorso di aggiornamento previsto per coloro che devono rivestire il ruolo di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione si basa su aspetti innovativi, sia legislativi che pratici, che riguardano questo ruolo.
Il funzionamento è molto semplice: la persona designata potrà iscriversi ad un corso in e-learning riconosciuto e accreditato, che andrà a seguire quando vuole, senza vincoli di orari, né di giornata.

Le 40 ore di lezione devono essere tutte seguite da parte del responsabile che, al termine del percorso formativo, sosterrà un esame finale per valutare la sua preparazione, al superamento dell’esame conseguirà l’attestato, che gli consentirà di continuare ad esercitare il suo ruolo all’interno dell’impresa, ai sensi di legge.

Grazie a tutte queste particolari procedure il responsabile della sicurezza aziendale potrà continuare a rivestire il suo ruolo senza alcuna grossa difficoltà, garantendo quindi il massimo livello di professionalità e facendo in modo che l’impresa possa essere caratterizzata come luogo sicuro nel quale operare.

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Qualora il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione sia alla ricerca di un ente che gli permetta di prendere parte al corso di aggiornamento RSPP 40 ore online, potrà rivolgersi al team di Agatos Service, che con professionalità gli consentirà di ottenere rapidamente la qualifica, consentendogli di svolgere questo importante ruolo per le imprese.

Che cosa prevede il D. Lgs. 81/2008, Testo Unico Salute e Sicurezza Lavoro?

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Un argomento oggi molto sentito, che occupa purtroppo spesso le prime pagine della stampa nazionale, è quello della sicurezza sui luoghi di lavoro, in particolare, dei rischi che i lavoratori, nell’esercizio della loro professione, corrono tutti i giorni in termini di infortuni e, nei casi più drammatici, perfino di morte.

Non è un caso allora che l’impegno della politica, da almeno dieci anni a questa parte, è stato rivolto a studiare soluzioni che potessero arginare il fenomeno comunemente indicato con l’espressione “morti bianche”. Con questo spirito di prevenzione ha visto la luce, nel 2008, il Decreto Legislativo N. 81, meglio noto come il Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro. Ma di cosa tratta, nello specifico, questo importante punto di riferimento legislativo in materia di sicurezza?  In che maniera le aziende possono migliorare la condizione lavorativa dei propri dipendenti, assicurando degli ambienti di lavoro salutari, in cui la tutela della loro salute e sicurezza venga garantita ai massimi livelli? Questo articolo cerca di rispondere a questa ed altre domande, cercando di evidenziare l’importanza della formazione, finalizzata a creare delle figure professionali di riferimento che, nel tempo, siano in grado di gestire autonomamente, e nel pieno rispetto del quadro legislativo, tutte le svariate situazioni oggetto di attenzione all’interno del Decreto del 2008.

Informazione e formazione del lavoratore: la sezione IV del Decreto.

Essere informati, e ricevere la giusta formazione è senza dubbio il prerequisito di base che dovrebbe servire come assunto in qualsiasi situazione si prenda in esame, a maggior ragione quando si tratta di argomenti quali la sicurezza sul lavoro e la prevenzione da incidenti, a volte anche fatali. Per questo motivo la sezione IV, con gli articoli 36 e 37, rappresenta un punto di riferimento essenziale per capire meglio la direzione seguita dal Decreto. Si afferma qui che è compito del datore di lavoro provvedere alla corretta informazione di ogni singolo lavoratore in merito ad alcune questioni fondamentali: ad esempio i rischi che egli corre nell’esercizio della propria attività; quali sono le procedure previste per il primo soccorso o in caso di evacuazione, per via di eventi quali incendi o altre catastrofi non prevedibili, oppure quali sono i rischi che il lavoratore corre nell’utilizzo di particolari sostanze pericolose (sempre se e quando connesse alla propria specifica attività), ed infine, l’Articolo 36 ricorda anche che è obbligo del datore di lavoro quello di informare tutti i lavoratori su quali siano le figure responsabili e gli addetti al servizio di prevenzione e sicurezza, dando evidenza di tutti i nominativi, compreso quello del medico competente.

Gli obblighi sulla formazione per la sicurezza sul lavoro.

Dunque, l’Articolo 36 stabilisce in maniera inequivocabile quali siano gli obblighi di legge per il datore di lavoro in termini di informazione, ed introduce anche quello che sarà il tema centrale del successivo articolo, ovvero la questione della formazione. Questa, come specificato nell’Articolo 37, deve essere garantita dal datore di lavoro a tutti i propri dipendenti, a prescindere dalla tipologia di azienda, sia essa privata o pubblica, dal settore di riferimento, ed a tutti i lavoratori, subordinati e autonomi. Non solo: il datore di lavoro, dopo aver provveduto ed effettuare una valutazione dei rischi connessi alla propria azienda, si dovrà fare garante della modalità e della qualità della formazione fornita, misurata sulle reali esigenze di ciascun lavoratore. Infine, il datore dovrà provvedere a nominare una figura responsabile.

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RSPP: il Responsabile di Servizio Prevenzione e Protezione

Chi è l’RSPP e come viene nominato? Sempre il Decreto N. 81 del 2008 chiarisce l’importanza per ogni azienda di individuare una figura responsabile del servizio di prevenzione e protezione. I criteri per la nomina di questa figura sono diversi, al datore di lavoro è comunque lasciata una certa libertà decisionale, a patto che il responsabile possegga capacità e competenze adeguate ai potenziali rischi che sarà possibile incontrare in azienda, competenze che lo mettano in condizione di saper gestire eventuali situazioni di emergenza ma soprattutto che lo rendano idoneo a definire un adeguato piano di prevenzione e protezione dai rischi. In taluni casi, ad esempio, con aziende che a seconda del settore non superino un certo numero di lavoratori, la figura del Responsabile di Servizio Prevenzione e Protezione può essere anche il datore di lavoro, ma in ogni caso, come fermamente stabilito dall’Articolo 37, a prescindere di chi venga individuato come figura responsabile, a questa il datore di lavoro deve garantire un’adeguata a specifica formazione, perché sarà proprio questa formazione ad assicurargli, come si evince dal Decreto, tutte le specifiche competenze sulle principali tecniche di controllo e prevenzione dai rischi che gravano sul luogo di lavoro.

L’importanza dell’aggiornamento del RSPP

Sempre l’Articolo 37, poi, si sofferma sul tema dell’aggiornamento. È facile intuire i motivi per cui il Decreto N. 81 preferisca dare particolare enfasi al problema dell’aggiornamento, esplicitando proprio come sia obbligo del datore di lavoro garantire un aggiornamento periodico, ogni 5 anni. I motivi sono molteplici: l’azienda tende a modificare i suoi processi produttivi, modificando così la mappa dei rischi; vi sono gli adeguamenti normativi a livello nazionale e sovranazionale (legislazione Europea, ad esempio); poi ci sono anche motivi strettamente personali, come l’esigenza di ripassare, diciamo così, le competenze acquisite durante il primo ciclo di formazione.

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Si potrebbero elencare tanti altri motivi, eppure questi sono più che sufficienti a fare luce sull’importanza che il Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro riconosce alla formazione del RSPP, per riuscire a garantire maggiore prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro. Oggi nessuna azienda può più permettersi di non osservare ciò che la legge stabilisce con estrema chiarezza di intenti, grazie ad una normativa che non lascia adito a dubbi e che anzi si è stata ancora di più esplicitata  dall’Accordo Stato-Regioni del 7 luglio 2016, che ha dato un contributo ancora più forte all’organizzazione dei corsi di formazione per RSPP, ASPP (ed eventuali altre figure sensibili) a dimostrazione di quanto la formazione, supportata da un aggiornamento continuo, rappresenti l’unica vera soluzione per mantenere al massimo livello la sicurezza sui luoghi di lavoro.

Che durata ha l’aggiornamento RSPP datore di lavoro?

rspp datore di lavoro

Il corso di aggiornamento di RSPP Datore di Lavoro può essere frequentato anche online su siti certificati, e la sua durata varia a seconda del livello di rischio dell’azienda.

RSPP Rischio Basso

Il rischio Basso comprende le aziende che praticano commercio all’ingrosso e al dettaglio, carrozzerie, panifici, pasticcerie, alberghi, ristoranti, lavori nel settore immobiliare, informatica e lavori domestici. Per questi lavori il fattore di rischio è basso e il corso di aggiornamento RSPP ha durata 6 ore, con rilascio di un certificato alla fine del corso.

RSPP Rischio Medio

Il rischio Medio comprende le aziende nel settore dell’agricoltura, pesca, nel settore dei trasporti, la logistica di magazzino, la pubblica amministrazione e l’istruzione. Per queste categorie il fattore di rischio è medio e il corso di aggiornamento RSPP dura 10 ore.

RSPP Rischio Alto

Il rischio Alto comprende le aziende del settore alimentare, le estrazioni minerarie, il tessile, la lavorazione dei metalli, fabbricazione di macchine e apparecchiature meccaniche, impianti elettrici, smaltimento rifiuti e altri settori. Per queste aziende con rischio Alto la durata del corso di aggiornamento obbligatorio è 14 ore.

Ricordiamo che la partecipazione al corso di aggiornamento RSPP è obbligatorio.

È possibile effettuare l’aggiornamento RSPP Online?

corso di aggiornamento rspp 40 ore

La sicurezza sul posto di lavoro non deve mai essere sottovalutata o percepita come una “seccatura” da parte del datore di lavoro. Ogni persona ha il diritto di lavorare in luogo che metta al primo posto la sicurezza di ogni dipendente e, d’altro canto, ogni lavoratore ha il dovere di rispettare pedissequamente le normative vigenti.

Non esiste negligenza o distrazione, perché le conseguenze del mancato rispetto, anche di una sola norma, possono essere fatali o portare a infortuni gravissimi. In ogni azienda è quindi fondamentale la presenza di una figura professionale che vigili sull’ambiente di lavoro, accertandosi in prima persona che vengano rispettate le normative in vigore, e che sia un sorvegliante severo e inflessibile del comportamento dei lavoratori, chiamati a rispettare le leggi in vigore sulla sicurezza, grandi o piccole che siano.

Questa figura professionale è detta RSPP (Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione) e può essere: un lavoratore dipendente, lo stesso datore di lavoro (ma solo in determinati casi) o un libero professionista a partita IVA, esterno all’azienda. Il suo ruolo è quello di vigilare su ogni aspetto della sicurezza, facendosi portavoce delle esigenze dei lavoratori e organo di controllo del datore di lavoro per quanto riguarda il rispetto delle norme.

Come detto, il ruolo dell’RSPP è obbligatorio per legge in ogni ditta, e può essere ricoperto da una serie di figure. Per diventare RSPP è necessario frequentare un corso di formazione, al termine del quale si otterrà la licenza di RSPP per l’azienda.

Ma la sicurezza è in continuo aggiornamento, con l’introduzione di nuove norme e nuovi strumenti,  per questo motivo la legge stabilisce che l’RSPP di ogni azienda debba frequentare un corso di aggiornamento ogni cinque anni, pena una multa salata, il carcere e il ritiro della licenza di RSPP.

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Fino a qualche anno fa era obbligatorio frequentare fisicamente un corso di durata variabile a seconda del settore di appartenenza dell’azienda, ma oggi, con il rapidissimo sviluppo del web e del settore dell’E-Learning è possibile anche frequentare dei corsi certificati di aggiornamento RSPP da casa o dal posto di lavoro, guardando i video sul proprio PC e se richiesto, compilando dei moduli online.

Ma è davvero possibile frequentare questi corsi in E-Learning?

Si, è necessario trovare una piattaforma di apprendimento elettronico (E-Learning) certificata che ospita dei video che illustrano i vari aggiornamenti. Il corso ha durata variabile a seconda della fascia di rischio dell’azienda e alla fine del corso viene rilasciato un attestato di partecipazione che certifica il completamento del corso e quindi il diritto di proseguire con il ruolo di RSPP per i successivi 5 anni.

Il certificato può essere ricevuto in formato elettronico o stampato (è sempre meglio averli entrambi) ed è molto importante assicurarsi che il portale scelto abbia tutte le autorizzazioni in regola per poter svolgere questo compito.

Grazie all’E-Learning sarà possibile frequentare questo importante corso senza perdere tempo in viaggi, comodamente da casa o dall’ufficio.

Qual è la durata dell’aggiornamento di un corso RSPP Online?

durata aggiornamento corso rspp

Il ruolo dell’RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) in azienda è di fondamentale importanza.

Il ruolo di RSPP non deve mai essere sottovalutato da chi ricopre questo ruolo, dai lavoratori e dal datore di lavoro, che non deve intenderlo come “una scocciatura” ma come una figura fondamentale per garantire a tutti i suoi dipendenti il diritto di lavorare in un posto di lavoro che rispetti tutte le normative di sicurezza attualmente in vigore.

In Italia avvengono ogni giorno moltissimi incidenti sul lavoro, con esiti più o meno gravi, e spesso la causa alla base di tutto è il mancato rispetto delle norme di sicurezza oppure la negligenza di chi doveva vigilare e non lo ha fatto.

Una vita umana sacrificata per risparmiare su un cartello di segnalazione, un casco o delle attrezzature più moderne.

Il ruolo dell’RSPP (Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione) è quello di impedire con ogni mezzo che queste tragedie possano ripetersi. L’RSPP rappresenta il portavoce dei lavoratori per ogni richiesta legata alla sicurezza sul posto di lavoro, ed è anche la persona che ha la responsabilità di accertarsi che la forza lavoro rispetti tutte le normative, senza nessun favoritismo o eccezione.

La figura dell’RSPP può essere svolta da diverse figure all’interno dell’azienda: da un lavoratore dipendente, dal datore di lavoro stesso (ma solo in alcune particolari situazioni), oppure da un consulente esterno a partita IVA, che però non garantirà per forza di cose una sorveglianza costante.

Per ottenere l’incarico di RSPP è necessario frequentare un corso di durata variabile a seconda del settore di appartenenza dell’azienda. Una volta frequentato il corso si otterrà l’abilitazione a svolgere il ruolo di RSPP per cinque anni.

Ma cosa succede allo scadere dei cinque anni?

In questo lasso di tempo le normative cambiano, possono essere prodotti nuovi dispositivi di sicurezza e sistemi per la riduzione del rischio, e quindi è necessario frequentare un corso di aggiornamento della durata di 40 ore se si vuole mantenere il ruolo di RSPP. Se si continua ad esercitare senza questo corso di aggiornamento si può andare incontro a multe salate, alla reclusione e al ritiro della licenza di RSPP.