network agatos service

Agatos Service offre corsi di formazione e aggiornamento per adempiere ai più svariati obblighi in tema di sicurezza e lavoro.

Rappresentiamo la migliore scelta nell’ambito dell’istruzione per i lavoratori e siamo già partner di svariati professionisti e aziende, che offrono ai dipendenti la formazione necessaria per essere abilitati ai loro ruoli.

Con Agatos Service è possibile entrare a far parte del nostro programma di affiliazione e guadagnare una percentuale sui corsi re-sold. Siamo molto attenti a mantenere alti gli standard di qualità e, per questo, scegliamo con cura le figure professionali e i partner che entrano a far parte del nostro network.

Tra i nostri partner, spiccano nomi prestigiosi nel mondo della formazione professionale e della consulenza aziendale, come Unione Professionisti, leader nel campo della formazione e dell’aggiornamento professionale tramite corsi in E-Learning, o Cesynt Advanced Solutions SpA, società di consulenza e servizi di ITC tecnologicamente avanzati.

Se sei interessato a diventare nostro partner, continua a leggere di seguito quali sono i requisiti e i vantaggi per entrare nel network di Agatos Service.

Requisiti per entrare nel Network di Agatos

Se un affiliato richiede l’accesso al Network di Agatos, deve possedere dei requisiti, per noi imprescindibili, per mantenere alti gli standard di qualità. L’affiliato dovrà quindi:

  • presentarsi al meglio, con educazione e professionalità
  • presentare il suo curriculum o quello della sua azienda
  • essere in linea con la nostra vision etica, basata sul rispetto dei principi professionali
  • aver maturato un’esperienza di almeno un anno nell’ambito della consulenza aziendale o professionale
  • oppure l’affiliato deve lavorare in una realtà legata alla formazione da almeno sei mesi

I vantaggi di entrare a far parte del Network di Agatos

Entrare a far parte del Network di Agatos Service significa innanzitutto aprirsi a nuove opportunità professionali. I nostri corsi permettono di adempiere ai principali obblighi previsti dalla legge in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Grazie alle nostre certificazioni, è possibile svolgere quelle mansioni che richiedono specifici corsi di formazione o aggiornamento.

Entrando, poi, a far parte del nostro programma di affiliazione, è possibile riproporre i nostri corsi ad altri professionisti, generando così un’imperdibile opportunità di guadagno. Avrai così la possibilità di formare i tuoi clienti o contatti, attraverso corsi con docenti qualificati e che non tralasciano alcun dettaglio sulla materia trattata, neanche il lato pratico.

L’ingresso nel network non prevede alcun costo e si potrà avere accesso alla nostra piattaforma e-learning per seguire i corsi, tutti ai prezzi più competitivi che si possano trovare sul mercato.

Inoltre, è l’affiliato stesso a monitorare, grazie alla condivisione delle aule virtuali, le iscrizioni, che non devono necessariamente raggiungere un numero minimo. E’ quindi possibile erogare formazione in tutta Italia!

Qualora un affiliato sia anche particolarmente preparato su un argomento e abbia tutti i requisiti necessari per ricoprire il ruolo, ha la possibilità di diventare docente in uno dei nostri corsi. Siamo molto attenti nella valutazione del professionista che desidera insegnare, cercando tutte le caratteristiche necessarie per mantenere elevati gli standard di qualità dei corsi di Agatos Service.

Agatos Service offre un servizio di supporto e consulenza marketing a tutti i suoi affiliati, in modo da risolvere qualsiasi dubbio e trovare le soluzioni adatte a ognuno.

Entrare nel network richiede professionalità e serietà, mentre uscire è più semplice: basta avvisare Agatos Service, che non pretenderà il rispetto di alcun patto di non concorrenza dopo la chiusura del rapporto.

ecobonus 110

Il Super Bonus 110% è una misura di incentivazione, introdotta dal decreto-legge “Rilancio” del 19 maggio 2020, che punta a rendere più efficienti e sicure le abitazioni. Esso è stato varato per consentire ai cittadini e alle imprese di effettuare lavori a costo zero, purché siano finalizzati al risparmio energetico e all’adeguamento sismico, e vengano iniziati tra 1° luglio 2020 e il 30 giugno 2022.

Quali obblighi per chi lavora in cantiere?

Secondo il D.lgs. 81/08 i professionisti e i lavoratori devono seguire dei corsi obbligatori, finalizzati a garantire la sicurezza nei cantieri. L’art. 37 del Decreto dispone: Il datore di lavoro assicura che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza. Con particolare riferimento a:

  1. a) concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo, assistenza; b) rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell’azienda.

Questo vale per aziende, professionisti e impiantisti.

Requisiti per professionisti

  • L’APE, ovvero il certificato di prestazione energetica, è un documento che consente di avere tutte le informazioni su com’è stato costruito un edificio, sia sotto il profilo dell’isolamento termico, che del consumo energetico. Per redigere questi certificati, il tecnico abilitato deve aver seguito un corso di certificazione energetica, conseguendo il relativo attestato.
  • Per garantire il rispetto di tutte le norme sulla sicurezza nei cantieri, il professionista deve aver seguito il corso obbligatorio di Coordinatore della Sicurezza, nonchè i relativi Aggiornamenti, ogni 5 anni.

Requisiti per aziende

  • Per poter accettare l’incarico, e dunque effettuare i lavori con il Superbonus, le imprese oltre a produrre il DURC (Documento unico di regolarità contributiva), sono obbligate ad adempiere agli obblighi formativi di cui al D.lgs. 81/08, in materia di salute e sicurezza sul lavoro, per i dipendenti.

Requisiti per impiantisti

  • Per poter rilasciare le Dichiarazioni di Conformità sugli impianti, gli impiantisti sono obbligati ad adempiere agli obblighi formativi di cui al DM 37/08.

Agatos Service fornisce pacchetti completi di corsi, per adempiere agli obblighi formativi previsti dalla legge. I corsi si distinguono in base al livello di rischio dell’azienda, sia esso basso, medio o alto.

superbonus 110%

I corsi di Agatos Service per il Superbonus 110%

Corsi di Formazione per Aziende

  • CORSO RSPP DATORI DI LAVORO, per preparare i datori di lavoro alla corretta valutazione dei rischi delle proprie aziende.
  • CORSO FORMAZIONE GENERALE LAVORATORI, obbligatorio per tutti i lavoratori, riguardante la salute, la sicurezza e la prevenzione sul posto di lavoro.
  • CORSO RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA – RLS, per quei dipendenti eletti o designati per rappresentare i lavoratori per quanto riguarda gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro.
  • CORSO FORMAZIONE LAVORATORI PARTE SPECIFICA, destinato ad aziende a basso, medio e alto rischio. Lo scopo è quello di far apprendere ai lavoratori i rischi che possono insorgere sul luogo di lavoro, nonchè tutte le misure di prevenzione e protezione da adottare per salvaguardare la propria salute e sicurezza.

Corsi di Formazione per Professionisti

  • CORSI DI CERTIFICAZIONE:
    • ArchiCad e BIM, per architetti, geometri e progettisti che si apprestano a utilizzare tali i software;
    • Progettazione di un sistema solare termico e fotovoltaico: per fornire ai professionisti del settore la preparazione tecnica necessaria per giungere all’efficienza energetica degli impianti;
    • Certificazione energetica degli edifici: destinata ai professionisti che hanno a che fare con valutazioni energetiche e gli APE;
    • Progettazione di un sistema eolico: per i lavoratori che ricoprono ruoli di natura economica e tecnica nella progettazione dei sistemi eolici.
  • CORSI DI AGGIORNAMENTO:
    • Fonti Energia Rinnovabile: Macrotipologia elettrica o termoidraulica

Corsi di Formazione per Impiantisti

  • PATENTINO PER FRIGORISTA, ovvero per le figure professionali che si occupano di installazione, manutenzione e riparazione su apparecchiature fisse di refrigerazione, condizionamento d’aria, pompe di calore, di controllo perdite e di recupero gas.
  • Corsi di aggiornamento FER, macrotipologia elettrica o termoidraulica, obbligatorio per tutti i Responsabili Tecnici, ai sensi del D. Lgs. 28/2011.
apprendistato

L’apprendistato è un contratto di lavoro con carattere formativo: infatti, all’interno di un ambiente di lavoro, l’apprendista svolge un compito e viene retribuito per questo, ma si sottopone anche a ore di formazione attraverso l’ascolto di colleghi, superiori e altre figure professionali, interne o esterne all’azienda.

La formazione, in particolare, prevede una durata variabile in base alla tipologia di apprendistato, come vedremo fra poco. Avviene inoltre: tramite l’affiancamento di un tutor, con brevi corsi interni all’azienda o con incontri che si svolgono all’esterno, presso strutture formative specializzate.

L’obiettivo dell’apprendistato è quello di garantire all’apprendista la formazione necessaria per acquisire competenze professionali inerenti al ruolo e alle mansioni per cui è stato assunto.

Differenze tra stage e apprendistato

Sia stage che apprendistato sono rivolti a giovani studenti che entrano nel mondo del lavoro e devono imparare una professione. Tuttavia, persistono delle differenze:

  • il tirocinio non è un contratto di lavoro, mentre l’apprendistato sì
  • lo stage è il consolidamento di abilità acquisite durante il percorso scolastico, mentre l’apprendistato è l’inserimento in una realtà aziendale attraverso la formazione
  • lo stage non prevede un diritto alla retribuzione, mentre l’apprendistato sì
  • lo stage non prevede diritti a ferie, malattia, maternità ecc. l’apprendistato sì

Tipi di apprendistato

In Italia, esistono tre tipi di apprendistato:

  1. Apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale. Questo modello permette di proseguire gli studi mentre ci si forma all’interno di una realtà aziendale. La durata massima per questo apprendistato è di quattro anni e accompagna il giovane fino al conseguimento del diploma. Possono essere considerati apprendisti i ragazzi dai 15 ai 25 anni d’età
  2. Apprendistato professionalizzante. Consente di qualificarsi per una precisa mansione e può durare massimo 5 anni. I giovani che possono essere assunti tramite questa modalità hanno età compresa tra i 17 (solo in caso di possesso di qualifica professionale, altrimenti l’età minima è 18 anni) e i 29 anni.
  3. Apprendistato di alta formazione e ricerca. Viene utilizzato per conseguire diversi livelli di titoli di studio, o per il praticantato per l’accesso alle professioni ordinistiche. Le età di assunzione sono le stesse dell’apprendistato professionalizzante.

Durata e retribuzione dell’apprendistato

La retribuzione di un contratto di apprendistato varia in base a dei criteri:

  • alla tipologia dell’apprendistato (2 mila euro all’anno nel caso di minorenni e di 3 mila per i maggiorenni per l’apprendistato qualificante, 60% della retribuzione prevista per il proprio livello di assunzione per quello professionalizzante e in base al livello di inquadramento nel caso dell’apprendistato di ricerca);
  • alla qualifica da conseguire;
  • alla mansione.

La retribuzione, comunque, è destinata ad aumentare fino a raggiungere quella di un lavoratore qualificato. Il trattamento fiscale dell’apprendista è agevolato perché prevede un’aliquota ridotta. All’apprendista, come accennato poco fa, spettano i diritti di tutti gli altri lavoratori dipendenti: copertura assistenziale e previdenziale, ammortizzatori sociali, ferie, malattie ecc.

Anche la durata dell’apprendistato varia in base alle tre tipologie, alle qualifiche ed esperienze. Per esempio, l’esperienza lavorativa potrebbe durare meno se l’apprendista è particolarmente qualificato. Oppure, chi deve acquisire una qualifica necessita di soli tre anni di apprendistato, mentre chi deve essere abilitato a svolgere una professione ha bisogno anche di cinque anni.

Inoltre, istituzioni scolastiche e Regioni possono intervenire nella decisione della durata di alcuni tipi di apprendistato. Anche l’azienda potrebbe decidere di prolungare o abbreviare il periodo di permanenza in base alle esigenze del lavoratore.

datore di lavoro rspp

RSPP significa Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. A prescindere dal settore in cui un’azienda opera, se è costituita da almeno un dipendente, deve avere un Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, nominato dal datore di lavoro.

La pena per la mancanza di questo obbligo prevede persino la reclusione, di solito dai tre ai sei mesi, oppure una salatissima multa che supera spesso i 7000€.

Il ruolo del RSPP

L’articolo 33 del D.Lgs. 81/2008, determina che l’RSPP provvede ‘all’individuazione dei fattori di rischio, alla valutazione dei rischi e all’individuazione delle misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa vigente’.

L’RSPP è dunque il punto di riferimento, cui il datore di lavoro affida la valutazione dei rischi presenti in azienda, la gestione di programmi di prevenzione e l’elaborazione delle misure di protezione. Ecco quindi spiegata la severità delle multe in caso di mancata nomina del RSPP: la sua responsabilità è fondamentale per evitare danni all’impresa o infortuni sul lavoro.

Il ruolo del RSPP riguarda quindi:

  • La redazione piani di emergenza ed evacuazione
  • La redazione dei Documenti di Valutazione di Rischi da Interferenze
  • La redazione piani di sicurezza e coordinamento
  • La partecipazione alla consultazione in materia di tutela della salute e sicurezza
  • La visita presso gli ambienti di lavoro

Requisiti di un RSPP

L’RSPP deve avere almeno il diploma di scuola superiore ed è, inoltre, obbligatorio che segua appositi corsi di formazione o di aggiornamento. Questi corsi prevedono un programma riguardante la:

  • conoscenza di base per lo svolgimento del compito di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
  • specializzazione per coprire il ruolo di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Questi corsi valgono nel caso in cui il RSPP non coincida con il Datore di Lavoro e durano fino a 60 ore, da seguire in cinque anni. I moduli di preparazione variano da settore a settore, ma è sempre previsto un test per la valutazione delle conoscenze apprese.

Il datore di lavoro come RSPP

Ci sono casi in cui il datore di lavoro può assumere il ruolo di RSPP. Ciò è possibile solo quando si presentano le seguenti situazioni:

  • in aziende artigiane o industriali a basso rischio che non superano i 30 addetti
  • in aziende agricole e zootecniche con un massimo di 10 addetti
  • in aziende del settore ittico con un massimo di 20 addetti
  • in altre aziende a basso rischio che non superano i 200 addetti

Il ruolo del datore di lavoro come RSPP riguarda la valutazione dei rischi, la messa in atto di programmi di protezione e prevenzione, l’analisi dell’azienda e delle sue strutture, le attività di primo soccorso ed evacuazione, la prevenzione degli incendi.

Nel caso in cui sia il Datore di Lavoro stesso a voler coprire il ruolo di RSPP, egli dovrà sottoporsi a dei corsi di formazione specifici. Essi prevedono diversi moduli a ore che variano da settore a settore e in base al grado di rischio dell’attività:

  • corso da 16 ore per aziende a basso rischio
  • corso da 32 ore per aziende a medio rischio
  • corso da 48 ore per aziende ad alto rischio

Gli aggiornamenti, inoltre, devono essere effettuati nell’arco dei cinque anni successivi dalla fine di ogni corso.

Anche in questo caso, se il datore di lavoro non si sottopone alla formazione necessaria o non ricopre a dovere il suo ruolo di RSPP rischia una multa  fino a 5000€, a ricordare che il compito del Responsabile è fondamentale per il corretto funzionamento di un’azienda, a prescindere dal settore di appartenenza.

archicad

Cos’è e come funziona

ArchiCAD è un’utile e potente suite studiata sia per Microsoft che Macintosh per la progettazione di edifici. Il software ArchiCad è firmato Graphisoft, che dal 1984 supporta il lavoro di architetti e designer.

Oggi, quasi nessun professionista nell’ambito dell’ingegneria e della progettazione può rinunciare a questo innovativo programma. Infatti, è in grado di velocizzare i tempi di lavoro, offrire un ambiente di progettazione semplice e intuitivo, fornendo una serie di funzionalità utili per i professionisti e anche la possibilità di condividere il lavoro con i colleghi.

Cos’è e come funziona ArchiCAD?

ArchiCAD è un software BIM, una metodologia di progettazione che utilizza un modello parametrico contenente al suo interno tutte le informazioni che possono riguardare l’intero ciclo di vita di un’opera.

La suite di Graphisoft è stata pensata per quei professionisti che devono lavorare a contatto con altre figure professionali nell’ambito dell’architettura o dell’ingegneria e che hanno bisogno, non solo di uno strumento completo e affidabile per la progettazione, ma anche di un mezzo per condividere le opere (il payoff sul sito ufficiale recita Building Together).

ArchiCAD consente di progettare interi edifici, analizzarli e agire anche sulla realizzazione sia di interni che di esterni. L’interfaccia offre una visuale 2D o 3D in base alle esigenze. Il software supporta progetti di qualsiasi dimensione ed è estremamente intuitivo. Dà infatti la possibilità di utilizzare elementi e strumenti di forma libera, senza dover sottostare a forme geometriche preimpostate.

Non solo: ArchiCAD offre una serie di oggetti personalizzabili come pareti, mobili e travi, in modo da non tralasciare neanche il minimo dettaglio.

Strumenti di ArchiCAD 24, l’ultima versione della suite di Graphisoft

ArchiCAD 24 è stato lanciato nel luglio dello scorso anno e non ha deluso le aspettative:  il software è infatti ancora più efficiente, intuitivo e in grado di favorire una migliore esperienza team-oriented.

L’interfaccia è sempre semplice e completo, supporta modelli di grandi dimensioni, consente il rendering fotorealistico e offre strumenti di analisi best-in-class. Insomma, il lavoro di architetti e ingegneri viene enormemente semplificato così che possano dedicarsi alla task successiva in fretta.

Insieme a ArchiCAD, Graphisoft propone anche due strumenti complementari: BIMcloud e BIMx. BIMcloud è ancora più funzionale e sicuro. Non importa quali siano le dimensioni o la complessità del progetto: l’utente può contare su uno strumento efficiente per gestire in tempo reale le opere. BIMx, invece, è l’applicazione che consente di estendere la BIM experience alle figure professionali coinvolte nella progettazione, costruzione e gestione del ciclo di vita dell’edificio. Insomma, è uno strumento essenziale per il lavoro in team. Inoltre, il tool consente di effettuare tour virtuali all’interno degli edifici progettati.

Tornando ad ArchiCAD, l’ultima versione del software è ancora più automatizzata, come nel processo di generazione dei documenti (grazie all’uso di linguaggi di programmazione di livello superiore come Python) o di disegni e layout.

Un ultimo vantaggio di ArchiCAD è inerente alle presentazioni: esse sono rese ancora più immersive dagli innovativi strumenti di visualizzazione e flussi di lavoro, che coinvolgono i clienti offrendo una comprensione più accurata del progetto dell’edificio dall’inizio alla fine. Il rendimento delle immagini è il migliore di sempre, grazie alla fornitura di oltre 500 materiali, incontrando le necessità di qualsiasi progettatore che cliente, offrendo una più ampia gamma di oggetti d’arredo.

eipass 7 moduli

La certificazione EIPASS 7 Moduli consente di attestare quelle competenze fondamentali che qualsiasi lavoratore dovrebbe possedere per svolgere al meglio il proprio impiego, formarsi e intrattenere relazioni con altri utenti.

La certificazione EIPASS 7 Moduli è pensata per gli studenti, per professionisti che lavorano in Italia e in Europa, per lavoratori che devono portare a termine delle mansioni tramite l’uso del computer e di Internet o anche per aziende e studi professionali che desiderano fornire delle competenze fondamentali di ICT al proprio personale.

Il percorso di studio consente di raggiungere un grado appagante di autosufficienza nell’uso dei computer e di Internet e, se la certificazione viene inserita nel curriculum, offre maggiori possibilità in vista di un trasferimento, assunzione, promozione o altri cambiamenti sul posto di lavoro.

Come ottenere la certificazione EIPASS 7 Moduli

Per conseguire EIPASS 7 Moduli è necessario recarsi presso un centro autorizzato EIPASS, denominato Ei-Center, oppure compilare il modulo di registrazione online, e richiedere l’iscrizione ai corsi. Un referente prenderà in carico la richiesta e indicherà al candidato tutte le procedure per seguire i corsi e prenotare gli esami.

Il candidato si iscrive alla piattaforma online che offre tutti i materiali necessari per prepararsi agli esami. Qui non è solo possibile studiare, ma anche esercitarsi e monitorare i progressi.

Gli esami EIPASS si effettuano sulla piattaforma online DIDASKO, sicura e imparziale. Ogni modulo, per un totale di 7, è formato da 30 domande: alcune prevedono risposta “vero/falso”, altre multipla; vi sono poi esercizi di simulazione o associazioni di immagini. Per superare ogni modulo è necessario rispondere correttamente ad almeno il 75% delle domande.

Se non si supera un esame, bisogna prenotare un’altra sessione di esame e prepararsi nuovamente. In particolare, la formula corso online + certificazione offre ben tre tentativi per superare l’esame e, in caso di fallimento, bisogna seguire nuovamente i corsi.

Al termine dei 7 moduli, se superati con esito positivo, il candidato riceve una certificazione che può utilizzare in Europa, in alcuni bandi per concorsi pubblici o semplicemente inserirla nel CV. L’attestato ha durata tre anni e necessita di un Upgrade al termine della sua validità. L’esame consiste in 56 domande sugli argomenti già affrontati nei 7 moduli.

Argomenti dei 7 moduli Eipass

  1. Fondamenti di ICT: hardware, software, desktop, funzioni degli accessori, gestione dei programmi, installazione e disinstallazione, organizzazione di file e cartelle, i diversi tipi di rete (LAN, MAN, WAN) e gli elementi indispensabili per connettersi a internet, principi base di sicurezza informatica, come abbassare l’impatto della tecnologia sull’ambiente.
  2. Navigare e cercare informazioni sul web: cosa significa browsing, schede e finestre,  la cronologia, i Preferiti, motori di ricerca, eseguire una ricerca, posta elettronica.
  3. Comunicare e collaborare in rete: strumenti a supporto della collaborazione online, cloud, sincronizzazione,  diritti di proprietà e l’utilizzo di contenuti altrui, calendari, apprendimento e riunioni online, utilizzo dei device mobili per la collaborazione in rete
  4. IT security: finalità dell’IT Security, concetto di privacy, misure per la sicurezza dei file, strumenti di difesa, le reti wireless, strumenti messi a disposizione da Google Chrome, filtraggio dei contenuti, vulnerabilità della posta elettronica, tecnologia peer to peer, ripristino di sistema, eliminare dati in modo permanente.
  5. Elaborazione dei testi: strumenti dell’interfaccia, operazioni sul documento, impostare la pagina,  testo e caratteri speciali,  formattazione, stili del testo,  elenchi, tabelle ed elementi grafici,  correzione automatica del testo,  sistemi di riferimento, strumenti di collaborazione, archiviare i documenti, stampare.
  6. Fogli di calcolo: foglio elettronico, righe e colonne, gestire più fogli di lavoro, formattazione di dati e celle, formule e funzioni, i grafici, salvare o stampare i fogli elettronici.
  7. Presentazioni: creare una presentazione gestendo delle diapositive, gestire gli elementi testuali, immagini, grafici e forme, visualizzare, stampare e salvare una presentazione.
corso pes pav pei

Chi lavora con cavi elettrici, corrente e alta tensione, deve obbligatoriamente seguire un corso PES PAV PEI. Le tre sigle indicano la qualifica per chi opera su impianti in presenza di rischio elettrico:

  1. Persona Esperta (PES), chi è sia istruito che esperto, poiché ha già lavorato sul campo, e sa riconoscere i rischi legati all’elettricità
  2. Persona Avvertita (PAV), ovvero che è stata adeguatamente avvisata da professionisti più esperti in modo da evitare i pericoli dell’elettricità
  3. Persona Idonea ai lavori elettrici sotto tensione (PEI), ovvero che ha le competenze necessarie per eseguire uno o più lavori sotto tensione

L’importanza di questo corso, ed è anche per il seguente motivo che la maggior parte delle scuole non consentono la frequenza a distanza, risiede nella preparazione del lavoratore che acquisisce le competenze necessarie per operare in situazioni di rischio elettrico e comprendere le modalità operative da adottare per lavorare in sicurezza.

La qualifica che si ottiene al termine di ogni corso, dipende dal grado di rischio che si incontra mentre si svolge il proprio lavoro, il quale può essere di tre tipi:

  1. sotto tensione, eseguito su parti attive di impianti elettrici sotto tensione;
  2. in prossimità di tensione, eseguito a distanza di impianti elettrici sotto tensione;
  3. fuori tensione, eseguito impianti elettrici a cui viene tolta tensione durante lo svolgimento del lavoro.

Alla luce di questa distinzione, possiamo dire che un PES può svolgere lavori fuori tensione e in prossimità, un PAV si può occupare di lavori fuori tensione e in prossimità solo se assistito da un PES, mentre un PEI può eseguire lavori sotto tensione su sistemi di Categoria 0 e I, ovvero  a bassa e bassissima tensione.

Queste qualifiche devono essere emesse dal Datore di Lavoro che riconosce l’idoneità della persona a svolgere determinate mansioni. Prima di effettuare tutta la procedura, comunque, deve anche chiedere il consulto del medico curante per verificare che il lavoratore sia idoneo fisicamente e psicologicamente allo svolgimento della mansione.

Cosa insegna il corso

Si comincia di solito con un’introduzione legata alla tematica della sicurezza sul lavoro in ambienti che prevedono impianti elettrici e alta tensione. Vengono poi illustrati gli obblighi del Datore di Lavoro, il quale è responsabile della valutazione dei rischi e della formazione del personale.

Si studiano nella pratica le procedure dell’esercizio normale e di manutenzione, in modo da comprendere qualsiasi rischio legato a un ambiente in cui sono presenti impianti elettrici e quali precauzioni vanno adottate per ridurre i pericoli.

In ogni corso PES PAV PEI, viene affrontato il discorso sugli effetti della corrente elettrica sul corpo umano e fornite le indicazioni sul primo soccorso, quali siano i dispositivi di protezione e come evitare i pericoli più comuni.

Si passa poi all’analisi di Impianti di terra, quadri e macchine, classificando i sistemi elettrici secondo la CEI 64‐8 e analizzando gli aspetti legati alla loro sicurezza. Questo serve in vista dell’apprendimento dell’esecuzione di lavoro sui vari impianti elettrici.

Durante il corso, sono previste esercitazioni pratiche di lavori fuori tensione, divise in analisi dell’intervento da eseguire, preparazione del Piano di Lavoro ed effettiva esecuzione.

Il corso si conclude con una verifica finale che si svolge attraverso un test scritto, un questionario e un colloquio.

I requisiti

I requisiti di PES e PAV sono indicati dalla norma CEI 11-27 al punto 4.15.1:

  1. ​conoscenza degli impianti elettrici e della normativa di sicurezza
  2. esperienza maturata sul campo
  3. precisione, attenzione e padronanza del lavoro

L’attribuzione della PEI spetta al Datore di lavoro, che può essere assegnata a PES o PAV ritenuti idonei:

  1. formazione necessaria per lavorare su impianti elettrici
  2. maturata esperienza
  3. equilibrio psicofisico
  4. padronanza di tutti i livelli di competenza previsti dalla norma CEI 11-27 (mentre a PAV e PES basta padroneggiare solo l’1A e l’1B)
crediti formativi ingegneri

I crediti formativi professionali (CFP) sono dei punti che consentono a un professionista di accedere all’Albo e quindi offrire i suoi servizi. Essi sono di fondamentale importanza in quanto attestano il grado di preparazione e le competenze di un professionista nel settore in cui va a operare.

I crediti sono necessari per alcune categorie di professionisti, come architetti, geometri e anche ingegneri.

Il numero di crediti essenziali per permettere a un ingegnere di esercitare la professione, in particolare, è disciplinato dal Regolamento adottato in attuazione del D.P.R. 7 agosto 2012, n. 1374 Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) e pubblicato sul Bollettino Ufficiale del Ministero della Giustizia n. 13 del 15 luglio 2013.

Tuttavia, i metodi di aggiornamento professionale sono variati nel tempo. Ciò che non cambia, comunque, è l’obbligo di formazione continua, attestata proprio dai CFP.

Come funzionano i Crediti Formativi Professionali per Ingegneri

Gli ingegneri iscritti all’Albo devono aggiornarsi in continuazione attraverso corsi, eventi, brevetti e altre attività che vedremo meglio nel prossimo paragrafo, incrementando i propri CFP fino ad un massimo di 120 CFP per ciascun anno e un minimo di 30, contando, inoltre, che al termine di ogni anno solare vengono sottratti a ogni ingegnere 30 CFP.

Se l’ingegnere continua a operare sul territorio nonostante non possieda i CFP necessari e non si sia preoccupato della sua formazione continua, il Consiglio dell’Ordine territoriale è tenuto a deferirlo al Consiglio di Disciplina territoriale per le conseguenti azioni disciplinari.

Quando un ingegnere si iscrive all’Albo, parte con una cifra prestabilita di crediti in base ai suoi requisiti:

  • Alla data di entrata in vigore dell’obbligo formativo vengono accreditati 60 CFP;
  • Se l’ingegnere si iscrive per la prima volta all’Albo entro 2 anni dal conseguimento dell’abilitazione vengono accreditati 90 CFP;
  • Se l’ingegnere si iscrive per la prima volta all’Albo entro 5 anni dal conseguimento dell’abilitazione ottiene 60 CFP;
  • Se l’ingegnere si iscrive per la prima volta all’Albo dopo 5 anni dal conseguimento dell’abilitazione gli vengono accreditati 30 CFP;
  • Entro la fine dell’anno solare successivo a quello di iscrizione all’albo, l’ingegnere deve obbligatoriamente conseguire 5 CFP relativi all’etica e deontologia professionale, che vengono compresi tra i crediti conferiti al momento della prima iscrizione all’Albo. Pena, un procedimento disciplinare nel caso l’ingegnere abbia esercitato la professione.

Vediamo ora come si ottengono i CFP previsti di anno in anno.

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Come si ottengono i Crediti Formativi Professionali per ingegneri

I percorsi di formazione continua a cui un ingegnere si può sottoporre per guadagnare abbastanza Crediti Formativi Professionali Ingegneri sono di tre tipi:

  1. Non formali, ovvero corsi e seminari riconosciuti, partecipare a convegni e seminari individuati dal CNI o a visite tecniche in luoghi di interesse, oppure la frequentazione di tirocini formativi;
  2. Informali, come certificazioni, aggiornamenti, pubblicazioni, brevetti, partecipazione qualificata a organismi, gruppi di lavoro, commissioni tecniche e di studio in Italia e all’estero, a esami di stato o interventi di carattere sociale;
  3. Formali, cioè Master e Corsi universitari.

Dal 2018, il CNI prevede la possibilità per gli ingegneri di presentare un’autocertificazione (dalla fine del 2020 al costo di 7,00 €) dell’aggiornamento informale dimostrabile, che consente di ottenere il riconoscimento di 15 Crediti Formativi Professionali.

Inoltre, attraverso l’Agenzia Nazionale per la Certificazione Volontaria delle Competenze, Agenzia CERTing, è possibile comprovare le competenze acquisite con lo svolgimento dell’attività professionale e attraverso le attività di aggiornamento gestite autonomamente. In questo modo, l’ingegnere acquisisce 15 Crediti Formativi Professionali per ognuno dei tre anni di validità del certificato.

Verificare i propri crediti è facile: basta effettuare l’accesso all’Anagrafe Nazionale dei Crediti Formativi, collegandosi al sito www.mying.it

graduatorie ata tutto quello che ce da sapere

Ancora non è stato presentato il decreto definitivo di riapertura e aggiornamento della terza fascia ATA per il prossimo triennio, ma è già possibile consultare una bozza sul sito ufficiale del Ministero dell’Istruzione.

Nel mondo della scuola, l’incertezza è ancora tanta per via delle restrizioni anti-contagio e per le modalità di lavoro, in quanto non si sa ancora quando si tornerà alla normalità. Tuttavia, le modalità di presentazione della domanda sono già chiare e così anche i requisiti.

Vediamo insieme tutto ciò che è indispensabile sapere sulle graduatorie per l’assunzione del personale ATA.

Presentazione della domanda

Per ora si suppone che la domanda possa essere presentata dai primi giorni di marzo, a differenza di ciò che dicevano alcune indiscrezioni a metà gennaio. Forse, addirittura, la partenza per la presentazione delle domande slitterà a giugno del 2021.

Per ora, è certo che la domanda non potrà più essere presentata in forma cartacea, ma solo telematica, velocizzando di molto il processo di valutazione dei candidati. L’aggiornamento del profilo o la registrazione, dovrà avvenire sulla piattaforma Ministeriale Polis Istanze Online del Miur.

Requisiti e punteggio

Per quanto riguarda i requisiti necessari per l’assunzione e le modalità di assegnazione dei punti, in linea di massima, il nuovo Bando per l’a.s 2021-2022 resterà del tutto simile al precedente Bando del 2017, a quanto si evince dalla bozza.

Se si vuole lavorare come Personale ATA è necessario informarsi sulla Valutazione dei Titoli del Personale ATA, attraverso la lettura della tabella ufficiale aggiornata al 2021. Qui è possibile trovare il punteggio di tutti i titoli che un candidato ATA può conseguire o che già possiede e permette di determinare il punteggio all’interno delle Graduatorie di Terza 3 Fascia.

Come aumentare il punteggio di valutazione?

In base alla posizione che si vuole coprire, ci saranno dei requisiti minimi a cui si sommano quelli aggiuntivi che possono aumentare il punteggio di valutazione. Tra questi, quelli da segnalare sono certamente un attestato ufficiale di addestramento professionale per la dattilografia, le certificazioni informatiche e digitali, la laurea, qualifiche ottenute al termine di corsi in materia socio-assistenziale e socio-sanitaria e molto altro.

Il consiglio è dunque quello di consultare il sito ufficiale del MIUR e consultare tutte le tabelle riguardanti valutazioni e punteggi, così da non farsi cogliere impreparati.

videoconferenza elearning

Sempre più diffusi, i corsi di formazione online sono fruibili con modalità diverse, per questo è bene conoscere la differenza tra e-learning e videoconferenza e capire i vantaggi dell’uno rispetto all’altro

La formazione a distanza è ormai una realtà consolidata, molto apprezzata dagli utenti e decisamente preferita ai classici corsi in aula, visti gli indubbi vantaggi offerti. Con l’evoluzione della tecnologia, poi, i corsi di formazione Online sono oggi fruibili in diverse modalità, delle quali l’e-learning e la videoconferenza sono le più diffuse. Ma qual è la differenza tra corsi in e-learning e in videoconferenza? Quali le caratteristiche e i benefici dell’uno rispetto all’altro?

Come capire se è preferibile seguire un corso in e-learning anziché uno in videoconferenza?

Corsi in e-learning e in videoconferenza: le differenze

I corsi in e-learning e in videoconferenza sono molto diversi tra loro, sebbene si tratti in entrambi i casi di formazione online.

Nello specifico, i corsi in videoconferenza altro non sono che una trasposizione virtuale dei classici corsi in aula, poiché si segue una lezione in un giorno e in un orario prestabilito (e in maniera sincronica) collegandosi con webcam e microfono.

In questa tipologia di corsi, dunque, l’interazione tra docente e allievi sussiste, poiché è prevista la possibilità d’intervenire durante la lezione per porre domande o richiedere chiarimenti.

Trattandosi di formazione online, i corsi in videoconferenza sono poi fruibili dovunque e permettono al docente di registrare la presenza degli allievi e d’impedire interferenze esterne, visto che l’accesso è consentito solitamente tramite un link riservato.

Di contro, però, le lezioni in videoconferenza pongono anche dei limiti, come ad esempio il fatto che una loro corretta fruizione richiede la disponibilità non solo di una connessione stabile e di buona qualità ma anche di strumenti che assicurino audio e visione perfetta.

Inoltre, per seguire un corso in videoconferenza è necessario dare disponibilità in un giorno e in un orario specifico, cosa che potrebbe interferire con altri impegni, non permettendo così agli allievi di partecipare alla lezione.

Passando ai corsi in e-learning è possibile individuare molti punti di forza.

Tra i principali vantaggi delle lezioni e-learning c’è innanzitutto l’autonomia dell’utente, ovvero la possibilità di poter gestire e modulare il percorso di formazione sulle proprie specifiche esigenze. Un corso e-learning, infatti, può essere seguito in ogni momento, le lezioni possono essere visionate più volte ed è possibile modularne il ritmo sulla propria velocità di apprendimento.

Inoltre i contenuti in e-learning sono personalizzabili, così da realizzare un percorso formativo su misura, senza tralasciare che sono sempre aggiornati e mai obsoleti. L’apprendimento in e-learning è poi estremamente coinvolgente, grazie agli strumenti interattivi (come video e animazioni) che è possibile implementare, e permette un monitoraggio costante sia dei progressi che delle difficoltà riscontrate dall’allievo.

E’ vero che nei corsi in e-learning non è prevista l’interazione docente-allievo e allievo-allievo, ma si tratta di un limite che attiene essenzialmente alla sfera sociale e non a quella prettamente didattica.

Inoltre non bisogna dimenticare che la maggior parte dei percorsi formativi in e-learning permette oggi la comunicazione tra gli studenti grazie a strumenti come chat e forum dove è possibile confrontarsi, scambiarsi idee e risolvere eventuali dubbi, facendo in sostanza “networking”.

Corsi in videoconferenza e in e-learning: quale scegliere?

La scelta tra corso in e-learning e in videoconfernza deve innanzitutto tenere conto delle esigenze formative del singolo, anche se i vantaggi dell’e-learning sono maggiori, specialmente in termini di flessibilità e adattabilità.

Per l’immediato futuro, una soluzione potrebbe venire dall’integrazione della videoconferenza nei percorsi di e-learning, così da favorire e potenziare, anche per questa tipologia di formazione online, l’interazione tra i partecipanti.