prestiti covid 19

Come annunciato dal Premier Giuseppe Conte, lo Stato garantirà i finanziamenti concessi dalle banche alle imprese, per un totale circa di 200 miliardi di euro. Di questi, quanto sarà destinato alle Partite Iva e ai professionisti?

Saranno riservati circa 30 miliardi di euro, potenziando così il Fondo di Garanzia per le PMI;

Nella manovra sono stati sospesi i versamenti di Iva, ritenute e contributi anche per i mesi di aprile e maggio.

Tale sospensione saranno adottate per soggetti con calo di fatturato di almeno il 33% per ricavi/compensi sotto i 50 milioni e di almeno il 50% sopra tale soglia;
sono altresì sospesi dai versamenti i soggetti che hanno iniziato ad operare dal 1° aprile 2019 e per le imprese ed i professionisti operanti nelle 5 province più colpite (Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Piacenza).

La ripresa dei versamenti riprenderà a giugno, salvo ulteriori proroghe, con possibilità di rateizzazione in 5 rate.

Le misure adottate per cercare di non far crollare e allo stesso tempo per far ripartire l’economia nazionale in questa fase di emergenza, prevedono altre sì lo snellimento della burocrazia, non solo nella richiesta di finanziamenti, ma anche per la redazione dei bilanci e nel coinvolgimento diretto da parte dei soci per l’aumento di capitale e dei flussi finanziari verso la società.

corsi video conferenza da casa

Con l’Italia ferma da più di un mese a causa di quest’epidemia di Coronavirus, la maggior parte degli imprenditori e dei loro dipendenti si ritrovano forzatamente a casa.

E’ importante in questo difficile momento non scoraggiarsi e, anzi, utilizzare questo tempo che inaspettatamente ci siamo trovati libero, per arricchire la nostra formazione professionale e il nostro bagaglio culturale. In questo la tecnologia ci viene in aiuto: con la videoconferenza è possibile infatti riprodurre un’aula in forma virtuale, con tutti i vantaggi che questa comporta, in termini di interazione col docente, partecipazione attiva, ecc.

Docente e discenti sono collegati contemporaneamente attraverso piattaforme dedicate e possono vedersi e interagire, proprio come durante una lezione di presenza. A proposito delle imprese, si possono espletare in videoconferenza tutti gli obblighi formativi previsti dal D.Lgs. 81/08, in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, sia per il datore di lavoro che per i lavoratori.

Quali corsi di formazione si possono fare in videoconferenza?

Vi rientrano i corsi di:

E’ possibile anche fare in videoconferenza i corsi PES/PAV/PEI Addetti ai lavori elettrici, obbligatorio per tutti coloro che lavorano sugli impianti elettrici, nonché il corso per Responsabili e Addetti alla manutenzione di Cabine Elettriche MT/MT e MT/BT, anche questi obbligatori per legge.

Chiaramente la videoconferenza è prevista solo per quei corsi interamente teorici o, nel caso di corsi con parte teorica e parte pratica, la videoconferenza assolve esclusivamente la parte di teoria, restando la parte pratica sospesa fino a quando non sarà possibile espletarla.

coronavirus

Con l’emergenza Coronavirus che l’Italia sta vivendo, purtroppo, da più di mese, anche la formazione in aula ha subito una battuta d’arresto.

Le disposizioni del Governo sono state da subito molto chiare: divieto di assembramento, divieto di stare in più persone in una stessa stanza, mantenere la distanza di sicurezza di almeno un metro ecc…

Per fortuna però, in questo momento, la tecnologia ci viene in aiuto: con la videoconferenza è possibile infatti riprodurre un’aula in forma virtuale, con tutti i vantaggi che questa comporta, in termini di interazione col docente, partecipazione attiva, ecc…

Docente e discenti sono collegati contemporaneamente attraverso piattaforme dedicate e possono vedersi e interagire, proprio come durante una lezione di presenza. Dal mese di marzo, vista l’emergenza in atto, moltissimi enti di formazione, enti pubblici, fondi interprofessionali e tutti gli organismi che si occupano, a vario titolo, di formazione, hanno disposto la conversione dei corsi programmati in aula con la videoconferenza.

Ciò per assicurare la continuità dell’attività formativa e scongiurare uno stop totale dei corsi. Chiaramente è prevista la videoconferenza solo per quei corsi interamente teorici o, nel caso di corsi con parte teorica e parte pratica, la videoconferenza assolve esclusivamente la parte di teoria, restando la parte pratica sospesa fino a quando non sarà possibile espletarla.

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corso di certificazione energetica degli edifici

In Italia, prima della crisi energetica degli anni ’70, non esisteva alcuna legge sul risparmio energetico.

La prima legge fu la n. 373/76, con definitiva integrazione e modifica con la n.10 del 9 gennaio 1991. La 10/91 fu la prima legge italiana che regolava la gestione degli edifici e impianti con l’obiettivo di salvaguardare l’ambiente e la salute e con lo scopo di incentivare l’uso di fonti rinnovabili di energia. Il decreto attuativo della legge 10/91 è Il D.P.R. n.412 del 1993 che regolamenta il settore impiantistico.

Negli anni ‘90 il Consiglio europeo, sempre più cosciente della guerra per il petrolio e dell’effetto serra, emana una serie di leggi che regolamentano l’utilizzo degli elettrodomestici e la loro classificazione energetica e i requisiti per la idoneità delle caldaie. La versione definitiva della decisione della Unione Europea è la Direttiva Europea del 1991, 2002/91/CE arrivata in Italia solo nel ’94.

  • Il 9 Ottobre 2005 entra definitivamente in vigore il D.Lgs. 192/2005.
  • Il D.Lgs. 192/2005, tra le altre norme, introduce: controlli e manutenzione impianti termici, regolamentazione certificazione energetica degli edifici, conformità degli edifici, requisiti professionali di chi si occupa di certificazione energetica degli edifici.
  • Il D.Lgs. 192/2005 fu una vera rivoluzione ed un passo decisivo verso la consapevolezza e il miglioramento dello stile di vita .
  • Dal 1 febbraio 2007 viene definito e perfezionato il D.Lgs. 311/2006 tuttora in vigore.
  • Il D.Lgs. 311/2006 ha introdotto, nel calcolo delle prestazioni energetiche, la valutazione della componente impiantistica e non più solo la struttura.

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video conferenza coronavirus

In questo eccezionale quanto inaspettato momento che l’Italia si trova a vivere, con l’isolamento che ognuno di noi sta sperimentando, stiamo riscoprendo ancora di più quanto preziosa sia oggi la tecnologia, e quanto sia possibile annullare ogni distanza.

Nessuno oggi deve fermarsi, si può tranquillamente continuare a lavorare da casa, in modalità smart working e, parimenti può continuare anche la nostra formazione professionale, attraverso un’aula virtuale: la videoconferenza.

Con la videoconferenza possiamo seguire da casa, attraverso pc, tablet o smartphone, corsi o seminari che avevamo programmato in aula, senza perdere importanti opportunità di accrescere la nostra formazione.

La modalità è semplice: attraverso una piattaforma dedicata, docente e discenti si collegano contemporaneamente in un’aula virtuale, i discenti seguiranno la lezione del docente e potranno intervenire in qualsiasi momento per chiarimenti o dubbi. L’intervento di ogni discente viene sentito da tutta la classe, esattamente come avviene in un’aula, sarà anche possibile sviluppare una discussione fra docenti e discenti.

In questo momento in cui molti professionisti sono obbligati a fermare la loro attività, diventa più che mai importante non sprecare questo tempo, ma utilizzarlo in maniera proficua per accrescere la propria preparazione e il proprio aggiornamento professionale.

corso autocad

Il mestiere del progettista autocad è oggi molto ambito

La figura del progettista o del disegnatore AutoCAD coniuga il disegno industriale e tecnico con l’utilizzo professionale del programma AutoCAD della Autodesk.
Il mercato del lavoro oggi, tanto le piccole industrie quanto le grandi realtà, cercano, con scarsi risultati, progettisti/disegnatori AutoCAD.
A rendere importante la conoscenza del softwer Autodesk è la estrema versatilità del suo utilizzo in molti settori lavorativi e della industria.

La formazione per diventare progettista disegnatore AutoCAD consente di lavorare in moltissimi campi, dalla urbanistica (progettazione di edifici, strade etc) alla gioielleria ad esempio.
Per diventare un buon progettista/disegnatore AutoCAD bisogna frequentare dei corsi post-diploma poiché la sola formazione universitaria non è sufficiente.

Il corso scelto dovrà mettere lo studente nelle condizioni di usare il software con padronanza e di conseguire la certificazione necessaria a lavorare e riconosciuta a livello internazionale.

formazione docenti

Europa e digitalizzazione scolastica, nel 2020 la strategia politica europea pone particolare attenzione al tema della informatizzazione scolastica e all’uso delle nuove tecnologie per rivoluzionare il sistema scolastico e portare ad una completa digitalizzazione delle scuole di ogni grado. Per raggiungere questo scopo l’Italia ha promosso diversi interventi nel “Piano Nazionale Scuola Digitale” (PNSD) : “Cl@ssi 2.0”, “Scuol@ 2.0”, “Azione LIM”, e “Editoria digitale scolastica” (MIUR 2015). Persino a livello regionale sono stati promossi diversi progetti per favorire la rivoluzione digitale nelle scuole.

Ad oggi i docenti italiani risultano terzi nella classifica europea per la necessita di formazione informatica, gli studenti italiani sono ventitreesimi in Europa per competenze informatiche.
I numeri parlano chiaro, nonostante progetti e investimenti, la scuola italiana ha molte lacune ed è molto indietro nel processo di digitalizzazione.

Uso del tablet nella didattica

L’innovazione tecnologica impone l’utilizzo didattico di dispositivi informatici, tra questi è fondamentale l’uso del tablet.
In commercio esistono diversi modelli di tablet con diversi sistemi operativi ma con uguali effetti innovativi sul modo di fare didattica. Tra i vantaggi ricordiamo che sono leggeri ma possono contenere molti testi e che possono disporre di programmi gratuiti di scrittura e disegno.

L’uso del tablet a scuola consente inoltre ai docenti (corso tablet per docenti) di avere costante accesso al web, svolgere immediate ricerche, consente di avere libri e appunti su schermo durante la lezione, riducendo tempi e spazi, e consente di condividere ricerche e note in tempo reale.
Oggi le pagelle vengono gestite online cosi come le comunicazioni tra docenti. Infine, per anni, i genitori si sono lamentati del peso dei libri che i ragazzi erano costretti a portare nello zaino.

Considerando l’utilità e la nuova organizzazione scolastica perché allora, ad oggi, in Italia, non tutte le scuole utilizzano il tablet?

Il dipartimento dell’istruzione Usa ha dimostrato, con uno studio, che l’uso del tablet permette agli studenti di apprendere più velocemente aumentando il rendimento. Inoltre il costo di un tablet è inferiore al prezzo di tutti i libri e della cancelleria che, negli anni, gli studenti sono costretti a comprare. Le opinioni si dividono tra chi ritiene indispensabile l’uso dei tablet nelle scuole e chi invece lo demonizza.
Ma una sola cosa è certa: l’Italia deve adeguarsi al resto d’Europa, gli studenti Italiani devono essere messi nelle stesse condizioni degli studenti degli altri paesi europei per avere le stesse opportunità professionali.

misure da adottare covid-19

Il 14 marzo 2020 il Governo e le parti sociali hanno firmato un “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”.

In questo difficile momento storico è indispensabile attuare specifiche misure per la tutela e la salute dei lavoratori. L’obiettivo del protocollo è fornire indicazioni operative necessarie a limitare al massimo i rischi negli ambienti di lavoro non sanitari. Nel protocollo condiviso con le parti sociali vengono elencate le misure che le imprese devono adottare per prevenire il rischio di contagio da COVID-19: rischio biologico generico. Tali disposizioni vanno ad aggiungersi a quelle già stabilite nel decreto coronavirus DPCM dell’11 marzo 2020.

Obblighi di informazione

Le aziende, sono obbligate ad informare tutti i lavoratori, fornitori, visitatori occasionali circa le disposizioni delle Autorità in materia di prevenzione del contagio da coronavirus. Vi è l’obbligo di affissione e/o consegna di dépliant illustrativi nei luoghi più visibili all’interno dell’azienda.

Contenuti dell’informativa:

  • Obbligo di rimanere nel proprio domicilio in presenza di febbre (oltre 37.5°) o altri sintomi influenzali e di chiamare il proprio medico di famiglia e l’autorità sanitaria;
  • Consapevolezza e accettazione del fatto di non poter fare ingresso o di poter permanere in azienda e di doverlo dichiarare tempestivamente laddove, anche successivamente all’ingresso, sussistano le condizioni di pericolo (sintomi di influenza, temperatura, provenienza da zone a rischio, contatto con persone positive al virus nei 14 giorni precedenti, etc);
  • Impegno a rispettare tutte le disposizioni delle Autorità e del datore di lavoro nel fare accesso in azienda (in particolare, mantenere la distanza di sicurezza, lavarsi spesso le mani, pulire e sanificare regolarmente i locali di lavoro);
  • Impegno a informare tempestivamente e il datore di lavoro della presenza di qualsiasi sintomo influenzale durante l’espletamento della prestazione lavorativa, avendo cura di rimanere ad adeguata distanza dalle persone presenti;
  • Il datore di lavoro è tenuto ad informare preventivamente il personale, e chiunque intende fare ingresso in azienda, del divieto di accesso a chi, negli ultimi 14 giorni, abbia avuto contatti con soggetti risultati positivi al COVID-19 o provenga da zone a rischio secondo le indicazioni dell’OMS

Obblighi datori di lavoro

In riferimento al DPCM 11 marzo 2020, punto 7, durante il periodo dell’emergenza dovuta al COVID-19, le imprese potranno disporre la chiusura di tutti i reparti diversi dalla produzione o, comunque, di quelli per i quali è possibile il funzionamento mediante il ricorso allo smart working.

Si può procedere anche ad una rimodulazione dei livelli produttivi.

Le aziende sono invitate, nel rispetto delle disposizioni, a realizzare un piano di turnazione dei dipendenti dedicati alla produzione, con l’obiettivo di diminuire al massimo i contatti e di creare assembramenti. I datori di lavoro dovranno permettere lo smart working per tutte quelle attività che possono essere svolte presso il domicilio o a distanza.

Sono sospese e annullate tutte le trasferte/viaggi di lavoro nazionali e internazionali, anche se già concordate o organizzate. Il personale, prima dell’accesso al luogo di lavoro, potrà essere sottoposto al controllo della temperatura corporea. Se tale temperatura risulterà superiore ai 37,5°, non sarà consentito l’accesso ai luoghi di lavoro. Le persone in tale condizione – nel rispetto delle indicazioni riportate in nota – saranno momentaneamente isolate e fornite di mascherine, non dovranno recarsi al Pronto Soccorso e/o nelle infermerie di sede, ma dovranno contattare nel più breve tempo possibile il proprio medico curante e seguire le sue indicazioni.

Ogni azienda dovrà assicurare la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago, nonché mettere a disposizione idonei detergenti per le mani. Deve essere garantita la pulizia e la sanificazione periodica di tastiere, schermi touch, mouse con adeguati detergenti, sia negli uffici, sia nei reparti produttivi. La sanificazione periodica e la pulizia giornaliera, con appositi detergenti, dovranno essere garantiti anche per i locali mensa, le tastiere dei distributori di bevande e snack.

Per quanto riguarda gli spazi comuni, quali mense aziendali, aree fumatori e spogliatoi, è consentito un tempo ridotto di sosta all’interno di tali spazi e con il mantenimento della distanza di sicurezza di 1 metro tra le persone che li occupano. Devono essere favoriti gli orari di ingresso/uscita scaglionati, in modo da evitare il più possibile contatti nelle zone comuni.

Quali DPI devono essere utilizzati in azienda per prevenire COVID-19?

Qualora le mansioni svolte impongano di lavorare a distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative, è necessario l’uso delle mascherine, e altri dispositivi di protezione come guanti, occhiali, tute, cuffie, camici, conformi alle disposizioni delle autorità scientifiche e sanitarie.

Il DPI più importante da utilizzare in questo momento sono sicuramente le mascherine. Aerosol e particelle di polveri sottili sono rischiose per la salute dei lavoratori e da non sottovalutare poiché rappresentano un pericolo subdolo in quanto invisibili e impercettibili. Per proteggere il lavoratore si utilizzano le semi maschere filtranti che possono essere di tre tipologie di protezione: FFP1, FFP2, FFP3. Queste maschere proteggono da aerosol, polveri fini acquose e oleose e dal fumo ma non da odori sgradevoli.

Le mascherine sono indispensabili per la protezione delle vie respiratorie. Grazie alle tecnologie avanzate, le mascherine, oltre a proteggere bene, non creano resistenza respiratoria e le particelle bloccate dal filtro non danno problemi alla respirazione neanche in seguito all’uso prolungato della mascherina.

  • Mascherine FFP1: utilizzate nei luoghi di lavoro dove sono presenti polveri e aerosol tossici o fibrogeni e dove il valore limite di esposizione viene superato più di 4 volte. Filtrano fino all’80% di particelle fino a 0,6 μm.
  • Mascherine FFP2: utilizzate nei luoghi di lavoro dove nell’aria sono presenti sostanze dannose che possono provocare persino mutazioni genetiche e devono essere utilizzate quando il valore limite di esposizione occupazionale supera le 10 volte. Le mascherine FFP2 filtrano fino al 90% di particelle fino a 0,6 μm.
  • Mascherine FFP3: sono le mascherine che preservano nei luoghi di massimo inquinamento della aria. La protezione è del 99 % da particelle fino a 0,6 μm. Proteggono da sostanze tossiche e cancerogene.

Per l’attuale emergenza Corona Virus è fortemente consigliato l’uso delle mascherine FFP3.

Presenza di un dipendente risultato positivo al covid-19 che fare?

Nel caso in cui una persona presente in azienda sviluppi febbre e sintomi di infezione respiratoria COVID-19 quali la tosse, lo deve dichiarare immediatamente all’ufficio del personale, si dovrà procedere al suo isolamento in base alle disposizioni dell’autorità sanitaria e a quello degli altri presenti dai locali, l’azienda procede immediatamente ad avvertire le autorità sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il COVID-19 forniti dalla Regione o dal Ministero della Salute.

L’azienda è obbligata a denunciare la presenza sospetta e collaborare con le Autorità sanitarie per la definizione degli eventuali “contatti stretti” con altre persone presenti in azienda, al fine di permettere alle autorità di applicare le necessarie e opportune misure di quarantena. Nel periodo dell’indagine, l’azienda potrà chiedere agli eventuali possibili contatti stretti di lasciare cautelativamente lo stabilimento, secondo le indicazioni dell’Autorità sanitaria.

Nel caso di presenza di una persona positiva COVID-19 all’interno dei locali aziendali, si dovrà procede alla pulizia e sanificazione dei suddetti secondo le disposizioni della circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute nonché alla loro ventilazione.

Covid-19, misure da adottare all’ingresso dei fornitori in azienda

Per l’accesso di fornitori esterni le aziende devono individuare procedure di ingresso, transito e uscita, mediante modalità, percorsi e tempistiche predefinite, al fine di ridurre le occasioni di contatto con il personale in forza nei reparti/uffici coinvolti. Per le necessarie attività di approntamento delle attività di carico e scarico, il trasportatore dovrà attenersi alla rigorosa distanza di un metro.
Se possibile, gli autisti dei mezzi di trasporto devono rimanere a bordo dei propri mezzi: non è consentito l’accesso agli uffici per nessun motivo. Per fornitori/trasportatori e/o altro personale esterno individuare/installare servizi igienici dedicati, prevedere il divieto di utilizzo di quelli del personale dipendente e garantire una adeguata pulizia giornaliera.
Ove presente un servizio di trasporto organizzato dall’azienda va garantita e rispettata la sicurezza dei lavoratori lungo ogni spostamento.

Adempimenti formativi obbligatori

Considerata la situazione di emergenza causata dal COVID-19 e i disagi che ne conseguono, per adempiere agli obblighi formativi, si può ricorrere alla formazione a distanza, sia in modalità asincrona, ove prevista, che sincrona ossia in video conferenza.
La piattaforma consente di rispettare le disposizioni IORESTOACASA, evitando di esporvi ad eventuali rischi, e aggiornarvi al meglio, sui temi salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

uso didattico della lim eipass

LIM è l’acronimo di lavagna interattiva multimediale anche chiamata smart board o lavagna digitale.

La Lavagna interattiva multimediale, oppure meglio conosciuta come LIM, è indispensabile per i docenti nell’era digitale; è uno strumento ormai disponibile in molte aule del sistema scolastico italiano e permette al docente di svolgere molte funzioni multimediali durante le lezioni. Con la LIM, infatti, si possono fare tantissime cose grazie alle sue infinite potenzialità, questo ha reso obsoleta la tradizionale lavagna, ma non l’ha del tutto surclassata.
E’ indispensabile che i docenti, e tutti coloro che lavorano nell’istruzione imparino ad utilizzare la lavagna interattiva multimediale, L.I.M., è possibile seguire un corso LIM online per ottemperare a tale mancanza.

Come funziona il corso LIM online

Le lezioni si svolgono su piattaforma e-learning, e anche l’esame si può svolgere online comodamente da casa, dopodiché una volta superato si potrà ottenere immediatamente l’attestato online.

Ma come funziona ed è fatta la LIM?

La LIM è una lavagna bianca su cui vengono proiettati, da un computer, i contenuti multimediali. Il docente, o chi la utilizza, può interagire direttamente con la immagine proiettata sulla lavagna utilizzando le dita o una penna a seconda della tecnologia utilizzata dalla smart board. La LIM ha più o meno le dimensioni della lavagna tradizionale ma pesa molto di più, ci sono modelli che superano i 20kg.

La LIM non va confusa con la lavagna luminosa, la LIM è infatti, uno strumento interattivo a differenza della lavagna luminosa che è uno strumento passivo sul quale semplicemente si possono proiettare delle immagini.

La LIM funziona grazie ad un sistema simile a quello di ipod e smartphone ovvero il touch screen. Tra le funzioni della LIM c’e la modalità whiteboard che permette di simulare la scrittura a mano libera proprio come se si stesse scrivendo su una lavagna tradizionale ma senza dover utilizzare i gessetti e con la possibilità di cambiare spessore del tratto e colore.

Per l’utilizzo della LIM occorrono:

  • Computer
  • Cavi
  • Superficie interattiva per proiettare
  • Video proiettore
  • Penna interattiva
  • Telecomando
  • Supporti per la superficie interattiva
mascherine ffp e classificazione

Aereosol e particelle di polveri sottili sono rischiose per la salute dei lavoratori e da non sottovalutare poiché rappresentano un pericolo subdolo in quanto invisibili e impercettibili.

Per proteggere il lavoratore si utilizzano le semi maschere filtranti che possono essere di tre tipologie di protezione: FFP1, FFP2, FFP3. Queste maschere proteggono da aereosol, polveri fini acquose e oleose e dal fumo ma non da odori sgradevoli. Le mascherine sono indispensabili per la protezione delle vie respiratorie. La protezione FFP è acronimo di “filtering face piece”, maschera filtrante.

La maschera copre bocca e naso ed è obbligatoria quando viene superato l’ OEL cioè il valore limite di esposizione occupazionale. L’OEL viene superato quando polveri, fumo e aereosol nell’aria superano il massimo consentito divenendo dannosi per la salute. Le protezioni FFP offrono protezione per diverse concentrazioni di sostanze nocive e filtrano le particelle fino a 0,6 μm.

Grazie alle tecnologie avanzate, le mascherine, oltre a proteggere bene, non creano resistenza respiratoria e le particelle bloccate dal filtro non danno problemi alla respirazione neanche in seguito all’uso prolungato della mascherina.

Mascherine FFP1: utilizzate nei luoghi di lavoro dove sono presenti polveri e aerosol tossici o fibrogeni e dove il valore limite di esposizione viene superato più di 4 volte. Filtrano fino all’80% di particelle fino a 0,6 μm .

Mascherine FFP2: utilizzate nei luoghi di lavoro dove nell’aria sono presenti sostanze dannose che possono provocare persino mutazioni genetiche e devono essere utilizzate quando il valore limite di esposizione occupazionale supera le 10 volte. Si usano ad esempio nelle aziende metallurgiche e minerarie. Le mascherine FFP2 filtrano fino al 90% di particelle fino a 0,6 μm .

Mascherine FFP3: sono le mascherine che preservano nei luoghi di massimo inquinamento della aria. La protezione è del 99 % da particelle fino a 0,6 μm . Le mascherine FFP3 si utilizzano ad esempio nelle industrie chimiche dove il valore di esposizione occupazionale viene superato più di 30 volte. Proteggono da sostanze tossiche e cancerogene.

Per la attuale emergenza Corona Virus è fortemente consigliato l’uso delle mascherine FFP3.