corso amministratore di condominio

Chi è l’amministratore di condominio

La legge italiana stabilisce che i poteri esecutivi in un condominio siano affidati alla figura dell’amministratore di condominio. L’amministratore di condominio, oltre a gestire beni e spazi comuni, attua le decisioni prese dall’assemblea condominiale e risponde legalmente per il condominio che amministra. L’amministratore di condominio può essere una persona fisica o una società se a norma di legge. L’amministratore di condominio è una figura obbligatoria nelle strutture con più di otto inquilini, viene nominato dalla assemblea e la carica dura un anno con rinnovo automatico. La nomina può essere revocata esclusivamente dalla assemblea. Precisiamo che non esiste un albo degli amministratori di condominio.

Requisiti dell’amministratore di condominio

Quando a svolgere il compito dell’amministratore di condominio è una persona fisica questo deve essere in possesso di alcuni requisiti:

Se a svolgere l’incarico è uno dei condomini e dunque non un amministratore professionale esterno, i requisiti sulla formazione, punti 1 e 2 dell’elenco sopra, non sono necessari.

Compenso dell’amministratore di condominio

L’amministratore di condominio deve dichiarare la cifra esatta del compenso richiesto al momento della nomina. Il compenso deve essere indicato voce per voce con precisione.

Le nomine che non riportano la voce del compenso saranno ritenute nulle.

Corso Frigorista per Condizionatori F Gas

Le aziende e il personale che lavorano con i gas fluorurati, responsabili dell’effetto serra, devono essere in possesso della certificazione obbligatoria FGAS, ovvero un documento obbligatorio che attesta la idoneità al lavoro.

La normativa che regola la certificazione è il DPR n.43/2012 recante attuazione del regolamento n.842/2006 della comunità europea approvato nel mese di marzo 2018 in fase preliminare.

Tra le novità approvate dal nuovo DPR la più importante impone che le aziende e le persone fisiche, iscritte nel registro senza regolare certificazione, dovranno essere automaticamente eliminati dal registro se non conseguiranno la certificazioni entro otto mesi dalla iscrizione.

Il “Patentino del Frigorista”  attesta le competenze del personale, la “certificazione degli strumenti e delle procedure” le competenze delle aziende.

Per sostenere l’esame e conseguire la certificazione è necessario che il candidato sia maggiorenne e idoneo allo svolgimento della attività professionale. Per sostenere l’esame bisogna inoltre conoscere le norme di sicurezza e salute sul luogo di lavoro con particolare riferimento a impianti elettrici e manutenzione della strumentazione e conoscere il funzionamento del ciclo frigorifero.

Dal momento del conseguimento la certificazione ha una validità di 10 anni e verrà rinnovata dall’ente certificatore, su richiesta dell’interessato, trascorso quel periodo.

Durante i 10 anni il lavoratore dovrà rispettare tutte le norme e non aver subito ne reclami ne provvedimenti disciplinari,aver svolto almeno un intervento e aver pagato regolarmente le quote annuali di certificazione.

Le imprese e i lavoratori devono iscriversi, esclusivamente per via telematica, al Il Registro Telematico Nazionale istituito presso il Ministero dell’Ambiente ed è gestito dalla Camera di Commercio competente.

cni donne ingegnere

Sempre più donne si iscrivono all’albo del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, circa mille in più rispetto al 2019.

Il numero di ingegneri iscritti all’albo continua a crescere: i dati ufficiali di inizio anno 2020 presentano 242.750 iscritti, numero più alto di 1000 rispetto all’anno 2019. Questo conferma la propensione degli ultimi anni di una crescita costante di iscritti, però la novità è che il 2020 resta positivo per un vasto numero di iscritte donne.

Rispetto all’anno passato, infatti, è calato il numero di ingegneri uomini, mentre è incrementato il numero delle donne che costituiscono quasi il 16% degli iscritti totali.

Fra i fattori che determinano questo andamento, c’è il fatto che la popolazione più anziana degli ingegneri iscritti all’albo è formata quasi ed esclusivamente da uomini, mentre le donne all’interno del settore civile e ambientale polarizzano le iscrizioni con un numero decisamente rilevante. Questi dati emergono dal rapporto annuale del centro studi CNI

Il quadro dunque si presenta essere stabile. Le nuove iscrizioni si mantengono intorno le 6000 unità al fronte di circa 5000 cancellazioni. Rimane bassa la quota di laureati che sostengono l’esame di Stato e ancor più bassa la quota di coloro che si iscrivono all’albo dopo aver conseguito l’abilitazione professionale. Quest’ultimo numero è composta da un sesto dei laureati.

Rispetto al 2019, nel saldo positivo spicca il fatto che è stato realizzato solo grazie alla crescita costante del numero di donne iscritte che ha ormai ha superato quota 38mila. Il numero di donne iscritte nel 2020 è maggiore di circa mille rispetto all’anno 2019.

Ricordiamo in oltre che tutti i professionisti iscritti all’albo CNI degli ingegneri sono obbligati, annualmente, a raggiungere un preciso numero di Crediti Formativi CNI, chiamati anche CFP Ingegneri (Crediti Formativi Professionali) per portare a termine l’obbligo di formazione professionale continua.

antincendio 23 aprile 571bab596f96e

Gli incendi sul luogo di lavoro sono frequenti e la inesperienza e la mancanza di conoscenza del fenomeno può portare a conseguenze gravi.

Secondo il D.Lgs 81/08 ogni datore di lavoro deve provvedere alla formazione di uno o più lavoratori incaricati della prevenzione incendi, gestione incendi e gestione delle emergenze.

Il lavoratore prescelto, dopo aver frequentato un corso antincendio, potrà gestire le emergenze, effettuare una corretta evacuazione dell’edificio, utilizzare l’estintore in presenza di un principio di incendio ma anche utilizzare sistemi di spegnimento come naspi ed idranti.

Il datore di lavoro può ricoprire in prima persona il ruolo di addetto alla prevenzione incendi e gestione delle emergenze o, come detto sopra, scegliere uno o più dipendenti a cui dovrà garantire il Corso Antincendio.

La scelta del dipendente idoneo a tale incarico dovrà essere fatta dal datore di lavoro seguendo determinati criteri come l’indole e le attitudini del lavoratore, criticità e dimensioni della azienda, numero di dipendenti necessari a garantire la sicurezza.

L’SPP, servizio di prevenzione e protezione, può supportare, se necessario, il datore di lavoro nella scelta per non rischiare che infranga la legge vigente.

patentino haccp alimentaristi

L’HACCP: Hazard Analysis and Critical Control Points, traducibile in “sistema di analisi dei pericoli e punti di controllo critico” è una certificazione obbligatoria per chi lavora nella filiera alimentare, produttiva e distributiva. L’HACCP dimostra il rispetto delle leggi, nazionali ed europee, in, materia di igiene alimentare.

Come impone la legge, per lavorare nel campo alimentare è necessario essere in possesso del certificato HACCP. Il livello della certificazione dovrà essere adeguato al ruolo, ad esempio ad un produttore sarà richiesto un livello di conoscenza superiore rispetto ad un cuoco.

Obiettivo della certificazione HACCP

L’obiettivo della certificazione è la conoscenza, la prevenzione e il controllo dei rischi per la sicurezza alimentare, questo prevede la valutazione dei rischi, chimici, fisici e biologici che possono alterare la salubrità degli alimenti.

Questo metodo di controllo prevede il monitoraggio degli alimenti in tutte le varie fasi di manipolazione in modo da garantire che non vi sia alcuna contaminazione e dunque alterazione della salubrità degli elementi. In questo modo viene garantita la salute del consumatore finale.

La normativa

Negli anni ’60 si parla, per la prima volta, dei “punti critici di controllo” per monitorare i pasti degli astronauti della NASA. Nel tempo la normativa si è evoluta. La prima normativa di riferimento è arrivata in Europa nei primi anni ’90 , Direttiva 1993/43/CEE, che è stata recepita in Italia con il D.Lgs 155/1997. il D. Lgs rendeva, per la prima volta, sanzionabili i trasgressori delle disposizioni HACCP. Nel gennaio del 2006 entra in vigore il Regolamento CE 852/2004, attuato in Italia con il D.Lgs 193/2007.

In Italia la normativa HACCP ha carattere regionale e dunque, ogni regione, ha un ufficio di competenza.

La normativa vigente impone che, per lavorare nella filiera alimentare,  ogni azienda ed ogni lavoratore debbano possedere i requisiti imposti dalla certificazione HACCP e ogni attività deve avere un proprio piano di autocontrollo ed un manuale HACCP adeguato alle esigenze dell’azienda  interessata.

corso di europrogettazione

La figura dell’europrogettista nasce nel 1998, in concomitanza con l’incremento dei finanziamenti Europei  a favore di enti, associazioni, organizzazioni, aziende e pubbliche amministrazioni, per la realizzazione di progetti in risposta a bandi diretti nel quadro di un programma europeo. La figura professionale dell’europrogettista, negli ultimi anni, è cresciuta notevolmente grazie alla crescita della richiesta di professionisti da parte di associazioni, aziende ed enti pubblici. È importante sottolineare che non ci si improvvisa europrogettista, per farlo sono necessarie delle competenze ben precise.

Il mercato offre molti corsi di formazione ma è fondamentale scegliere un corso di europrogettazione di qualità poiché, l’europrogettista, ha una grossa responsabilità nei confronti del territorio e delle associazioni per cui lavora: la possibilità di ottenere cospicui finanziamenti che permettano di realizzare progetti importanti per la comunità.

L’europrogettista deve, prima di tutto, conoscere i diversi programmi di finanziamento previsti dall’Unione europea, le condizioni politico-sociali del territorio in cui opera e, fondamentale, il contesto istituzionale e le politiche europee. L’europrogettista deve avere, inoltre, competenze di project management e di project financing e, soprattutto, deve saper scrivere un progetto idoneo ad essere proposto alla Commissione europea

I requisiti dell’Europrogettista

Non meno importanti per un europrogettista sono l’attitudine alle relazioni, spiccate doti comunicative, capacità di problem solving ed inventiva.

È importante inoltre sottolineare che, quella dell’europrogettista, è una figura professionale multidisciplinare e, dunque, la provenienza professionale può essere di vario tipo: scrittore, comunicatore, contabile, lobbista, formatore, addetto alla amministrazione etc.

Altro requisito richiesto è la conoscenza della lingua inglese.

Molti enti scelgono di affidare il compito di scrivere e presentare un progetto europeo ad una figura interna ma, negli ultimi anni, si è compresa la necessità di rivolgersi ad un professionista esterno, formato e competente.

La Commissione europea cofinanzia progetta in ogni settore e, proprio per questo, le CCIE-Camere di commercio all’estero fanno da tramite tra l’ Unione europea, i mercati esteri e le aziende italiane supportando le PMI nel complesso obiettivo di internazionalizzarsi.

graduatorie d'istituto facciamo chiarezza

Linee guida sulla divisione in I, II e III fascia nelle graduatorie d’istituto 2020

Con l’approvazione definitiva del Decreto Scuola e la sua conversione in legge è certa la riapertura e l’aggiornamento delle graduatorie di Istituto di II e III fascia. Le graduatorie permettono ai dirigenti scolastici di trovare i docenti giusti a cui affidare eventuali supplenze.

Le graduatorie si suddividono in tre fasce e i requisiti per accedervi sono diversi:

  • La prima fascia è definita “ad esaurimento” ed è quelle da cui i dirigenti e il MIUR attingono per contratti a tempo determinato.

La prima fascia segue regole diverse dalle altre due graduatorie.

  • La seconda fascia riguarda tutti i docenti abilitati ma non idonei all’inserimento in I fascia; la seconda fascia è suddivisa in classi di concorso. Dalla entrata in vigore del “Decreto Scuola” per le supplenze fino al 30 giugno/31 agosto i docenti potranno essere chiamati da tutti gli Istituti della provincia senza dover indicare alcun limite numerico come avveniva fino al 2019.
  • La terza fascia raccoglie i nomi di tutti i docenti non abilitati. Anche per la terza fascia è stato abolito il numero massimo di scuole scelte e anche i docenti di terza fascia potranno essere scelti da tutti gli Istituti della provincia scelta in fase di domanda senza dovere piu rispettare il limite delle 20 scuole come avveniva in passato. La riapertura delle graduatorie di III fascia, nel 2020, consentirà agli aspiranti docenti, in possesso di tutti i requisiti, di ambire alla cattedra per il triennio 2020/2021, 2021/2022, 2022/2023.

Sono molte le novità che il Decreto Scuola apporterà nel 2020, Tra le più importanti: l’obbligo del conseguimento dei 24 cfu per tutti, diplomati ITP compresi .

Le graduatorie di II e III fascia vengono riaperte o aggiornate ogni 3 anni.

La riapertura delle graduatorie permette di accedere ai docenti ancora fuori. L’aggiornamento consente invece ai docenti di avanzare in graduatoria se, nel corso dei tre anni, hanno accresciuto il loro punteggio. La prossima data, per l’aggiornamento e la riapertura, è prevista per il 2020.

Approfondiremo nei prossimi articoli i vari argomenti sul tema Graduatorie 2020 e Decreto Scuola

corso consulente tecnico d'ufficio ctu

Prima del 2002 la legge di riferimento per stabilire il compenso del CTU era la Legge n 319 dell’8 luglio 1980.

Nell’epoca moderna la quasi totalità delle controversie giudiziarie presenta la necessità, a livello puramente tecnico, di chiarire dubbi, ovviare ad incertezze, risolvere problemi che altrimenti impediscono al giudice di arrivare a pronunciare sentenze eque e giuste.

Il consulente tecnico d’ufficio presta le proprie capacità professionali al fine di contribuire a condurre ad un miglioramento dell’equità delle pronunce giudiziali, dunque a salvaguardare gli interessi della giustizia generale e non di parte.

Oggi il compenso del perito è regolamentato dal “Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di spese di giustizia” D.P.R 115/2002 nello specifico, è trattato dal titolo VII, articoli dal 49 al 72. Oltre al DPR 115/2002, oggi in vigore, rimane valida la tariffa a tempo, prevista dell’art. 4 della legge 319/1980. Dopo vari interventi normativi la legge 319/1980 ha introdotto la liquidazione a tempo attraverso il sistema delle vacazioni come criterio per il calcolo del compenso.

Cos’è la vacazione?

La vacazione è la “prestazione di un perito, su richiesta dell’autorità giudiziaria, commisurata a un periodo di tempo prestabilito ai fini della retribuzione”. La vacazione riguarda il tempo che intercorre dalla prima udienza al deposito della relazione peritale, sottolineando che la prima vacazione è la prima in assoluto dell’incarico e non la prima di ogni giornata di lavoro.

L’importo delle vacazioni è stabilito dall’art. 1 del D.M. 30 maggio 2002

Secondo la norma prevista dall’art. 4 della legge n. 319/1980 l’onorario per la prima vacazione è pari a € 14,68 e per la successiva di € 8,15 (la vacazione stabilita è di 2 ore). Secondo la giurisprudenza della Cassazione, al Consulente Tecnico d’Ufficio non spetta alcun compenso addizionale per avere effettuato un supplemento di indagine dopo il deposito della relazione se reso necessario dalle carenze di quest’ultima (Cass. Civ. Sez. 1, 8 ottobre 1997 n. 9761). Inoltre, se si impiega un’ora e un quarto, ad esempio, se ne conteggia una soltanto.

Il limite massimo delle vacazioni che un giudice può assegnare ad un perito è 4, equivalente a 8 ore di lavoro. Questo limite non riguarda gli incarichi che vengono espletati alla presenza dell’autorità giudiziaria, in questo caso, come indicato dall’art. 4, L. n. 319/80, è necessario che il numero delle vacazioni venga indicato negli atti del processo. Ai sensi dell’art. 29 delle tabelle allegate al D.M. 30 maggio 2002 gli onorari riguardano la consegna della relazione e dunque il consulente non può chiedere alcun compenso supplementare per le attività extra svolte, come ad esempio la partecipazione alle udienze. Il numero delle vacazioni necessarie è stabilito dal giudice sotto suo esclusivo controllo e responsabilità.

corso consulente tecnico d'ufficio aggiornato

Recentemente i compensi previsti per il CTU, consulente tecnico d’ufficio, sono stati al centro di critiche e proteste ma, nonostante il malcontento, quella del CTU è una professione molto ambita. Facciamo chiarezza su questa figura.

Chi è il Consulente Tecnico d’Ufficio

Il CTU è un professionista, sia esso ingegnere, geometra, perito, architetto, psichiatra ecc. che, grazie alle sue competenze professionali, supporta il giudice, nel processo decisionale, con consulenze tecniche. Numerosi sono i corsi di formazione consulente tecnico d’ufficio che permettono al professionista di acquisire gli strumenti necessari per svolgere l’incarico in tribunale, mettendo in pratica le proprie competenze professionali.

In ogni tribunale è presente un Albo dei Consulenti Tecnici d’Ufficio, regolato normativamente dagli art. 13 e ss. disp. att. c.p.c.; artt. 66 e ss. disp. att. c.p.p. ndr.

L’albo dei CTU

L’albo è un elenco dei consulenti disponibili in quel tribunale con la descrizione delle loro competenze tecniche e professionali. L’albo dei CTU è il punto di riferimento per ogni giudice nella scelta del consulente giusto a cui affidare le proprie consulenze. Nell’ambito di un processo infatti, è possibile che il giudice, per valutare correttamente determinati eventi o situazioni, debba avvalersi della perizia di un esperto, ed è qui che entra in gioco il CTU, il quale esprime le proprie valutazioni circa la questione che gli è stata sottoposta, ma non ha alcun potere decisionale.

Iscriversi all’albo CTU

Per essere iscritti all’albo, oltre ad essere in possesso delle competenze tecniche richieste, bisogna essere iscritti all’albo professionale di propria competenza o alla Camera di Commercio. Nota bene che per iscriversi all’albo è necessario risiedere o avere il domicilio professionale nella circoscrizione del tribunale in cui si fa richiesta.

Il responsabile dell’albo dei CTU è il Presidente del Tribunale. Quest’ultimo guida il comitato che valuta l’idoneità del soggetto per l’iscrizione all’albo dei consulenti, inoltre vigila sul comportamento dei Consulenti e può decidere di intraprendere provvedimenti disciplinari nei confronti di coloro che violano il protocollo professionale, da un punto di vista comportamentale o morale.

energie rinnovabili entro 2030

La tematica dell’energia rinnovabile è un capo saldo della formazione formativa delle figure professionali, consulta i nostri corsi online su energia e ambiente. L’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA), sostiene che per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile e avviare un percorso verso la sicurezza del clima, gli investimenti di 10 trilioni di dollari in combustibili fossili dovranno spostarsi verso la trasformazione energetica, quindi la quota di energie rinnovabili dovrà più che raddoppiare.

Per poter aumentare le energie rinnovabili e garantire il rispetto degli obiettivi di transizione energetica, la IRENA, durante l’assemblea annuale tenutasi ad Abu Dhabi dal 10 al 12 gennaio, ha presentato il libro dal titolo “10 Years: Progress to Action”, che illustra il piano attuato e quello da attuare nei prossimi 10 anni.

L’IREA sostiene che gli investimenti annuali delle energie rinnovabili debbano raddoppiare, passando dai 330 miliardi di dollari attuali, a quasi 750 miliardi di dollari, passando attraverso la rimodulazione degli investimenti previsti per i combustibili fossili verso la sostenibilità. L’accordo di Parigi, ha fissato un obiettivo preciso: limitare l’aumento delle temperature globali entro 1,5° C entro il 2030, a tal fine sono stati previsti quasi 10 trilioni di dollari di investimenti energetici in fonti rinnovabili, aumentando così la possibilità di superare il budget mondiale di carbonio.

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L’accesso all’energia mediante fonti rinnovabili, può diventare uno strumento di vitale importanza, in un’ottica di sviluppo sostenibile. Dal 2010, le energie prodotte da impianti fotovoltaici e da impianti eolici, sono diventate la principale capacità energetica al mondo, surclassando tutte le altre forme di vecchia generazione.

Il Direttore Generale di IRENA, Francesco La Camera ha dichiarato: “Siamo entrati nel decennio dell’azione per le energie rinnovabili, un periodo energetico che si trasformerà ad una velocità senza precedenti” poi ha continuato affermando “Le energie rinnovabili sono la chiave dello sviluppo sostenibile e dovrebbero essere al centro della pianificazione energetica ed economica del mondo”.

IRENA ha stimato che entro il 2030 i maggiori investimenti nelle energie rinnovabili comporterebbero un risparmio sui costi, che è stato stimato tra 1,6 e 3,7 trilioni di dollari all’anno.

La transizione dai combustibili fossili alle energie rinnovabili sarà garantita anche da un continuo calo dei costi delle tecnologie. Infatti, il costo del fotovoltaico ha avuto un calo di quasi il 90% negli ultimi 10 anni e nella stessa decade il prezzo delle turbine eoliche ha avuto un calo pari alla metà. Entro il 2030 le due tecnologie copriranno un terzo del fabbisogno energetico globale.

Oggi le energie rinnovabili off-grid, cioè quelle che permettono di fornire energie elettrica a tutte quelle case situate in zone remote, sono una soluzione chiave per garantire l’accesso all’energia a circa 150 milioni di persone. I dati forniti da IRENA mostrano un incremento del 60% di accessi all’energia elettrica grazie a sistemi autonomi e mini-grid.